{"id":114622,"date":"2017-04-23T10:57:28","date_gmt":"2017-04-23T08:57:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=114622"},"modified":"2017-04-29T20:54:45","modified_gmt":"2017-04-29T18:54:45","slug":"xylella-al-vetriolo-parola-dordine-del-branco-screditare-e-minacciare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2017\/04\/23\/xylella-al-vetriolo-parola-dordine-del-branco-screditare-e-minacciare\/","title":{"rendered":"XYLELLA AL VETRIOLO. PAROLA D&#8217;ORDINE DEL BRANCO: SCREDITARE E MINACCIARE"},"content":{"rendered":"<p><em><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Georgia, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif;\"><strong><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"750\" height=\"450\" title=\"dogs-750x450\" class=\"aligncenter size-full wp-image-115674\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/dogs-750x4502.jpg\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/dogs-750x4502.jpg 750w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/dogs-750x4502-300x180.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 750px) 100vw, 750px\" \/><\/strong><\/span><\/span><\/em><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Georgia, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif;\">di<\/span><\/span><strong><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Georgia, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif;\"> Eleonora Ciminiello<\/span><\/span><em><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Georgia, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif;\">__________&#8221;Finalmente un po&#8217; di mazzate sulla testa di quei coglioni criminali, analfabeti, cazzari fasciogrillini di NOTAP e compagnia ragliante. Troppo poche (avrebbero dovuto passarci sopra con i cingoli, a quei decerebrati) e decisamente in ritardo. Ma meglio di niente. Una bella giornata per lo Stato di diritto, o anche solo per chi pensa che le scimmie abbiano diritto a esprimersi solo in una gabbia allo zoo. Poi, certo, c&#8217;\u00e8 sempre la speranza irragionevole che, prima o poi, qualcuno degli olivicoltori rovinati dai deliri di quei vermi infami di Casili, Gioffreda, Blasi o simile feccia li vada a prendere a casa per appenderli, in preda a ira sacrosanta, a un gancio da macellaio.&#8221;<\/span><\/span><\/em><\/strong><\/p>\n<p><em>&#8220;Sto pensando se ci sar\u00e0 anche <strong>Nadia Toffa a Bari<\/strong>&#8230;..- La di pu\u00f2 invitare, e far salire su un albero&#8230;. ma cu se mina &#8211;<strong>Allora vai e te la mangi viva!!!<\/strong>&#8220;<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div>\n<div><em>&#8220;Questi sono di un fantomatico forse collega vostro, assertore di rame e calce, potato l&#8217;anno scorso&#8230;. dire collega forse \u00e8 troppo onore per lui&#8230;.\u00e8 <strong>solo uno quaccaraqqua<\/strong> , meglio non fare nomi&#8221;<\/em> (rif. a Ivano Gioffreda)<\/div>\n<div><\/div>\n<\/div>\n<div><\/div>\n<div><em>&#8220;Mi chiedo perch\u00e9 il PM Cataldo Motta non si permetterebbe mai di pontificare in campo medico, veterinario o geologico ma si permette invece di sproloquiare, sparando stupidaggini indicibili, in campo agronomico. <strong>Perch\u00e9 nessuno gli dice di limtarsi alle sue competenze evitandogli cos\u00ec di fare figuracce e danni pubblici? Qualcuno intervenga. <\/strong>Spiegategli che la fitopatologia si studia nei 5 anni del percorso universitario degli agronomi. Lui forse non lo sa.&#8221;<\/em><\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div><em>&#8220;Un altro scienziato alla ribalta.<strong> Pure dovr\u00e0 trovarsi un modo di fargli capire la verit\u00e0<\/strong>&#8220;<\/em> (rivolto a Nicola Grasso)<\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div><em>&#8220;Ma il prof. Grasso arriva buon ultimo a kamikaze, diobono siamo a marzo 2017, tutti i complottisti stanno scomparendo come neve al sole&#8230; ma come si fa !?!? <strong>Fermatelo, per il suo ben<\/strong>e.