{"id":13754,"date":"2013-04-02T08:26:04","date_gmt":"2013-04-02T08:26:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=13754"},"modified":"2013-04-02T08:26:04","modified_gmt":"2013-04-02T08:26:04","slug":"i-libri-di-leccecronaca-it-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2013\/04\/02\/i-libri-di-leccecronaca-it-2\/","title":{"rendered":"I libri di leccecronaca.it"},"content":{"rendered":"<h3>Rassegna mensile di novit\u00e0 librarie a cura di Mario Bozzi Sentieri<br \/>\nGli ultimi e pi\u00f9 interessanti volumi di tutti i generi freschi di stampa<\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h1>Aprile 2013<\/h1>\n<div><\/div>\n<p><strong>POLITICA<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Giampaolo Pansa, La Repubblica di Barbapap\u00e0 \u2013 Storia irriverente di un potere invisibile\u00a0 (Rizzoli, pagg. 333, Euro 19,00)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cBarbapap\u00e0 \u00e8 il soprannome che la redazione di \u2018Repubblica\u2019 aveva dato a Eugenio Scalfari, il fondatore e il primo direttore. Ho lavorato accanto a lui per quattordici anni, pi\u00f9 altri diciassette all\u201dEspresso\u2019. E oggi qualche amico mi domanda sorpreso: \u2018Perch\u00e9 hai voluto scrivere da canaglia la storia del trionfo di Barbapap\u00e0 e di quanto \u00e8 accaduto dopo?\u2019. Rispondo che l\u2019ho fatto per non sottostare alla regola plumbea che tutela i grandi giornali. Fortezze sempre ben difese, capaci di incutere un timore riverenziale che induce a cautele cortigiane e narrazioni felpate. Con un po\u2019 di presunzione, sono convinto che nessun altro fosse pronto a costruire un racconto fondato su un\u2019infinit\u00e0 di ricordi personali e con l\u2019aiuto di un diario tenuto per decenni. Tuttavia questo non \u00e8 un libro riservato ai soli addetti ai lavori. L\u2019importanza acquisita da \u2018Repubblica\u2019 nell\u2019ultimo trentennio fa del quotidiano guidato da Scalfari e oggi da Ezio Mauro un testimone unico dell\u2019Italia odierna. Uno specchio autorevole, e in molti casi autoritario, che rimanda a un potere invisibile, ma concreto. Lo detiene il gruppo raccolto attorno a una testata in grado di influenzare partiti, governi, mode culturali, comportamenti di massa. Il mio racconto riporta sulla scena le stagioni che hanno reso forte \u2018Repubblica\u2019: l\u2019epoca violenta del Settantasette, la bufera del terrorismo, l\u2019assassinio di Moro, il caso P2, le battaglie con il Psi di Craxi e il Pci di Berlinguer\u2026<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>EUROPA<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Franco Ferrarotti,\u00a0<em>L\u2019Europa al bivio<\/em>\u00a0 (Edizioni Solfanelli, pagg. 160, Euro 12,00)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019Europa \u00e8 ferma di fronte al dilemma: unione puramente monetaria oppure autentica comunit\u00e0 politica? Questo libro spiega che il dilemma viene da lontano e costituisce il peccato originale dell\u2019Unione europea. L\u2019Europa ha ceduto e fino ad oggi \u00e8 rimasta legata alla concezione del generale de Gaulle di una \u201cEuropa delle patrie\u201d, unita sola dalla moneta unica. Ma una moneta sovrana senza sovrano non basta. \u00c8 una moneta orfana, vittima designata della predatoria speculazione internazionale.<br \/>\nIl primo saggio, che d\u00e0 il titolo a questo libro, affronta questo tema, oggi decisivo per l\u2019avvenire dell\u2019Europa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>MONDO<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Fabrizio Martal\u00f2,\u00a0<em>L\u2019Islam entra in banca \u2013 Economia e finanza islamica da Maometto fino ai giorni nostri<\/em>\u00a0(Greco e Greco, pagg. 306, Euro 12,50)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>All\u2019et\u00e0 di dieci anni il piccolo Maometto fu iniziato all\u2019arte del commercio e accompagn\u00f2 le carovane dello zio che attraversavano il deserto della penisola araba per raggiungere le citt\u00e0 siriane. Pi\u00f9 tardi, form\u00f2 con la moglie un patto chiamato qirad che sarebbe, secondo lo storico Roberto Lopez, il modello della commenda, utilizzata dai mercanti italiani e giunta poi con alcune varianti sino alla citt\u00e0 anseatiche della Germania settentrionale. Come ricorda Fabrizio Martal\u00f2 in questo libro, Maometto amava i mercanti. Diceva che avrebbero goduto della felicit\u00e0 in questo mondo e nell\u2019altro, dichiarava: \u201ccolui che guadagna denaro piace a Dio\u201d. Quando conquistarono le citt\u00e0 bizantine della costa mediterranea, gli arabi trovarono fiorenti economie commerciali e divennero nell\u2019esercizio della mercatura ancora pi\u00f9 raffinati ed esperti di quanto fossero stati negli anni in cui i loro traffici erano prevalentemente continentali.<\/p>\n<p>http:\/\/giotto.ibs.it\/cop\/copj170.asp?f=9788879806985 L\u2019 Islam entra in banca. Ecomomia e finanza islamica da Maometto fino ai giorni nostri All\u2019et\u00e0 di dieci anni il piccolo Maometto fu iniziato all\u2019arte del commercio e accompagn\u00f2 le carovane dello zio che attraversavano il deserto della penisola araba per raggiungere le citt\u00e0 siriane. Pi\u00f9 tardi, form\u00f2 con la moglie un patto chiamato qirad che sarebbe, secondo lo storico Roberto Lopez, il modello della commenda, utilizzata dai mercanti italiani e giunta poi con alcune varianti sino alla citt\u00e0 anseatiche della Germania settentrionale. Come ricorda Fabrizio Martal\u00f2 in questo libro, Maometto amava i mercanti. Diceva che avrebbero goduto della felicit\u00e0 in questo mondo e nell\u2019altro, dichiarava: \u201ccolui che guadagna denaro piace a Dio\u201d. Quando conquistarono le citt\u00e0 bizantine della costa mediterranea, gli arabi trovarono fiorenti economie commerciali e divennero nell\u2019esercizio della mercatura ancora pi\u00f9 raffinati ed esperti di quanto fossero stati negli anni in cui i loro traffici erano prevalentemente continentali. 