{"id":111263,"date":"2017-02-22T11:41:27","date_gmt":"2017-02-22T10:41:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=111263"},"modified":"2017-02-22T11:42:30","modified_gmt":"2017-02-22T10:42:30","slug":"giovedi-23-il-convegno-di-galatone-sulla-questione-meridionale-universitaria-crocifisso-aloisi-la-vecchia-questione-meridionale-e-attualissima-e-assume-le-forme-anche-di","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2017\/02\/22\/giovedi-23-il-convegno-di-galatone-sulla-questione-meridionale-universitaria-crocifisso-aloisi-la-vecchia-questione-meridionale-e-attualissima-e-assume-le-forme-anche-di\/","title":{"rendered":"GIOVEDI&#8217; 23 IL CONVEGNO DI GALATONE SULLA &#8216;QUESTIONE MERIDIONALE UNIVERSITARIA&#8217; \/ CROCIFISSO ALOISI: &#8220;La \u2018vecchia\u2019 Questione Meridionale \u00e8 attualissima e assume le forme anche di dramma sociale&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"552\" height=\"802\" title=\"FB_IMG_1487682944077\" class=\"aligncenter size-full wp-image-111264\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/FB_IMG_1487682944077.jpg\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/FB_IMG_1487682944077.jpg 552w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/FB_IMG_1487682944077-206x300.jpg 206w\" sizes=\"(max-width: 552px) 100vw, 552px\" \/>di <strong>Crocifisso Aloisi<\/strong> * (presidente associazione CambiaMenti &#8211; per leccecronaca.it)______<\/p>\n<p>L\u2019Italia \u00e8 un Paese caratterizzato da forti divari territoriali al suo interno, soprattutto tra Nord e Sud. Lo ricordano ogni anno i vari report compilati dai pi\u00f9 importanti istituti statistici e centri di studio, come Istat, Censis, Svimez, Banca d\u2019Italia, e altri.<\/p>\n<p>L\u2019annosa Questione Meridionale affonda le sue profonde radici nella notte dei tempi ma, purtroppo, non \u00e8 solo un fatto storico.<\/p>\n<p>Ricercare le cause di tutti i divari esistenti tra le due aree del Paese \u00e8 un compito arduo che necessita di analisi molto approfondite ed attente, per evitare di cadere nelle solite trappole dei pregiudizi e luoghi comuni.<\/p>\n<p>Spiegare poi le dinamiche con le quali, nel corsi degli anni e soprattutto negli ultimi tre decenni, i vari governi che trasversalmente si sono susseguiti al governo nazionale hanno contribuito a consolidare e addirittura ad aumentare gli storici divari, \u00e8 un\u2019impresa sempre molto difficile, soprattutto per il tipo di informazione che passa sui media nazionali, basata spesso sul teorema delle colpe da addebitare ai meridionali stessi per i vari ritardi con il resto del Paese. Malgrado tutti i tentativi di nascondere i fallimentari risultati delle politiche economiche dei vari governi, la realt\u00e0 del dramma meridionale \u00e8 un fatto concreto e non pi\u00f9 eludibile.<\/p>\n<p>Di questo si stanno finalmente rendendo conto, sempre di pi\u00f9 ed anche qui trasversalmente, tanti meridionali, soprattutto i giovani, che vedono progressivamente svanire il sogno di un futuro da ricercare nella propria terra e sentono sempre pi\u00f9 forte la minaccia della definitiva \u2018partenza\u2019 con traumatico distacco dai propri affetti e dalla propria storia. Ecco che la \u2018vecchia\u2019 Questione Meridionale \u00e8 attualissima e assume le forme anche di dramma sociale.<\/p>\n<p>Tra tutti i divari esistenti oggi tra Nord e Sud Italia, quello della differente offerta di servizi fornita da Scuola Pubblica e soprattutto dalle Universit\u00e0, \u00e8 senza dubbio il pi\u00f9 cruciale : sono le Universit\u00e0 che creano le nuove \u2018leve pensanti\u2019 di una societ\u00e0 civilizzata, quelle da cui verranno attinte le future classi dirigenti di un Territorio. Sono le Universit\u00e0 che stimolano la ricerca scientifica a tutti i livelli: sono sempre le Universit\u00e0 che lavorano spesso in sintonia con il mondo industriale grazie ad una reciproca e non invasiva collaborazione. Ecco perch\u00e9 ogni volta che si chiude un corso di laurea o addirittura un ateneo, \u00e8 un segnale preoccupante che diventa molto preoccupante o pericoloso se avviene in un territorio gi\u00e0 devastato da altre problematiche, cio\u00e8 a Sud.<\/p>\n<p>Come mai anche nel mondo accademico si stanno consolidando anche qui pericolosi divari tra le due macro aree del Paese ?<\/p>\n<p>In un recentissimo articolo apparso sul Mattino di Napoli, il giornalista Marco Esposito ha rappresentato le tre trappole che stanno affossando gli atenei meridionali, ed anche queste non sono sicuramente imputabili agli utenti meridionali dell\u2019Universit\u00e0: il criterio del turnover dei professori e ricercatori universitari, il criterio di distribuzione del Fondo Finanziamento Ordinario e il famigerato criterio del \u2018costo standard\u2019 per studente.