{"id":101668,"date":"2016-11-01T08:50:40","date_gmt":"2016-11-01T07:50:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=101668"},"modified":"2016-11-05T12:40:24","modified_gmt":"2016-11-05T11:40:24","slug":"la-sanita-pubblica-fra-stato-e-regioni-vediamo-le-questioni-su-cui-votare-il-prossimo-4-dicembre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2016\/11\/01\/la-sanita-pubblica-fra-stato-e-regioni-vediamo-le-questioni-su-cui-votare-il-prossimo-4-dicembre\/","title":{"rendered":"LA SANITA&#8217; PUBBLICA FRA STATO E REGIONI, VEDIAMO LE QUESTIONI SU CUI VOTARE IL PROSSIMO 4 DICEMBRE"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"1024\" height=\"764\" title=\"stato-regioni\" class=\"aligncenter size-large wp-image-101669\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/stato-regioni-1024x764.jpg\" \/>di <strong>Stefania Isola<\/strong> * (avvocato- per lecceronaca.it)______<\/p>\n<p>Con il prossimo referendum costituzionale i cittadini dovranno esprimersi principalmente sulla riforma del Senato (con la fine del bipolarismo perfetto e il nuovo modo di approvare le leggi) e il nuovo rapporto tra Stato e Regioni.<\/p>\n<p>Il rapporto tra Stato e Regioni \u00e8 attualmente regolato dal titolo V della Costituzione e chi vuole riformarlo vuole promuovere un nuovo accentramento dei poteri, modificando sostanzialmente il cosiddetto federalismo.<\/p>\n<p>L\u2019attuale titolo V inserisce la sanit\u00e0 in questo rapporto facendo s\u00ec che lo Stato scriva i principi generali e lasci alle Regioni la potest\u00e0 legislativa.<\/p>\n<p>Nei fatti questo ha significato che dal 2001, anno della precedente riforma, si siano formati 21 sistemi sanitari diversi; ogni Regione ha creato, infatti, un proprio sistema sanitario decidendo quali prestazioni o servizi erogare a pagamento o gratuitamente.<\/p>\n<p>\u201cForse per molti \u00e8 difficile capire il funzionamento tecnico tra Camera e Senato, \u2013 ha detto il ministro della salute Lorenzin \u2013 il Titolo V invece viene vissuto dalla gente quotidianamente, soprattutto per la parte sociale e sanitaria\u201d. Il nuovo testo cambierebbe in maniera pi\u00f9 rigida le rispettive competenze di Stato e Regioni.<\/p>\n<p>\u201cDal 2001 in poi ci sono stati numerosi contenziosi per quanto riguarda le norme concorrenti. Pensiamo quante leggi che riguardavano il sociale e la salute sono state impugnate. Con il nuovo testo \u2013 dichiara la Lorenzin \u2013 la materia non \u00e8 pi\u00f9 concorrente ma esclusiva: la funzione organizzativa \u00e8 in mano alle Regioni e le norme generali per la salute, il sociale e la sicurezza alimentare in mano allo Stato. Si potr\u00e0 ad esempio decidere un unico modello di piani diagnostici terapeutici da applicare in tutto il territorio. Il paziente ha lo stesso tipo di protocollo di cura in tutte le regioni. Oggi addirittura assistiamo a singole regioni in cui le aziende hanno Pdta (Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale) diverse in Asl diverse. Immaginiamoci l\u2019autismo o la neuropsichiatria, temi caldissimi per cui essere in un territorio piuttosto che in un altro oggi d\u00e0 diritto a terapie diverse. Un altro esempio concreto \u00e8 l\u2019accreditamento: oggi ognuno fa accreditamento con norme diverse, ci potrebbe essere un unico modello valido per tutti\u201d.<\/p>\n<p>In realt\u00e0 le prospettive non sono cos\u00ec chiare.<\/p>\n<p>Se la riforma costituzionale del 2001 aveva lo scopo di avvicinare le amministrazioni al cittadino, in realt\u00e0 si \u00e8 rivelata fallimentare per quanto riguarda la gestione finanziaria.<\/p>\n<p>Se consideriamo i Livelli essenziali di assistenza (Lea), ovvero i servizi e le prestazioni minime garantite dallo Stato e che sono uguali in tutta Italia, questi rappresentano la maggior parte dei fondi che lo Stato eroga alle Regioni, soprattutto per finanziare gli ospedali. I Lea sono stabiliti dal governo ma sono le Regioni che li applicano e che possono decidere, avendone le risorse, di fornire servizi aggiuntivi. Tale gestione genera 21 sistemi sanitari diversi in base, sostanzialmente, alle finanze regionali.