{"id":141302,"date":"2018-07-25T15:55:20","date_gmt":"2018-07-25T13:55:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=141302"},"modified":"2018-07-25T15:55:39","modified_gmt":"2018-07-25T13:55:39","slug":"problemi-a-santa-maria-di-leuca-mare-fortemente-inquinato-a-causa-del-canale-di-scarico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2018\/07\/25\/problemi-a-santa-maria-di-leuca-mare-fortemente-inquinato-a-causa-del-canale-di-scarico\/","title":{"rendered":"PROBLEMI A SANTA MARIA DI LEUCA, MARE &#8220;fortemente inquinato&#8221; A CAUSA DEL CANALE DI SCARICO"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone wp-image-141303 size-full\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/IMG_2740.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"480\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/IMG_2740.jpg 640w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/IMG_2740-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/IMG_2740-400x300.jpg 400w\" sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/>(Rdl)______Questa mattina in conferenza stampa a Bari (nella foto) Legambiente Puglia ha presentato il report sulle attivit\u00e0 di monitoraggio della salute delle coste pugliesi, dopo le analisi condotte in mare da &#8220;Goletta verde&#8221;.<\/p>\n<p>Eccone il testo completo______<\/p>\n<p>Sette campionamenti su ventinove eseguiti lungo le coste pugliesi risultano fuori dai limiti di legge e, di questi, cinque sono \u201cfortemente inquinati\u201d.<\/p>\n<p>Nel mirino ci sono sempre canali e foci che continuano a riversare in mare scarichi non adeguatamente depurati come nel caso della\u00a0foce del torrente Candelaro a Manfredonia, foce Canale Reale a Carovigno, foce canale contrada Posticeddu, sul litorale Apani, a Brindisi, presso il canale di\u00a0scarico di Marina di Leuca\u00a0a Castrignano del Capo, e a Marina di Lizzano, alla foce del fiume Ostone, punti risultati fortemente inquinati.<\/p>\n<p>\u00c8 questo in sintesi l\u2019esito del monitoraggio svolto lungo le coste pugliesi dall\u2019equipe tecnica di\u00a0Goletta Verde, la storica campagna di\u00a0Legambiente\u00a0dedicata al monitoraggio ed all\u2019informazione sullo stato di salute delle coste e delle acque italiane (realizzata anche grazie al sostegno del\u00a0CONOU, Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati, e dei partner\u00a0Novamont\u00a0e\u00a0Ricrea\u00a0(Consorzio nazionale riciclo e recupero imballaggi acciaio), presentata questa mattina in conferenza stampa a Bari daFrancesco Tarantini, presidente Legambiente Puglia,\u00a0Katiuscia Eroe, Portavoce Goletta Verde, alla presenza di\u00a0Giovanni Giannini, Assessore Infrastrutture e Mobilit\u00e0 Regione Puglia,\u00a0Vito Colucci, Direttore Generale Autorit\u00e0 Idrica Pugliese,\u00a0Vito Bruno, Direttore Generale Arpa Puglia, e\u00a0Contrammiraglio Giuseppe Meli, Direttore marittimo della Puglia e della Basilicata ionica.<\/p>\n<p>\u201cIl risultato del monitoraggio di Goletta Verde \u00e8 positivo nel suo complesso &#8211; afferma\u00a0Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia &#8211; anche se permangono criticit\u00e0 su tutti i tratti di mare interessati dalle foci di fiumi e canali, che ormai risultano malati cronici. Continua a migliorare la situazione sul fronte della depurazione: diminuiscono sia gli impianti che scaricano nel sottosuolo che quelli soggetti a scarichi anomali ma anche il numero dei Comuni pugliesi sottoposti a procedura d\u2019infrazione. Tuttavia ancora il 17% dei depuratori pugliesi continua a non essere conforme alla direttiva europea sulla depurazione mentre procedono gli interventi di potenziamento\/adeguamento, compresi quelli per il contenimento delle emissioni odorigene. Viste, inoltre, le numerose iniziative finalizzate ad affinare le acque reflue depurate, chiediamo alla Regione Puglia di puntare al massimo riutilizzo in agricoltura\u201d.