{"id":101631,"date":"2016-10-31T13:59:27","date_gmt":"2016-10-31T12:59:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=101631"},"modified":"2016-11-06T12:37:47","modified_gmt":"2016-11-06T11:37:47","slug":"le-idee-l-unione-europea-un-disastro-sociale-l-euro-una-macchina-di-impoverimento-dei-popoli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2016\/10\/31\/le-idee-l-unione-europea-un-disastro-sociale-l-euro-una-macchina-di-impoverimento-dei-popoli\/","title":{"rendered":"LE IDEE \/ L&#8217; UNIONE EUROPEA? &#8220;Un disastro sociale&#8221;. L&#8217; EURO? &#8220;Una macchina di impoverimento dei popoli&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"720\" height=\"449\" title=\"k\" class=\"aligncenter size-full wp-image-101633\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/k6.jpg\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/k6.jpg 720w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/k6-300x187.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 720px) 100vw, 720px\" \/>di <strong>Matthew Lynn\u00a0<\/strong>* (analista economico &#8211; sull&#8217; autorevole\u00a0quotidiano inglese &#8220;The Telegraph&#8221; &#8211;\u00a0traduzione a cura del sito &#8220;voci dall&#8217; estero.it&#8221;)______<\/p>\n<p>Le corse agli sportelli sono all\u2019ordine del giorno. I mercati obbligazionari vanno nel panico, e i governi del Sud-Europa necessitano di salvataggi economici ogni pochi anni.<\/p>\n<p>La disoccupazione \u00e8 schizzata alle stelle e la crescita rimane asfittica, non importa quante centinaia di miliardi di denaro la Banca Centrale Europea stampi ed inietti nell\u2019economia.<\/p>\n<p>Ormai siamo tutti annoiatamente consapevoli di come l\u2019eurozona sia stata un disastro finanziario. Ma ora inizia a diventare evidente che essa \u00e8 anche un disastro sociale.<\/p>\n<p>Quello che spesso viene omesso dalle discussioni sui tassi di crescita, sui bail-out e sull\u2019armonizzazione bancaria \u00e8 che l\u2019eurozona sta diventando una macchina di impoverimento.<\/p>\n<p>Mentre la sua economia \u00e8 in stagnazione, milioni di persone stanno cadendo in uno stato di vera e propria deprivazione.<\/p>\n<p>I tassi di povert\u00e0 sono aumentati vertiginosamente in tutta Europa, sia che li si misuri in termini relativi che in termini assoluti, e gli aumenti peggiori si sono verificati all\u2019interno dell\u2019area che adotta la moneta unica.<\/p>\n<p>Non potrebbe esserci un atto d\u2019accusa pi\u00f9 scioccante del fallimento dell\u2019euro, o un promemoria pi\u00f9 potente che gli standard di vita cominceranno a migliorare solo se la moneta unica verr\u00e0 sottoposta a riforme radicali, o smantellata.<\/p>\n<p>L\u2019Eurostat, l\u2019agenzia statistica dell\u2019Unione Europea, ha pubblicato da poco le ultime analisi sul numero di persone \u201ca rischio di povert\u00e0 o esclusione sociale\u201d, confrontando i dati del 2008 con quelli del 2015.<\/p>\n<p>Tra i 28 membri dell\u2019Unione, cinque Paesi hanno sperimentato una significativa crescita di questo valore, paragonato con l\u2019anno del crollo finanziario. In Grecia il 35,7% della popolazione rientra in questa categoria, rispetto al 28,1% del 2008. Un incremento di 7,6 punti percentuali. A Cipro l\u2019incremento \u00e8 stato di 5,6 punti percentuali: ora il 28,7% della popolazione \u00e8 classificato come \u201cpovero\u201d. In Spagna tale valore \u00e8 aumentato di 4,6 punti percentuali, in Italia di 3,2 punti, e persino il Lussemburgo, difficilmente considerabile un Paese a rischio di deprivazione materiale, ha visto il tasso di povert\u00e0 salire al 18,5% dal 2008, in aumento di tre punti.