{"id":109211,"date":"2017-03-16T19:20:31","date_gmt":"2017-03-16T18:20:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=109211"},"modified":"2017-03-20T09:58:26","modified_gmt":"2017-03-20T08:58:26","slug":"porta-a-porta-l-affitto-d-oro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2017\/03\/16\/porta-a-porta-l-affitto-d-oro\/","title":{"rendered":"UN AFFITTO A LECCE CITTA&#8217; PAGATO PER ANNI A PESO D&#8217;ORO, CON I SOLDI PUBBLICI DELLA PROVINCIA, PER UNA VILLA. PORTA A PORTA"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"1024\" height=\"597\" title=\"ca\" class=\"aligncenter size-large wp-image-112879\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/ca1-1024x597.jpg\" \/>di <strong>Giuseppe Puppo______<\/strong><\/p>\n<p>Questa \u00e8, anzi era, perch\u00e9 era sepolta nel dimenticatoio, la storia di uno sperpero sostanziale di denaro pubblico, una delle tante &#8216;affittopoli&#8217; d&#8217; Italia cui le cronache ci hanno abituati negli ultimi decenni.<\/p>\n<p>Si sa come\u00a0andavano (vanno?) queste cose, purtroppo. L&#8217; ente pubblico individua necessit\u00e0 di locali cui far fronte per le proprie attivit\u00e0 istituzionali, e conclude per questo contratti di affitto con privati possessori di stabili, di solito grandi e grossi. Tutto in regola, tutto a posto.<\/p>\n<p>Magari poi si \u00e8 scoperto che i privati erano amici, o politicamente affini, o in procinto di diventarlo, di qualche partito politico, o suo esponente, ma questa \u00e8 un&#8217; altra storia.<\/p>\n<p>Magari i privati in questione avrebbero potuto affittare lo stesso sul mercato ad altri privati, o aziende private, certo: per\u00f2 spuntando canoni sicuramente sempre inferiori a quelli pagati dall&#8217; Ente pubblico.<\/p>\n<p>Insomma, privilegiati, essi sono.<\/p>\n<p>Infine, c&#8217;\u00e8 da chiedersi che senso abbiano operazioni del genere, visto che gli Enti pubblici di solito sono essi stessi possessori di altri locali, palazzi, stabili, e invece di &#8216;regalarli&#8217; a privati pagando l&#8217; affitto dei loro immobili, potrebbero certo, per di pi\u00f9 risparmiando, destinare i soldi pubblici, per\u00a0 riadattare all&#8217; uso necessario i propri beni.<\/p>\n<p>Necessario? Dai va beh, diciamo cos\u00ec, &#8216;necessario&#8217;, ammesso e non concesso che necessario sia.<\/p>\n<p>Addirittura costruirne di nuovi appositamente.<\/p>\n<p>Quanti lavori di restauro di propriet\u00e0 pubbliche a fini di riadattamento d&#8217; uso si possono fare per esempio con i\u00a0soldi pagati dalla Provincia di Lecce, solo calcolando quelli erogati dall&#8217; amministrazione di Antonio Gabellone,\u00a0per l&#8217; affitto di una villa a Lecce citt\u00e0, a una famiglia privilegiata?<\/p>\n<p>Forse, con gli stessi soldi a fondo perduto, avrebbero potuto costruirsene una nuova, e certo, se calcoliamo anche quelli versati dall&#8217; amministrazione precedente. Una sola? Un palazzo intero, avrebbe\u00a0 potuto costruirsi, la Provincia di Lecce. E invece&#8230;<\/p>\n<p>E invece li ha versati per anni ad una famiglia leccese, che s\u00ec \u00e8 cos\u00ec assicurata, stanza per stanza, ma sarebbe meglio dire porta a porta, un affitto d&#8217; oro per la sua villa, e una rendita dorata, pagata con i soldi pubblici.