<\/p>\n<p>Sul fronte dell&#8217;informazione ai cittadini\u00a0la situazione in Puglia non \u00e8 delle migliori: la cartellonistica informativa, obbligatoria da anni per i comuni, e che dovrebbe avere la funzione di divulgare al pubblico la classe di qualit\u00e0 del mare, \u00e8 quasi completamente assente: i\u00a0tecnici di Goletta Verde hanno avvistato in Puglia soltanto un cartello rispetto ai 29 punti analizzati\u00a0(a Marina di Lizzano, dove insisteva anche il cartello di divieto di balneazione).<\/p>\n<p>Il dettaglio delle analisi di Goletta Verde<\/p>\n<p>Il monitoraggio di Goletta Verde\u00a0(eseguito dalla squadra di tecnici di Legambiente tra 17 e il 20 luglio 2018) prende in considerazione il campionamento dei punti critici che vengono principalmente scelti in base a un \u201cmaggior rischio\u201d presunto di inquinamento, individuati non solo dai circoli di Legambiente ma degli stessi cittadini attraverso il servizio\u00a0SOS Goletta.\u00a0Per questo vengono prese in esame le foci dei fiumi, torrenti, gli scarichi e i piccoli canali che spesso troviamo sulle nostre spiagge: queste situazioni sono i veicoli principali di contaminazione batterica dovuta all\u2019insufficiente depurazione dei reflui urbani che attraverso i corsi d\u2019acqua arrivano in mare. I parametri indagati sono microbiologici (enterococchi intestinali,\u00a0Escherichia coli) e abbiamo considerato come \u201cinquinati\u201d i risultati che superano i valori limite previsti dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116\/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) e \u201cfortemente inquinati\u201d quelli che superano di pi\u00f9 del doppio tali valori.<\/p>\n<p>In provincia di Foggia, su quattro punti monitorati, uno \u00e8 stato giudicato fortemente inquinato, ovvero a Manfredonia, alla foce del torrente Candelaro; entro i limiti i risultati dei prelievi effettuati a Peschici, in localit\u00e0 Baia Monte Pucci, presso la spiaggia libera La Calenella; a Lesina, Marina di Lesina, alla spiaggia libera di Tammaricelle; e a Manfredonia, alla spiaggia fronte Castello di Manfredonia.<\/p>\n<p>Cinque i punti campionati\u00a0nella provincia Bat, di cui uno \u201cinquinato\u201d, a Barletta, Litoranea di Ponente, spiaggia a sinistra del porto di Barletta. A Trani in localit\u00e0 Boccadoro, allo sbocco della vasca di Boccadoro, i tecnici di Goletta Verde hanno effettuato un prelievo aggiuntivo vista la presenza del progetto di riqualificazione dell\u2019area umida, che ha evidenziato alcune criticit\u00e0 per le quali chiediamo alle istituzioni competenti di fare ulteriori approfondimenti. Entro i limiti, invece, il risultato del prelievo effettuato a Trani, in localit\u00e0 Matinelle, presso il molo a destra sulla spiaggia Matinelle; a Margherita di Savoia, nella Riserva Naturale di Salina, alla foce del torrente Carmosina, e sulla spiaggia presso lungomare Cristoforo Colombo; a Bisceglie, Salsello, sulla spiaggia lungomare incrocio Mauro Dell\u2019Olio.<\/p>\n<p>In provincia di Bari, il giudizio \u00e8 stato di \u201centro i limiti\u201d su tutti i quattro punti campionati: a Molfetta, Torre Calderina, alla spiaggia Riserva Torre Calderina, Monopoli, in localit\u00e0 Castello Santo Stefano, spiaggia sud castello Santo Stefano, Polignano a Mare, spiaggia Lama Monachile, e a Bari, San Giorgio, baia San Giorgio, lato sinistro.<\/p>\n<p>Su cinque punti monitorati\u00a0in provincia di Brindisi, tre sono risultati \u201centro i limiti\u201d, ovvero a Torre Guaceto, spiaggia delle Conchiglie; a Ostuni, in localit\u00e0 Torre San Leonardo, spiaggia del Pilone, e a Fasano, Egnazia\/Savelletri, spiaggia lido Savelletri di Fasano; e due fortemente inquinati: a Brindisi, litorale Apani, foce canale contrada Posticeddu, e a Carovigno, Torre Guaceto, alla foce del canale Reale.