<\/p>\n<p>Ma la situazione non \u00e8 cos\u00ec tetra dappertutto. In Polonia, il tasso di povert\u00e0 \u00e8 sceso dal 30,5% al 23%. In Romania, Bulgaria e Lettonia, ci sono state considerevoli riduzioni della povert\u00e0 rispetto ai valori del 2008 \u2013 in Romania, ad esempio, la percentuale e scesa di sette punti, raggiungendo il 37%.<\/p>\n<p>Cosa c\u2019\u00e8 di diverso tra i Paesi nei quali la povert\u00e0 \u00e8 aumentata in modo drammatico, rispetto a quelli nei quali \u00e8 diminuita? Avete indovinato.<\/p>\n<p>Gli aumenti pi\u00f9 significativi del tasso di povert\u00e0 si sono tutti verificati in Paesi all\u2019interno della moneta unica.<\/p>\n<p>Ma le diminuzioni sono state tutte nei Paesi al di fuori di essa.<\/p>\n<p>E c\u2019\u00e8 di peggio. Sono definiti \u201ca rischio di povert\u00e0\u201d gli individui che vivono con meno del 60% del reddito nazionale medio. Ma quello stesso reddito medio \u00e8 crollato negli ultimi sette anni, dato che la maggior parte dei Paesi all\u2019interno dell\u2019eurozona devono ancora riprendersi dalla crisi del 2008.<\/p>\n<p>In Grecia il reddito medio \u00e8 sceso da 10.800 a 7.500 euro all\u2019anno. In Spagna il calo non \u00e8 stato altrettanto drammatico, ma il reddito medio \u00e8 comunque sceso da 13.996 a 13.352 euro all\u2019anno. Nella realt\u00e0, le persone stanno diventando pi\u00f9 povere sia in termini relativi che in termini assoluti.<\/p>\n<p>Ci sono altri tipi di misurazione che rendono lampante il fenomeno.<\/p>\n<p>In tutta l\u2019UE, l\u20198% delle persone sono definite in stato di \u201cgrave deprivazione materiale\u201d, il che significa che non hanno accesso a ci\u00f2 che la maggior parte delle societ\u00e0 civilizzate considerano beni di prima necessit\u00e0 \u2013 se si mette la spunta a quattro caselle su nove, caselle che includono \u201cnon essere in grado di pagare il riscaldamento per la propria abitazione\u201d o \u201cnon poter mangiare un pasto a base di carne, pesce o proteine simili almeno a giorni alterni\u201d, o \u201cnon avere soldi per un telefono\u201d, allora si ricade in questa categoria.<\/p>\n<p>Sorprendentemente, numerosi Paesi all\u2019interno dell\u2019eurozona stanno cominciando ad essere in testa alle classifiche per questo tipo di misurazioni.<\/p>\n<p>La Grecia sta inevitabilmente scalando la classifica, con il 22% della sua popolazione che ad oggi \u00e8 in stato di \u201cgrave deprivazione materiale\u201d, rispetto a al solo 11% del 2008.<\/p>\n<p>In Italia, un Paese che vent\u2019anni fa era prospero come qualsiasi altro al Mondo, uno scioccante 11% della popolazione si trova oggi in stato di \u201cdeprivazione materiale\u201d, paragonato col 7,5% di sette anni fa. In Spagna il tasso di deprivazione \u00e8 raddoppiato, e a Cipro \u00e8 aumentato di pi\u00f9 del 50%.<\/p>\n<p>Eppure, se si analizzano i Paesi al di fuori della moneta unica, si scopre che al loro interno quel tasso \u00e8 sostanzialmente stabile (come nel Regno Unito, ad esempio) o sta diminuendo a velocit\u00e0 di tutto rispetto \u2013 nella Polonia attualmente in rapida crescita economica, ad esempio, il tasso di persone in stato di \u201cdeprivazione materiale\u201d si \u00e8 dimezzato negli ultimi sette anni e, al 7,5% odierno, \u00e8 molto pi\u00f9 basso di quello registrato in Italia.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 importante.<\/p>\n<p>L\u2019UE si \u00e8 fissata l\u2019obiettivo di ridurre in maniera significativa i principali indicatori di povert\u00e0 entro il 2020.<\/p>\n<p>Sta fallendo miseramente. Anzi, ancora peggio: sta diventando lampante che una delle sue principali politiche, cio\u00e8 la creazione dell\u2019euro, assieme ai vari \u201cprogrammi di salvataggio\u201d, fiacchi e malriusciti che l\u2019hanno tenuto insieme a malapena, \u00e8 ampiamente responsabile di questo fallimento.