{"id":111290,"date":"2017-02-26T00:07:06","date_gmt":"2017-02-25T23:07:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=111290"},"modified":"2017-02-22T13:16:37","modified_gmt":"2017-02-22T12:16:37","slug":"comunque-vada-vecchi-e-nuovi-immigrati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2017\/02\/26\/comunque-vada-vecchi-e-nuovi-immigrati\/","title":{"rendered":"Comunque Vada&#8230; \/ VECCHI E NUOVI IMMIGRATI"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"600\" height=\"337\" title=\"14llj0l\" class=\"aligncenter size-full wp-image-111291\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/14llj0l.jpg\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/14llj0l.jpg 600w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/14llj0l-300x169.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/>di<strong> Elena Vada______<\/strong><\/p>\n<p>TORINO, terra d&#8217;immigrati da sempre. Li abbiamo visti arrivare da tutte le parti del meridione, con le valige di cartone, piene di speranze e di prodotti della loro terra. \u00c9 vero, piantavano il basilico nel bid\u00e8, si sentivano respingere, prendere in giro. Vivevano, in dodici\/tredici, in alloggi fatiscenti dove poltrone, sof\u00e0, letti, si aprivano e chiudevano tutto il giorno. \u2026 e ne arrivava sempre qualcuno nuovo \u201c&#8230;e chille \u00e8 o cugino da cognata di Peppe o stagnaro\u201d e si aggiungeva un&#8217;altra branda. Si dormiva in due in un letto, o quattro\/cinque piccerelle, nel matrimoniale\u2026. Tanto pap\u00e0 faceva la notte! In quelle case c&#8217;era tanta ammuina (confusione) e tanta felicit\u00e0! Mentre i piemontesi protestavano per le grida, le urla, i meridionali facevano i \u201cpummarole\u201d sul balcone.<\/p>\n<p>E sentivamo odore di soffritto dalle sette della mattina, e i \u201cbaracchini\u201d (pietanziere) con melanzane, puparuoli e cucuzzielli alla scapece (Zucchine in carpione).<\/p>\n<p>E le maestre delle elementari che urlavano-:\u201dNon si porta la pizza in classe e cose unte!!!\u201d ma le pizze continuavano ad arrivare e con loro, le macchie d&#8217;olio sui quaderni e note sul diario con l&#8217;otto di condotta!<\/p>\n<p>Eravamo quaranta in classe. Costretti a fare i doppi turni. Molti dialetti non si capivano proprio!<\/p>\n<p>Mio pap\u00e0, dirigente FIAT, raccontava aneddoti davvero esilaranti, ma lui era sempre dalla parte dei meridionali per solidariet\u00e0 pelosa , perch\u00e9 si accorgeva della buona volont\u00e0 (&#8230;e perch\u00e9 mia mamma \u00e8 quasi Napuli, anche se nata a Torino)\u2026.. e pure dell&#8217;ignoranza, ma faceva in modo che, in carrozzeria e verniciatura (i suoi reparti), tutto filasse liscio.-:\u201d ho caduto, son cascato, SEMPRE IN TERRA HO ANDATO!\u201d oppure :\u201dMi fa zompare a nervatura per aria!\u201d Eppure Vada (mio padre), era sempre paziente e caritatevole, se poteva li aiutava, non badando per nulla alla regione o all&#8217;estrazione sociale, neanche alla religione, bastava la buona voglia di lavorare.<\/p>\n<p>(Oddio, gli stavano un po&#8217; sulle BEEP\u00a0gli juventini, per il resto tutto ok!)<\/p>\n<p>I meridionali, si sa, avevano questa bella abitudine che se gli facevi del bene, cercavano di renderti la gentilezza in qualche modo. A casa arrivavano, dopo le ferie: scamorze, litri di olio,di vino, taralli, rococ\u00f2, sfogliatelle,mozzarelle\u2026 e noi, che potevamo fare se non dire :\u201dGrazie!\u201d. Sarebbe stata un&#8217;offesa incredibile, rifiutare!.<\/p>\n<p>I meridionali cercavano di vivere in modo dignitoso, E lottavano per emergere e farsi rispettare. Molti di loro hanno fatto fortuna con grandi imprese. Erano fieri della loro terra d&#8217;origine, ma arroganti NO! Neanche pretenziosi. Si facevano valere con le proprie capacit\u00e0. E i condomini diventavano, villaggi -:\u201dM&#8217;imprestate un po&#8217; di zucchero? Me la guardate a piccerella, che vado a fare la spesa? Gradite una fella (fetta) di pastiera? Signora vulite un piatto di minestra che l&#8217;ho appena fatto?!