LA RASSEGNA FILOSOFICA DELL’UNISALENTO / LA CULLA DELLA POLIS, DELLA CIVILTA’ OCCIDENTALE? FU QUI NEL SALENTO. PAROLA DEL PROFESSOR ENNIO DE BELLIS

| 18 gennaio 2021 | 0 Comments

di Mariangela Rosato______

Continua la rassegna itinerante dal titolo “Filosofica-mente, Riflessioni sul Pensare e sull’Agire”, un ciclo di incontri on line inerenti il tema “Uomo e Civiltà” organizzato dal Dipartimento di Filosofia dell’Università del Salento.

Il terzo della serie è stato quello con Ennio de Bellis (nella foto piccola), professore di Istituzioni di storia della Filosofia presso il Dipartimento di studi Umanistici dell’Università del Salento, il quale, in qualità di esperto del pensiero aristotelico e membro della società filosofica italiana, ha affrontato il tema del logos e della polis alle origini della civiltà occidentale.

 

Un incontro quello con il professore De Bellis di grande interesse e di facile, nonché  coinvolgente comprensione nonostante la complessità della tematica di fondo.

Invitato dal professor Fabio Ciracì, curatore della rassegna, il professor De Bellis si è concentrato sull’importanza del Sud Italia come culla della costruzione del pensiero occidentale. “Si dovrebbe recuperare – ha affermato – la consapevolezza del fatto che l’Italia e, nello specifico, le regioni meridionali sono la culla della civiltà e per questo il senso della polis è strettamente connesso non solo al senso storico, ma proprio a quello dello sviluppo del pensiero. Pensiero, società e civiltà sono delle dimensioni che procedono insieme”.

La spiegazione storica e filosofica proposta dal professore chiarisce, anche tramite l’ausilio della cartina geografica  (nella foto grande) indicante i luoghi della colonizzazione greca, l’importanza strategica del Sud Italia nella messa a punto del pensiero dell’Occidente.

Un ruolo che, secondo il professore, dovrebbe renderci orgogliosi della posizione storica e soprattutto culturale della terra salentina della quale, per dinamiche casuali, condividiamo la storia e le tradizioni riscontrabili finanche nell’ambito linguistico.

 

“Quando parliamo di Grecia infatti – sottolinea il professore – non dobbiamo tenere in mente il concetto di penisola ellenica, ma di Grecia in senso vasto quindi anche il territorio comprendente l’Italia meridionale e soprattutto quella popolata dagli Ioni”.

 

Gli Ioni, infatti, a differenza degli altri popoli, avevano una caratteristica specifica, ossia  non possedevano una terra su cui sviluppare una propria civiltà. Per tale ragione sono stati spinti a costruire un loro sistema su delle isolette. E’ paradossalmente quello che, in termini economici, possiamo definire “svantaggio economico operativo” che si è trasformato nell’elemento chiave destinato a porre le basi della società occidentale.

 

Gli Ioni, infatti, dopo le vicende della guerra di Troia, sono diventati da popolo stanziale popolo commerciale, perciò,  non potendo contare su risorse prescritte, come la terra e l’esercito, hanno  puntato sulle risorse ascritte provenienti dal commercio nei porti.

Ciò li ha condotti a creare delle polis aventi una natura indipendente e totalmente diversa dalle restanti realtà greche in ragione del pensiero su cui queste si strutturavano, ossia un pensiero dinamico che garantiva la circolazione delle idee e il movimento della struttura politica il quale ha concesso loro di sviluppare l’astrazione: “le leggi, la scrittura, il denaro, i numeri diventano i primi passi dell’astrazione.

Ed è proprio questo processo di astrazione che trova fondamento nelle nostre terre grazie ad un popolo che ha utilizzato il suo “svantaggio operativo” per progredire ed andare al di là delle realtà già precostituite. “Per tali motivi, prima di pensare alla nostra terra solo come un’occasione di promozione turistica-– ha conclude il professor de Bellis – dovremmo renderci conto che possiamo offrire molto di più perché noi siamo la culla della civiltà occidentale”.______

LA RICERCA nei nostri articoli del 10 dicembre e del 15 dicembre 2020

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Category: Cronaca, Cultura, Eventi

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