12,00 new EUR in_stock<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>ECONOMIA<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Filippo Peschiera (a cura di ),\u00a0<em>L\u2019anticrisi e il futuro: la collaborazione nell\u2019impresa tra capitale e lavoro\u00a0<\/em>(De Ferrari, pagg. 130, Euro 14,00)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Occasione importante, quella rappresentata dalla pubblicazione degli atti del convegno su \u201cLa collaborazione nell\u2019impresa tra capitale e lavoro\u201d, organizzato nell\u2019ottobre 2011 dal Centro Europeo per le radici cristiane nella societ\u00e0, presieduto dal Prof. Filippo Peschiera. Al centro della riflessione dei convenuti e dei contributi successivi,\u00a0 l\u2019idea del \u201cmodello renano\u201d, in grado di realizzare l\u2019auspicata collaborazione tra i diversi fattori della produzione, secondo la dottrina d\u2019ispirazione cattolica, ma non solo, in grado di riportare al centro della vita economica e sociale \u2013 come indicato da Papa Benedetto XVI nell\u2019Enciclica\u00a0<em>Caritas in Veritate\u00a0<\/em>&#8211; la dignit\u00e0 del lavoro, l\u2019accesso ad esso e la sua stabilit\u00e0, ricordando, cos\u00ec come richiesto non solo da esigenze di giustizia, ma dalla stessa\u00a0<em>\u00ab<\/em>ragione economica<em>\u00bb<\/em>, senza dimenticare che il \u00abprimo capitale da salvaguardare e valorizzare \u00e8 l\u2019uomo, la persona, nella sua integrit\u00e0<em>\u00bb\u00a0<\/em>. Indicazioni, che in una fase acuta della crisi, suonano come un prospettiva d\u2019impegno sociale e culturale, a cui gli le riflessioni del\u00a0\u00a0 Centro Europeo per le radici cristiane nella societ\u00e0 offrono concreti riscontri.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 ***<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Giovanni Dragoni, Banchieri &amp; Compari \u2013 Come mala finanza e cattivo capitalismo si mangiano i soldi dei risparmiatori (Chiare Lettere, pagg. 176, Euro 15,00)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dove finiscono i nostri soldi? Chi paga la crisi? L\u2019Italia \u00e8 tra i paesi che faticano di pi\u00f9 a risollevarsi. La cura Monti ha bloccato la crescita. La disoccupazione \u00e8 ai massimi dal 2004. Soprattutto le banche non riescono a superare la crisi, nonostante i generosi interventi fatti in loro soccorso. Quelle italiane hanno ricevuto dalla Bce 270 miliardi di prestiti a buon mercato, pi\u00f9 di un quarto del totale distribuito in Europa. Perch\u00e9 hanno bisogno di cos\u00ec tanti soldi? Perch\u00e9 sono imbottite di Bot, Btp e Cct comprati quando sembravano un investimento sicuro, mentre ora sono ad alto rischio, la fiducia \u00e8 crollata e il debito pubblico sembra inarrestabile. Questo libro racconta come la pioggia di denaro facile proveniente dal grande bancomat di Francoforte venga impiegata per fare speculazioni: le banche hanno aumentato gli acquisti di titoli di Stato (318 miliardi di euro!) che il Tesoro altrimenti non avrebbe saputo come piazzare, forti della garanzia che il rendimento dei titoli \u00e8 molto pi\u00f9 alto del costo del prestito. Alla fine chi paga? Gli Stati, se i cittadini potranno sopportare nuove tasse. Come racconta Dragoni, ricostruendo storie e casi esemplari, le scorribande della finanza e le speculazioni delle banche si incrociano con la ragnatela di partecipazioni, i conflitti d\u2019interesse, le triangolazioni con l\u2019estero per aggirare il fisco. A farne le spese, i risparmiatori, mentre c\u2019\u00e8 sempre qualche banchiere in grisaglia o un cinico operatore che incassa un bonus milionario.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>METAPOLITICA<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Franco Cardini,\u00a0<em>Arianna infida\u00a0<\/em>\u2013\u00a0<em>Bugie del nostro tempo<\/em>\u00a0(Medusa Edizioni, pagg.203, Euro 14,90)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Questo libro ricorda volentieri un samizdat, una di quelle pubblicazioni clandestine circolanti nell\u2019Unione Sovietica del secondo dopoguerra che si poteva trattenere per breve tempo, magari per una sola notte, passata in bianco immersi nella lettura. Con questo non si vuol certo dire che Franco Cardini abbia subito una qualche forma di censura, meno che mai politica (o forse s\u00ec, ma questo \u00e8 da vedere). Questo libro, in realt\u00e0, nasce da una profonda e spassionata riflessione sui meccanismi che nel nostro Paese bloccano la circolazione delle idee e la corretta informazione. \u201cArianna infida\u201d, dunque, \u00e8 il tentativo di riprendere il bandolo di una matassa che si \u00e8 persa nelle cento o mille bugie che ci vengono propinate ogni giorno, tanto sulla storia remota o recente, quanto sugli eventi che accadono ai giorni nostri. In queste pagine Franco Cardini denuncia alcuni mali che ci affiggono: del nostro essere europei, in un\u2019Europa che, a dispetto delle proprie radici ebraico-cristiane, appare condizionata da lobbies economico-finanziarie e da teoremi come quello neoconservatore sull\u2019esportazione della democrazia; del nostro essere italiani, in un\u2019Italia assediata da circhi di nani e ballerine, bugie e prevaricazioni tanto culturali quanto politiche; del nostro essere affacciati sul Mediterraneo, crogiolo di culture di cui continuiamo ostinatamente a disinteressarci accontentandoci della vulgata ufficiale.