ECCO, OSVALDO, PER ESEMPIO, A PROPOSITO DI BOTTI…

| 3 Gennaio 2022 | 0 Comments

di Raffaele Polo______

Osvaldo non c’è più?

La nostra vita quotidiana è fatta, soprattutto, di piccoli gesti, di routine consolidate delle quali, molto spesso, ci accorgiamo quando queste vengono meno.

Io, ad esempio, oltre ai miei gatti (li chiamo così, ma i gatti, in realtà, non sono di nessuno: accettano con un po’ di diffidenza cibo, alloggio e moine ma restano sempre dignitosamente distaccati…) ogni sera, quando chiudo il cancello di casa, fornisco ad Osvaldo la sua razione serale di stuzzichini. Gli piacciono i wurstel, che piacciono anche a me: e allora giochiamo all’acchiappa-wurstel, io glieli lancio e lui, con posa plastica e serio come un professionista, li acchiappa al volo.

Osvaldo è un bel cane, ne ha passate di tutti i colori, è finito sotto le auto, ha rischiato di morire assiderato perché è un randagio senza fissa dimora, se si eccettuano le auto parcheggiate e il cantiere dove gli operai lo hanno eletto a loro mascotte.

Di recente, il Comune di Melendugno (particolarmente sensibile, da sempre, alla tutela degli animali senza padrone) con l’Associazione Animo Randagio, gli ha consegnato una cuccia molto accogliente, sta fuori casa mia, lui ha gradito e, anche se un po’ stretta perché le dimensioni del cagnolone non sono indifferenti, siamo contenti quando il suo muso spunta dall’entrata…

 

Poi, di Capodanno, Osvaldo è sparito.

Abbiamo subito intuito il suo dramma: ‘saranno stati i botti di fine anno’ abbiamo constatato, con volto afflitto. Mai come quest’anno, cani e gatti hanno sofferto terribilmente per la guerra dei botti che noi, umani scriteriati, riserviamo alle ultime ore del 31 dicembre.

Osvaldo non c’è più, è triste vedere la sua cuccia vuota, i wurstel sono rimasti a terra, nessuno che li raccogliesse con plastica parata. E un po’ tutti i vicini hanno lasciato qualcosa davanti alla sua cuccia…

Siamo rimasti male, rattristati per quella che, adesso, era una perdita notevole, qualcosa, qualcuno che partecipava alla nostra quotidianità e che accettavamo senza neppure farci caso. Povero Osvaldo, impazzito dai rumori, dagli scoppi, come sarà finito?

Poi…

Grazie a Internet, a Facebook che, quando meno te l’aspetti, può rivelarsi anche utile, è comparsa una foto, una sagoma che ben conoscevamo, con chiara ricerca di aiuto per un simpatico cagnone che era stato ritrovato a Torre Specchia Ruggeri, a una considerevole distanza dal suo luogo abituale di residenza.

Era lui? Dalla foto sembrava di sì…   Sono andati a recuperarlo, si, è proprio Osvaldo, scodinzola e ci riconosce, eccomi con i wurstel alla prova del nove,  serenamente li afferra uno alla volta e ne fa un solo boccone.

Non so spiegarvi come, ma mi viene da piangere.  Per la commozione….______

LA RICERCA nel nostro articolo di ieri

BOTTI DI CAPODANNO, TRAGICO BILANCIO PER GLI ANIMALI. LO SPORTELLO DEI DIRITTI DI GIOVANNI D’AGATA: “possiamo solo piangere con il cuore spezzato“

 

 

Category: Costume e società, Cronaca

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