{"id":135404,"date":"2018-04-16T15:19:56","date_gmt":"2018-04-16T13:19:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=135404"},"modified":"2018-04-16T15:21:01","modified_gmt":"2018-04-16T13:21:01","slug":"leccecronache-quando-all-odeon-davano-le-casalingue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2018\/04\/16\/leccecronache-quando-all-odeon-davano-le-casalingue\/","title":{"rendered":"LECCECRONACHE \/ QUANDO DAVANO &#8216;LE CASALINGUE&#8217;"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-135405\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/maxresdefault-1.jpg\" alt=\"\" width=\"1280\" height=\"720\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/maxresdefault-1.jpg 1280w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/maxresdefault-1-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/maxresdefault-1-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/maxresdefault-1-768x432.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1280px) 100vw, 1280px\" \/><\/p>\n<p>di <strong>Raffaele Polo______<\/strong><\/p>\n<p>Andavamo al Cinema, a Lecce\u2026.<\/p>\n<p>C\u2019erano l\u2019Ariston e il Fiamma. L\u2019Apollo. E poi il Politeama e l\u2019Antoniano. E anche il Santalucia e l\u2019Odeon.<\/p>\n<p>Insomma, per tutti i gusti e per tutte le borse.<\/p>\n<p>La domenica, al Santalucia e all\u2019Antoniano c\u2019erano le \u2018matinee\u2019 prevalentemente frequentate da ragazzi. E, proprio al Santalucia, mi appassionai ai film giapponesi di Godzilla, tutti simili, alcuni addirittura ridicoli con quelle casette di cartone schiacciate dalle enorme zampe del mostro che, alla fine, finiva per essere buono, intelligente e chiamato a difendere i terrestri da altri, peggiori nemici\u2026.<\/p>\n<p>A teatro si andava al Politeama (stagione Eti) e all\u2019Ariston.<\/p>\n<p>L\u2019Odeon fin\u00ec per essere dedicato esclusivamente ai film porno.<\/p>\n<p>Allora, in verit\u00e0, venivano definiti con tre X, in bella mostra. E i manifesti, assieme ai titoli, esplicitavano le richiestissime pellicole infarcite di primi piani di accoppiamenti e sempre pi\u00f9 espliciti nei particolari anatomici delle protagoniste. Il momento cruciale, durante questi film, era l\u2019intervallo.<\/p>\n<p>Accese le luci, si notavano gli spettatori, solo maschi naturalmente, seduti a scacchiera, lontani gli uni dagli altri. E quasi tutti, esperti frequentatori della sala, tiravano fuori un giornale che fingevano di leggere, con interesse, in attesa dello spegnersi della luce e della ripresa di sospiri e amplessi\u2026<\/p>\n<p>Ora, anche se \u00e8 improbabile che si vada al cinema per leggere il giornale, quella condivisa trovata serviva sicuramente a giustificare l\u2019imbarazzo di trovarsi in un luogo \u2018proibito\u2019 senza essere protetti, per qualche minuto, dalla complice oscurit\u00e0\u2026<\/p>\n<p>Poi, c\u2019erano i cinema nei paesi vicini al capoluogo: tra i migliori il Cinema Elio di Calimera, quello di Castr\u00ec e a Novoli una sala decisamente sottotono il cui proprietario pens\u00f2 bene, una sera, di proporre una compagnia di spogliarello\u2026. Tanti spettatori, naturalmente, nonostante la incredibile bruttezza delle protagoniste, tutte molto lontane dalle \u2018vetust\u00e0\u2019 dei locali famosi di quei tempi, ovvero l\u2019Ambra Iovinelli e il Volturno di Roma (tappe obbligate per studenti e militari che si recassero nella Capitale, al prezzo di un unico biglietto univano il solito film erotico con l\u2019intervallo tra il primo e secondo tempo vivacizzato da due-tre numeri di spogliarelliste in carne ed ossa\u2026)<\/p>\n<p>Nei paesi si andava perch\u00e9, a distanza di una settimana o anche meno, venivano proposte le \u2018prime visioni\u2019 appena proiettate nei migliori cinema leccesi, ad un prezzo decisamente inferiore\u2026<\/p>\n<p>E poi, l\u2019estate, le due arene, dislocate a Santa Rosa (Aurora) e nei pressi di Porta Rudiae (Excelsior), non mancavano di rinverdire i fasti degli anni Cinquanta per questo particolare modo di gustarsi i film, sublimati dalla pi\u00f9 conosciuta Arena Rivellino di Gallipoli i cui miseri resti possono ancora scorgersi dalle mura del Castello\u2026.<\/p>\n<p>Al cinema si pagava il biglietto e si poteva rimanere a rivedere il film due, tre volte. E si poteva accedere allo spettacolo in qualsiasi momento e senza preoccupazione per l\u2019assegnazione dei posti\u2026.<\/p>\n<p>Altra vita, altri tempi\u2026<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2018\/04\/16\/leccecronache-quando-all-odeon-davano-le-casalingue\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2018\/04\/16\/leccecronache-quando-all-odeon-davano-le-casalingue\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Raffaele Polo______ Andavamo al Cinema, a Lecce\u2026. C\u2019erano l\u2019Ariston e il Fiamma. L\u2019Apollo. E poi il Politeama e l\u2019Antoniano. E anche il Santalucia e l\u2019Odeon. Insomma, per tutti i gusti e per tutte le borse. 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