{"id":135469,"date":"2026-04-18T00:01:00","date_gmt":"2026-04-17T22:01:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=135469"},"modified":"2026-04-17T11:24:10","modified_gmt":"2026-04-17T09:24:10","slug":"diario-del-giorno-mercoledi-18-aprile-2018","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2026\/04\/18\/diario-del-giorno-mercoledi-18-aprile-2018\/","title":{"rendered":"DIARIO DEL GIORNO \/ SABATO 18 APRILE 2026"},"content":{"rendered":"\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"656\" height=\"492\" class=\"wp-image-258186\" style=\"width: 1500px;\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/cover-3.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/cover-3.jpg 656w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/cover-3-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/cover-3-400x300.jpg 400w\" sizes=\"(max-width: 656px) 100vw, 656px\" \/><\/p>\n\n\n\n<p>Buongiorno!<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi \u00e8 sabato 18 aprile 2026.<\/p>\n\n\n\n<p>San Galdino.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>La nostra amica Barbara Tornese festeggia il suo compleanno: tanti auguri!<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Il 18 aprile 1973, a fronte degli indizi e riscontri raccolti, per la strage di Primavalle, in cui morirono bruciati  Virgilio e Stefano Mattei, vennero spiccati tre mandati di arresto per i presunti responsabili, aderenti a &#8216;Potere Operaio&#8217;: Achille Lollo, Marino Clavo e Manlio Grillo. Mentre Lollo venne subito catturato quello stesso giorno, gli altri riuscirono a sfuggire all&#8217;arresto e si diedero alla latitanza, riparando in Svizzera.<sup id=\"cite_ref-:0_12-1\" class=\"reference\"><\/sup><\/p>\n\n\n\n<p>Nella notte del 16 aprile 1973,&nbsp; si recano &nbsp;presso l&#8217;abitazione di Mario Mattei, netturbino<sup id=\"cite_ref-:3_5-1\" class=\"reference\"><\/sup> e segretario del Movimento Sociale Italiano della sezione Giarabud del quartiere popolare di Roma.&nbsp;Alle 3 di notte, versarono cinque litri di benzina&nbsp;<sup id=\"cite_ref-:4_7-0\" class=\"reference\"><\/sup>sotto la porta d&#8217;ingresso dell&#8217;appartamento abitato dalla famiglia composta da Mattei, dalla moglie Anna Maria e sei figli, al terzo piano delle case popolari di via Bernardo da Bibbiena 33.<sup id=\"cite_ref-:5_8-0\" class=\"reference\"><\/sup>&nbsp;In pochi minuti divampa l&#8217;incendio in tutto l&#8217;appartamento.&nbsp;<sup id=\"cite_ref-:5_8-1\" class=\"reference\"><\/sup>Mario Mattei riusc\u00ec a scappare gettandosi dal balcone,&nbsp;<sup id=\"cite_ref-:5_8-2\" class=\"reference\"><\/sup>la moglie Anna Maria e i due figli pi\u00f9 piccoli, Antonella di 9 anni e Giampaolo di soli 3 anni, riuscirono a fuggire dalla porta principale quando il fuoco cominci\u00f2 a diffondersi<sup id=\"cite_ref-:2_1-2\" class=\"reference\"><\/sup>. Lucia di 15 anni grazie al padre si cal\u00f2 nel balconcino del secondo piano e da l\u00ec si butt\u00f2, presa al volo dal Mattei gi\u00e0 a terra nonostante le ustioni sul suo corpo.&nbsp;<sup id=\"cite_ref-:2_1-3\" class=\"reference\"><\/sup>Silvia, 19 anni, si gett\u00f2 dalla veranda della cucina: batt\u00e9 la testa sulla ringhiera del secondo piano, la schiena sul tubo del gas, fu trattenuta per qualche istante dai fili del bucato e quindi fin\u00ec sul marciapiede del cortile riportando la frattura di due costole e tre vertebre.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli altri due figli, Virgilio di 22 anni, e il fratellino Stefano di 8 anni, morirono bruciati vivi non riuscendo a gettarsi dalla finestra per scampare alle fiamme.