\u201d<\/p>\n<p>I cortili, o i giardinetti, di pomeriggio, si riempivano di calzoncini corti e magliette a righe. Si colmavano di birilli, fionde, schettini o corde da saltare. E li in mezzo, presi dalla foga del gioco, chi si ricordava\u2026.\u201d Io sono piemontese e tu siciliano e tu pugliese e tu \u2026..\u201d si giocava e basta! Saltavamo sul marciapiede, dando fastidio a tutti, ma non c&#8217;erano episodi d&#8217;intolleranza.<\/p>\n<p>Nelle medie s&#8217;andava col grembiulino nero, e quindi, non facevi caso ai vestiti. Ma alcune compagne avevano i capelli che odoravano di minestrone o i piedi che puzzavano di sudore. Allora l&#8217;insegnante, li prendeva da parte, e faceva la predica.<\/p>\n<p>Credo, che nessuno, dei meridionali da noi conosciuti, abbia mai fatto qualcosa contro la legge. Si, c&#8217;era paura della giustizia. E poi c&#8217;era rispetto RISPETTO! Rispetto &#8211; RECIPROCO.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I nuovi immigrati non hanno paura di nulla. Commettono reati che nessuno sanziona. Si sentono, quindi, padroni! Padroni a casa mia, tua, nostra! Ma perch\u00e9?<\/p>\n<p>Lo spaccio di droga \u00e8, ad ogni angolo di strada e bar, borseggiatori ovunque, scippi sulla metro (e noi, vigliacchi, pure se li vediamo, non li fermiamo per paura, della coltellata), chiedono l&#8217;elemosina con arroganza\u2026. E insultano a mancato contributo.<\/p>\n<p>Fuori dagli Ipermercati, ti aspettano e, con la scusa di aiutarti a svuotare il carrello, pretendono l&#8217;euro che hai messo dentro, la gettoniera.. Uno di loro mi ha confessato che fa dalle venti alle cinquanta euro, tutti i giorni. Con la paura che ti righino l&#8217;auto, gli lasci i soldi prima e dopo la spesa.<\/p>\n<p>Ormai \u00e8 un&#8217;abitudine: Naschim, e company riconoscono le auto e i padroni e, con i compagni, ci hanno spartiti, seconda simpatia e quantit\u00e0 di mancia. Almeno, quando arriviamo, abbiamo la quasi certezza del parcheggio. Ci diamo del tu, offriamo il caff\u00e8, sappiamo che la moglie ha partorito e cos\u00ec di via dicendo\u2026. Sono una vera cronaca del luogo, un manifestino vocale dell&#8217;Iper -:\u201dNo, tende da sole che tu vuoi non arrivate, per quella vernice non prendi quella in fondo che \u00e8 appena arrivata, se no cambia colore, prendi davanti. No questo \u00e8 porcheria non comprare! Tre volte e si spacca, mio lavoro questo a mio paese\u201d<\/p>\n<p>Spesso, li adoperiamo per lavori manuali, ma devi stargli dietro perch\u00e9, hanno qualche vizietto!.<\/p>\n<p>Noi non siamo cambiati, ma gli immigrati si, e la societ\u00e0, di conseguenza in tutto e per tutto: gli asili sono per loro, le elementari sono per loro, il dopo-scuola \u00e8 per loro. Questo sconveniente e lacrimevole pietismo senza senso, ci sta fagocitando inconsapevolmente. Alla mutua, o al collocamento, prenotazione visite, dichiarazioni di povert\u00e0, assistenti sociali\u2026 le code, delle gente che attende, sono di centinaia di persone, per la maggior parte stranieri. Il rinnovo del tesserino disoccupazione o l&#8217; annuale Bus\/Metro GTT (Gruppo Trasporti Torinesi) \u00e8 il caso pi\u00f9 clamoroso, capitato a me, e ve lo voglio raccontare.<\/p>\n<p>Gli uffici GTT, aprono alle otto. La prima volta che mi recai erano le 07,30, davanti alla porta una decina di persone che mi chiesero il nome-:\u201dPerch\u00e9?- chiedo io?-\u201d, \u201cQui gi\u00e0 siamo a cinquantasei&#8230;\u201d Mi risponde la persona di colore che sembra gestire tutto, -\u201dScusa, io vedo solo te e il tuo compare, e gli altri cinquanta?\u201d Rashid risponde:-\u201dUno andato portare bambino a scuola, altro andato portare marito lavoro, suo cugino dimenticato documenti, la sua sorella allatta bimbo appena nato. Uno vedi, la dentro bar, prende caff\u00e8 perch\u00e9 fa freddo, altro gioca macchinette e io gli tengo il posto. Quelli tre fratelli passano come uno solo\u2026 A mano, a mano che parlava, e c&#8217;erano anche nomi italiani, .