{"id":134965,"date":"2018-04-08T11:28:59","date_gmt":"2018-04-08T09:28:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=134965"},"modified":"2018-04-08T12:06:48","modified_gmt":"2018-04-08T10:06:48","slug":"potranno-i-nostri-figli-avere-la-nostra-stessa-fortuna-di-non-incontrare-mai-la-guerra-esce-infanti-il-nuovo-disco-di-fabrizio-tavernelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2018\/04\/08\/potranno-i-nostri-figli-avere-la-nostra-stessa-fortuna-di-non-incontrare-mai-la-guerra-esce-infanti-il-nuovo-disco-di-fabrizio-tavernelli\/","title":{"rendered":"&#8220;Potranno i nostri figli non incontrare mai la guerra?&#8221; \/ ESCE &#8216;INFANTI&#8217;, IL NUOVO DISCO DI FABRIZIO TAVERNELLI"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-134966\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/fabrizio-tavernelli-2.jpg\" alt=\"\" width=\"660\" height=\"368\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/fabrizio-tavernelli-2.jpg 660w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/fabrizio-tavernelli-2-300x167.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 660px) 100vw, 660px\" \/><\/p>\n<p>di <strong>Roberto Molle______<\/strong><\/p>\n<p>Negli ultimi giorni da pi\u00f9 parti, nella rete e sulle riviste specializzate di musica, \u00e8 un gran parlare del nuovo album dei<strong> Baustelle<\/strong>, quel \u201cL\u2019amore e la violenza n.2\u201d che, se ce ne fosse ancora bisogno, arriva a ri-confermare il livello artistico di uno dei gruppi italiani pi\u00f9 interessanti degli ultimi anni.<\/p>\n<p>Contemporaneamente a quello dei Baustelle, fresco di crowdfunding \u00e8 uscito anche \u201c<em>Infant<\/em>i\u201d, l\u2019ultimo disco di <strong>Fabrizio Tavernelli<\/strong> (nella foto), musicista, autore e cantante tra i pi\u00f9 originali che in pi\u00f9 di vent\u2019anni di carriera ha saputo esplorare spazi e inter-spazi dell\u2019universo sonoro.<\/p>\n<p>Come Luciano Ligabue \u00e8 emiliano di Correggio, e anche se il primo \u00e8 considerato il rocker nazional-popolare, il secondo \u00e8 quello che (tra pochi) pu\u00f2 portare alla considerazione che in fondo, poi, non siamo soltanto una piccola costola dell\u2019impero (quello musicale inglese e americano, tanto per chiarire).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Fabrizio Tavernelli in arte \u201cTaver\u201d oltre che musicista e cantante, \u00e8 anche un brillante scrittore. Con la sua musica ho cominciato a farci i conti intorno al 1996, quando usc\u00ec il secondo disco del suo gruppo di allora: gli AFA (ma aveva avuto gi\u00e0 un\u2019altra \u201cstoria\u201d con gli EN MANQUE D\u2019AUTRE, dalle cui ceneri nacquero poi gli Afa); quel disco si chiamava NOMADE PSCHICO, e stava alla musica italiana come \u201cRemain in light\u201d dei Talking Heads, stava a quella statunitense.<\/p>\n<p>Stesso approccio intimista, suoni rarefatti, ritmi tribali, parole sussurrate, atmosfere ambient e un dub sporcato di elettronica meccanicizzata; in pi\u00f9, rispetto all\u2019album dei Talking Heads (ma questo, probabilmente perch\u00e9 gli Afa arrivano in tempi pi\u00f9 recenti), Nomade pschico \u00e8 scandito da quel trip-hop che in quegli anni ha fatto strage di \u201cmenti sensibili\u201d grazie a formazioni come Massive Attack e Portishead.<\/p>\n<p>Da Nomade Pschico in poi, \u00e8 stato tutto in discesa verso un\u2019empatia mai provata prima per un musicista italiano.