{"id":118227,"date":"2017-05-17T12:11:39","date_gmt":"2017-05-17T10:11:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=118227"},"modified":"2017-05-17T12:58:19","modified_gmt":"2017-05-17T10:58:19","slug":"caravaggio-e-i-caravaggeschi-nellitalia-meridionale-dalla-collezione-della-fondazione-roberto-longhi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2017\/05\/17\/caravaggio-e-i-caravaggeschi-nellitalia-meridionale-dalla-collezione-della-fondazione-roberto-longhi\/","title":{"rendered":"CARAVAGGIO E I CARAVAGGESCHI NELL\u2019ITALIA MERIDIONALE DALLA COLLEZIONE DELLA FONDAZIONE ROBERTO LONGHI"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"803\" height=\"1024\" title=\"01_frl 78\" class=\"alignleft size-large wp-image-118228\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/01_frl-78-803x1024.jpg\" \/>(s.d.)_______ \u201cCaravaggio sar\u00e0 piuttosto il primo dell\u2019et\u00e0 moderna [\u2026]. Il pubblico cerchi dunque di leggere \u2018naturalmente\u2019 un pittore che ha cercato di essere \u2018naturale\u2019, comprensibile; umano pi\u00f9 che umanistico; in una parola, popolare\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo\u00a0quella\u00a0dedicata a Steve McCurry nell\u2019estate 2016, il Comune di Otranto e Civita Mostre organizzano, dall\u201911 giugno al 24 settembre 2017, nei suggestivi ambienti del Castello Aragonese, una mostra dedicata a Caravaggio e ai pittori caravaggeschi a cura di Maria Cristina Bandera che hanno operato nell\u2019Italia meridionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutte le opere esposte provengono dalla Fondazione di Studi di Storia dell\u2019Arte Roberto Longhi, che custodisce il lascito di quello che \u00e8 stato il pi\u00f9 importante storico dell\u2019arte italiano ma anche uno straordinario collezionista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Roberto Longhi (Alba 1890 \u2013 Firenze 1970) \u00e8 una delle personalit\u00e0 pi\u00f9 affascinanti della storia dell\u2019arte del XX secolo. Alla pittura del Caravaggio (Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio, Milano 1571 \u2013 Porto Ercole 1610) e ai suoi seguaci, i cosiddetti caravaggeschi, ha dedicato una vita di studi, a partire dalla tesi di laurea sul Caravaggio del 1911.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratt\u00f2, a quella data, di una scelta pioneristica, tanto all\u2019epoca il pittore era uno dei \u201cmeno conosciuti dell\u2019arte italiana\u201d. Longhi seppe da subito riconoscere la portata rivoluzionaria della pittura del Merisi, cos\u00ec da intenderlo come \u201cil primo pittore dell\u2019et\u00e0 moderna\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella sua dimora fiorentina \u2013 villa Il Tasso \u2013, oggi sede della Fondazione che gli \u00e8 intitolata, raccolse un numero notevole di opere dei maestri di tutte le epoche, che furono per lui occasione di ricerca e di studio. Tra queste il nucleo pi\u00f9 importante e significativo \u00e8 senza dubbio quello che comprende le opere del Caravaggio e dei caravaggeschi, formatosi attorno al Ragazzo morso da un ramarro del Merisi, da lui acquistato verso il 1928. Il dipinto, che risale all\u2019inizio del soggiorno romano di Caravaggio, all\u2019incirca nel 1596-1597, colpisce innanzitutto per la resa del brusco scatto con cui il giovane si ritrae improvvisamente per il morso di un ramarro, quasi come in una istantanea fotografica, ma anche per la \u201cdiligenza\u201d con cui ha reso il brano della natura morta con la caraffa e i fiori, un genere pittorico riportato a dignit\u00e0 autonoma proprio dal Caravaggio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella mostra, curata da Maria Cristina Bandera, direttrice scientifica della Fondazione di Studi di