<\/p>\n<p>\u00c8 difficile pensare che esista un\u2019altra spiegazione plausibile per la netta differenza tra il tasso di povert\u00e0 dei Paesi all\u2019esterno dell\u2019eurozona e quello dei Paesi al suo interno.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 la Grecia o la Spagna dovrebbero essere in uno stato cos\u00ec drasticamente peggiore di un qualsiasi Paese dell\u2019Est Europa? E perch\u00e9 l\u2019Italia dovrebbe passarsela peggio del Regno Unito, quando i due Paesi si trovavano a livelli di ricchezza sostanzialmente simili durante gli anni Novanta? (Gli italiani per un certo periodo addirittura ci superarono come PIL pro capite).<\/p>\n<p>Anche in un\u2019economia tradizionalmente di estremo successo come l\u2019Olanda, che non \u00e8 stata colpita da alcun tipo di crisi finanziaria, si sono registrati grossi incrementi sia della povert\u00e0 relativa che di quella assoluta.<\/p>\n<p>Infatti non \u00e8 difficile capire che cosa sia successo.<\/p>\n<p>In primo luogo, un sistema valutario disfunzionale ha strangolato la crescita economica, facendo crescere la disoccupazione a livelli precedentemente impensabili.<\/p>\n<p>In seguito, dopo che alcuni Paesi sono andati in bancarotta e hanno avuto bisogno di aiuti finanziari, l\u2019UE, assieme alla BCE e al FMI, ha imposto pacchetti di austerit\u00e0 che hanno drasticamente tagliato welfare e pensioni. Con queste premesse, non c\u2019\u00e8 da sorprendersi che la povert\u00e0 sia aumentata.<\/p>\n<p>Nei mercati finanziari ci si concentra all\u2019infinito sullo stato dei sistemi bancari all\u2019interno dell\u2019eurozona, sulla crescita dei deficit di bilancio o sui rischi della deflazione e dei disastrosi effetti che essa potrebbe causare sui prezzi delle attivit\u00e0 finanziarie. Ma, in ultima analisi, la crisi finanziaria non \u00e8 cos\u00ec importante. Ad essa si pu\u00f2 rimediare con i bail-out, o stampando pi\u00f9 denaro. E anche se non fosse possibile, ci\u00f2 significherebbe semplicemente che alcune banche o fondi d\u2019investimento si troveranno in cattive acque.<\/p>\n<p>Ma il fatto che i livelli di povert\u00e0 stiano crescendo ad un ritmo cos\u00ec veloce in quelle che un tempo erano Nazioni floride \u00e8 scioccante. E non c\u2019\u00e8 alcuna avvisaglia che questa crescita stia rallentando: in alcuni Paesi come la Grecia o l\u2019Italia, la crescita della povert\u00e0 sta addirittura accelerando.<\/p>\n<p>Quelli che una volta erano Paesi estremamente poveri (come la Bulgaria) o Paesi a reddito medio (come la Polonia), stanno rapidamente sorpassando quella che una volta era considerata l\u2019Europa sviluppata.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Non potersi permettere un telefono o un pasto a base di carne per tre giorni alla settimana non \u00e8 affatto divertente. Ma, grazie all\u2019euro, \u00e8 questo il destino di milioni di europei \u2013 ed esso non cambier\u00e0 finch\u00e9 la moneta unica non verr\u00e0 smantellata.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2016\/10\/31\/le-idee-l-unione-europea-un-disastro-sociale-l-euro-una-macchina-di-impoverimento-dei-popoli\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2016\/10\/31\/le-idee-l-unione-europea-un-disastro-sociale-l-euro-una-macchina-di-impoverimento-dei-popoli\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Matthew Lynn\u00a0* (analista economico &#8211; sull&#8217; autorevole\u00a0quotidiano inglese &#8220;The Telegraph&#8221; &#8211;\u00a0traduzione a cura del sito &#8220;voci dall&#8217; estero.it&#8221;)______ Le corse agli sportelli sono all\u2019ordine del giorno. 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