<\/p>\n<p>Una storia vecchia, che proviamo a riassumere adesso, perch\u00e9&#8230;Perch\u00e9 la storia da vecchia, conclusa e finita nel dimenticatoio, diventa improvvisamente nuova di zecca e di straordinaria attualit\u00e0, alla luce della documentazione\u00a0che\u00a0leccecronaca.it\u00a0ha trovato.<\/p>\n<p>Ma andiamo con ordine.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>Nel 2011 Antonio Gabellone si ritrova in scadenza, fra gli altri, un contratto di affitto per lo stabile di viale Marche 17, adibito a sedi di associazioni ed enti vari.<\/p>\n<p>Sono anni che si va avanti, difficile calcolare adesso\u00a0&#8211; questo non siamo in grado di farlo &#8211; quanto l&#8217; Ente pubblico abbia gi\u00e0 sborsato, in precedenza,\u00a0alla famiglia, sicuramente centinaia di migliaia di euro.<\/p>\n<p>Per di pi\u00f9,\u00a0il grosso immobile affittato risulta sotto &#8211; utilizzato, solo in alcune stanze: della decina di cui si compone, met\u00e0 sono vuote, e quelle occupate sono utilizzate dalle associazioni per le proprie attivit\u00e0 sociali solo parzialmente, non tutti i giorni, cio\u00e8.<\/p>\n<p>Invece di disdire, a questo punto, il contratto di affitto, oneroso e inutile,\u00a0\u00a0la Provincia ne fa uno nuovo, spuntando sempre dagli stessi privilegiati proprietari una riduzione del canone annuale, da 79.000 a 65.000 euro l&#8217; anno.<\/p>\n<p>Poi, sbandiera l&#8217; operazione come un risparmio, anche perch\u00e9 si vanta di averne disdetti altri due, di contratti di affitto, per\u00f2 di costo minore e, sulla carta, di utilit\u00e0 maggiore.<\/p>\n<p>Siamo, lo ricordiamo, nel 2011, anno in cui gi\u00e0 i segni della crisi sono evidenti e la Provincia \u00e8 gi\u00e0 in difficolt\u00e0, con un deficit notevole, per cui chiede ai cittadini, i quasi tutti, sacrifici, mentre a qualche privilegiato paga affitti d&#8217; oro.<\/p>\n<p>Ma cos\u00ec va il mondo.<\/p>\n<p>Le associazioni, per quanto perplesse, perch\u00e9 magari si aspettano, e possono farlo, di andare altrove, hanno la sede per le proprie attivit\u00e0, e altro non sanno, nemmeno di chi sia lo stabile in cui operano, che paga la Provincia. Cio\u00e8 tutti noi.<\/p>\n<p>Per esempio, quando i riscaldamenti sono a palla e devono tenere aperte le finestre per il gran caldo interno, mica chiamano i proprietari&#8230;Chiamano la Provincia. E cos\u00ec via, per l&#8217; ordinaria amministrazione e manutenzione.<\/p>\n<p>Ma insomma, tornando alla nostra storia vecchia, diventata tanto nuova, nonostante l&#8217; evidenza che sconsiglierebbe il contrario,\u00a0comunque sia il contratto viene rinnovato.<\/p>\n<p>I consiglieri\u00a0del Partito democratico presentano nei mesi successivi un&#8217;interrogazione al Presidente, della cui risposta non c&#8217;\u00e8 traccia, qualche discussione fra i banchi del consiglio, e sull&#8217; intera questione cala presto quel pietoso velo. Fino ad oggi.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>La delibera di Giunta in questione \u00e8 la\u00a0n\u00b0 109 del 18\/05\/2011.<\/p>\n<p>Ci sono specificati, nella versione dei politici dell&#8217; Ente, i termini ella questione, gli adempimenti burocratici e quant&#8217; altro,\u00a0della cui sostanza abbiamo riferito.<\/p>\n<p>Le sorprese cominciano con la bozza del nuovo contratto d&#8217; affitto, che della delibera \u00e8 parte integrante.