Storia dell\u2019Arte Roberto Longhi, accanto al Caravaggio sono esposti i dipinti dei suoi seguaci meridionali o attivi nell\u2019Italia del Sud, che fanno parte della stessa collezione e offrono una efficace testimonianza del significato storico della sua pittura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Grandi capolavori possono ritenersi cinque tele che raffigurano gli Apostoli, del giovane Jusepe de Ribera e la Deposizione di Cristo di Battistello Caracciolo, il principale caravaggesco napoletano. Il profondo radicamento dell\u2019esempio del maestro nell\u2019arte napoletana \u00e8 attestato dal David di Andrea Vaccaro e dal drammatico San Girolamo del Maestro dell\u2019Emmaus di Pau. Nelle opere di Matthias Stom, a lungo attivo in Sicilia, si materializza una perfetta sintesi tra la cultura nordica di partenza \u2013 legata al caravaggismo olandese \u2013 e la pittura italiana. Sono inoltre presentate inoltre opere di Lanfranco, del Maestro dell\u2019Annuncio ai pastori, di Filippo Napoletano e di Giacinto Brandi. Il percorso si conclude con due capolavori di Mattia Preti, l\u2019artista che pi\u00f9 di ogni altro contribuisce a mantenere per tutto il Seicento la vitalit\u00e0 della tradizione caravaggesca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 infine prevista la proiezione del film di Mario Martone dal titolo L\u2019ultimo Caravaggio (durata 40\u2018), realizzato nel 2004. La cinepresa del grande regista scompone e riassembla dettagli rubati ora ai dipinti di Caravaggio, ora ai quartieri popolari e alle estreme periferie di Napoli, ricostruendo cos\u00ec, con un linguaggio che parla anche al nostro tempo, la vicenda artistica ed umana del Caravaggio nei suoi ultimi anni, vissuti nell\u2019Italia meridionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra, \u00e8 unita negli intenti e nello spirito di divulgazione culturale a quella di Roberto Cotroneo. \u00abC\u2019\u00e8 un profondo rapporto, un rapporto nuovo, tra narrazione e fotografia. Colpa della narrazione, merito della fotografia\u00bb. Pensiamo sempre agli spazi espositivi come a dei luoghi perfetti, dove quello che conta sono le opere esposte. Le opere fanno i musei: i capolavori artistici li abitano e li rendono quello che sono. In realt\u00e0 gli spazi espositivi sono luoghi abitati da persone, visitatori, e in molti casi masse di gente che si muovono, che si fermano, che guardano, che meditano, che vanno e vengono, e disegnano percorsi, raccontano una loro storia, contribuiscono a rendere l\u2019esposizione dell\u2019arte qualcosa di mobile, di duttile, di sempre diverso. Per dirla tutta, nessun museo o galleria d\u2019arte \u00e8 pensabile senza un pubblico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Roberto Cotroneo, scrittore e saggista, autore tra gli altri di un romanzo \u201cOtranto\u201d e di una raccolta di poesie \u201cI demoni di Otranto\u201d dedicati alla citt\u00e0 salentina, da alcuni anni ha affiancato il suo lavoro di scrittura con quello della fotografia. E per pi\u00f9 di tre anni ha osservato e fotografato il pubblico negli spazi espositivi, nei loro movimenti, nelle posture, nelle espressioni, nella capacit\u00e0 di attraversare gli spazi, le soglie, i luoghi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2017\/05\/17\/caravaggio-e-i-caravaggeschi-nellitalia-meridionale-dalla-collezione-della-fondazione-roberto-longhi\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2017\/05\/17\/caravaggio-e-i-caravaggeschi-nellitalia-meridionale-dalla-collezione-della-fondazione-roberto-longhi\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(s.d.)_______ \u201cCaravaggio sar\u00e0 piuttosto il primo dell\u2019et\u00e0 moderna [\u2026]. 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