<\/p>\n<p>La scoperta di \u201cMateriale resistente\u201d, una raccolta di brani realizzata nel 1995 per celebrare il cinquantesimo anniversario della liberazione dell\u2019Italia dal fascismo, in cui musicisti e gruppi che ruotavano intorno al CONSORZIO SUONATORI INDIPENDENTI di Ferretti &amp; c., reinterpretavano una serie di canti partigiani e loro, gli Afa partecipavano con \u201cLa guerriglia\u201d; la partecipazione di Taver a \u201cIl Maciste\u201d, un bollettino periodico del Consorzio Produttori Indipendenti, ricco di recensioni, interviste e digressioni sulla musica e i musicisti del Consorzio. E a ruota, l\u2019uscita nel 1999 di ARMONICO, quarto e ultimo capitolo per gli Afa prima del loro scioglimento in concomitanza con la chiusura di una delle realt\u00e0 pi\u00f9 interessanti della scena indipendente nazionale: l\u2019etichetta discografica Dischi del mulo\/CPI.<\/p>\n<p>Il disco nasceva dopo un viaggio\/studio nel deserto del Kalahari, dove i musicisti del gruppo, hanno vissuto per un certo periodo di tempo a stretto contatto con gli ultimi gruppi tribali dei Boscimani della Namibia. I suoni, le parole e le atmosfere dei brani del disco, risentono di quell\u2019esperienza in una mescolanza di visioni futuristiche e arcaicit\u00e0, note campionate e trance.<\/p>\n<p>Tra gli Afa e la loro fine, in mezzo ci sono altre esperienze artistiche per Fabrizio Tavernelli, esperienze alternative ma complementari al suo percorso, con identit\u00e0 e nomi che rispondono a Groove Safari, Duozero, Ajello e Babel. Esperienze queste, che hanno significato una sorta di spartiacque, paragonabile a un periodo sabbatico nel suo percorso.<\/p>\n<p>Il 2010 per Taver \u00e8 stato l\u2019anno del superamento della linea d\u2019ombra che con OGGETTI DEL DESIDERIO, si presenta da solista, scevro da orpelli siglali, col suo nome accanto al titolo del disco. Nove canzoni, liberate dalle architetture complesse (che avevano caratterizzato gli ultimi dischi degli Afa), ironiche e amare al contempo, fatte di impietosi flash sulla societ\u00e0 attuale, costantemente connessa all\u2019informazione, ma totalmente sconnessa dalla comunicazione tra gli individui, condannati inevitabilmente alla solitudine. Con Oggetti del desiderio si inaugura \u201cLo scafandro\u201d, un\u2019etichetta voluta da Fabrizio che va a rafforzare l\u2019idea di un nuovo inizio, una sorta di Taver 2.0, per intenderci.<\/p>\n<p>Nel 2012 esce PROVINCIA EXOTICA, una raccolta di racconti post-moderni e surreali ispirati da squarci di vita e personaggi che popolano un\u2019Emilia trasfigurata. Il disco successivo si chiama VOLARE BASSO, esce nel 2013 ed \u00e8 di una bellezza spiazzante; melodia e metafisica si fondono in brani elettrici e squadrati, su tutto, la voce di Taver, capace di pungere direttamente al cuore con sfumature sorprendenti, a conferma di una maturit\u00e0 ormai conquistata nel canto. Tra i brani (tutti belli), toccano molto: Il ponte di Calatrava, Lo scafista dell\u2019anima, Le alte vette dello spirito e Canzoni melense e grandi bastardi (un brano pungente e ironico sul panorama musicale italiano).<\/p>\n<p>Del 2016 \u00e8 l\u2019uscita di FANTACOSCIENZA, un album che sposta l\u2019asticella della qualit\u00e0 autoriale di Taver ancora pi\u00f9 in alto. Per titolo un neologismo del critico cinematografico Callisto Cosulich, a significare una fusione tra macrocosmo e microcosmo, tra cosmo e subconscio. Nata tra la fine degli anni Sessanta e l\u2019inizio dei Settanta, la fantacoscienza ha cercato un contatto dimensionale tra lo spazio interno e lo spazio interiore della coscienza.