&#8221;<\/em><\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div><strong><em>&#8220;Portalo da noi poi vedi che stermineremo anche lui&#8221;<\/em><\/strong> (Rif. a Cristian Casili)<\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div>Questi sono solo alcuni dei post e dei commenti apparsi su Facebook che possono rappresentare, a grandi linee, l'&#8221;aria che tira&#8221; nei confronti di coloro che si &#8220;azzardano&#8221; a contrastare, sollevare evidenze oggettive e denunciare quanto pu\u00f2 far guadagnare xylella fastidiosa ma soprattutto le tasche di chi potrebbe ingrassare il batterio.<\/div>\n<p><span><span><strong>Ad andare di moda sono la derisione e lo screditamento dell&#8217;individuo,<\/strong> nella sua professionalit\u00e0 ma anche nella sua immagine, ma \u00e8 evidente come in molti casi dall&#8217;ingiuria si passa alla minaccia fisica, con modalit\u00e0 che non differiscono in nulla rispetto a quelle operate dal <strong>branco<\/strong>, o peggio, da quelle di &#8220;scagnozzi&#8221; al servizio di un qualche padrone.<\/span><\/span><\/p>\n<p>Protagonisti di post e commenti sono tutti coloro che negli ultimi quattro anni hanno sollevato dubbi ed evidenziato perplessit\u00e0 sulle modalit\u00e0 di identificazione di xylella come patogeno degli ulivi, ma soprattutto sull&#8217;assenza di una ricerca plurale ed aperta a studi analitici, multidisciplinari e concreti sulle condizioni dei terreni su cui insistono gli ulivi colpiti da disseccamento, cos\u00ec come sulle condizioni della falda acquifera salentina ed infine sulla totale mancanza di analisi fisico chimiche degli ulivi stessi.<\/p>\n<p><strong>Chi \u00e8 finito al centro delle attenzioni del branco?<\/strong><\/p>\n<p>Partiamo da<strong> Ivano Gioffreda<\/strong>, presidente di Spazi Popolari e agroecologo. Ivano Gioffreda \u00e8 stato il primo a sollevare perplessit\u00e0 e dubbi sulla patogenicit\u00e0 di xylella, sostenendo la necessit\u00e0 di guardare il disseccamento nel suo complesso di fattori piuttosto che ravvisare nel batterio la causa madre. Gioffreda ha sempre sottolineato come la chiusura della ricerca ai soli centri di Bari, Universit\u00e0 e CNR, e la limitazione delle analisi al centro privato Basile Caramia, fosse una mossa che si poneva nettamente contro la Costituzione Italiana, <strong>oltre ad essere probabilmente dettata da interessi pi\u00f9 o meno evidenti<\/strong>. Gioffreda ha evidenziato la necessit\u00e0 di salvaguardare l&#8217;agricoltura salentina, intesa come ritorno alle buone pratiche ed abbandono della chimica, ed il patrimonio olivicolo autoctono, simbolo distintivo non solo dell&#8217;ecosistema Salento ma anche di una tipicit\u00e0 a livello alimentare, unica al mondo.<\/p>\n<p><strong>Il suo &#8220;modo&#8221; di guardare all&#8217;agricoltura non poteva che cozzare sia con le affermazioni della &#8220;scienza&#8221; che con il &#8220;credo&#8221; delle associazioni di categoria identificati entrambi come i veri protagonisti di un corri corri ai finanziamenti pubblici ai danni del territorio tutto.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Fernando Blasi, in arte <strong>Nandu Popu<\/strong>, cantante e front man dei Sud Sound System, \u00e8 sempre stato <strong>l&#8217;unico musicista pugliese a porsi al fianco delle lotte ambientali che coinvolgono il territorio<\/strong>: da Cerano a xylella, da Tap all&#8217;Ilva, sino al Poseidon ha messo in luce le responsabilit\u00e0 della politica e gli interessi economici delle lobby ai danni del territorio.<\/p>\n<p><strong>Cristian Casili<\/strong>, agronomo e consigliere regionale del movimento 5 Stelle, nonch\u00e9 vicepresidente della V Commissione Ambiente della Regione Puglia, da quattro anni evidenzia le gravi carenze politiche nell&#8217;affrontare il disseccamento rapido degli ulivi e l&#8217;esigenza di<strong> affrontare il fenomeno con un respiro pi\u00f9 ampio, <\/strong>capace di\u00a0guardare all&#8217;ecosistema, all&#8217;economia agricola, ed alle loro rispettive problematiche, a 360\u00b0. Oltre a salvaguardare il territorio e la sua biodiversit\u00e0, <strong>Casili \u00e8 l&#8217;unico consigliere regionale che combatte per<strong>\u00a0difendere gli interessi<\/strong>\u00a0dei piccoli proprietari terrieri<\/strong>\u00a0succubi di leggi che puniscono la loro condizione, anzich\u00e9 alleviarla, e tendono solo ad impinguare le casse delle aziende dei grandi produttori olivicoli.