{"id":110931,"date":"2017-02-17T21:10:01","date_gmt":"2017-02-17T20:10:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=110931"},"modified":"2017-02-17T21:10:01","modified_gmt":"2017-02-17T20:10:01","slug":"la-coscienza-di-zeman","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2017\/02\/17\/la-coscienza-di-zeman\/","title":{"rendered":"LA COSCIENZA DI ZEMAN"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"509\" height=\"381\" title=\"full-backs-forward-1\" class=\"aligncenter size-full wp-image-110956\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/full-backs-forward-1.png\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/full-backs-forward-1.png 509w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/full-backs-forward-1-300x225.png 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/full-backs-forward-1-400x300.png 400w\" sizes=\"(max-width: 509px) 100vw, 509px\" \/>(g.p.)______\u00a0Anche a Lecce Zdenek Zeman\u00a0ha lasciato il segno ed \u00e8 ancora nel cuore di tutti.<\/p>\n<p>Il calcio di per s\u00e9 \u00e8 un gioco semplice nelle sue dinamiche. Durante i novanta minuti della partita, senza usare le mani, portiere a parte, dieci giocatori devono costruire un\u2019azione, tenendo palla, con ci\u00f2 impedendo anche l\u2019iniziativa agli avversari, per \u201cficcarla\u201d in un modo o nell\u2019altra nella porta avversaria e segnare, per vincere, almeno un gol in pi\u00f9 degli altri.<\/p>\n<p>Anzi, lo era.<\/p>\n<p>Negli ultimi anni, soprattutto per le evoluzioni superiori delle tattiche di gioco, al di l\u00e0 degli aspetti propriamente tecnici individuali, in realt\u00e0 il calcio \u00e8 diventato oltremodo complicato.<\/p>\n<p>Poi per\u00f2 magari succede che, con tutte le tattiche e tutte le tecniche di questo mondo, una partita si decide perch\u00e9 c\u2019\u00e8 un rimbalzo anomalo del pallone che favorisce l\u2019uno anzich\u00e9 l\u2019altro, o perch\u00e9 un tiro che sbatte sul palo finisce lo stesso in porta, anzich\u00e9 schizzare fuori: ma questo rientra nelle contraddizioni del calcio, nei suoi misteri gloriosi, di cui l\u2019imprevedibilit\u00e0 e la casualit\u00e0 sono i maggiori e i pi\u00f9 affascinanti.<\/p>\n<p>Rimangono comunque la complicata gestione della squadra e la complessa organizzazione del gioco, di cui \u00e8 responsabile l\u2019allenatore.<\/p>\n<p>Negli allenatori di calcio ci sono stati e ci sono tanti personaggi per tante ragioni affascinanti e assai amati, seguiti, anche discussi.<\/p>\n<p>Ma ce n\u2019\u00e8 uno che pi\u00f9 degli altri \u00e8 da molti amato, con straordinaria intensit\u00e0, di l\u00e0 della squadra per cui di volta in volta lavora e da qualche altro ferocemente detestato; uno solo che oltre a essere un tecnico del calcio \u00e8, partendo dal mondo del calcio, anche- direi: soprattutto- un intellettuale, non solo, ma uno degli ultimi intellettuali rimastici, capaci di prevedere, illuminare, affrontare le questioni, le dinamiche, le situazioni sociali.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>\u201c<em>La grande popolarit\u00e0 del calcio nel mondo non \u00e8 dovuta alle farmacie, o agli uffici finanziari, bens\u00ec al fatto che in ogni piazza, in ogni angolo del mondo c\u2019\u00e8 un bambino che gioca e si diverte con un pallone tra i piedi. Ma il calcio oggi \u00e8 sempre pi\u00f9 un\u2019industria e sempre meno un gioco\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Gi\u00e0, il suo gioco, il proprio credo calcistico: il mitico modulo 4-3-3, che segna la disposizione in campo dei giocatori e li predispone ad una spiccata vocazione offensiva, all\u2019attacco, perseguita con azioni effervescenti, spumeggianti e incisive; con triangolazioni semplici e rapide; con la vicinanza costantemente mantenuta fra i reparti, la cos\u00ec detta \u201csquadra corta\u201d, capace in pochi secondi di capovolgere l\u2019azione e arrivare nella porta avversaria.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>E\u2019 il 1989 quando lo richiamano a guidare il Foggia, appena ritornato in serie B.<\/p>\n<p>Non sar\u00e0 uno solo: cominciano gli anni di Zeman, quelli della sua vera affermazione, con gli esiti del suo credo calcistico migliori, rimasti insuperati.<\/p>\n<p>A Foggia gli inventarono un neologismo, rimasto nella lingua ancora oggi: \u201czemanlandia\u201d, la favola di un gioco divertito e divertente, l\u2019affermazione del calcio-spettacolare, che entusiasma e infiamma, diventata realt\u00e0.<\/p>\n<p>Non mancarono i risultati. Con quella squadra di perfetti sconosciuti, la squadra vinse subito a mani basse il campionato di serie B e per tre anni si salv\u00f2 non solo, ma ottenne lusinghieri piazzamenti, in serie A.<\/p>\n<p>Altro che amalgama, dopo pochi mesi quel Foggia giocava a memoria, a occhi chiusi.<\/p>\n<p>Asfissiava i disorientati avversari con pressing puntiglioso e aggressivo, rubava palla e innescava micidiali ripartenze. Sempre all\u2019attacco, naturalmente: quando passava in vantaggio, non si preoccupava di difenderlo, ma di incrementarlo.<\/p>\n<p>Metaforicamente, poi, il calcio come possibilit\u00e0 di riscatto, come promessa di leale affermazione, e di purificazione.<\/p>\n<p>Il grande pubblico calcistico vide il Foggia di Zeman e si stropicci\u00f2 a lungo gli occhi.<\/p>\n<p>Alcune giocate collettive sono rimaste nella memoria indistruttibili.