<\/p>\n<p><strong>PENSIERO FORTE<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Primo Siena, Incontri nella Terra di Mezzo \u2013 Profili del pensiero differente (Solfanelli, pagg. 216, Euro 15,00)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Convocati in una ideale \u201cTerra di Mezzo\u201d l\u2019autore incontra quindici esponenti del \u201cpensiero differente\u201d del secolo XX, sui quali egli s\u2019\u00e8 formato intellettual\u00admente e spiritualmente. Dieci di essi, italiani (Giovanni Gentile, Marino Gentile, Julius Evola, Guido Manacor\u00adda, Attilio Mordini, Silvano Panunzio, Michele Fede\u00adrico Sciacca, Giovanni Papini, Ferdinando Tirinnanzi, Emilio Bodrero); e cinque stranieri (Vintila Horia, Rus\u00adsell Kirk, Romano Guardini, Charles Maurras, Carlos Alberto Disandro). Si tratta di una minoranza di pensa\u00adtori che hanno saputo concepire intellettualmente e te\u00adstimoniare nei fatti una visione metapolitica del mondo e della vita: confessori di un \u201cpensiero forte\u201d che \u2013 in tempi dominati dal \u201cpensiero debole\u201d \u2013 riscatta il vigo\u00adre essenziale di una cultura \u201cpoliticamente scorretta\u201d. L\u2019itinerario intellettuale dei pensatori qui ritratti, ripropone gli aspetti plurimi di un \u201crealismo metafi\u00adsico\u201d che, affrontando il\u00a0<em>kaos\u00a0<\/em>della nostra epoca in\u00adquieta, cerca di riaprire la via del\u00a0<em>kosmos\u00a0<\/em>sulla quale incamminare nuovamente la societ\u00e0 attuale per ricon\u00addurla ad un modello sapiente di civilt\u00e0, nel solco della tradizione perenne.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>TEMPI MODERNI<\/strong><\/p>\n<p><strong>Giancarlo Ricci,\u00a0<em>Il padre dov\u2019era \u2013 Le omosessualit\u00e0 nella psicanalisi\u00a0<\/em>(Sugarco, pagg. 208, Euro 16,50)<\/strong><\/p>\n<p>Nell\u2019attuale dibattito sull\u2019omosessualit\u00e0 maschile e sull\u2019identit\u00e0 di genere questo libro propone, in modo critico, punti di vista nuovi esposti in modo agevole in una quarantina di voci. Ne risulta una sorta di mappa delle problematiche pi\u00f9 significative: dagli scenari sociali dell\u2019ideologia di genere alla genesi dell\u2019identit\u00e0 sessuale, dall\u2019ipotesi biologica sull\u2019origine dell\u2019omosessualit\u00e0 alla vicenda della sua derubricazione dal DSM. Con gli strumenti della psicanalisi l\u2019autore si inoltra sul terreno clinico esplorando i motivi psichici e familiari che portano all\u2019orientamento omosessuale. I temi affrontati sono ampi: l\u2019assenza del padre e il predominio della madre, il nodo dell\u2019adolescenza, ma anche il vissuto traumatico, l\u2019abuso, la diffusione della pornografia. Affrontando il dibattuto tema della domanda di cura, l\u2019autore si sofferma sulle diverse forme di omosessualit\u00e0 che differiscono anche per il manifestarsi o meno di un disagio soggettivo. La nostra epoca, che festosamente si compiace del declino del padre, sembra celebrare il trionfo di un \u00abgodimento smarrito \u00bb, barattandolo con un concetto di libert\u00e0 e di emancipazione in cui tutto \u00e8 permesso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>CHIESA CATTOLICA<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Roberto de Mattei,\u00a0<em>La Chiesa fra le tempeste \u2013 Il primo millennio di storia della Chiesa nelle conversazioni a Radio Maria<\/em>\u00a0(Sugarco, pagg. 170, Euro 16.00)<\/strong><\/p>\n<p>Benedetto XVI, utilizzando la metafora applicata da san Basilio al post-concilio di Nicea, ha paragonato il nostro tempo a una battaglia navale notturna nel mare in tempesta e nell\u2019omelia per la festa dei santi Pietro e Paolo, il 29 giugno 2006, ha descritto la navicella della Chiesa come \u00absquassata dal vento delle ideologie\u00bb , ma inaffondabile e sicura nel suo cammino\u2026 La storia, che \u00e8 maestra di vita e di fede cristiana, ci insegna, attraverso l\u2019esempio dei martiri, come la Verit\u00e0 non sia negoziabile e debba essere testimoniata, se necessario, con il sangue. I monaci e gli eremiti ci ricordano il rifiuto del mondo e la necessit\u00e0 di un\u2019unione costante con il Signore, nel silenzio e nella preghiera. L\u2019azione degli apologisti ci mostra come l\u2019apostolato si eserciti non solo esponendo positivamente la fede, ma anche confutando i pregiudizi e gli errori con le armi della polemica e della controversia. Nel primo millennio di storia furono gettate le fondamenta e le radici della cristianit\u00e0 e i sovrani e i principi cristiani che hanno creato le nazioni europee ci offrono l\u2019esempio di come si pu\u00f2 cristianizzare il mondo, senza appartenervi. L\u2019esempio dei crociati \u00e8, tra tutti, quello pi\u00f9 generoso perch\u00e9 \u00a0essi offrirono la loro vita alla Chiesa, ignorando quali prove avrebbero dovuto subire per compiere fino in fondo la propria vocazione. Lo spirito con cui si lanciarono alla liberazione del Santo Sepolcro \u00e8 lo stesso che oggi dovremmo chiedere per liberare la Chiesa e la civilt\u00e0 cristiana dai mali che la affliggono.