{"id":141410,"date":"2018-07-30T00:05:50","date_gmt":"2018-07-29T22:05:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=141410"},"modified":"2018-07-30T12:03:51","modified_gmt":"2018-07-30T10:03:51","slug":"inter","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2018\/07\/30\/inter\/","title":{"rendered":"PARLANDO DEL SUO ROMANZO SUL &#8217;69, GIUSEPPE RESTA SI RACCONTA A leccecronaca.it E POI, SUL FILO DELLA MEMORIA, ARRIVA AI GIORNI NOSTRI"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone wp-image-141468 size-full\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/The-Beatles-Rooftop.jpg\" alt=\"\" width=\"550\" height=\"330\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/The-Beatles-Rooftop.jpg 550w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/The-Beatles-Rooftop-300x180.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 550px) 100vw, 550px\" \/><\/p>\n<p>di <strong>Emanuela Boccassini<\/strong>______<\/p>\n<p>In occasione dell&#8217; uscita del romanzo, recensito ieri, abbiamo rivolto all&#8217; autore qualche domanda.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>D.) Perch\u00e9 ha ambientato il suo romanzo proprio nel 1969? Cosa rappresenta quest&#8217;anno per l&#8217;Italia e per Luigi?<\/strong><\/p>\n<p><em>R.) Ho sempre pensato che i fermenti del \u201968 abbiano avuto vera concretizzazione nel \u201869. E che quest\u2019anno, per il mondo occidentale, sia il vero anno spartiacque tra la fine di un vecchio mondo e l\u2019inizio del nuovo. Nell\u2019ultimo romanzo di Malvaldi un suo personaggio si chiede se mai si fosse fatto caso a come cambiano le fotografie di famiglia tra il 1967 e il 1969. Un ante quem e un post quem che ha segnato proprio visibilmente una cesura sociale, economica, politica, comportamentale. Quindi anche di rapporto con il consumismo, con il linguaggio, con l\u2019erotismo. <\/em><\/p>\n<p><em>Nella prefazione indico alcuni avvenimenti simbolo di quel cambiamento epocale: il suicidio di Jan Palach, l\u2019uomo sulla luna, l\u2019ultima esibizione dei Beatles <\/em><strong>(30 gennaio 1969, Londra, sul tetto della Apple Record, nella foto, ndr.)<\/strong><em>, il festival di Woodstock per finire con gli attentati e la strage di Piazza Fontana, che segn\u00f2 la fine dell\u2019Autunno Caldo sindacale per aprire la triste stagione degli anni di piombo. \u00c8 anche l\u2019anno della legge Codignola che rese libero l\u2019accesso alle universit\u00e0. <\/em><\/p>\n<p><em>Lu Luigi \u00e8 il protagonista che inconsapevolmente vive il suo passaggio adolescenziale in queste realt\u00e0 che cambiano. Cambia lui, cambia il mondo che ha attorno. Entrambi cambiano con tormento e turbamento, essendo incapaci di scegliere con determinazione ci\u00f2 che valeva la pena cambiare e quello che andava assolutamente conservato. Non sempre si scelse bene. Almeno ora,<\/em> <em>dopo cinquant\u2019anni, \u00e8 facile dirlo con il senno di poi.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>D.) Ho letto una certa nostalgia nel testo. Se non ho interpretato male, che cosa rimpiange di quell&#8217;epoca?<\/strong><\/p>\n<p><em>R.) La nostalgia \u00e8 per un piccolo mondo antico fatto di rapporti umani, di condivisione dignitosa della povert\u00e0 con senso di fratellanza e dignit\u00e0. Per i paesi legati da rapporti di vicinanza, dai riti, dalle consuetudini. Tutte cose che ancora sopravvivono nei centri piccolissimi, ma che i centri appena poco pi\u00f9 grandi hanno definitivamente perso. Per esempio, nel romanzo parlo del rito del lievito che si passava da famiglia in famiglia per tutta una strada quando il pane si faceva in casa. Una piccola cosa che legava e univa pi\u00f9 dei rapporti di sangue. E profumava di genuino e di buono. E poi c\u2019era una societ\u00e0 che non aveva grandi separazioni per et\u00e0, per censo, per cultura. La piazza, la parrocchia o il bar erano luoghi democratici aperti a tutti e dove c\u2019era un\u2019osmosi paritetica tra tutti, pur rispettando e riconoscendo sapienza, cultura ed esperienza.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>D.) Quali sono secondo lei le differenze pi\u00f9 importanti tra Nord e Sud e tra il 1969 e il 2018?