{"id":119160,"date":"2017-05-28T02:20:37","date_gmt":"2017-05-28T00:20:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=119160"},"modified":"2017-05-28T16:46:12","modified_gmt":"2017-05-28T14:46:12","slug":"in-memoria-di-almerigo-grilz-il-primo-fotoreporter-assassinato-dopo-il-1945-di-destra-per-cui-dimenticato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2017\/05\/28\/in-memoria-di-almerigo-grilz-il-primo-fotoreporter-assassinato-dopo-il-1945-di-destra-per-cui-dimenticato\/","title":{"rendered":"TRENT&#8217; ANNI DOPO, IN MEMORIA DI ALMERIGO GRILZ. IL PRIMO FOTOREPORTER ASSASSINATO DOPO IL 1945. DI DESTRA, PER CUI DIMENTICATO"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"300\" height=\"211\" title=\"Grilz\" class=\"alignleft size-medium wp-image-119161\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/Grilz-300x211.jpg\" \/>di <strong>Valerio Melcore<\/strong>________ A \u00a0trent&#8217;anni dalla sua morte, solo oggi si comincia a ricordare un grande giornalista. Nella sua citt\u00e0 vengono organizzate mostre con le sue foto scattate in mezzo mondo, presentati libri che lo ricordano, \u00a0a lui \u00e8 stata intestata una strada. Di questo giornalista sino a poco tempo fa non si conosceva neanche dove fosse la sua tomba. E cos\u00ec alle deficienze dello Stato italiano, hanno supplito due suoi amici e colleghi, \u00a0i quali si sono recati nel paese in cui fu ucciso ed hanno scoperto il posto in cui \u00e8 stato seppellito. Il giornalista di cui vi stiamo parlando \u00e8 Almerigo Grilz, e grazie ai suoi due amici oggi sappiamo che riposa all&#8217;ombra di \u00a0un grande albero in Africa.<br \/>\nMa a cosa \u00e8 dovuta questa congiura del silenzio durato tutti questi anni?<br \/>\nA spiegarlo \u00e8 Gian Micalessin che insieme a\u00a0Fausto Biloslavo e a Grilz, giovanissimi, trentacinque anni fa\u00a0fondarono l&#8221;Albatross&#8221;.<br \/>\n&#8220;Qualcuno l\u2019ha definito l\u2019inviato ignoto. Si chiamava Almerigo Grilz, era triestino ed \u00e8 morto il 19 maggio del 1987 a Caia, in Mozambico, colpito alla testa da un proiettile mentre filmava una battaglia tra l\u2019esercito della Frelimo, gi\u00e0 allora al potere a Maputo, e i guerriglieri della Renamo. \u00c8 stato il primo giornalista italiano caduto su un campo di battaglia dopo la seconda guerra mondiale. A tutt\u2019oggi resta, per\u00f2, quello pi\u00f9 ignorato, trascurato e dimenticato nella storia del giornalismo italiano&#8221;.<\/p>\n<p>Ora per un momento provate a pensare ad un altro giovane assassinato in terra africana, Giulio Regeni. Anche lui cercava di documentare la realt\u00e0 di un pezzo di territorio in un paese che non era il suo, anche lui ha trovato la morte in terra africana. Ma i media italiani, i giornali, le televisoni, il mondo della politica , hanno giustamente parlato per mesi e mesi dell&#8217;omicidio di questo ragazzo. Tanto che a distanza di un anno non c&#8217;\u00e8 nessuno che nel nostro paese non conosca la storia di questo ragazzo ucciso in Egitto.<br \/>\nSu Almerigo Grilz invece i media non hanno speso n\u00e9 spendono una parola per ricordarlo.<\/p>\n<p>Ho conosciuto Almerigo Grilz quando ancora non era un giornalista, ma era un giovane che generosamente dedicava il suo tempo e la sua energia nella causa in cui credeva. All&#8217;epoca quelli come lui si chiamavano attivisti, oggi diremmo i volontari della \u00a0politica con la P maiuscola, era Segretario del &#8220;Fronte della Giovent\u00f9&#8221; di Trieste, lo incontravo a Roma in un vecchio palazzo di via Quattro Fontane, durante le riunioni della Direzione Nazionale del F.d.G di cui \u00a0facevamo parte, presiedute da un giovane Gianfranco Fini.<br \/>\nEra un periodo storico in cui si faceva politica per convinzione e non per convenienza, e chi aveva deciso di militare a destra, sapeva che tutti i giorni rischiava di essere pestato.<br \/>\nPoi la politica, con il trascorrere degli anni, e diventata un&#8217;altra cosa, e molti di noi l&#8217;hanno abbandonata.<\/p>\n<p>Il ricordo che ho di lui \u00e8 quella di un ragazzo alto, magro, ma all&#8217;epoca con l&#8217; unica eccezione di Marco Tarchi, eravamo tutti magri, l&#8217;ultima volta che ci siamo visti era di inverno perch\u00e9 ricordo che indossava un cappotto nero, lungo, un maxi, come andavano di moda all&#8217;epoca, \u00a0in pelle, o in un materiale che gli somigliava.<\/p>\n<p>Sguardo sveglio, sempre sorridente, cordiale, aria scanzonata, capelli corvini, un filo di barba sempre curatissima, diversa da quella che vediamo nelle foto che lo ritraggono.