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>STORIA<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Vito Tanzi,\u00a0 Italica \u2013 Costi e conseguenze dell\u2019unificazione d\u2019Italia, (Grantorino Libri, pagg. 289, Euro 20,00)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Con Italica: Costi e Conseguenze dell\u2019unificazione d\u2019Italia Vito Tanzi cerca di giudicare il processo unitario nazionale\u00a0 non dal punto di vista tradizionale, enfatizzandone\u00a0 gli aspetti patriottici ed eroici,\u00a0 ma\u00a0 dal punto di vista dei costi e benefici, puntando l\u2019attenzione sulle conseguenze economiche. In quest\u2019ottica, l\u2019unificazione appare meno vantaggiosa per il popolo italiano, e specialmente per i cittadini che vivevano allora e vivranno poi nel Mezzogiorno d\u2019Italia.<\/p>\n<p>Al momento dell\u2019unificazione, il Piemonte era\u00a0 infatti talmente indebitato, e aveva un disavanzo nei conti pubblici talmente elevato che rischiava il fallimento. La scelta era unificazione o fallimento. Scelse l\u2019unificazione e le sue finanze furono salvate dalla creazione del Regno d\u2019Italia.<\/p>\n<p>Nel 1861\u00a0 c\u2019era d\u2019altra canto\u00a0 poca differenza nel reddito medio tra Nord e Sud dell\u2019Italia, e l\u2019emigrazione dal Sud era scarsa. L\u2019unificazione contribu\u00ec invece a creare il problema del Mezzogiorno, non solo col trasferimento del debito piemontese sul resto d\u2019Italia, ma anche attraverso altri fattori : quali\u00a0 il forte aumento delle tasse nel Mezzogiorno, la rapida applicazione dei bassi dazi doganali del Piemonte al Regno di Napoli, la\u00a0 distruzione della\u00a0 ristretta rete di welfare, ad opera della Chiesa.<\/p>\n<p>Nel contempo l\u2019unificazione cre\u00f2 uno stato unitario molto centralizzato, con funzionari piemontesi mandati ad amministrare tutti i territori del Regno d\u2019Italia, attraverso un\u2019amministrazione molto pesante, che caus\u00f2 molte difficolt\u00e0 e forte reazioni.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Paolo Simoncelli,\u00a0<em>Non credo neanch\u2019io alla razza \u2013 Gentile e i colleghi ebrei\u00a0<\/em>(Le Lettere, pagg. 238, Euro 16,50)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I rapporti di stima e di amicizia tra Gentile e molti colleghi ebrei si intensificano dopo le leggi razziali. Il ricorso a Gentile per consiglio, per aiuto, non rimane vano. Gentile incontra Mussolini a palazzo Venezia la sera del 29 agosto 1938. Testimonier\u00e0 di avergli detto ben chiaro di non credere alla razza. Proceder\u00e0 a protestare col duce e ad aiutare i colleghi ebrei; e non solo privatamente. Ripetute e pubbliche le sue prese di posizione antirazziali. L\u2019ampia documentazione inedita raccolta, dagli epistolari agli atti d\u2019ufficio presso i ministri dell\u2019Educazione nazionale e della Cultura popolare, Bottai e Pavolini, dimostra la gamma varia ma costante di interventi a sostegno di intellettuali ebrei, noti e meno noti che vedono in Gentile il loro unico sostegno.<br \/>\nEmerge per contro l\u2019amara constatazione dell\u2019opportunismo anche antisemita, il coro pubblico di non richiesto sostegno razzista di ben altri e insospettabili esponenti della cultura italiana, poi corsi nel dopoguerra a \u201ccancellare le tracce\u201d del loro vergognoso comportamento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 ***<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Alessandro D\u2019Ascanio,\u00a0\u00a0<em>Storia dell\u2019 A.L.B.A. \u2013 Un tentativo autarchico di politica petrolifera<br \/>\nnell\u2019Italia dei primi anni Quaranta\u00a0<\/em>\u00a0(Edizioni Solfanelli, pagg. 184, Euro 14,00)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel corso del 1941, nel pieno della drammatica partecipazione dell\u2019Italia al secondo conflitto mondiale, IRI e AGIP furono incaricati dal regime fascista di installare un impianto di estrazione di oli combustibili sulla Maiella, nel cuore del bacino minerario asfaltifero abruzzese.<br \/>\nL\u2019apparato logistico delle forze armate reclamava un urgente bisogno di carburante dal momento che gli allineamenti strategici della guerra avevano tagliato fuori l\u2019Italia dal greggio di provenienza mediorientale. Si decise allora di investire denaro pubblico nella costituzione dell\u2019ALBA (Azienda lavorazione bitumi asfalti), una specifica struttura aziendale, controllata dai due enti cardine dell\u2019interventismo economico statale, cui si confer\u00ec la difficile missione di sperimentare una nuova tecnologia di trattamento delle rocce asfaltiche per l\u2019estrazione di oli.<br \/>\nL\u2019ambizioso tentativo, nel breve volgere di un biennio, fu bruscamente arrestato dal deflagrare inarrestabile delle operazioni belliche sul suolo nazionale e dall\u2019occupazione tedesca degli impianti in costruzione. Nel dopoguerra, il sito individuato sarebbe stato lasciato nel pi\u00f9 completo abbandono.