<\/p>\n<p>Il tentativo di coprire di ridicolo chi si \u00e8 interessato alla vicenda \u00e8 andato a intaccare anche figure come <strong>Nicola Grasso<\/strong>, docente di Diritto Costituzionale presso l&#8217;Universit\u00e0 del Salento di Lecce. L&#8217;attacco che gli si rivolge sui social viene dopo l&#8217;intervista da lui rilasciata a Luciano Mirone.<\/p>\n<p>Luciano Mirone, le cui investigazioni antimafia sono riuscite a portare alla luce le evidenze dell&#8217;assassinio, e non del suicidio, di Attilio Manca, sar\u00e0 certamente abituato alle minacce, \u00a0ma leggere screditamenti e minacce ai danni di un professionista stimato in ambiente accademico, qual \u00e8 Nicola Grasso, \u00e8 abberrante. Grasso \u00e8 da sempre impegnato nello studio di fatti ed eventi che possono intaccare l&#8217;ambiente e inficiarne la salvaguardia.<strong> Da costituzionalista e docente di &#8220;Legislazione e diritto dei beni ambientali e culturali&#8221;, Grasso non poteva non interessarsi al batterio e alle sue implicazioni sul territorio.<\/strong><\/p>\n<p>Proprio la tensione di Grasso a contrastare le illegalit\u00e0, ha trovato nel suo Salento terreno fertile, tanto da spingerlo a divenire <strong>parte attiva, nello studio delle Leggi regionali, nazionali e comunitarie in materia di xylella<\/strong>: da subito, difatti, ha sostenuto lo studio legale che ha pianificato te portato avanti tutti i ricorsi che negli anni si sono succeduti.<\/p>\n<p>Lo studio della legislazione per il contrasto &#8220;a xylella&#8221; e le sue falle, hanno condotto il docente a segnalare molti punti oscuri ed illegittimi dal punto di vista normativo e costituzionale. \u00c8 un uomo di Legge, non un ambientalista, esattamente come uomo di legge \u00e8 il <strong>Procuratore antimafia Cataldo Motta, il cui tentativo di screditamento non pu\u00f2 che creare grosso sconcerto<\/strong>.<\/p>\n<p>Motta agisce in quegli ambiti in cui le indagini evincono potenziali illegalit\u00e0<strong>: se le illegalit\u00e0 sono commesse da ricercatori, piuttosto che da scienziati, medici, geologi ai danni del territorio e dei cittadini, \u00e8 giusto o meno che la Legge intervenga?<\/strong> E&#8217; giusto o meno che la Procura indaghi?<\/p>\n<p>L&#8217;indignazione della scienza per l'&#8221;intromissione&#8221; della magistratura sul suo operato \u00e8 fuori da ogni logica, non solo perch\u00e9 mossa contro un Procuratore Antimafia ma perch\u00e9 a muoverla \u00e8 chi dovrebbe avere interessi a comprendere la verit\u00e0 e non nasconderla dietro un velo.<\/p>\n<p><strong>Il Procuratore non ha valutato in autonomia le azioni scientifiche condotte dagli indagati,<\/strong> che ricordiamo tuttora ricoprono i loro ruoli e continuano a stabilire cosa sia giusto o non giusto per l&#8217;agricoltura salentina,<strong> ma si \u00e8 servito di autorevoli pareri scientifici.<\/strong><\/p>\n<p>La domanda che ricorre \u00e8 quindi perch\u00e9? Perch\u00e9 attaccare tutti coloro che cercano la risposta alla domanda: cosa succede davvero agli ulivi in Salento? Perch\u00e9 questo accanimento, questo livore, questo arrogante e tronfio modo d&#8217;agire?<\/p>\n<p><strong>Per capirlo forse sarebbe meglio comprendere da chi \u00e8 composto il &#8220;branco&#8221;.<\/strong><\/p>\n<p>A mettere in atto derisioni, danni alla professionalit\u00e0, all&#8217;immagine, minacce e screditamenti vari, sono, come hanno detto essi stessi in altri commenti,<strong>\u00a0i sostenitori delle cultivar resistenti e i fedelissimi dei ricercatori indagati dalla Procura di Lecce<\/strong>, ruotanti nell&#8217;orbita delle associazioni di categoria, Coldiretti in primis. I dubbi sollevati negli anni sulle associazioni di categoria e su Coldiretti in modo particolare, nascono dai legami che essa ed altre associazioni di categoria hanno con i centri e le personalit\u00e0 interessati dalle indagini della magistratura, ovvero CNR di Bari, Basile Caramia ed Universit\u00e0 di Bari. Coldiretti, infatti, \u00e8 fra gli enti partecipanti del centro privato Basile Caramia, i CAF Coldiretti sono gli unici CAF convenzionati con l&#8217;Universit\u00e0 di Bari e sempre Coldiretti partecipa alla coalizione #pattoperilterritorio di cui fanno parte, tra gli altri, Universit\u00e0 di Bari, CNR di Bari e CRSA Basile Caramia. Coldiretti partecipa anche al progetto POnte, finanziato da Horizon 2020, assieme a CNR di Bari e Basile Caramia.