<br \/>\nIl Fronte della Giovent\u00f9 di Trieste \u00a0era quello meglio organizzato in Italia, basti pensare che nelle scuole medie superiori della citt\u00e0 il 45% degli studenti si era definito di destra, perci\u00f2 durante uno di questi incontri romani, lo presi da parte e mi feci spiegare \u00a0per filo e per segno quale era stato il percorso, le strategie messe in campo, che aveva portato la giovane destra triestina ad essere la prima forza politica tra i giovani.<br \/>\nMi spieg\u00f2 che la cosa non aveva nulla a che fare con il fatto Trieste fosse citt\u00e0 di frontiera, e neanche con quelle che erano state le vicende storiche della citt\u00e0, come invece io pensavo.<br \/>\nMi spieg\u00f2 che Trieste era stata una citt\u00e0 come tutte le altre dove la sinistra \u00a0spadroneggiava, imponendo il suo verbo con le buone e con le cattive.<br \/>\nLe cose cambiarono quando Grilz prese le redini del Fronte triestino, e grazie all&#8217;attivismo ed al coraggio dei giovani che lo seguivano, attraverso un&#8217;azione quotidiana riuscirono a battere la sinistra prima nelle scuole, \u00a0sul terreno dialettico, e poi anche nelle piazze con la presenza fisica. Il merito ovviamente era sopratutto di Grilz che li aveva guidati, ma, il tutto mi spieg\u00f2 che \u00a0era stato \u00a0possibile avendo potuto contare sull&#8217;aiuto degli adulti, il M.S.I. di Trieste aveva affiancato i giovani nelle sue battaglie.<br \/>\nA Lecce mettemmo a segno una serie di risultati positivi, ma quando arrivammo al giro di boa, dovemmo prendere atto che non si poteva contare sugli adulti, il partito esisteva solo in campagna elettorale, \u00a0per cui deluso dopo un po&#8217; abbandonai l&#8217;impegno politico e mi trasferii al nord.<br \/>\nQualche anno dopo, ero a Bergamo e Mirko Tremaglia mi disse che Almerigo faceva il reporter di professione e i suoi servizi e le sue foto erano contese dalle pi\u00f9 famose testate giornalistiche e dalle pi\u00f9 importanti reti televisive, fui felice per lui, sapevo quante difficolt\u00e0 incontravano coloro che avevano militato a destra quando cercavano di entrare nel mondo del lavoro. Per\u00f2 mi rendevo conto dei rischi che correva nel realizzare quei reportage \u00a0in quei teatri di guerra dove gli altri giornalisti non avevano il coraggio di andare.<br \/>\nMa a 30 anni dalla sua morte nel ricordare un amico, o meglio un ragazzo con il quale abbiamo condiviso idee, speranze, e militanza, vogliamo \u00a0raccontare anche, \u00a0attraverso la sua storia come il giornalismo italiano, che dovrebbe fare corretta informazione e attraverso questa formare le coscienze dei cittadini, \u00a0spesso deforma la realt\u00e0 \u00a0per compiacere la sinistra al potere.<\/p>\n<p>Nel 1987 Grilz fu ucciso in Mozambico, l&#8217; Unit\u00e0 il giornale del Partito Comunista Italiano, i cui uomini oggi sono al Governo con Gentiloni, con questo titolo riport\u00f2 la notizia: \u00abMorto mercenario triestino\u00bb. E al Tg1, a cui \u00a0Almerigo aveva iniziato a collaborare, il comitato di redazione protest\u00f2 perch\u00e9 Paolo Frajese ebbe l\u0092&#8217;ardire di dedicargli un servizio.<br \/>\nQuesto \u00e8 il giornalismo promosso da coloro che sono al governo, e questi i signori della RAI \u00a0a cui vengono elargiti profumati stipendi grazie al canone televisivo che noi paghiamo.<\/p>\n<div>Ma leggiamo cosa scrive Micalessin:<\/div>\n<p>&#8220;La sua unica colpa \u00e8 stata quella di non aver mai rinnegato il proprio passato. Di esser diventato giornalista e reporter di guerra dopo esser stato il segretario del Fronte della Giovent\u00f9 di Trieste e aver ricoperto incarichi nazionali nell\u2019allora Movimento Sociale Italiano. Una colpa evidentemente molto grave visto che Ordine dei Giornalisti e Associazione della Stampa di Trieste, due organi a cui era regolarmente iscritto, continuano a considerare una sorta di sfregio la richiesta d\u2019accogliere una lapide con il suo nome accanto a quelle, dedicate all\u2019inviato Rai Marco Luchetta e agli operatori Alessandro Ota, Dario D\u2019Angelo e Miran Hrovatin morti tra Bosnia e Somalia.