<br \/>\nNonostante tale fallimentare epilogo, la ricostruzione della vicenda dell\u2019ALBA, oltre a permettere di osservare il processo di razionalizzazione del bacino minerario della Maiella messo in atto dal regime fascista, consente di analizzare in concreto un caso di politica industriale gestito da IRI e AGIP nelle particolari forme che l\u2019intervento pubblico in economia assunse nell\u2019Italia del tempo, tra velleit\u00e0 corporative, propositi autarchici, incentivi e vincoli dell\u2019economia di guerra.<\/p>\n<p><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/strong>***<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Francesco Perfetti,\u00a0<em>Fascismo e riforme istituzionali\u00a0<\/em>(Le Lettere, pagg. 190, Euro 20,00)<\/strong><\/p>\n<p>Il dibattito sul parlamentarismo e sulla sua funzionalit\u00e0, particolarmente vivace nell\u2019ultima fase dello Stato liberale, ruot\u00f2 attorno a temi tornati ora di attualit\u00e0: monocameralismo, bicameralismo, ruolo del Senato, sistemi elettorali e via dicendo. Al dibattito, che interess\u00f2 tutte le forze politiche dell\u2019epoca, prese parte anche il fascismo. Le discussioni sulla riforma costituzionale proseguirono pur dopo la conquista del potere e accompagnarono l\u2019intera storia del regime mettendo in evidenza come, all\u2019interno del fascismo, coesistessero tendenze contrastanti i cui poli estremi erano, da una parte, la volont\u00e0 di eversione e sovvertimento del sistema parlamentare e, dall\u2019altra, l\u2019aspirazione a inserire il nuovo edificio istituzionale nel solco della tradizione conservatrice. Il volume ricostruisce i termini del dibattito e le trasformazioni istituzionali fino alla istituzione della Camera dei Fasci e delle Corporazioni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Emilio Gin:\u00a0<\/strong><em>L\u2019ora segnata dal destino. Gli Alleati e Mussolini da Monaco all\u2019intervento<\/em><strong>\u00a0(Edizioni Nuova Cultura, pp. 424, Euro 27,00)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019entrata in guerra dell\u2019Italia, il 10 giugno 1940, costituisce un nodo storiografico per certi versi ancora irrisolto. Emilio Gin , sulla base di una imponente documentazione reperita negli archivi italiani ed esteri e della vasta letteratura sull\u2019argomento rilegge i nove mesi della \u201cnon belligeranza\u201d italiana attraverso la lente della natura pragmatica e non ideologica della politica estera di Mussolini. La ricerca giunge a conclusioni innovative individuando nell\u2019entrata in guerra dell\u2019Italia l\u2019ultimo e illusorio tentativo mussoliniano di ricondurre la questione sui binari della diplomazia e della trattativa. Questa linea italiana appare compresa bene da Chamberlain che, forte della propria esperienza da Stresa a Monaco, \u00e8 tra i pochi a cogliere la non sovrapponibilit\u00e0 di Roma e Berlino. E accanto a Chamberlain compaiono elementi noti e meno noti dell\u2019apparato di governo britannico che tuttavia soffrono progressivamente dell\u2019aggressivit\u00e0 e dell\u2019italofobia ad esempio di Eden. Analogamente nell\u2019apparato politico-diplomatico francese, man mano che scorrono i mesi che portano all\u2019aggressione tedesca alla Polonia e alla non belligeranza italiana, l\u2019antica polemica anti mussoliniana lascia il posto a riflessioni diverse, pi\u00f9 attente alle divaricazioni che non alle consonanze italo-tedesche.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>STORIA DELLE DESTRE<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Alejandro C. Tarruella<\/strong><strong>,\u00a0<\/strong><strong><em>La Guardia di Ferro Argentina\u00a0<\/em><\/strong><strong>&#8211;\u00a0<\/strong><em>Da Per\u00f3n e Kirchner (Settimo Sigillo, pagg. 280, Euro 26,00)<\/em><strong><em><\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ricostruzione dettagliata della storia di una delle pi\u00f9 interessanti componenti del movimento giustizialista, quella facente capo ad Alejandro Alvarez, da molti considerato uno dei pochi interpreti autentici del pensiero politico di Per\u00f3n. Il movimento nasce come un gruppo giovanile fascisteggiante all\u2019indomani del golpe che ha spodestato Per\u00f3n (1950), cresce e si fa \u201cadulto\u201d, fino a diventare un\u2019importante componente del movimento neo-giustizialista. Percorre l\u2019intero arco della transizione peronista, dal debito col fascismo contratto dal Gruppo de Oficiales Unidos che diede origine al peronismo, fino alle posizioni ultracattoliche in cui oggi si riconosce Alejandro Alvarez, passando attraverso tutte le altre stagioni del peronismo, dalla conservatrice alla progressista, dalle simpatie filocastriste agli ammiccamenti nei confronti della dittatura militare.<\/p>\n<p>Opera di grande importanza per comprendere la storia dell\u2019Argentina e del peronismo. La denominazione di Guardia di Ferro adottata dal movimento di Alvarez testimonia un evidente debito culturale nei confronti del fascismo europeo.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p><strong>Roberto Tundo (a cura di),\u00a0<em>Le storie della destra salentina\u00a0<\/em>(Tipografia 5 Emme, pagg. 300, s.p.)