PRESI I PRESUNTI AUTORI DELL’INCREDIBILE COLPO ALLA BNL / GLI ARRESTATI. LE FOTO. TUTTI I PARTICOLARI

| 16 Febbraio 2021 | 0 Comments

di Maria Antonietta Vacca______I fermati ritenuti i responsabili del clamoroso colpo sono Piero Fiore, 47 anni, di Veglie; Luciano Romano, 44 anni, di Formia; Salvatore Mazzotta, originario di Copertino e residente a Veglie, individuato a List, in Austria; e Marco Salvatore Zecca, 46 anni, di Galatina, ritenuto l’esperto informatico del gruppo.

Le complesse indagini condotte dagli investigatori della Squadra Mobile  di Lecce  e dagli uomini del Servizio Centrale Operativo, cominciarono la stessa sera dell’11 novembre del 2018.

Decisivo l’apporto della Polizia Scientifica, che ha estratto dal materiale sequestrato sul posto un unico profilo genetico, riscontrandone poi la rispondenza con quello di Piero Fiore, consentendo di risalire agli altri presunti autori, tutti ora accusati di furto pluriaggravato in concorso.

La scena del crimine faceva pensare ad un colpo studiato nei minimi particolari, portato a segno da più persone, alcune delle quali sicuramente con ottime conoscenze nel campo dell’allarmistica, avendo neutralizzato completamente l’impianto di allarme della banca. La porta di accesso ai locali antistanti il caveau preziosi e la stessa porta blindata di accesso al vano caveau, erano state aperte e diverse cassette erano state violate. Apparentemente nessuna delle porte di accesso all’istituto risultava essere stata forzata.

Sul pavimento della sala antistante il Caveau vi erano quattro borsoni contenenti arnesi da scasso, gioielli e denaro, nonché altri borsoni vuoti, abbandonati verosimilmente a causa di un qualche imprevisto che aveva accelerato la fuga.

Comunque, anche se  i rapinatori uscirono dalla banca in anticipo per l’arrivo sul posto della vigilanza privata allertata dalla direzione BNL a causa del prolungato distacco di rete in agenzia, fecero in tempo ad aprire numerose cassette di sicurezza, impossessandosi di beni per un valore di circa un milione di euro.

 

Dalle ricostruzioni degli inquirenti è stato rilevato che uno o più ladri il venerdì, prima della chiusura dell’agenzia, erano riusciti ad aver accesso all’area caveau e quindi rimanere chiusi all’interno proprio dell’area preziosi.

Ad avvalorare questa ipotesi la presenza, all’interno del caveau, di un armadio metallico, semi vuoto, capace di contenere dentro una persona di media altezza, facendo in modo che la sua presenza non fosse rilevata dai sensori di movimento; evidente è risultata sin da subito la manomissione dall’interno del sistema Time Look che non consente l’apertura della porta blindata prima di un dato orario, in questo caso impostato all’orario di apertura degli uffici, tale manipolazione ha dato modo ai complici all’esterno di aprire la porta corazzata.

Nel corso del sopralluogo è stato altresì riscontrato che i cavi di trasmissione del segnale degli impianti al router UMTS (strumento che consente la trasmissione dei dati dell’impianto di allarme e di videosorveglianza verso l’esterno in caso di assenza di rete) erano stati tranciati.

L’iniziale mancanza di indizi su soggetti determinati, sui quali focalizzare gli approfondimenti investigativi, ha imposto un’indagine ad ampio spettro che non tralasciasse alcun possibile indizio. Un primo fondamentale spunto è arrivato dall’analisi delle immagini delle varie telecamere di sorveglianza della città. Inizialmente è stata fatta l’analisi di quelle della zona intorno alla banca, ampliando il cerchio di interesse man mano che emergevano indizi, sino ad estrapolare le immagini di quelle poste in punti di transito strategici della città.

Proprio questa attività di analisi dei video ha consentito di isolare alcuni veicoli, che nei giorni di interesse venivano visti muoversi in diversi punti della città sempre procedendo l’uno dietro l’altro.

Proprio in tale contesto sotto la lente degli inquirenti sono finiti tre veicoli: una Fiat Punto di colore bianco, intestata ad una società campana; un Doblò Fiat, di colore bianco, intestato al figlio del Fiore; e una Peugeot 1007, intestata alla moglie del Romano, entrambi già noti alle Forza dell’Ordine in quanto coinvolti  in episodi analoghi.

Da qui si è sviluppata l’indagine, fino ad arrivare agli arresti odierni.______

LA RICERCA nel nostro articolo immediatamente precedente

PRESI I PRESUNTI AUTORI DELL’INCREDIBILE COLPO ALLA BNL DI PIAZZA SANT’ORONZO DEL NOVEMBRE 2018

 

 

 

Category: Cronaca

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