<\/strong><\/p>\n<p><em>R.) Non ho mai creduto in una differenza geografica tra un Nord e un Sud. Conosco bene il Nord, anche di pi\u00f9 il centro dell\u2019Italia dove ho vissuto per una decina di anni, per avere certezza che non \u00e8 un problema di paralleli ma di civilt\u00e0. Solitamente si parla del Nord facendo riferimento a quello delle fabbriche, del terziario avanzato, delle grandi citt\u00e0 e dell\u2019inurbamento. Ma basta andare nei borghi agricoli per trovare la stessa atmosfera degli stessi posti del Sud. Cos\u00ec se si va nella zona industriali di Napoli o di Palermo, o di Taranto, sembra di stare molto pi\u00f9 a nord. <\/em><\/p>\n<p><em>La differenza \u00e8 nella distanza che si ha dall\u2019economia agricola, dal rapporto con la natura ed il territorio. La differenza \u2013 parlando da architetto &#8211; \u00e8 tra i luoghi e i non luoghi. Se \u00e8 vero che l\u2019uomo \u00e8 ci\u00f2 che mangia \u00e8 anche vero che l\u2019uomo \u00e8 ci\u00f2 che abita. Un mio antico amico giornalista mi disse una frase che non scorder\u00f2 mai \u2013Eravamo indietro, perci\u00f2 domani saremo avanti \u2013: bisogna ripartire dal passato per ricostruire su fondamenta solide un nuovo futuro meno legato all\u2019effimero.<\/em><\/p>\n<p><em>Tra il 1969 e il 2019 \u2013 quasi ci siamo!- intercorrono cinquanta anni tra le speranze per un progresso senza fine e la triste constatazione che quelle non erano vere. Tempo fa un mio caro amico commerciante, uno di quelli che ha iniziato letteralmente con le pezze al culo ma ha avuto doti, capacit\u00e0 e visioni che l\u2019hanno portato a realizzare grandi cose, mi disse che solo quindici anni fa se qualcuno gli avesse predetto che saremmo dovuti giungere a questa crisi sociale, culturale ed economica l\u2019avrebbe preso per pazzo. Eppure \u00e8 uno che ha sempre visto molto pi\u00f9 avanti. Ma questa crisi di uomini ha portato ad una crisi economica inaspettata, sorprendente. Si \u00e8 invertito in negativo l\u2019andamento dello sviluppo.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>D.) Non mancano dardi contro la societ\u00e0 attuale: si stava meglio quando si stava &#8220;peggio&#8221;?<\/strong><\/p>\n<p><em>R.) No. Questa \u00e8 una di quelle frasi che mi danno estremamente fastidio. La trovo stupidamente reazionaria. Ogni epoca ha i suoi pro e i suoi contro. E forse \u00e8 vero che, se non ci siamo ancora estinti del tutto nonostante tutto e nonostante noi umani ci proviamo spesso, i pro di ogni epoca sono stati sempre un po\u2019 pi\u00f9 grandi dei contro. <\/em><\/p>\n<p><em>Ho sempre contestato il fatto che la nostalgia della giovinezza, per gli anni della spensieratezza, sia l\u2019anestetico per delle mancanze economiche e sociali. In quelli anni c\u2019era maggiore povert\u00e0, malattie infantili gravi, strascichi delle esantematiche e della polio che invalidavano tanti, anche miei compagni di scuola. Poi c\u2019era un alcolismo diffuso e grave, con le strade dei paesi che di sera si riempivano di ubriachi fradici. Per non parlare di violenze fisiche su donne e bambini, accettate come normali, e incesti e violenze sessuali e sfruttamento minorile. <\/em><\/p>\n<p><em>Nel romanzo cerco di far passare sotto traccia molte di queste tristi realt\u00e0 di quei tempi. Chi si ricorda pi\u00f9 oggi dei geloni? Chi ne soffre pi\u00f9? Chi tra i giovani sa cosa sono? Invece all\u2019epoca mani e piedi gonfi e doloranti erano la normalit\u00e0 per chi viveva in case senza riscaldamento e senza acqua corrente calda. No: si stava peggio quando si stava peggio. Poi la memoria \u00e8 un setaccio che in molti fa passare i ricordi pessimi e trattiene solo quelli buoni. Ma allora c\u2019era veramente pi\u00f9 fame e miseria diffusa di oggi. Forse non meno di domani.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>D.) Quando e dove abbiamo sbagliato, secondo lei?<\/strong><\/p>\n<p><em>R.) Abbiamo sbagliato nel considerare tutto conquistato, tutto dovuto, tutto dato per scontato. Abbiamo sbagliato quando abbiamo fatto un passo indietro delegando, lasciando fare. <\/em><\/p>\n<p><em>Abbiamo sbagliato quando abbiamo considerato lo Stato una cosa diversa da noi, qualcosa da mungere, da spennare, da sfruttare senza chiederci da dove provenivano quelli stipendi, quelle pensioni, quei contributi, quei soldi per quelle opere pubbliche faraoniche quanto inutili. <\/em><\/p>\n<p><em>Abbiamo sbagliato quando abbiamo sotterrato il buon senso della civilt\u00e0 contadina, quella che faceva fare il passo pi\u00f9 corto, quella che era ospitale, che soccorreva il bisognoso anche se si aveva poco, quella che \u201cdove mangiano quattro mangiano cinque\u201d. <\/em><\/p>\n<p><em>Abbiamo sbagliato quando ci siamo scordati che eravamo poveri, morti di fame, emigranti anche noi, i nostri padri, i nostri nonni. E abbiamo sbagliato a non considerare che potremmo tornare ad esserlo.