<\/strong><\/p>\n<p>\u201cQuesto libro nasce dalla voglia di raccontare la storia della Destra nel Salento attraverso i racconti di chi l\u2019ha vissuta in prima persona in modo che trasmetta lo spirito della vita politica \u2013 afferma Roberto Tundo, curatore di\u00a0<em>Le storie della destra salentina\u00a0<\/em>\u00a0\u2013 Non volevo scrivere la storia completa dell\u2019MSI, ma era necessario contestualizzare tutte le vicende raccolte in modo che seguissero un filo logico, da qui l\u2019utilit\u00e0 degli articoli del giornale \u2018La Contea\u2019, che all\u2019epoca raccontava le vicende del partito attraverso le voci dei militanti che davano espressione alle loro idee\u201c. Il libro \u00e8 un susseguirsi di episodi vissuti dai militanti della Destra salentina, che si vanno a inserire in un contesto storico-politico pi\u00f9 ampio. Le vicende raccontate dalle decine di \u201ctestimoni\u201d coinvolti sono di ogni tipo:\u00a0 dalle origini\u00a0 alle drammatiche \u201cpistolettate\u201d nella Lecce degli anni 70, dalle vicende goliardiche,\u00a0 come \u201cla cena col capo\u201d, ai retroscena dei congressi di partito dai racconti della radio di destra nel periodo delle radio libere alla partecipazione ai Campi Hobbit, dalle esperienze ecologiste alla \u201csvolta di Fiuggi\u201d.\u00a0 Per raccogliere tutto il materiale necessario, dagli articoli di giornale alle fotografie, Roberto Tundo ha realizzato\u00a0 un lungo lavoro di ricerca, riuscendo a dare vita ad un testo espressione del suo desiderio di raccontare la vita della Destra salentina vissuta dall\u2019interno. La prefazione del libro \u00e8 di\u00a0 Gianni Alemanno, sindaco di Roma, che scrive \u201cla ricostruzione puntuale di Roberto Tundo sull\u2019evoluzione della destra nella Provincia di Lecce dal Movimento Sociale Italiano, passando per Alleanza Nazionale, fino ad arrivare al Popolo delle Libert\u00e0, risulta utile per comprendere come sia il progetto di societ\u00e0 a costituire la sostanza di una comunit\u00e0 politica e non la forma-partito\u201d.<\/p>\n<p>Per acquisti: tundoroberto@gmail.com<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>SCIENZA<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Steven W. Mosher,\u00a0<em>Controllo demografico. Costi reali e benefici illusori<\/em>\u00a0(Cantagalli, pagg. 416, Euro 21,00)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Steven W. Mosher affronta in questo libro una delle questioni pi\u00f9 dibattute dei nostri tempi: il problema demografico. L\u2019autore \u2013 dati scientifici alla mano, tutti interpretati con esemplare onest\u00e0 intellettuale \u2013 sbugiarda la retorica dogmatica di quanti \u2013 a tutti i livelli, dall\u2019istruzione ai mass media, dalla politica alle istituzioni, UNPD compresa -, ci hanno fatto credere che il mondo era ed \u00e8 vicino a un baratro a causa della sovrappopolazione mondiale, una sorta di bomba demografica pronta ad esplodere..<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>CLASSICI<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Gabriele D\u2019Annunzio,\u00a0<em>Tragedie, sogni e misteri\u00a0<\/em>(Mondadori, pagg. 3.700, Euro 120,00)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In occasione dei centocinquant\u2019anni dalla nascita di d\u2019Annunzio, si completa con il teatro l\u2019edizione delle sue opere nei Meridiani. I due tomi, a cura di Annamaria Andreoli con la collaborazione di Giorgio Zanetti, raccolgono, per la prima volta, corredate di ricchissimi apparati, tutte le opere drammatiche dannunziane, da Francesca da Rimini alla Figlia di Iorio, dalla Fiaccola sotto il moggio a Fedra e al Martyre de saint Sebastien, solo per citare le pi\u00f9 celebri. Versatile e aperto a ogni sperimentazione, d\u2019Annunzio lascia nel suo tempo il segno sull\u2019intero mondo dello spettacolo: tragedia, commedia, melodramma, sacra rappresentazione, pantomima, balletto, cinema (film e documentario). Ogni testo \u00e8 accompagnato da un\u2019introduzione che ne ripercorre le fasi ideative e compositive, soffermandosi poi sull\u2019allestimento scenico, sulla regia, sugli interpreti e sulle reazioni del pubblico, e da note esplicative, indispensabili quando si tratta di drammi storici di ambientazione remota o esotica. Anche il saggio cronologico \u00e8 mirato alle opere teatrali: sottolinea la centralit\u00e0 del teatro nella vita di d\u2019Annunzio e getta nuova luce sulla sua travagliata relazione amorosa con Eleonora Duse, grazie a documenti solo di recente recuperati. Non meno nuovo risulta il suo rapporto con il cinema, di cui \u00e8 pioniere entusiasta, sia in veste di soggettista che<strong><\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>ROMANZI<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Paul Bourget,\u00a0<em>Il demone meridiano\u00a0<\/em>\u00a0(Edizioni Solfanelli, pagg. 440, Euro 25,00)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Cos\u2019\u00e8 il \u201cdemone meridiano\u201d? \u00c8 la tentazione di chi ha raggiunto il meriggio della vita [di chi ha superato \u201cil mezzo del cammin di nostra vita\u201d]. Per Louis Savignan, affermato storico e bandiera degli intellettuali cattolici, tornato da Parigi nella natia Alvernia quando gli viene offerto di candidarsi al Parlamento, tale tentazione consiste da un lato nel poter trascurare gli studi per la politica, dall\u2019altro la morale per amare la donna con cui era stato fidanzato vent\u2019anni prima e da cui era stato abbandonato.<br \/>\nNel frattempo, a Parigi, un prete modernista celebra (cinquant\u2019anni prima del Concilio!) con un nuovo rito in lingua volgare e il figlio di Savignan inclina pericolosamente verso questa eresia.