{"id":132630,"date":"2018-02-06T18:05:25","date_gmt":"2018-02-06T17:05:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=132630"},"modified":"2018-02-06T18:07:45","modified_gmt":"2018-02-06T17:07:45","slug":"un-ritratto-artistico-di-cesare-dell-anna-e-la-recensione-dell-ultimo-disco-degli-opa-cupa-baluardo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2018\/02\/06\/un-ritratto-artistico-di-cesare-dell-anna-e-la-recensione-dell-ultimo-disco-degli-opa-cupa-baluardo\/","title":{"rendered":"UN RITRATTO ARTISTICO DI CESARE DELL&#8217; ANNA, CON L&#8217; ULTIMO DISCO DEGLI OPA CUPA &#8220;BALUARDO&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-132631\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Opa-Cupa-300x144.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"144\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Opa-Cupa-300x144.jpg 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Opa-Cupa-768x369.jpg 768w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Opa-Cupa.jpg 1000w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>di <strong>Roberto Molle______<\/strong><\/p>\n<p>Torniamo ad occuparci di un musicista eclettico, camaleontico, versatile, innovativo, rivoluzionario. Sono questi, tutti aggettivi che si prestano benissimo a presentare<strong> Cesare Dell\u2019Anna<\/strong>: trombettista, compositore, produttore, agitatore musicale; e l\u2019elenco potrebbe continuare, ma possiamo fermarci qui.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019occasione ci \u00e8 data dall\u2019 ascolto di <strong>\u201cBaluardo\u201d<\/strong>, suo ultimo disco con <strong>Opa Cupa <\/strong>(nella foto). Prima di avventurarci tra i solchi e i codici digitali del cd, diamo uno sguardo in retrospettiva alla sua carriera, per capire meglio chi \u00e8, Cesare Dell\u2019Anna.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Da generazioni la sua famiglia \u00e8 stata composta da musicisti bandisti, e a Cesare \u00e8 venuto naturale rapportarsi ad uno strumento di quella tradizione, nello specifico la tromba.<\/p>\n<p>Enfant prodige, a soli sette anni la suonava gi\u00e0 in diversi complessi bandistici pugliesi storici (Surbo, Sandonaci, Squinzano, Conversano). A diciassette anni si \u00e8 diplomato presso il conservatorio di Lecce, in seguito si \u00e8 perfezionato all\u2019accademia musicale pescarese. Per un certo periodo \u00e8 stato \u201cprima tromba\u201d nella fanfara dei carabinieri di Napoli, e poi in quella dei carabinieri di Roma. Grazie alla sua formazione classica, nel tempo, ha collaborato stabilmente con l\u2019orchestra lirico-sinfonica della provincia di Lecce e con altre orchestre di musica da camera, ensemble di musica barocca, rinascimentale, contemporanea e jazz.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quello che caratterizza Cesare Dell\u2019Anna \u00e8 la predisposizione al confronto con altre culture musicali e al fare esperienze dirette in sessions con musicisti di diverse etnie.<\/p>\n<p>Tra tutte, l\u2019Albania ha rappresentato un terreno di scambio importantissimo per lui e per i musicisti con cui si \u00e8 rapportato. Al di l\u00e0 di questo, le collaborazioni tra Cesare e musicisti stranieri sono tantissime, solo per citarne alcune: Goran Bregovic (Serbia), Admir Skurtay (Albania), Mark Stewart (USA), Quimi Portet (Catalogna), Maria Serban (Romania), Ekland e Redi Hasa (Albania). Naturalmente anche le esperienze con musicisti italiani non sono poche: Caparezza, Meridiana jazz orchestra, Roberto Ottaviano, Pino Minafra, Negramaro, Sud Sound System, Raffaele Casarano, Enrico Rava, E Zezi (storico gruppo degli operai dell\u2019Alfa Romeo di Pomigliano D\u2019Arco).<\/p>\n<p>Nel 1996 insieme ad altri artisti (pittori, scultori e musicisti) d\u00e0 vita alla casa\/laboratorio \u201cAlbania Hotel\u201d, situata nella campagna salentina. Cesare ne \u00e8 il produttore artistico. Albania Hotel persegue l\u2019intento di valorizzare e veicolare l\u2019arte in tutte le sue espressioni, intese nell\u2019accezione di multiculturalit\u00e0. Albania Hotel diventa crocevia di mille esperienze artistiche, umane e musicali.