LAVORATORI CONTRO IL GREEN PASS. CRESCE IN TUTTA ITALIA LA MOBILITAZIONE DI PROTESTA CONTRO L’OBBLIGO CHE SCATTERA’ PER TUTTI VENERDI’ 15 OTTOBRE

| 13 ottobre 2021 | 0 Comments

(Rdl)______Porta un cognome importante, anzi, storico, Alessandro Peron, che evoca un movimento politico salito al potere in Argentina con l’appoggio dei lavoratori, per i quali molto si spese, portandoli a conquiste sociali inedite, guidato da Juan Domingo, che infatti era di origini italiane, sarde per via del padre, per la precisione.

Lui, Alessandro Peron, è il segretario della Fiap, la Federazione italiana autotrasportatori professionali. Oggi ha rilasciato la seguente dichiarazione, rilanciata da molti mass media, che hanno evidenziato il rischio dal 15 ottobre di scaffali vuoti, crisi dei carburanti e blocco delle industrie.

“Il problema del green pass avrà di certo un impatto sulle imprese di trasporto e logistica creando gravi danni economici, tuttavia gli effetti negativi di questa situazione ricadranno soprattutto sulla collettività e sulle industrie, con importanti ripercussioni sull’intera economia, già messa a dura prova dalla pandemia. 

Nell’autotrasporto, che in Italia muove circa il 90% della merce garantendo gli approvvigionamenti di materie prime e beni utili alla vita di tutti i giorni, viene impiegato per la maggior parte personale viaggiante straniero.

 
Molti di questi autisti sono sprovvisti di green pass. Non necessariamente per una scelta personale di non vaccinarsi, ma perché non tutti i Paesi esteri hanno adottato lo stesso provvedimento o ‘atteggiamento’ rispetto a tale soluzione, oppure perché la vaccinazione effettuata nel Paese di origine non è riconosciuta. La situazione è dunque critica e rischia di avere un impatto devastante sul settore, già gravato da una allarmante carenza di autisti, si stima ne manchino circa 20/30 mila.

Dai dati raccolti dalle imprese operanti nel settore e da diversi produttori/committenti, si stimano inefficienze e una possibile riduzione della capacità di consegna sino al 50%.

Questo significa che potrebbero venire a mancare prodotti di consumo essenziali. 

Ci auguriamo che ci sia una presa di coscienza della reale portata del problema e che il Governo accolga la nostra richiesta di esonerare dal controllo del green pass gli operatori dell’autotrasporto impiegati nelle attività di carico e scarico.

Le imprese di autotrasporto rischiano importanti dissesti finanziari a causa dei maggiori costi organizzativi e della sospensione costretta dei servizi per mancanza di manodopera; tuttavia, se non si pone rimedio a questa situazione critica, è l’intero Paese a rischiare l’impasse”.

 

Dal canto suo il presidente di Conftrasporto-Confcommercio Paolo Uggè, ha paventato il blocco dei tir: “Stiamo valutando di invitare le imprese a fermare i camion. Ci auguriamo di no, ma ne stiamo discutendo“.

 

Fra l’altro, negli ultimi giorni, di giorno in giorno sempre di più, tutti i carburanti hanno fatto riscontrare aumenti notevolissimi, come continuano a segnalare con preoccupazione e sgomento moltissimi automobilisti italiani, che non se ne spiegano le ragioni e giustamente se ne dolgono.

 

Ma gli autotrasportatori non sono certo i soli a protestare contro l’obbligo di green pass  sui luoghi di lavoro pubblici e privati voluto dal governo a far data da venerdì 15 ottobre e ribadito ieri con un nuovo decreto che dispone obbligo di controlli e pesanti sanzioni per gli inadempienti.

In particolare, le organizzazioni dei portuali hanno minacciato il blocco dei porti di Trieste e Genova, e anche tutti gli altri, dal 15 ottobre, se non verrà ritirato l’obbligo del green pass,con stop alle attività di carico e scarico delle merci.

 

Alcune organizzazioni sindacali autonome, come Fisinazionale, si stanno mobilitando, per proclamare uno sciopero generale a oltranza dei loro aderenti, ai quali offrono assistenza legale.

I Cobas – i sindacati unitari di base – sono in mobilitazione già da alcuni giorni.

 

Alcuni docenti universitari, dai quali era venuto la prima protesta contro l’introduzione del green pass negli atenei, hanno cominciato a tenere lezioni all’aperto per i loro studenti sprovvisti della certificazione imposta dal governo  (nella foto, Guido Cappelli, professore di letteratura italiana all’Università l’Orientale di Napoli  in Galleria Principe).

 

 

Category: Cronaca, Politica

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