<\/p>\n<p>A dire il vero, \u00e8 un po\u2019 incasinato come concetto, ma ascoltando il disco tutto si chiarisce, ve lo assicuro. Ancora canzoni come perle (Hollow baobab, Fauni, Fantacoscienza, Il raggio della morte, Kolosimo), sublimate dalla splendida voce di Fabrizio \u201cTaver\u201d Tavernelli e dalla perfetta fusione tra parole e suoni generati da musicisti\/amici che ormai lo accompagnano da pi\u00f9 di un lustro: Lorenzo Lusvardi (batteria), Marco Tirelli (basso), Marco santarello (chitarra), Alessandro Nitto (tastiere). In occasione dell\u2019uscita di questo disco, i musicisti hanno portato in tourne\u00e8 in tutta Italia la loro musica recuperando un termine che ormai risultava obsoleto: complesso; nasceva cos\u00ec il \u201cFabrizio Tavernelli complesso\u201d.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-134967\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/infanti-cover-esterno_670.png\" alt=\"\" width=\"670\" height=\"292\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/infanti-cover-esterno_670.png 670w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/infanti-cover-esterno_670-300x131.png 300w\" sizes=\"(max-width: 670px) 100vw, 670px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Come si diceva, \u00e8 di poco pi\u00f9 di un mese l\u2019uscita di <strong>INFANTI<\/strong>, l\u2019ultimo disco di <strong>Fabrizio Tavernelli<\/strong>. A suonare ci sono gli stessi fedeli musicisti, ed \u00e8 questo, se si pu\u00f2 dire: il disco perfetto.<\/p>\n<p>Un concept-album sopra le righe che gi\u00e0 dal titolo parla chiaro e non fa sconti a nessuno.<\/p>\n<p>I protagonisti sono i bambini, spesso sacrificati sull\u2019altare dell\u2019ipocrisia e dell\u2019estetica, sfruttati dall\u2019establishment, martirizzati dalle guerre, eppure unica speranza di futuro di un mondo globalizzato e agonizzante. Un disco, Infanti, che rappresenta il picco pi\u00f9 alto nel repertorio di Taver, contenente testi di elevato spessore poetico, ricchi di parole che riescono a toccare in profondit\u00e0 anche le coscienze pi\u00f9 refrattarie.<\/p>\n<p>I suoni poi, meritano un discorso a parte. Gli anni Ottanta e Novanta ci sono tutti inzuppati leggermente nei settanta, c\u2019\u00e8 Bowie che proprio non se ne vuole andare, c\u2019\u00e8 un respiro prog che sprigiona adrenalina e profuma di suoni suonati nella cantina sotto casa, c\u2019\u00e8 una voce che riesce ad anestetizzare i dolori pi\u00f9 reconditi e a calmare ogni tremore, per quanto \u00e8 bella. Si potrebbero dire mille altre cose su questo disco se a disposizione non si avessero solo pochi ascolti, cos\u00ec, solo il tempo e le suggestioni personali potranno suggerirne delle altre.<\/p>\n<p>Queste le parole con cui Fabrizio Tavernelli ha presenta \u201cInfanti\u201d in occasione della campagna di crowdfunding lanciata per la realizzazione del disco e che ha raccolto fondi ben oltre le aspettative:<\/p>\n<p>\u201c<em>Infante, bambino in tenera et\u00e0, che non pu\u00f2 parlare, che \u00e8 muto. Infante contiene la parola\u00a0fante\u00a0e allora in-fante indica la trasformazione in soldato, un arruolamento, una resa alle armi. Il fante, quello che combatte a piedi, quello che si trova in prima linea. Ecco provate a pensare alle trincee della guerra mondiale e spostate lo scenario nelle odierne\u00a0trincee mediatiche, nei campi di battaglia digitale, nelle trincee scavate nei social dove ad essere sbattuti al fronte sono