<\/p>\n<p>Sono stati sei i punti campionati\u00a0in provincia di Lecce, di cui solo uno risultato fortemente inquinato, a Castrignano del Capo, Marina di Leuca, al canale di scarico; entro i limiti invece i campionamenti effettuati a Porto Cesaro, in localit\u00e0 Torre Lapillo, sulla spiaggia libera; a Nard\u00f2, Santa Caterina\/Santa Maria, nel punto a mare presso punta dell\u2019Aspide; a Gallipoli, Porto Gaio, a mare presso lo scarico del depuratore; a Otranto, Baia di Otranto, sulla spiaggia Madonna Altomare; e a Vernole, Riserva Naturale Le Cesine-Vernole, spiaggia libera sulla strada provinciale 366 al chilometro 9.<\/p>\n<p>In provincia di Taranto\u00a0cinque i punti monitorati dai tecnici di Goletta Verde: due sono risultati inquinati, di cui uno fortemente inquinato, rispettivamente a Manduria, San Pietro in Bevagna, alla foce del fiume Chidro, e a Lizzano, Marina di Lizzano, alla foce del fiume Ostone. Entro i limiti i valori riscontrati a Castellaneta Marina, spiaggia libera Borgo Pineto, Pulsano, Baia Capparone, spiaggia libera scogliera, e a Maruggio, Campomarino di Maruggio, spiaggia della Commenda.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Focus regionale sulla depurazione<\/p>\n<p>Sono\u00a0185\u00a0gli impianti di depurazione\u00a0a servizio degli agglomerati pugliesi, di cui\u00a0182 gestiti da Acquedotto Pugliesee\u00a03 gestiti direttamente dai comuni\u00a0(Lesina Marina, Sannicandro Garganico-Torre Mileto e Volturara Appula).<\/p>\n<p>La scarsa disponibilit\u00e0 idrica superficiale naturale condiziona fortemente la\u00a0tipologia dei recapiti finali\u00a0nella nostra regione. Questo comporta che solo il\u00a07%\u00a0dei recapiti finali dei depuratori \u00e8 costituito da\u00a0corpi idrici superficiali, il\u00a075%\u00a0\u00e8 costituito dalame e altri corsi d\u2019acqua effimeri\/episodici\u00a0o dal\u00a0suolo\u00a0(attraverso trincee drenanti) e il\u00a016%\u00a0recapita a\u00a0mare. Gli\u00a0impianti che continuano a scaricare nel sottosuolo\u00a0sono\u00a03\u00a0(Lesina Marina, Manduria Vecchio e Casamassima Vecchio, la cui dismissione \u00e8 prevista entro l\u2019anno), 1 in meno di quelli recapitanti nel sottosuolo nel 2017 (presso l\u2019impianto di Martina Franca \u00e8 stato recentemente attivato il sistema di scarico a mezzo di trincee drenanti).<\/p>\n<p>Dal\u00a0monitoraggio\u00a0effettuato dall\u2019Arpa Puglia\u00a0nel\u00a02017\u00a0(2.438 controlli) emerge che sono\u00a0scesi a 32\u00a0gli impianti di depurazione che nel 2017 hanno presentato una non conformit\u00e0 alla Direttiva comunitaria (91\/271) sul trattamento delle acque reflue urbane. Di questi:\u00a014 avevano lavori in corso\u00a0tali da rendere plausibile un decremento dell\u2019efficienza depurativa (Galatone, Cerignola, Molfetta, Ruvo-Terlizzi, Santeramo in Colle, Andria, Bisceglie, Bitonto, Stornara, Lizzano, Faggiano, Lucera 1, Manfredonia, Vieste). Dei restanti 18, su\u00a06 sono stati gi\u00e0 programmati interventi di adeguamento\/potenziamento\u00a0(Monte Sant\u2019Angelo B, Ascoli Satriano, Bari Ovest, Gioia del Colle, San Severo, San Ferdinando di Puglia), su\u00a02 \u00e8 prevista la dismissione\u00a0(Casamassima Vecchio, Manduria Vecchio) per i\u00a0restanti 10(Carmiano, Orsara di Puglia, Apricena, Castelluccio dei Sauri, San Marco la Catola, San Paolo di Civitate, Sant\u2019Agata di Puglia, Serracapriola, Vico del Gargano, Grottaglie-Monteiasi) si provveder\u00e0 con la manutenzione straordinaria in attesa di definire la copertura finanziaria per gli interventi di adeguamento e\/o potenziamento.<\/p>\n<p>Tra i fattori che possono inficiare il processo depurativo degli impianti ci sono anche gli\u00a0scarichi anomali\u00a0(arrivi impropri di acque meteoriche, di vegetazione e di natura lattiero-casearia). In diminuzione il numero degli impianti pi\u00f9 frequentemente soggetto a scarichi anomali:\u00a0dai 35 dello scorso anno si \u00e8 passati a 30.<\/p>\n<p>Nell\u2019ultimo biennio 2016-2017,\u00a0sono stati investiticomplessivamente nel settore della depurazione\u00a0140\u00a0milioni di euro.