<br \/>\nSullo sfondo, la lotta della Chiesa contro il nemico esterno (la politica anticlericale massonica) e quello interno (il modernismo).<br \/>\n\u201cIl demone meridiano\u201d, considerato il capolavoro di Bourget, ha un intreccio perfettamente funzionante, ma \u00e8 soprattutto un raffinato scavo psicologico e, infine, un grande romanzo ideologico.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>LETTERATURA<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Miguel de Unamuno,\u00a0<em>In viaggio con Don Chisciotte\u00a0<\/em>\u00a0(Medusa Edizioni, pagg. 139, Euro 16,50)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Questo libro raccoglie per la prima volta l\u2019insieme di saggi brevi e di articoli scritti dal grande intellettuale e scrittore spagnolo sull\u2019opera di Cervantes, e in particolare sul Don Chisciotte. Era un progetto che lo stesso Unamuno voleva realizzare e non ebbe poi il tempo di condurre in porto. Si presenta come una raccolta organica che, ponendosi accanto al celebre\u201dVita di Don Chisciotte e Sancio\u201d (1905), completa per il lettore italiano il panorama delle importanti ricerche di Unamuno sul mito pi\u00f9 grande della letteratura spagnola. Milan Kundera, nella sua Teor\u00eca del romanzo, pone il Don Chisciotte come fondamento del romanzo moderno. Il volume comprende il saggio \u201cIl cavaliere dalla trista figura\u201d del 1896, mai tradotto finora, dove Unamuno confronta le descrizioni che raffigurano Don Chisciotte nel romanzo con i ritratti che i pittori moderni gli hanno dedicato. Tra baffi cadenti e riflessioni sulla bruttezza del personaggio di Cervantes, lo scrittore torna sul tema che gli sta pi\u00f9 a cuore: il valore universale di questo mito. Nella raccolta anche alcuni articoli polemici, tra cui \u201cMuoia Don Chisciotte\u201d che prende di mira gli eruditi che impantanano Don Chisciotte nelle dispute filologiche perdendo il messaggio umano e morale. Come scrive nell\u2019Introduzione Enrico Lodi \u201csia Unamuno, sia Don Chisciotte, incarnano al meglio il conflitto tra la volont\u00e0 di compiere un ideale che serbano dentro e l\u2019impossibilit\u00e0 di raggiungerlo.<\/p>\n<p>http:\/\/giotto.ibs.it\/cop\/copj170.asp?f=9788876982682 In viaggio con Don Chisciotte Questo libro raccoglie per la prima volta l\u2019insieme di saggi brevi e di articoli scritti dal grande intellettuale e scrittore spagnolo sull\u2019opera di Cervantes, e in particolare sul Don Chisciotte. Era un progetto che lo stesso Unamuno voleva realizzare e non ebbe poi il tempo di condurre in porto. Si presenta come una raccolta organica che, ponendosi accanto al celebre\u201dVita di Don Chisciotte e Sancio\u201d (1905), completa per il lettore italiano il panorama delle importanti ricerche di Unamuno sul mito pi\u00f9 grande della letteratura spagnola. Milan Kundera, nella sua Teor\u00eca del romanzo, pone il Don Chisciotte come fondamento del romanzo moderno. Il volume comprende il saggio \u201cIl cavaliere dalla trista figura\u201d del 1896, mai tradotto finora, dove Unamuno confronta le descrizioni che raffigurano Don Chisciotte nel romanzo con i ritratti che i pittori moderni gli hanno dedicato. Tra baffi cadenti e riflessioni sulla bruttezza del personaggio di Cervantes, lo scrittore torna sul tema che gli sta pi\u00f9 a cuore: il valore universale di questo mito. Nella raccolta anche alcuni articoli polemici, tra cui \u201cMuoia Don Chisciotte\u201d che prende di mira gli eruditi che impantanano Don Chisciotte nelle dispute filologiche perdendo il messaggio umano e morale. Come scrive nell\u2019Introduzione Enrico Lodi \u201csia Unamuno, sia Don Chisciotte, incarnano al meglio il conflitto tra la volont\u00e0 di compiere un ideale che serbano dentro e l\u2019impossibilit\u00e0 di raggiungerlo. 14,02 new EUR in_stock<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>PERSONAGGI<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Giordano Bruno Guerri,\u00a0<em>\u00a0La mia vita carnale \u2013 Amori e passioni di Gabriele D\u2019Annunzio\u00a0<\/em>\u00a0(Mondadori, pagg. 230, Euro 20,00)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cPosa\u201d, \u201cfinzione\u201d, \u201cprovocazione\u201d, \u201cteatro\u201d: ecco i termini associati per decenni al nome di Gabriele D\u2019Annunzio. Con queste parole siamo stati abituati a descriverlo, cos\u00ec ci \u00e8 sempre stato insegnato. Ma la suggestione della sua poesia, le imprese ardite e la retorica detta appunto \u201cdannunziana\u201d non sono sufficienti a svelare il segreto di una vita \u201cinimitabile\u201d. Giordano Bruno Guerri ci conduce lontano da stereotipi, accompagnandoci nelle stanze folli e geniali della dimora dannunziana. Pagina dopo pagina, sfogliando il \u201clibro di pietre vive\u201d che il Vate ci ha lasciato, riscopriamo un uomo che fu seduttore e amante irresistibile, avvinto dal \u201cbisogno imperioso della vita violenta, della vita carnale, del piacere, del pericolo fisico, dell\u2019allegrezza\u201d. Grazie al diario (in gran parte inedito) di Amelie Mazoyer, ancella in servizio continuo che il Vate ribattezza A\u00e9lis, conosceremo Gabriele D\u2019Annunzio uomo \u201cintero\u201d. Geisha, complice e confidente, A\u00e9lis si contende il ruolo di preferita con l\u2019elegante musicista Luisa Baccar\u00e0 e con la cameriera Emilia. A\u00e9lis annota per lunghi anni tutto ci\u00f2 che accade nelle stanze del Vittoriale, registrando ascese e cadute delle \u201cbadesse di passaggio\u201d: nobildonne, artiste, prostitute, semplici paesane o avventuriere; e un contorno di personaggi non secondari. Su tutto ci\u00f2, naturalmente lui, la sua grandezza di poeta e la sua strepitosa vitalit\u00e0, fatta di genio e di cocaina, invenzione e di ironia: il suo essere un libertario e anarchico, modernizzatore e anticipatore.