<\/p>\n<p>Con il turnover si determina il ricambio dei docenti universitari : gli atenei meridionali, per effetto di una complessa e contorta formula che si basa soprattutto sui finanziamenti privati e sulle tasse pagate dagli studenti, hanno visto sempre pi\u00f9 ridursi i fondi ministeriali a vantaggio degli atenei del Nord che hanno tratto beneficio (sembra siano stati formulati apposta !) dagli stessi criteri.<\/p>\n<p>Facciamo un esempio pratico: a parit\u00e0 di iscritti, l\u2019Universit\u00e0 Alma Mater di Bologna riceve dalle famiglie 118 milioni di euro in tasse e 6 milioni da investimenti privati. L\u2019universit\u00e0 Federico II di Napoli riceve 77 milioni dalle famiglie (redditi pi\u00f9 bassi e tasse pi\u00f9 basse) e circa 2 milioni di euro da finanziamenti privati. In termini di turnover, secondo le formule stabilite da governo Monti, l\u2019Universit\u00e0 bolognese ha potuto assumere 226 professori a fronte di 406 che sono andati via mentre quella napoletana ha potuto assumere 131 professori a fronte di 478 docenti andati via. Cos\u00ec si sono creati i presupposti perch\u00e9 l\u2019universit\u00e0 bolognese diventi sempre pi\u00f9 efficiente, e quindi pi\u00f9 attrattiva di risorse umane e finanziarie mentre quella meridionale continua sempre pi\u00f9 nel baratro del depotenziamento.<\/p>\n<p>La seconda trappola si basa sul criterio dell\u2019internazionalizzazione: pi\u00f9 gli iscritti dell\u2019ateneo viaggiano all\u2019estero con i progetti Erasmus, pi\u00f9 l\u2019ateneo viene premiato. Anche in questo caso il Sud \u00e8 pi\u00f9 penalizzato perch\u00e9 moltissime famiglie non possono sostenere viaggi all\u2019estero dei propri figli.<\/p>\n<p>La terza trappola \u00e8 molto subdola e difficile da smascherare perch\u00e9 si basa sul costo standard dei soli studenti in corso: il calcolo sui fuori corso \u00e8 azzerato. Il terreno dei fuori corso \u00e8 molto scivoloso, e non \u00e8 legato ad un aspetto di mentalit\u00e0 o \u2018migliori capacit\u00e0\u2019, tutte da dimostrare con criteri oggettivi, degli studenti del Nord rispetto a quelli meridionali.<\/p>\n<p>All\u2019Agenzia di Valutazione dell\u2019Universit\u00e0 e della Ricerca \u00e8 stato affidato il compito di stilare le classifiche degli atenei nazionali in base alle quali gli stessi sono destinatari di una consistente fetta di finanziamenti pubblici. In pratica questa agenzia fornisce al governo pro-tempore gli strumenti per stabilire come ripartire le risorse e, guarda caso, la fetta pi\u00f9 consistente va agli atenei del Nord.<\/p>\n<p>Quando fu istituita questa agenzia si disse che tutte le universit\u00e0 dovevano ripartire da zero e, quando la valutazione sarebbe stata conclusa, si sarebbe avuto la distinzione tra Universit\u00e0 di serie A e Universit\u00e0 di serie B, con le ultime che avrebbero dovuto fare solo corsi di laurea triennali ed altre poi sarebbero state chiuse. Le Universit\u00e0 di serie B stanno concentrate maggiormente a Sud. Grazie alle tre formule precedentemente viste gli atenei del Nord ricevono pi\u00f9 finanziamenti (e quindi pi\u00f9 sempre pi\u00f9 predisposti all\u2019efficienza) rispetto a quelli del Sud. Tutto per decreto, non per altre cause naturali.<\/p>\n<p>Si parler\u00e0 di questi aspetti in un convegno organizzato dall\u2019Associazione CambiaMenti di Galatone, dal titolo <em>\u201cLa Questione Universitaria Meridionale\u201d<\/em> che si terr\u00e0 gioved\u00ec\u00a023 febbraio\u00a0presso la Sala del Palazzo Marchesale in P.zza Santissimo Crocifisso dalle ore 17:00 alle ore 19:00.<\/p>\n<p>I relatori sono Gianfranco Viesti, professore Economia Applicata Facolt\u00e0 di Scienze Politiche Universit\u00e0 di Bari &#8211; Nicola Grasso,\u00a0professore Diritto Costituzionale Unisalento &#8211; Giancarlo Negro, Presidente di Confindustria Lecce &#8211; Pino Aprile, Giornalista e scrittore.<\/p>\n<p>E\u2019 prevista la gradita partecipazione di Nandu Popu dei Sud Sound System.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2017\/02\/22\/giovedi-23-il-convegno-di-galatone-sulla-questione-meridionale-universitaria-crocifisso-aloisi-la-vecchia-questione-meridionale-e-attualissima-e-assume-le-forme-anche-di\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2017\/02\/22\/giovedi-23-il-convegno-di-galatone-sulla-questione-meridionale-universitaria-crocifisso-aloisi-la-vecchia-questione-meridionale-e-attualissima-e-assume-le-forme-anche-di\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Crocifisso Aloisi * (presidente associazione CambiaMenti &#8211; per leccecronaca.it)______ L\u2019Italia \u00e8 un Paese caratterizzato da forti divari territoriali al suo interno, soprattutto tra Nord e Sud. 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