i\u00a0corpi dei bambini. Carne, sangue, sguardi innocenti usati sempre di pi\u00f9 come mezzi per combattere le nostre guerre, per spostare le opinioni nel mondo e spesso ci si chiede se la\u00a0massa oscena di immagini con cui veniamo bombardati sia reale o artefatta. Se dietro vi sia una regia, una sceneggiatura con effetti speciali o se stiamo davvero assistendo al massacro dei figli della terra. <\/em><\/p>\n<p><em>Una domanda che appare relativa, perch\u00e8, vero o falso, senza filtri o costruito, si tratta comunque di un\u00a0uso pornografico\u00a0dei corpi degli infanti. Reportage di guerra o voyeurismo? Noi li mandiamo al fronte e osserviamo dagli schermi dei nostri terminali persi tra lo sconcerto, l&#8217;orrore e una inconfessabile\u00a0morbosit\u00e0. Noi non siamo stati in quei luoghi distrutti, tra le macerie, tra la disperazione e l&#8217;abbandono.\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Potranno i nostri figli avere la nostra stessa fortuna di non incontrare mai la guerra? In fondo nuove forme di conflitto sono gi\u00e0 entrate nelle nostre citt\u00e0 e questo lo si percepisce dalle paure confessate dai pi\u00f9 piccoli. Le promesse di viaggi senza confini e i pensieri senza prigioni sembrano appartenere al passato idealizzato, quello che rimane e prospera \u00e8\u00a0un mondo che urla. <\/em><\/p>\n<p><em>Guerre che invadono sempre pi\u00f9 le nostre societ\u00e0 insoddisfatte dove i nostri bambini sono messi di fronte a un paradiso che strabocca di oggetti preziosi, di ricchezze ostentate volgarmente ma dove \u00e8 necessario insegnare che \u00e8 peccato desiderare, che non \u00e8 possibile toccare, avere, dove gli ipermercati sono\u00a0paradisi perduti. Bambini a cui si ruba il futuro, a cui non verr\u00e0 mai pagato\u00a0nessun riscatto. <\/em><\/p>\n<p><em>Persino i furti delle donazioni destinati alle loro cure sono il segno dell&#8217;abuso del loro corpo, del loro essere indifesi. E&#8217; una messa in minore che non ha pi\u00f9 nulla di sacro. Loro sono le nostre vittime, messi al mondo per imparare le negazioni, le assenze, la chiusura di confini, le barriere, i muri, il filo spinato.\u00a0Bambini a cui si nega la terra e il suo attraversamento, che saranno stranieri nella stesso luogo dove sono nati. Infine noi, nel nostro quotidiano, dove\u00a0i figli diventano l&#8217;ultimo status symbol\u00a0da mostrare in pegno alla societ\u00e0 o il campo minato che ci lasciamo dietro quando noi adulti abbandoniamo le nostre postazioni di guerra.<\/em><\/p>\n<p><em>Loro sono il nostro scudo, gli ostaggi, quello che ci terrorizzer\u00e0.\u201d<\/em><\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2018\/04\/08\/potranno-i-nostri-figli-avere-la-nostra-stessa-fortuna-di-non-incontrare-mai-la-guerra-esce-infanti-il-nuovo-disco-di-fabrizio-tavernelli\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2018\/04\/08\/potranno-i-nostri-figli-avere-la-nostra-stessa-fortuna-di-non-incontrare-mai-la-guerra-esce-infanti-il-nuovo-disco-di-fabrizio-tavernelli\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Roberto Molle______ Negli ultimi giorni da pi\u00f9 parti, nella rete e sulle riviste specializzate di musica, \u00e8 un gran parlare del nuovo album dei Baustelle, quel \u201cL\u2019amore e la violenza n.2\u201d che, se ce ne fosse ancora bisogno, arriva a ri-confermare il livello artistico di uno dei gruppi italiani pi\u00f9 interessanti degli ultimi anni. 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