<\/p>\n<p>Quindi, tra finanziamenti europei per la ricerca condivisi, fondi regionali e nazionali da devolvere alla ricerca e alle aziende, e partecipazioni a progetti e coalizioni, <strong>\u00e8 legittimo o no sollevare dubbi sulla condivisione di interessi ed obbiettivi di associazioni di categoria, frantoiani, CNR, Universit\u00e0 di Bari e Basile Caramia?<\/strong>\u00a0A questo si aggiunge che i tutti questi soggetti sono sostenitori accaniti delle cultivar resistenti, che dovrebbero sostituire gli ulivi salentini.<\/p>\n<p>Queste cultivar dedicate all&#8217;olivicoltura industriale non possono in alcun modo divenire variet\u00e0 idonee ad esser coltivate dai piccoli agricoltori, che finiranno con lasciare campo libero ai grandi proprietari terrieri e alle imprese edili.<\/p>\n<p><strong>Cosa spinge il &#8220;branco&#8221; all&#8217;odio e alle minacce?<\/strong><\/p>\n<p>Leggendo post e commenti le risposte possono essere molteplici: forse a muovere il &#8220;branco&#8221; \u00e8 il tentativo di deridere, minacciare e isolare il singolo per <strong>sminuire la credibilit\u00e0 agli occhi dei cittadini<\/strong>, o forse il tentativo di <strong>eliminare con la violenza verbale ostacoli che persistono da anni.<\/strong><\/p>\n<p>Pi\u00f9 semplicemente potrebbe essere solo <strong>la rabbia e la paura del &#8220;branco&#8221;<\/strong>: la prima si muove nei confronti di chi continua a scoperchiare vasi di Pandora e <strong>mettere in luce quelle verit\u00e0 scomode sconosciute ai pi\u00f9<\/strong>; la seconda, la paura, nasce dalle <strong>richieste<\/strong>, sempre pi\u00f9 frequenti da parte dei contadini,<strong> di alternative che mirano a salvaguardare i loro oliveti<\/strong>.<\/p>\n<p>In ultima analisi potrebbe anche essere una strategia del branco, ben precisa, che mira a <strong>infangare e screditare chi si oppone alla &#8220;voce maestra&#8221;<\/strong> per far in modo che i piccoli agricoltori, ormai in balia degli eventi, rientrino nell&#8217;ovile e non diano fiducia ad &#8220;altri&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Screditare e minacciare, per isolare e lasciar cadere nel dimenticatoio un individuo \u00e8 una tecnica messa a punto da tempo,<\/strong> funzioner\u00e0 anche in Salento? I contadini si lasceranno convincere o continueranno a chiedere: cosa succede agli ulivi?<\/p>\n<p>Noi speriamo che continuino ad informarsi e cercare di capire, che siano autori attivi del destino dei loro oliveti e non succubi di scelte di altri, che si ritorceranno, probabilmente in un futuro non troppo lontano, proprio contro di loro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2017\/04\/23\/xylella-al-vetriolo-parola-dordine-del-branco-screditare-e-minacciare\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2017\/04\/23\/xylella-al-vetriolo-parola-dordine-del-branco-screditare-e-minacciare\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Eleonora Ciminiello__________&#8221;Finalmente un po&#8217; di mazzate sulla testa di quei coglioni criminali, analfabeti, cazzari fasciogrillini di NOTAP e compagnia ragliante. Troppo poche (avrebbero dovuto passarci sopra con i cingoli, a quei decerebrati) e decisamente in ritardo. Ma meglio di niente. Una bella giornata per lo Stato di diritto, o anche solo per chi pensa [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1,69,76],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/114622"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=114622"}],"version-history":[{"count":14,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/114622\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":116266,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/114622\/revisions\/116266"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=114622"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=114622"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=114622"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}