\u00a0L\u2019attuale programmazione\u00a0prevede\u00a0198 interventi infrastrutturali\u00a0volti al miglioramento complessivo del comparto depurativo tra adeguamento, potenziamento della capacit\u00e0 di trattamento e abbattimento delle emissioni odorigene. Di questi, 47 risultano ultimati, 19 in esecuzione e 132 in fase di progettazione.<\/p>\n<p>L\u2019incremento della copertura del servizio di fognatura e depurazione e il contestuale miglioramento dell\u2019efficienza dei depuratori sta comportando un progressivo\u00a0incremento della produzione dei fanghi di depurazione, che ha subito un forte trend di crescita tra il 2012 (circa 192.000 tonnellate di fango tal quale prodotto) e il 2016 (circa 247.500 tonnellate di fango tal quale prodotto).<\/p>\n<p>Nel 2017, le\u00a0246.300 tonnellate di fanghi di depurazione prodotte\u00a0sono state cos\u00ec conferite: il 10% direttamente in agricoltura, il 47% in impianti di compostaggio o di produzione di gessi di defecazione fuori Regione, il 7% in impianti di compostaggio all\u2019interno del territorio pugliese e il 36% in discarica. In base alle ultime stime, a regime, la produzione di fanghi dovrebbe attestarsi su un valore di circa\u00a0380.000 tonnellate\/anno. La progressiva riduzione delle superfici disponibili al riutilizzo in agricoltura e la ridotta disponibilit\u00e0 degli impianti di compostaggio regionali ad accettare il fango prodotto dai depuratori, ha indotto Acquedotto Pugliese (dal 2014 in poi) a portare il fango fuori Regione e in discarica.<\/p>\n<p>Nell\u2019aggiornamento del Piano Regionale per la gestione dei rifiuti urbani, attualmente in fase di adozione, la Regione Puglia ha previsto la riduzione dei fanghi all\u2019interno degli stessi depuratori, in attesa della realizzazione di nuovi impianti di compostaggio. In particolare, Acquedotto Pugliese entro il 2020 installer\u00e0 sugli impianti gestiti 60 nuove stazioni di disidratazione dei fanghi di ultima generazione.<\/p>\n<p>Le gigantesche centrifughe, destinate alla disidratazione dei fanghi, consentiranno una sostanziale riduzione degli stessi: a regime circa 35 mila tonnellate all\u2019anno in meno. Il risparmio all\u2019anno, calcolato in termini di minori spese per l\u2019allontanamento dei fanghi dagli impianti di depurazione, sar\u00e0 di circa 5 milioni di Euro. Il costo relativo allo smaltimento dei fanghi della depurazione \u00e8 tra le voci pi\u00f9 significative del bilancio di Acquedotto Pugliese e, di conseguenza, della bolletta idrica a carico dei cittadini: 29 milioni di euro.<\/p>\n<p>Negli ultimi anni,\u00a0la Regione Puglia ha messo in campo numerose iniziative finalizzate ad incentivare il riuso delle acque reflue in agricoltura\u00a0, finanziando\u00a0n.25 interventi di adeguamento\u00a0degli impianti depurativi al rispetto del DM 185\/2003 e del R.R. n. 8 del 18.04.2012 e di risanamento\/realizzazione di sistemi di distribuzione irrigua: Carovigno, San Pancrazio Salentino, Acquaviva, Cassano delle Murge, Fasano, Sammichele di Bari, Gioia del Colle, Barletta, Castellaneta, Castellana Grotte, Santa Cesarea Terme, Trani, Bisceglie, Pulsano, Faggiano, Conversano, Corato, Tricase, Zapponeta, Corsano, Ugento, San Donaci, Gravina di Puglia, Martina Franca e Molfetta-Ruvo-Terlizzi.<\/p>\n<p>In Puglia, nel 2017, \u00e8 stata riutilizzata l\u2019acqua affinata presso gli impianti di\u00a0Corsano\u00a0(volume riutilizzato 2017 in agricoltura 148.160 mc\/anno),\u00a0Gallipoli\u00a0(volume riutilizzato 2017 in agricoltura 122.074 mc\/anno),\u00a0Ostuni\u00a0(volume riutilizzato 2017 in agricoltura 131.558 mc\/anno),\u00a0Casarano\u00a0(volume riutilizzato 2017 in agricoltura 500 mc\/anno) e\u00a0Fasano. Dai primi mesi del 2017, il Lago Milecchia viene alimentato con le acque affinate a\u00a0Noci(volume affinato nel 2017 351.689 mc\/anno), mentre il sistema integrato di affinamento e riuso di\u00a0Acquaviva delle Fonti\u00a0\u00e8 partito a maggio 2017. A\u00a0S. Pancrazio Salentino\u00a0e a\u00a0Trinitapoli, l\u2019acqua, seppur affinata, non viene ancora distribuita in attesa dell\u2019esecuzione dei lavori sulla rete irrigua, di competenza dei Consorzi di bonifica.