SONO APPARSO A CARMELO BENE. GLI HO PARLATO DELLA FONTANA DI SANTA ROSA A LECCE, DEL CANTIERE DI RIQUALIFICAZIONE, APERTO, POI SUBITO CHIUSO E ABBANDONATO, DIVENTATO UN ALTRO MONUMENTO AL DEGRADO, COME QUELLO VICINO A LUI DEDICATO

| 31 agosto 2020 | 0 Comments

di Giuseppe Puppo______

Il volto di Carmelo Bene adesso non si vede quasi più, se non nella parte superiore della testa, perché la vegetazione spontanea è cresciuta, fra i cumuli di detriti. La scritta, in alto, sull’immobile abbandonato di via Adda, su cui nove anni fa fu realizzato il murales da Checo’s Art e Crash – l’unico omaggio tangibile al Genio più illustre, dimenticato, come la piazza che in teoria porta il Suo nome, ma che tutti continuano a chiamare Foro Boario –  la scritta, in alto, quella si vede ancora: “LA CITTA’ AL SUO MAESTRO”, dice.

Un monumento di rifiuti, un tempio del degrado e dell’abbandono, sgarrupato e traballante, transennato come la cella di una prigione, questo la Città ha dedicato al Suo Maestro.

 

Un principio di insolazione? Mentre dal Coni mi dirigo verso casa, a piedi, come tutte le mattine, ‘stamattina, dopo dieci giorni di afa bollente? Forse, ma mentre vado verso la vicinissima piazza Indipendenza, con la coda dell’ occhio vedo il ciuffo dei capelli di Carmelo Bene che si muove, e sento chiarissima l’eco delle Sue parole, almeno così mi è sembrato ‘stamattina:  e mi pare che fossero tutte parolacce.

 

Un altro monumento al degrado, da un mese, eccolo qua, in piazza Indipendenza.

Non c’è neanche un po’ di vento, ‘stamattina, che ogni tanto mitighi il caldo torrido, il sole che spacca le pietre, pure quelle, quattro o cinque, che hanno smosso, sul davanti, nel cantiere approntato da un mese, il primo giorno. E poi, nessuno ha fatto più nulla.

 

Ci sono le recinzioni tutto intorno, in cui l’arancione evoca suggestioni non piacevoli, di emergenza, di problemi, di ricordi di aree infette, dei resti abbandonati di un bombardamento, di un terremoto.

Dentro, non c’è nessuno. E’ da più di un mese, da quando in teoria sono iniziati i lavori, che, dentro e fuori, non si è visto anima viva.

 

Così, a Santa Rosa c’è un nuovo monumento al degrado: il cantiere che dovrebbe riqualificare la fontana, storica ed emblematica, un simbolo di speranza di riscatto, risuscitata all’occorrenza, e poi subito di nuovo tradita.

Un cantiere in movimento, con gli operai che fanno su e giù, con i mezzi meccanici, con i suoni, i rumori e i profumi, pure con i vecchi che sostano intorno commentando l’esecuzione dei lavori, fa simpatia, genera attesa e fiducia.

Un cantiere fermo e abbandonato, senza nessuno e senza niente, lasciato là inerte, dietro le barriere protettive del nulla, fa desolazione, genera ansia e sfiducia.

 

L’unica novità – ho notato – che c’è finalmente un cartello, come prescrive la legge, con le indicazioni sui lavori, committenti ed esecutori, ed è l’unica novità nel frattempo sopravvenuta, in tutto questo lasso di tempo. Fra l’altro, l’importo indicato per il lavori è di 90.000 euro, mentre il Comune, nel suo comunicato, aveva indicato la cifra di 150.000 euro, vai a sapere.

 

Comunque, possiamo così apprendere che la durata prevista è di cinque mesi: la consegna dovrebbe avvenire per Natale con la fontana restaurata, ripristinata e zampillante.

Il primo mese, se n’è già andato. Non solo senza nessun esito in positivo, ma al contrario con la creazione di un altro tempio all’incuria, alla solitudine e alla sofferenza.

Perfettamente inserito – ci sarebbe da notare amaramente – nel contesto urbano di questo quartiere che giorno dopo giorno lentamente muore.

 

Io, non so perché tutto questo sia avvenuto, nei primi trenta giorni.

Inoltre, io non ho la competenza tecnica per valutare se i tempi previsti siano congrui.

 

Così, a naso, penso che, volendo, in un mese una fontana si sarebbe potuta costruirla ex novo, figurarsi se non rimetterne in funzione una già esistente…

Poi, non voglio buttarla in politica.

Però, ecco, tutto questo mi sa tanto di indecente.

In ogni caso, penso che un assessore comunale nonché vicesindaco che si candidi alle elezioni regionali debba dimettersi per tempo, per ragioni di decoro delle Istituzioni.

Poi, per il fatto che se fa, come è giusto, come tutti i candidati, la campagna elettorale, non può fare contemporaneamente l’assessore ai Lavori Pubblici e il vicesindaco.

Infine, nella fattispecie, un assessore che fa un comunicato propagandistico e, se vogliamo, pure giustamente, solennemente retorico, e dopo un mese nei fatti non c’è niente di buono, anzi, c’è solo un altro monumento al degrado e all’abbandono, ecco, solo per questo, per i sospetti che il tutto ingenera, dovrebbe avere la decenza di dimettersi.______

LA RICERCA nel nostro articolo del 28 luglio scorso

AL VIA – FINALMENTE! – I LAVORI DI RISTRUTTURAZIONE DELLA FONTANA DI SANTA ROSA. L’ANNUNCIO DEL COMUNE

 

 

 

 

Category: Cronaca, Politica

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