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 ***<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Pupi Avati,\u00a0<em>La grande invenzione \u2013 Un\u2019autobiografia\u00a0<\/em>(Rizzoli, pagg. 396, Euro 18,00)<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Un passato fastoso, un presente difficile, e una inesauribile riserva di sogni: \u00e8 l\u2019eredit\u00e0 che riceve alla nascita Pupi Avati, figlio di due mondi, la ricca borghesia urbana bolognese e l\u2019arcaica tradizione contadina di Sasso Marconi. La galleria degli antenati \u00e8 unica: la bisnonna Olimpia, asolaia emigrata in Brasile in cerca di fortuna con i tre figli piccoli, il nonno Carlo che trov\u00f2 moglie grazie a venticinque bign\u00e8, gli zii materni che ogni anno portavano ai Savoia le ciliegie di Sasso Marconi, il nonno Giuseppe che chiese alla Madonnina del Paradiso una grazia \u201cfatale\u201d, i genitori protagonisti di una incredibile storia d\u2019amore\u2026 Con questi presupposti, come stupirsi se la tua vita diventa un\u2019unica grande avventura, dalla via Emilia a Cinecitt\u00e0? Nella Bologna del dopoguerra si svolge l\u2019educazione sentimentale di Pupi, un ragazzo timido ma un po\u2019 mascalzone, un perdigiorno con una bruciante passione per il jazz, un rapporto complesso con le donne, un amore irreversibile per il cinema. Poi l\u2019addio alla carriera da musicista, la parentesi come rappresentante di surgelati, i difficili esordi cinematografici, la Roma degli artisti, l\u2019insolito lavoro con Pasolini, i pedinamenti per conoscere il maestro Fellini, i successi di pubblico e critica.<\/p>\n<p><em>La grande invenzione\u00a0<\/em>racconta tutto questo e molto altro ancora. L\u2019irresistibile capacit\u00e0 di invenzione narrativa che dispiega, e che rivela un Avati scrittore finora insospettato, ne fanno un grande romanzo corale, un intreccio di percorsi e di sogni che seduce il lettore trasportandolo in una singolare dimensione di realismo magico all\u2019emiliana.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>IMMAGINARIO<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Antonio Faeti,\u00a0<em>La storia dei miei fumetti &#8211;<\/em><\/strong><em>\u00a0\u00a0<\/em><strong><em>L\u2019immaginario visivo italiano fra Tarzan, Pecos Bill e Valentina<\/em><\/strong>\u00a0<strong>(Donzelli Editore, pagg. 426, Euro 32,00)<\/strong><strong><em><\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Antonio Faeti, che quarant\u2019anni fa regal\u00f2 al lettore, con il suo Guardare le figure, una ricostruzione a tutto tondo dell\u2019immaginario visivo italiano attraverso le illustrazioni dei libri per l\u2019infanzia, duplica oggi il suo dono con questa esplorazione dell\u2019altra faccia di quello stesso immaginario. La storia dei suoi fumetti (vale a dire di tutti i fumetti da lui divorati, collezionati, posseduti, catalogati, coltivati con la passione maniacale che ben conoscono i cultori del genere) diventa qui la storia di ciascuno di noi. Proprio come accade al protagonista dell\u2019Educazione sentimentale di Flaubert, anche l\u2019autore di questo libro ripensa alle sue prime fantasie e ritrova le piccole tracce, i brandelli della sua educazione sentimentale. E visto che, come scrive Faeti, \u00abin una educazione sentimentale si \u00e8 scelti, non si sceglie\u00bb, in questo percorso della memoria ci sono presenze sorprendenti e assenze illustri. La Vipera Bionda, il Brontolosauro, Manuela la matadora accompagnano la crescita di questo immaginario tra gli anni quaranta e cinquanta. Da Nadir Quinto a Raffaele Paparella, da Jacovitti a Guido Crepax, dal \u00abCorriere dei Piccoli\u00bb a \u00abLanciostory\u00bb, \u00e8 la memoria del sogno \u2013 dei nostri sogni \u2013 che rivive in queste pagine ispiratissime, indimenticabili.<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2013\/04\/02\/i-libri-di-leccecronaca-it-2\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2013\/04\/02\/i-libri-di-leccecronaca-it-2\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Rassegna mensile di novit\u00e0 librarie a cura di Mario Bozzi Sentieri Gli ultimi e pi\u00f9 interessanti volumi di tutti i generi freschi di stampa &nbsp; Aprile 2013 POLITICA \u00a0 Giampaolo Pansa, La Repubblica di Barbapap\u00e0 \u2013 Storia irriverente di un potere invisibile\u00a0 (Rizzoli, pagg. 333, Euro 19,00) &nbsp; \u201cBarbapap\u00e0 \u00e8 il soprannome che la redazione [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[57],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13754"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=13754"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13754\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13755,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13754\/revisions\/13755"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=13754"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=13754"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=13754"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}