<\/p>\n<p>Dalla propria area di rigore, sulla difensiva, conquistata palla per un tackle o un rimbalzo, quel Foggia, in pochi secondi, con due o tre triangoli disegnati dalla geometria dei passaggi veloci e degli agili \u201cmarcamenti\u201d in proiezione offensiva, arrivava a mettere sotto la porta avversario un suo attaccante, al quale non rimaneva che indirizzare a rete l\u2019ultimo passaggio filtrante.<\/p>\n<p>Roba da non credere, appunto, da favola, eppure tutta vera.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>\u201c<em>Ci sono sostanze che vengono definite dopanti e io, pur non essendo un medico, capisco che se non si prendono non ci si dopa. Tutto per\u00f2 dipende dalla definizione che si d\u00e0 a certe sostanze. Per essere pi\u00f9 chiaro, insomma, dico che ci sono altri farmaci che andrebbero inseriti in quell\u2019elenco.<\/em><\/p>\n<p><em>Al di l\u00e0 di tutto, io mi rivolgo ai ragazzi che fanno sport e a loro raccomando di non prendere alcun tipo di farmaco, perch\u00e9 se uno \u00e8 sano non ha bisogno di prendere certe pillole a settimana e di farsi le flebo. <\/em><\/p>\n<p><em>Del resto il discorso \u00e8 semplice: dato che si presume che uno che fa sport \u00e8 sano, non vedo perch\u00e9 debba prendere medicine.\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Soltanto se \u00e8 malato uno si cura; se sta bene, non deve curarsi.\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Io non volevo denunciare niente, ho soltanto detto certe cose, ho espresso un mio parere, perch\u00e9, per quello che mi arriva, so che nel calcio si usano troppi farmaci.\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Se fossi a conoscenza di qualche caso particolare, lo denuncerei immediatamente. E non penso di essere stato il primo a tirare fuori certi discorsi: anche in passato c\u2019\u00e8 stata gente che ne ha parlato, forse non \u00e8 stata ascoltata.\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Mi sembra che negli ultimi tempi tutti hanno dichiarato che danno delle cose ai giocatori.\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Il problema principale di molte societ\u00e0 oggi \u00e8 quello di trovare un bravo farmacologo.\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Io come allenatore mi rifiuto di pensare che, invece di far fare due giri di campo, ad un giocatore do una pillola.\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Mi ripugna questo.\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Se a me ogni settimana arrivano decine di depliant di case farmaceutiche che pubblicizzano questo o quel prodotto, e mi viene assicurato che la usano la squadra x e la squadra Y e che migliora di un 50%-60% il rendimento, io sostengo che tutto questo non \u00e8 morale.\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Quali squadre? Quasi tutte quelle di serie A\u201d.<\/em><\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>\u201c<em>Lo ammetto: se posso, preferisco allenare una squadra del Sud. Qui, pi\u00f9 che altrove, la passione sopravvive alla svendita dei sentimenti, all\u2019ipocrisia di quel gran carosello industriale che \u00e8 diventato il calcio e un po\u2019 pure la nostra vita. E se a volte al Sud si eccede, non importa: meglio un peccato d\u2019entusiasmo, che il purgatorio dei contabili\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Nell\u2019estate del 2004, sulla panchina del Lecce, del Presidente Semeraro e del direttore sportivo Corvino, ottiene per\u00f2 di nuovo un\u2019opportunit\u00e0 in serie A.<\/p>\n<p>Non se la lascia sfuggire.<\/p>\n<p>Il campionato di serie A 2004-2005 del \u201cLecce di Zeman\u201d, come si comincer\u00e0 a dire in un tutt\u2019uno, \u00e8 una stagione per tante ragioni memorabile.<\/p>\n<p>E\u2019 il trionfo, la sublimazione dello zemanismo, ecco.<\/p>\n<p>Nel senso che si rivede per molti tratti zemanlandia.<\/p>\n<p>A Lecce i tifosi non credono ai loro occhi. Abituati a salvarsi con l\u2019acqua alla gola, a subire in difesa, a patire di stenti, a salutare un proprio gol come un evento, si ritrovano: un attacco stratosferico che segna a ripetizione e una squadra che impone il proprio gioco a tutti, che fa spettacolo e diverte, con giovani che emergono e tutti gli altri che sembrano rinati.<\/p>\n<p>Ma la sublimazione dello zemanismo pure nel senso che \u00e8 una squadra che prende tanti gol, specie negli ultimi minuti, finendo col perdere magari dopo aver dominato.<\/p>\n<p>Una partita che sembrava chiusa sul 3 a 0, per esempio, finisce, non ci posso credere, 4 a 5!<\/p>\n<p>Cose cos\u00ec.<\/p>\n<p>Ma quei tifosi leccesi che erano abituati a eccetera eccetera, proprio perch\u00e9 erano abituati a eccetera eccetera, si innamorano follemente \u2013 e non c\u2019\u00e8 verbo, n\u00e9 avverbio migliore per esprimere il concetto- di Zeman.<\/p>\n<p>Per tutta la stagione successiva, dopo che il loro beniamino aveva lasciato, per tante altre e diverse ragioni, la panchina, al di l\u00e0 degli allenatori succedutisi, espongono sempre in curva uno striscione che diceva. \u201cCon Zeman contro il sistema\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2017\/02\/17\/la-coscienza-di-zeman\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2017\/02\/17\/la-coscienza-di-zeman\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(g.p.)______\u00a0Anche a Lecce Zdenek Zeman\u00a0ha lasciato il segno ed \u00e8 ancora nel cuore di tutti. 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