<\/p>\n<p>Dei\u00a027 agglomerati originariamente interessati dalla procedura di infrazione n. 2014\/2059\u00a0ai danni dell\u2019Italia per il mancato rispetto della direttiva comunitaria sul trattamento delle acque reflue urbane (91\/271\/CEE),\u00a021 risultano conformi\u00a0e per gli stessi, congiuntamente al Ministero dell\u2019Ambiente, sono in corso le procedure per l\u2019esclusione dall\u2019infrazione. Per i\u00a0restanti 6, che ad oggi non sono ancora conformi o perch\u00e9 sottodimensionati o per superamento dei limiti allo scarico (Andria, Ascoli Satriano, Bari, Castrignano del Capo, San Severo e Volturino), sono previsti interventi di adeguamento che consentiranno di conseguire la conformit\u00e0 alla direttiva 91\/271\/CEE secondo la seguente scansione temporale: Andria e Bari nel 2019; Volturino e Castrignano del Capo nel 2020; Ascoli Satriano e San Severo nel 2022.<\/p>\n<p>Con riferimento alla precedente\u00a0procedura n.2004\/2034, i\u00a0n. 3 agglomerati\u00a0oggetto di condanne della Corte di Giustizia Europea in materia di collettamento, fognatura e depurazione delle acque reflue sono\u00a0Casamassima, Porto Cesareo e Taviano. Allo stato attuale le prime due criticit\u00e0 saranno definitivamente risolte entro l\u2019anno solare, quella di Taviano \u00e8 subordinata al dissequestro dell\u2019area di cantiere a cura dell\u2019Amministrazione Comunale.<\/p>\n<p>Anche quest\u2019anno il Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati \u00e8 main partner della campagna estiva di Legambiente. Attivo dal 1984 anni, il\u00a0CONOU\u00a0garantisce la raccolta e l\u2019avvio a riciclo degli oli lubrificanti usati su tutto il territorio nazionale:\u00a0lo scorso anno in Puglia il Consorzio ha recuperato 8.635 tonnellate di questo rifiuto pericoloso per la salute e per l\u2019ambiente.<\/p>\n<p>L\u2019olio usato &#8211; che si recupera alla fine del ciclo di vita dei lubrificanti nei macchinari industriali, ma anche nelle automobili, nelle barche e nei mezzi agricoli &#8211; \u00e8 un rifiuto che deve essere smaltito correttamente: 4 chili di olio usato, il cambio di un\u2019auto, se versati in acqua inquinano una superficie grande come sei piscine olimpiche. Ma l&#8217;olio usato \u00e8 anche un\u2019importante risorsa perch\u00e9 pu\u00f2 essere rigenerato tornando a nuova vita in un\u2019ottica di economia circolare:\u00a0il 98% dell\u2019olio raccolto viene classificato come idoneo alla rigenerazione\u00a0per la produzione di nuove basi lubrificanti, un dato che fa dell\u2019Italia il Paese leader in Europa. \u201cLa difesa dell\u2019ambiente e in particolare del mare e dei laghi &#8211; spiega il presidente del CONOU, Paolo Tomasi &#8211; rappresenta uno dei capisaldi della nostra azione. L\u2019operato del Consorzio non solo evita una potenziale dispersione nell\u2019ambiente di un rifiuto pericoloso, ma lo trasforma in una preziosa risorsa per l\u2019economia del Paese\u201d.<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2018\/07\/25\/problemi-a-santa-maria-di-leuca-mare-fortemente-inquinato-a-causa-del-canale-di-scarico\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2018\/07\/25\/problemi-a-santa-maria-di-leuca-mare-fortemente-inquinato-a-causa-del-canale-di-scarico\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Rdl)______Questa mattina in conferenza stampa a Bari (nella foto) Legambiente Puglia ha presentato il report sulle attivit\u00e0 di monitoraggio della salute delle coste pugliesi, dopo le analisi condotte in mare da &#8220;Goletta verde&#8221;. 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