&nbsp;<sup id=\"cite_ref-:2_1-5\" class=\"reference\"><\/sup><sup id=\"cite_ref-:5_8-3\" class=\"reference\"><\/sup>Il dramma avvenne davanti ad una folla che si era radunata nei pressi dell&#8217;abitazione e che assistette alla morte di Virgilio, rimasto appoggiato al davanzale a cercare aiuto,<sup id=\"cite_ref-:4_7-2\" class=\"reference\"><\/sup> e di Stefano, scivolato all&#8217;indietro dopo che il fratello maggiore che lo teneva con s\u00e9 perse le forze.<sup id=\"cite_ref-:1_3-2\" class=\"reference\"><\/sup> I corpi carbonizzati vennero trovati dai vigili del fuoco vicino alla finestra stretti in un abbraccio.<\/p>\n\n\n\n<p>Per questo orribile delitto, furono condannati a 18 anni di carcere tre attivisti di Potere Operaio,&nbsp;Achille Lollo, Marino Clavo, Manlio Grillo.<\/p>\n\n\n\n<p><sup id=\"cite_ref-:5_8-4\" class=\"reference\"><\/sup>La sentenza di condanna emessa in secondo grado fu confermata dalla Cassazione il 13 ottobre 1987: essa pass\u00f2 dunque in giudicato.<\/p>\n\n\n\n<p>Per\u00f2 la&nbsp;pena fu dichiarata estinta dalla&nbsp;Corte d&#8217;assise d&#8217;appello&nbsp;di Roma per intervenuta&nbsp;prescrizione.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>18 aprile 1996 \u2013 Oltre cento civili libanesi vengono uccisi nel Massacro di Qana, sud del Libano. Durante un attacco israeliano contro il Libano ci fu il massacro avvenuto nella base dell&#8217;Onu di Qana il 18 aprile del 1996. Quel giorno l&#8217;esercito israeliano aveva avvisato la popolazione del villaggio a ridosso della \u00abfascia di sicurezza\u00bb occupata da Israele nel sud del Libano che avrebbero dovuto mettersi in salvo perch\u00e9, nell&#8217;ambito delle operazioni militari iniziate una settimana prima, anche il loro paese sarebbe stato bombardato. Gli abitanti si rifugiarono nella vicina base dell&#8217;Onu, con i suoi bonari caschi blu delle isole Fiji, con i quali ormai avevano stabilito ottimi rapporti, pensando di essersi messi in salvo. Nulla di pi\u00f9 erroneo. Alcuni colpi dell&#8217;artiglieria israeliana, sparati con l&#8217;intenzione di colpire proprio la base &#8211; come avrebbe stabilito poi un&#8217;inchiesta dell&#8217;Onu &#8211; centrarono in pieno le baracche del campo, dipinte di bianco con le insegne in blu e la scritta \u00abUN\u00bb ben visibile, facendo strage: 106 furono i libanesi arsi vivi, quattro i militari dell&#8217;Onu e oltre cento i feriti<\/p>\n\n\n\n<p>18 aprile 2002 &#8211; Un aereo da turismo pilotato dall&#8217;italo-svizzero Gino Fasulo, 64 anni, si schianta contro il 26. piano del Grattacielo Pirelli, il palazzo pi\u00f9 alto della citt\u00e0 di Milano; oltre a Fasulo, si contano altre due vittime fra i dipendenti della Regione Lombardia, che ha sede nel palazzo. Si era pensato subito ad un attentato terroristico, invece in seguito si cap\u00ec che si era trattato \u2018solo\u2019 di un incidente, dovuto ad una serie di cause.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Proverbio salentino: <strong>LI PARITI NU TENENU ECCHI E BITENU, NU TENENU RICCHIE E SENTENU<\/strong><br>I muri non hanno occhi e vedono, non hanno orecchie e sentono.<br>Questo proverbio era un monito per quanti grandi o piccini pensavano di poterla fare franca, dopo aver commesso qualche cattiva azione,&nbsp;perch\u00e9 persino i muri hanno occhi ed orecchie, per vedere, sentire e naturalmente poi riferire.<br>E se questo era vero ieri, figuriamoci oggi che i muri sono pieni di occhi&#8230;elettronici.<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2026\/04\/18\/diario-del-giorno-mercoledi-18-aprile-2018\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2026\/04\/18\/diario-del-giorno-mercoledi-18-aprile-2018\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Buongiorno! 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