<\/p>\n<p>Nel 2005 fonda la 11\/8 Records, un\u2019etichetta che si occupa di produrre e promuovere progetti musicali di particolare pregio artistico e in coerenza col principio di favorire la veicolazione della musica e dell\u2019arte in generale, aprendo spazi e abbattendo confini. La produzione discografica di 11\/8 Records \u00e8 considerevole: dall\u2019ultimo disco di Opa cupa (suo gruppo storico), agli altri suoi progetti (Tarantavirus, Tax free, Zina) nonch\u00e9 quella del suo splendido album solista \u201cMy Miles\u201d, dedicato al grande Miles Davis.<\/p>\n<p>Poi, c\u2019\u00e8 tutto il discorso sul progetto \u201cGirodibanda\u201d, il vulcanico ensemble che annovera diversi strumenti a fiato, e musicisti che ruotano di volta in volta, spesso di diverse nazionalit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Naturalmente, questo \u00e8 solo un excursus abbastanza veloce sulla storia di Cesare Dell\u2019Anna, da questo spazio altro non si poteva.<\/p>\n<p>Ma veniamo ora a \u201cBaluardo\u201d, ultimo disco con Opa Cupa; va detto subito che l\u2019ambientazione naturale dei suoni che lo compongono, poggia sulle coordinate di tre luoghi geografici importanti per la formazione di Cesare, e sono il Salento, Napoli e quella Tirana d\u2019Albania che, dopo la caduta del muro, a molti risultava la pi\u00f9 familiare delle citt\u00e0 balcaniche.<\/p>\n<p>Vi suonano musicisti eccelsi come Redi Hasa (violoncello), Gino Semeraro e Luigi Bruno dei Muffx (chitarre), Andrea Doremi e Giuseppe Oliveto (trombone e tuba), Ekland Hasa (tastiere), Stefano Valenzano (basso), Davide Arena (sax), Mauro Tre (Farfisa, sinth), Cristian Martina (percussioni), Rocco Nigro (sinth), Giancarlo Dell\u2019Anna (e ovviamente lo stesso Cesare alla tromba), Rachele Andrioli, Cristoforo Micheli, Alan Wurzburger e la gi\u00e0 citata Irene Lungo (voci). Di questi tempi che nessuno fa pi\u00f9 dischi lunghissimi, \u201cBaluardo\u201d contiene diciassette tracce che vanno ad alimentare mille suggestioni spazio-geo-musicali, giocate tra sperimentazione e contaminazione.<\/p>\n<p>In \u201cCarminuccio\u201d, l\u2019orchestra di Nino Rota vien fuori da uno dei film di Fellini e va a sfumarsi sulle note di \u201ctrombe gemelle\u201d che suonano arie dell\u2019altra sponda adriatica. Poi, il simbolo sonoro che identifica quella citt\u00e0 di cui prima, fa la sua comparsa in apertura di \u201cLo zio \u00e8 pazzo\u201d: la sigla di Radio Tirana che durante il regime comunista veniva trasmessa in loop da un canale radio in onde medie, fa da apertura ad uno splendido brano che d\u00e0 il viatico ad una di quelle contaminazioni etno-dance impossibili, tipo i \u201cTrasnglobal Underground che rappano sulla base di fiati della \u201cFanfara Tirana\u201d.<\/p>\n<p>La voce di una speaker del telegiornale, introduce a \u201cPompei\u201d, una gradevolissima free-tammurriata in odore funky con la stupenda voce di Irene Lungo. Il Salento con i suoi canti della tradizione, fa bella mostra di se con la rivisitazione in chiave quasi prog di \u201cFerma zitella\u201d.<\/p>\n<p>In \u201cBaluardo\u201d, il brano che d\u00e0 il titolo all\u2019album, c\u2019\u00e8 un parlato di Cesare Dell\u2019Anna molto eloquente dove, tra l\u2019altro recita: \u201csapevo gi\u00e0 da allora, che quello che vedovo nera, era la vita. Per questo mi vaccinai subito\u2026 da sempre lo sapevo: o la cava, o la fabbrica, o le processioni dietro le madonne o i morti. Tanto che, alla fine, per il troppo impegno divenni bravo e fastidioso\u2026\u201d, come dire: per chi avesse dubbi sulla tempra del musicista, si potr\u00e0 rendere conto di che pasta \u00e8 fatto.<\/p>\n<p>Il resto dei brani si muove su flash di Jazz-balcan-rock, canti tradizionali balcanici destrutturati e innovati, tranci di musica che si adatterebbero perfettamente a certo cinema sperimentale dell\u2019est Europa. A fare da trait d\u2019union in tutto il disco, \u00e8 naturalmente\u2026Il timbro magico del suono di trombe e tromboni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a name=\"_GoBack\"><\/a><br \/>\nRoberto Molle<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2018\/02\/06\/un-ritratto-artistico-di-cesare-dell-anna-e-la-recensione-dell-ultimo-disco-degli-opa-cupa-baluardo\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2018\/02\/06\/un-ritratto-artistico-di-cesare-dell-anna-e-la-recensione-dell-ultimo-disco-degli-opa-cupa-baluardo\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Roberto Molle______ Torniamo ad occuparci di un musicista eclettico, camaleontico, versatile, innovativo, rivoluzionario. 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