<\/p>\n<p>Proprietaria dello stabile di viale Marche 17, in quanto tale\u00a0&#8220;locatrice&#8221;,\u00a0\u00e8\u00a0 la &#8220;signora Carla Mariano&#8221;, rappresentata negli adempimenti del caso,\u00a0&#8220;nella sua qualit\u00e0 di Procuratore Speciale&#8221;, dal &#8220;signor Mauro Giliberti&#8221;, suo figlio.<\/p>\n<p>La durata \u00e8 di sei anni. Il canone \u00e8 di 65.000 euro l&#8217; anno, salvo le previste successive rivalutazioni annuali, da pagare semestralmente, quindi in due soluzioni, ognuna di 32.500 euro, direttamente sul conto corrente bancario di Mauro Giliberti: quasi 5.500 euro al mese.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>Un prezzo ancora superiore alle quotazioni di mercato, per quando si tratti di uno stabile di 1200 metri quadri totali, di cui\u00a0due terzi\u00a0scoperti, anzi, proprio per questo: e bisogna comunque tener conto che la superficie coperta utilizzabile a uso uffici \u00e8 poco pi\u00f9 di un terzo rispetto al totale.<\/p>\n<p>Ma risparmiamo ai lettori, esprimendone solo il risultato, le complesse valutazioni catastali e immobiliari che abbiamo ascoltato, concordi: un prezzo di affitto alto.<\/p>\n<p>Da aggiungere, ancora, c&#8217;\u00e8 il fatto che dal 13 novembre 2015 Mauro Giliberti diventa unico proprietario dell&#8217; immobile in questione, che cambia destinazione d&#8217; uso, ritornata\u00a0abitativa.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>Ai lettori, per\u00f2, lasciamo\u00a0alla fine\u00a0le valutazioni &#8216;politiche&#8217;.<\/p>\n<p>Non sono ancora chiari i come e i perch\u00e9, anche perch\u00e9 da lui mai chiariti, Mauro Giliberti sia stato &#8216;pescato&#8217; quale candidato a sindaco di Lecce\u00a0&#8216;della societ\u00e0 civile&#8217;, in realt\u00e0\u00a0dal blocco maggioritario di potere dei politici di centro &#8211; destra. La versione pi\u00f9 accreditata finora parla di un&#8217; indicazione diretta di Raffaele Fitto, per evitare risse interne fra i tanti, troppi, politici di area aspiranti successori di Paolo Perrone.<\/p>\n<p>Guardando su internet, dove sono ancora disponibili, le tante interviste teatrali fatte a Telerama, ma anche altrove,\u00a0negli anni scorsi, dal giornalista Mauro Giliberti al politico Raffaele Fitto, tutto appare pi\u00f9 chiaro.<\/p>\n<p>Specie se si tiene presente che politicamente il presidente della Provincia Antonio Gabellone fa da sempre riferimento a Raffaele Fitto.<\/p>\n<p>Comunque sia, nel cielo, dipinto dalla propaganda di questi giorni come cristallino, di un giovane candidato della societ\u00e0 civile, contrapposto e anzi estraneo alla &#8216;politica&#8217; dei partiti,\u00a0si addensa\u00a0invece adesso un grosso nuvolone nero, che lo\u00a0trasforma in un vecchio privilegiato della Casta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2017\/03\/16\/porta-a-porta-l-affitto-d-oro\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2017\/03\/16\/porta-a-porta-l-affitto-d-oro\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Giuseppe Puppo______ Questa \u00e8, anzi era, perch\u00e9 era sepolta nel dimenticatoio, la storia di uno sperpero sostanziale di denaro pubblico, una delle tante &#8216;affittopoli&#8217; d&#8217; Italia cui le cronache ci hanno abituati negli ultimi decenni. 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