\u2026 in me cresceva il disgusto, il disagio e soprattutto la rabbia di non poter dire e fare niente. Ho fatto qualche battuta per far capire \u201cche ca nisciuno \u00e8 fess\u201d ma \u00e8 servito a poco . Dalle 08,00 apertura degli uffici, ho terminato la mia pratica alle ore 12,30, giusto mezz&#8217;ora prima della chiusura.<\/p>\n<p>La seconda volta che sono tornata alla GTT, volevo vendetta e soddisfazione. Sono arrivata davanti il \u201cfamigerato ufficio\u201dalle ore 06,00, ero raggomitolata in una coperta (mi sentivo Fracchia) e ho pure posteggiato davanti alle porte\u2026 Nulla mi poteva sfuggire! Alle 06,30 \u00e8 arrivato Rashid con foglio lungo quanto un \u201cRotolone Regina\u201d.<\/p>\n<p>Sono scesa e, guardandolo bene negli occhi, gli ho detto._\u201d SONO IO LA PRIMA\u201d e lui -:\u201dNO, questi essere nomi avanzati di ieri?\u201d L&#8217;avrai picchiato\u2026 \u201cIeri era ieri, oggi \u00e8 oggi, e stai tranquillo che prima di me non passa NESSUNO\u201d ho gi\u00e0 avvisato la pattuglia di carabinieri che fa la ronda, qui intorno .E lui -:\u201dMa stai tranquiiiilaaaaa, tuuu signoraaaa\u2026 che non hai niente da fare, tua casa, per venire a rompere i BEEP\u00a0 a me di mattina. Tu tranquilaaa, stai tranquilaaa, ma tu matta venire qui cos\u00ec presto, tuo marito non ti bastona?\u201d<\/p>\n<p>&#8211; \u201cNo, io bastono lui, se necessario\u201d -:\u201dmariti Italiani troppo stupidi\u2026.\u201d e???? ripeti, ripeti, ripeti- gli chiedevo per registrarlo\u2026\u2026. Zitto.<\/p>\n<p>A parte l&#8217;attesa in macchina alle cinque della mattina con diversi gradi sotto zero, con tutti i documenti pronti ci ho messo cinque minuti. Alle 08,30 stavo facendo colazione. Per\u00f2, mi chiedo, \u00e8 questo, un modo civile di convivere con chi ti ha accolto e ti ospita e ti mette a disposizione tutte le sue infrastrutture, dalla scuola alla mutua, dall&#8217;alloggio al lavoro. Hanno anche, il Papa dalla loro parte, pur essendo Musulmani col tappetino in terra, quando devono pregare e io devo posteggiare (nel cortile di casa mia, dove ci sono i box).<\/p>\n<p>Ho vissuto un po&#8217; all&#8217;estero, sempre nel rispetto delle usanze altrui, abitudini e modi di fare. (Ascoltavo anche quella tremenda musica, tutto il giorno. Arrivata a casa mettevo Battisti o De Andr\u00e8 o De Gregori, a tutto volume).<\/p>\n<p>Credo che, senza accorgercene, stiamo esagerando nella \u201ctroppo\u201d facile accoglienza. Gli altri paesi li cacciano, respingono, fanno i muri, mettono le moto-vedette a guardia delle coste.. e noi ne accogliamo, tutti i giorni, una marea.<\/p>\n<p>Per finire, vi racconto lo scippo sul bus, di ieri: una fanciulla aveva lo zainetto con una bretella sola sulla spalla. All&#8217;arrivo della fermata, mentre tutti scendono, un ragazzotto gli aggancia lo zaino e scappa via&#8230;la ragazzina lo rincorre e cade. Nessuno si muove! Lei continua a gridare \u201cAl ladro, Al ladro\u201d. Niente\u2026 non un movimento d&#8217;aiuto, Questa \u00e8 civilt\u00e0?, Sono scesa e mi sono accertata che la fanciulla non si fosse fatta nulla di male, fisicamente parlando. Poi ho chiesto in giro;: Perch\u00e9 non l&#8217;avete rincorso?\u201d Risposta:-\u201dE se poi ci dava una coltellata, magari era drogato, aveva la pistola\u2026&#8221;<\/p>\n<p>\u00c8 finita anche la solidariet\u00e0 tra italiani. Questo mi fa male, tanto male al cuore. Sembrano invasioni barbariche, dove le orde d&#8217;invasori si spartiscono la nostra bella patria e noi, facendo finta di niente, continuiamo a litigare e blaterale dagli scranni di senato e parlamento. Tanta confusione per niente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2017\/02\/26\/comunque-vada-vecchi-e-nuovi-immigrati\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2017\/02\/26\/comunque-vada-vecchi-e-nuovi-immigrati\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Elena Vada______ TORINO, terra d&#8217;immigrati da sempre. 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