<\/p>\n<p>Le Regioni, in questi 15 anni di federalismo sanitario, hanno gestito in modo pessimo le risorse se si tiene presente il numero elevato di scandali per corruzione e inefficienza negli appalti indetti per garantire i Lea.<\/p>\n<p>Dal 2012 si \u00e8 cercato di rimediare questo processo attraverso la Gestione sanitaria accentrata (Gsa), cio\u00e8 attraverso un centro di responsabilit\u00e0 regionale che tenesse i conti in ordine.<\/p>\n<p>Le Regioni dovevano certificare la regolare tenuta dei libri contabili attraverso un ente o un responsabile imparziale.<\/p>\n<p>Ma ci\u00f2, in realt\u00e0, non \u00e8 avvenuto.<\/p>\n<p>Le spese sono, poi, un altro punto dolente.<\/p>\n<p>Un sondaggio gastrico in Campania costa poco pi\u00f9 di 6 euro, in Piemonte pi\u00f9 di 120. Una garza costa al Piemonte 3 euro, alla Sicilia quasi 9.<\/p>\n<p>Il problema \u00e8 generato dalle gare d\u2019appalto dove dominano corruzione e clientelismo e se la questione sembrava essere risolta con le Centrali uniche di committenza che uniformassero i prezzi per un dato territorio, l&#8217;obiettivo non \u00e8 stato mai raggiunto.<\/p>\n<p>Addirittura nel 2015 sono state censite circa 32mila stazioni appaltanti presso un organo centrale, il Consip. Le stazioni appaltanti erano, in media, quattro per ogni singolo comune d\u2019Italia e solo negli ultimi anni il governo ha cercato di portare questo numero, a dir poco esagerato, a circa 35. L\u2019autonomia regionale dettata dall\u2019attuale titolo V rimane un ostacolo a questa semplificazione.<\/p>\n<p>Con la riforma del governo viene eliminata la competenza concorrente, aggiungendo alla competenza esclusiva dello Stato le \u201cdisposizioni generali e comuni per la tutela della salute, per le politiche sociali e per la sicurezza alimentare\u201d, mentre spetter\u00e0 alle Regioni solo la \u201cprogrammazione e organizzazione dei servizi sanitari e sociali\u201d.<\/p>\n<p>In altre parole, lo Stato decider\u00e0 e le Regioni si occuperanno solo di mettere in pratica tali decisioni.<\/p>\n<p>I sostenitori del s\u00ec pensano di eliminare cos\u00ec tutte le distorsioni viste ed il premier ha sintetizzato tali ragioni affermando che \u201ccon il referendum si decide se lasciare tutta la sanit\u00e0 alle Regioni oppure dare stessi diritti a tutti i cittadini\u201d.<\/p>\n<p>Con tale centralizzazione verrebbero imposti (nel medio periodo) dei prezzi standard nelle forniture di servizi e prestazioni.<\/p>\n<p>I detrattori sostengono che le novit\u00e0 della riforma non potranno modificare la situazione attuale.<\/p>\n<p>La prima ragione \u00e8 dovuta al fatto che, ormai, il livello di servizi e prestazioni non \u00e8 pi\u00f9 gestito dalle Regioni, ma \u00e8 deciso dal ministero dell\u2019Economia, attraverso i fondi che decide di stanziare (o di tagliare) alla sanit\u00e0 pubblica.<\/p>\n<p>In secondo luogo, la riforma del 2001 del Titolo V voleva superare un centralismo che gi\u00e0 aveva prodotto danni notevoli e quindi sarebbe un ritorno al passato.<\/p>\n<p>Il terzo motivo del no si riferisce al fatto che, comunque, la programmazione e organizzazione della sanit\u00e0 locale rimarrebbe a livello locale: come oggi, lo Stato darebbe disposizioni generali e le Regioni si occuperebbero di metterle in pratica.<\/p>\n<p>Cosa accadr\u00e0 non \u00e8 lecito saperlo ma sicuramente <em>&#8220;le due pi\u00f9 grandi sventure nella vita sono una cattiva salute e una cattiva coscienza&#8221;.<\/em><\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2016\/11\/01\/la-sanita-pubblica-fra-stato-e-regioni-vediamo-le-questioni-su-cui-votare-il-prossimo-4-dicembre\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2016\/11\/01\/la-sanita-pubblica-fra-stato-e-regioni-vediamo-le-questioni-su-cui-votare-il-prossimo-4-dicembre\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Stefania Isola * (avvocato- per lecceronaca.it)______ Con il prossimo referendum costituzionale i cittadini dovranno esprimersi principalmente sulla riforma del Senato (con la fine del bipolarismo perfetto e il nuovo modo di approvare le leggi) e il nuovo rapporto tra Stato e Regioni. 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