POTATURE? NO, CAPITOZZATURE! LO SCEMPIO A LECCE DEL RIONE SANTA ROSA

di Giuseppe Puppo ______________
Riguardo agli abbattimenti degli alberi in città, attuato con accanimento dall’amministrazione comunale di Lecce, l’altro giorno Alberto Siculella ha parlato di “scelte criminali”, e questa mattina il Coordinamento per gli Alberi e il Verde Urbano ne ha definito il risultato così prodotto “un deserto” illegale, per cui auspica, oppure chiede, non so se ho capito bene, l’intervento della magistratura: “I giudici sapranno come definire questo deserto”.
C’è però un’altra questione riguardo gli alberi in città, quelli scampati, per ora, al massacro, che a me sembra uno scempio altrettanto grave e riguarda le potature effettuate a cura (…) dell’amministrazione comunale, soprattutto negli ultimi mesi, soprattutto nel rione Santa Rosa.
Potature? No no: capitozzature.
C’è una bella differenza.
Ma è del mestiere questo? – chiederebbe Checco Zalone. No no, non sono del mestiere: il mio mestiere è vivere la vita, direbbe Mogol. Stando nel quartiere in cui nacqui e vissi da giovane e in cui sono ritornato ormai da anziano.
Però sulla questione alla fine mi sono documentato tecnicamente, dopo che ogni giorno, camminando per Santa Rosa per le commissioni quotidiane, mi si aprono davanti visioni horror, di alberi amputati, scheletriti, massacrati.
Che cosa ho trovato?
Ho capito documentandomi che la potatura è una cosa, un intervento rispettoso della fisiologia dell’albero, finalizzato a mantenerlo sano e strutturalmente stabile, con un’asportazione del 20% circa della chioma; e la capitozzatura è un’altra, un taglio drastico, indiscriminato e dannoso, che rimuove la cima e le branche principali, lasciando monconi che indeboliscono la pianta, aumentano il rischio di caduta, causano malattie e, sostanzialmente, ne riducono l’esistenza.
Ecco, questo. Esattamente questo. Capitozzature selvagge, fra l’ altro vietate per legge da precise normative nazionali, invece han fatto e stanno continuando a fare a Santa Rosa.
Se non mi credete, chi può agevolmente, venga a vedere di persona, faccia pure un giro per le strade del quartiere.
Oltre a veri e propri monumenti al degrado – un centro sportivo abbandonato, in cui si allenano gatti e topi; un murale dedicato a Carmelo Bene che cade a pezzi, icastica rappresentazione del problematico rapporto fra il Maestro e la sua città; un mercato coperto inaugurato due volte, ma mai aperto e potrei continuare a lungo – potrà avere contezza degli alberi massacrati con le capitozzature selvagge.
Io questo mio rione, in cui esercitai felicemente la mia educazione sentimentale, ormai non lo riconosco più. Non ci sono più i prati fioriti, i rami colorati, i profumi della natura. Non ci sono più le api. Non ci sono più le farfalle. Non ci sono più gli uccelli.
E questi alberi rimasti, che mi si parano davanti feriti e mutilati, ogni mattina mi stringono il cuore. _______________
LA RICERCA nel nostro articolo del 25 marzo scorso
Category: Costume e società, Cronaca, Cultura, Politica































Propongo una raccolta di firme per rimuovere dirigenti e tecnici del Comune responsabili di questi scempi oltre ad azioni amministrative per i gravissimi danni al patrimonio verde pubblico.
Ovunque a Lecce è pianto e stridore di motoseghe (non solo a Santa Rosa,ultima “perla” via Don Sturzo). La legge non ammette ignoranza e il ruolo in un incarico pubblico neanche (il funzionario pubblico ha l’obbligo di mantenere la cosa a lui affidata nello stato in cui la riceve e di gestirla con perizia al fine di non arrecare danno). L’ignoranza peraltro è ingiustificata dato che gli uffici sono stati resi edotti – e non dovrebbe essere necessario – della normativa e delle linee guida da seguire per una potatura corretta tramite comunicazione PEC nel mese di febbraio del 2025 a firma di due agronomi. L’organismo di garanzia della gestione sostenibile delle foreste PEFC ha inviato nelle scorse settimane lo Standard Europeo di Potatura degli Alberi Ornamentali all’amministrazione comunale… Standard a cui ripetutamente il Coordinamento per gli Alberi e il Verde Urbano Lecce ha fatto riferimento nelle interlocuzioni con il Comune. Non ho altro da aggiungere
Provo le stesse spiacevoli sensazioni. Sono cresciuta e vivo a santa Rosa anch’io
Anziché potare con cura, tagliano quasi tutto indistintamente lasciando solo i tronchi!?! È una “mania” che noto e faccio presente da tempo non solo a Lecce. Forse dovrebbero chiamare persone capaci e forse dovrebbero interessarsi di più della natura, della bellezza e dell’accoglienza di una città. La cura del verde è fondamentale.
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In questi giorni mi sono pervenute decine di segnalazioni
Ad aggiungersi agli abbattimenti a raffica, arrivano le potature che ho rinominato amputazioni, perché sono capitozzature che portano ad una graduale devastazione dell’albero.
Invece di rincorrere gran parte di cittadinanza, ignorante in materia, occorrerebbe istruirla, informarla, guidarla. Cittadinanza che, tra non più di 30 giorni, dopo aver chiesto potature e abbattimenti, lamenterà l’assenza di ombra e di verde. E con i 40 gradi estivi poi!
Basterebbe rispettare normative, leggi e linee guida. Almeno le fondamentali:
1) le potature, ove necessarie, devono intervenire su non più del 30% della chioma, solitamente per liberare conflittualità con altri servizi, sotto servizi o elementi urbanistici presenti.
2) Gli interventi – eccezion fatta per emergenze/urgenze – devono essere svolti indicativamente da metà ottobre a metà marzo. Per rispettare i cicli ecosistemici e la nidificazione.
A Lecce si continua a procedere senza tener conto delle basi, del minimo sindacale. Come MIND – menti indipendenti abbiamo proceduto a protocollare la richiesta di sospensione delle attività. Non è la prima volta, ma sembra non ci sia peggior sordo…
La fauna selvatica è un patrimonio dello Stato, tutelato dalla Legge n. 157/1992. Distruggere o danneggiare nidi, uova e piccoli non è solo irresponsabile — è vietato.
La primavera e l’estate sono il periodo di nidificazione per la maggior parte degli uccelli urbani. Tagliare alberi e siepi ora significa, con altissima probabilità, distruggere nidi attivi e condannare i nidiacei a morte.
La distruzione di nidi con piccoli può configurare reati penali. Va contro ogni linea guida ambientale e buona pratica e danneggia la biodiversità urbana.
Chiediamo la sospensione delle potature nel periodo di nidificazione, controlli preventivi per verificare la presenza di nidi prima di ogni intervento, riprogrammazione dei lavori nel rispetto dei cicli naturali, informazione e sensibilizzazione di cittadini e operatori.
La tutela dell’ambiente, della biodiversità e dell’ecosistema urbano non è un’opzione. È un dovere.