L’Italexit DI GIANLUIGI PARAGONE, A GALATINA, GIOVEDI’ 10, CON IL CANDIDATO A PRESIDENTE DELLA REGIONE PUGLIA MARIO CONCA CON LA LISTA “Cittadini pugliesi”

| 9 settembre 2020 | 0 Comments

di Raimondo Rodia______

Riparte dalla Puglia ed in particolare dal Salento il viaggio di presentazione della nuova piattaforma politica ITALEXIT creata da poco tempo dal giornalista e conduttore televisivo e senatore della Repubblica Gianluigi Paragone (nella foto di copertina) che sta girando l’Italia con una fitta agenda di incontri e comizi.

Apre la due giorni pugliese giovedì 10 settembre 2020 Taranto, che aspetta un rilancio da tempo e che vedrà Paragone ed il suo staff impegnato in diversi incontri al mattino ed al pomeriggio.

Si sposterà poi a Galatina al centro della provincia di Lecce per l’unico comizio che terrà nella piazza principale dedicata a Dante Alighieri alle ore 20.30.

La scelta di Galatina non è casuale perché il primo nucleo del futuro movimento politico ITALEXIT nascerà proprio qui.

Infatti ad accompagnare ed organizzare al meglio il comizio e salire sul palco insieme a lui saranno due delfini molto importanti nello scacchiere futuro della Puglia su cui punta Paragone ed ITALEXIT, vale a dire il candidato governatore di Puglia Mario Conca e il candidato consigliere regionale Massimo Giannini entrambi presenti il 20-21 settembre alla tornata elettorale sotto lo stemma della civica ” Cittadini Pugliesi “.

Massimo Giannini, espressione dell’impegno e del servizio alla politica galatinese anche attraverso l’associazione ” Liberi di… “, ha scelto Mario Conca per cambiare in meglio le sorti di questa bellissima regione che è la Puglia e dare una terza scelta al duopolio classico del centro-destra contro centro-sinistra. Entrambi impegnati nella disputa regionale saranno affiancati da questo nuovo soggetto politico ITALEXIT benedetto dal leader in persona.

 

 

Il manifesto di ITALEXIT chiede la sovranità monetaria come base dell’indipendenza di una nazione: un Paese che sceglie di rinunciarvi sceglie di mettere il proprio futuro nelle mani dei “mercati”, cioè dei grandi potentati finanziari.

Eccone qui di seguito i tratti salienti.

Come dimostra la crisi profondissima in cui versa il Paese da anni, senza sovranità monetaria l’Italia non sarà mai in grado di rimettersi in piedi. Solo con una politica monetaria e fiscale al servizio delle esigenze della società italiana, la spesa e gli investimenti pubblici diventano funzionali a una prospettiva di crescita e sviluppo. Nella consapevolezza che un Paese in possesso della sovranità monetaria non deve preoccuparsi della carenza di denaro ma soltanto di impiegare al meglio tutti i fattori produttivi.

 

Lo Stato deve farsi strumento per la realizzazione dei bisogni e delle ambizioni del popolo, lasciandosi alle spalle una fiscalità opprimente e invasiva. Negli ultimi decenni tutte queste realtà faticosamente costruite con soldi pubblici – cioè con la ricchezza di tutti – sono state progressivamente privatizzate. Il nostro Paese deve tornare a essere un’orgogliosa potenza industriale, che scommetta su qualità e innovazione per competere efficacemente sul piano internazionale.

 

Allo Stato spetta un ruolo da protagonista in questo processo, non soltanto attraverso partecipazioni dirette al nuovo tessuto produttivo ma anche sostenendo adeguatamente il sistema della ricerca che traina l’innovazione tecnologica. Questo fenomeno è particolarmente evidente nel settore primario: le eccellenze eno-gastronomiche che il mondo ci invidia sono diventate negli anni sempre meno ordinarie sulle tavole degli italiani. Sono state rimpiazzate da prodotti di bassa qualità e materie prime importate che, non dovendo sottostare a regolamenti e controlli, strozzano gli agricoltori e gli allevatori nostrani e li costringono a una competizione al ribasso che non si può e non si deve sostenere. Un’Italia che voglia davvero dirsi sovrana deve essere in grado di garantirsi la sovranità alimentare. Cosa che naturalmente non significa rifugiarsi in un’anacronistica autarchia, bensì sostenere le imprese del settore e far sì che gli italiani siano i primi a poter beneficiare dei frutti della propria terra.

 

È prioritario invertire la rotta del processo ventennale di smantellamento del Servizio sanitario nazionale. Bisogna dire basta a esternalizzazioni, privatizzazioni e sovvenzioni alla sanità privata per rilanciare con vigore quella pubblica. Va ripristinato il diritto a cure gratuite di alta qualità per tutti i cittadini su tutto il territorio nazionale, non solo come sacrosanto principio etico e costituzionale ma anche come necessità di sicurezza nazionale.

 

La crisi ambientale che stiamo affrontando a livello planetario è una delle conseguenze più disastrose della globalizzazione sfrenata. Per uscirne occorre adottare nuovi paradigmi che scalzino il dogma economicista e riportino al centro il benessere collettivo, prestando particolare attenzione alla salvaguardia di tutto il patrimonio naturale, da quello paesaggistico a quello boschivo, in modo da poterlo tramandare alle future generazioni.

 

Insomma una nuova sfida politica viene lanciata sul palco di piazza Alighieri, a Galatina, giovedì 10 settembre alle ore 20.30, da Gianluigi Paragone, Mario Conca e Massimo Giannini.

 

Category: Cronaca, Politica

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