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>D.) Lei scrive \u00abnon ci sono pi\u00f9 misogine delle donne stesse\u00bb, perch\u00e9?<\/strong><\/p>\n<p><em>R.) Perch\u00e9 di fronte ad una sbandierata, e pure in parte vera, solidariet\u00e0 femminile si vedono, sentono e leggono tanti esempi di donne l\u2019una contro l\u2019altra ferocemente armate. Pochi giorni abbiamo avuto l\u2019esempio delle mamme e delle fidanzate degli stupratori che aggredivano verbalmente la vittima e osannavano gli uomini che avevano commesso l\u2019orribile fatto. Alcune donne parlano delle altre con grande acredine, preconcetti, stereotipi e riserve mentali che nemmeno ai peggiori maschilisti verrebbero in mente.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>D.) Considerati il tessuto sociale, le aspirazioni, la &#8220;politica&#8221; \u2012 come la intende lei nel romanzo \u2012, Luigi e quelli come lui hanno avuto modo di realizzare i sogni di riscatto sociale?<\/strong><\/p>\n<p><em>R.) In quegli anni il cosiddetto \u201cascensore sociale\u201d era attivissimo. Uno dei frutti del Sessantotto, sicuramente, e anche di quella legge Codignola che proprio nel 1969 apr\u00ec l\u2019accesso libero all\u2019universit\u00e0 e dei \u201cpresalari\u201d che permisero a tanti studenti di famiglie umili di frequentare atenei lontani. Il grande maestro Guccini nell\u2019Avvelenata del 1976 canta \u201cson della razza mia, per quanto grande sia, il primo che ha studiato.\u201d <\/em><\/p>\n<p><em>Ottenere una laurea consentiva di riscattarsi dalle ataviche ristrettezze, perch\u00e9 in qualche modo apriva le porte o alle libere professioni o all\u2019ingresso nelle amministrazioni pubbliche e private. E cos\u00ec anche i diplomi, che aprivano ancora tante porte. Prime fra tutte quelle agognate delle banche. E il bravo imprenditore aveva spazi anche nel commercio e in ogni impresa. L\u2019iniziativa era premiata. Certamente questo comport\u00f2 anche una crescita della consapevolezza, una rivalutazione della cultura locale, del vernacolare. Si ricominci\u00f2 ad avere l\u2019orgoglio delle proprie tradizioni che fascismo e guerra avevano cancellato. <\/em><\/p>\n<p><em>Tutto questo si \u00e8 perso con il diffondersi dell\u2019Edonismo Reaganiano degli anni ottanta. E in questa confusione di nani, ballerine, ricchi premi e cotillons, in quest\u2019Italia da bere e da mangiare fino all\u2019osso, si sono perse le basi sociali sulle quali era fondata l\u2019Italia della ricostruzione e della Costituzione repubblicana nata con la Resistenza. L\u2019abdicazione alla resistenza giorno per giorno non ci ha giovato. Dopo il riscatto sociale \u00e8 ritornato l\u2019egoismo, in una variante ancora peggiore del familismo amorale. E l\u2019egoismo \u00e8 l\u2019antitesi della socialit\u00e0. Chi ha realizzato quei sogni oggi, cos\u00ec, rischia di vederli dissolvere.______<\/em><\/p>\n<p>LA RICERCA nel nostro articolo di ieri<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"BLl8DKugOV\"><p><a href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2018\/07\/29\/da-fare-e-foto\/\">leccecronaca.it HA LETTO IN ANTEPRIMA &#8220;Quel millenovecento 69&#8221; DI GIUSEPPE RESTA, ROMANZO DI FORMAZIONE FRA NOSTALGIA E MEMORIA. ECCO LE NOSTRE IMPRESSIONI<\/a><\/p><\/blockquote>\n<p><iframe class=\"wp-embedded-content\" sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" style=\"position: absolute; clip: rect(1px, 1px, 1px, 1px);\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2018\/07\/29\/da-fare-e-foto\/embed\/#?secret=BLl8DKugOV\" data-secret=\"BLl8DKugOV\" width=\"500\" height=\"282\" title=\"&#8220;leccecronaca.it HA LETTO IN ANTEPRIMA &#8220;Quel millenovecento 69&#8221; DI GIUSEPPE RESTA, ROMANZO DI FORMAZIONE FRA NOSTALGIA E MEMORIA. 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