<\/p>\n<p>Ma cos\u2019ha fatto di cos\u00ec tremendo Almerigo Grilz rispetto ad altri illustri protagonisti del nostro giornalismo come Gad Lerner, Ezio Mauro, Paolo Mieli, Toni Capuozzo e Lucia Annunziata tutti transitati dalle formazioni dell\u2019estrema sinistra a blasonate redazioni? Semplice, l\u2019inviato ignoto, come l\u2019ha definito Capuozzo nella puntata di \u00abTerra\u00bb dedicatagli nel ventesimo anniversario della morte, commise il fatale errore di affrontare la carriera giornalistica dopo aver abbandonato quella di dirigente giovanile del Movimento Sociale Italia. Con l\u2019aggravante d\u2019essere passato a miglior vita prima di transitare, assieme all\u2019\u00abamico\u00bb Gianfranco Fini ed un\u2019intera classe dirigente, attraverso la purificatrice fonte di Fiuggi.<\/p>\n<p>E cos\u00ec quel mancato bagno alle terme gli ha lasciato incollato lo stigma del fascista anche dopo morto. Quello stigma ancora oggi lo condanna all\u2019oblio e mette la sordina alla breve, ma folgorante carriera di un inviato italiano che raccontava le guerre dimenticate degli anni \u201980 agli spettatori delle grandi reti americane, prime fra tutte la Nbc e la Cbs. Un inviato che scriveva correttamente in inglese e pubblicava i suoi reportage sul Sunday Times, su Der Spiegel e su altre autorevoli riviste europee. Ma in Italia tutto ci\u00f2 poco conta.&#8221;<\/p>\n<p>Ovviamente la sinistra \u00a0pu\u00f2 farla da padrona ed utilizzare cultura ed informazione a suo uso e consumo \u00a0solo perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 una destra incapace, che sino ad oggi non \u00e8 riuscita a fare di meglio che \u00a0farsi guidare da un signore sulle cui televisioni tutti i giorni vengono veicolati messaggi e promossi personaggi \u00a0&#8220;cari&#8221; alla sinistra.<br \/>\nMa lasciamo ancora una volta la parola al suo amico e collega:<br \/>\n&#8220;A tutt\u2019oggi il primo caduto del giornalismo italiano resta, per molti colleghi, un illustre sconosciuto e nelle scuole di giornalismo non esiste un docente che osi pronunciare il suo nome. Ma l\u2019aspetto pi\u00f9 singolare di questo generalizzato, strumentale disinteresse per la vicenda umana e professionale di Almerigo Grilz \u00e8 la sua estensione agli ambienti della politica e del giornalismo di destra. Gianfranco Fini che da giovane segretario nazionale del Fronte della Giovent\u00f9 in trasferta a Trieste dormiva regolarmente nella cameretta di Almerigo si \u00e8 ben guardato, anche quand\u2019era presidente della Camera, dall\u2019organizzare un convegno o un pubblico ricordo per quello che nella cerchia di partito continuava a definire un \u00abamico\u00bb. E Alleanza Nazionale ligia alla tragicomica sudditanza culturale nei confronti della sinistra si \u00e8 ben guardata, negli anni sfavillanti del potere, dal celebrare un ex dirigente che rappresentava un\u2019icona dell\u2019avventura e dell\u2019informazione per una destra giovanile alla perenne ricerca di miti fondanti&#8221;.<br \/>\nQuella che ci consola \u00e8 che a distanza di trent&#8217;anni, la vita piena di passione e di avventure del giovane triestino, cominciano ad essere conosciute da sempre pi\u00f9 persone sopratutto giovani.<br \/>\nMa vediamo come chiosa il suo intervento\u00a0Micalessin:<\/p>\n<p>&#8220;Eppure nonostante amici e nemici abbiano tentato di seppellirlo una seconda volta il mito e il ricordo di Almerigo riaffiorano dall\u2019oblio. Sempre pi\u00f9 spesso giovani free lance o aspiranti reporter mi chiedono di raccontare loro la storia dell\u2019amico Almerigo Grilz. Una storia semplice. La storia di un uomo che in una Trieste ai confini della \u00abcortina di ferro\u00bb aveva trasformato uno stile di vita in passione politica. Un ragazzo che, unico nelle file di una destra sclerotizzata, comprendeva, gi\u00e0 negli anni \u201970, l\u2019importanza dell\u2019informazione e imbracciava macchine fotografiche e cineprese anche quando guidava cortei e manifestazioni. Un uomo che, non appena le piazze dei roventi anni \u201970 smisero di regalare emozioni, abbandon\u00f2 le stanze immalinconite della politica per trasferire lo stesso stile di vita sulle prime linee degli anni \u201980. Perch\u00e9 se il giornalismo era la sua battaglia, l\u2019avventura era la sua vita&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2017\/05\/28\/in-memoria-di-almerigo-grilz-il-primo-fotoreporter-assassinato-dopo-il-1945-di-destra-per-cui-dimenticato\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2017\/05\/28\/in-memoria-di-almerigo-grilz-il-primo-fotoreporter-assassinato-dopo-il-1945-di-destra-per-cui-dimenticato\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Valerio Melcore________ A \u00a0trent&#8217;anni dalla sua morte, solo oggi si comincia a ricordare un grande giornalista. 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