{"id":143775,"date":"2018-09-14T17:54:27","date_gmt":"2018-09-14T15:54:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=143775"},"modified":"2018-09-14T17:56:35","modified_gmt":"2018-09-14T15:56:35","slug":"la-spiaggia-sepolta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2018\/09\/14\/la-spiaggia-sepolta\/","title":{"rendered":"LA SPIAGGIA SEPOLTA"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-143776\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/IMG-20180914-WA0005.jpg\" alt=\"\" width=\"1600\" height=\"1200\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/IMG-20180914-WA0005.jpg 1600w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/IMG-20180914-WA0005-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/IMG-20180914-WA0005-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/IMG-20180914-WA0005-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/IMG-20180914-WA0005-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/IMG-20180914-WA0005-400x300.jpg 400w\" sizes=\"(max-width: 1600px) 100vw, 1600px\" \/>(Rdl)______<em>\u201cLa segnalazione della struttura sommersa, individuata dal professor Fabio Matacchiera al largo di San Pietro in Bevagna, rappresenta una importante novit\u00e0 locale nella ricostruzione regionale del paesaggio costiero nel corso del Pleistocene superiore e nell\u2019Olocene cio\u00e8 per gli ultimi circa 132mila anni dal presente. <\/em><\/p>\n<p><em>In particolare essa rappresenta un\u2019importante chiave di lettura nella ricostruzione della dinamica del livello del mare in relazione alle profonde variazioni del clima avvenute in questo intervallo di tempo e al comportamento tettonico di questa parte della regione Puglia nel complesso quadro geodinamico dell\u2019intero bacino del Mar Mediterraneo.<\/em><\/p>\n<p><em>L\u2019esame delle forme a seguito di una serie di immersioni dirette effettuate nelle acque prospicienti San Pietro in Bevagna e i primi risultati derivanti dall\u2019esame di rilievi satellitari e di rilievi ortofotogrammetrici indicano che la struttura \u00e8 composta da\u00a0 un corpo litoide, tenace,\u00a0\u00a0oggi\u00a0costituito da blocchi eterometrici apparentemente allineati per una lunghezza totale di circa 2100 m e per una larghezza media di circa 120\u00a0 m ad una profondit\u00e0 variabile fra i 5 e i 7.5 m rispetto al livello medio marino.<\/em><\/p>\n<p><em>I blocchi eterometrici raggiungono dimensioni di 5x7x 1m e a seguito di una stima del peso specifico della roccia, una calcarenite bioclastica molto ben cementata, \u00e8 possibile stimare il loro peso massimo in circa 90 tonnellate.<\/em><\/p>\n<p><em>Essi blocchi sono parte di una struttura geomorfologica detta beach rock (letteralmente&#8221; roccia di spiaggia\u201d) che si forma in ambienti di spiaggia\u00a0 a cavallo\u00a0 della zona intertidale (fra l\u2019alta e la bassa marea) l\u00ec dove corsi d\u2019acqua e sorgenti sottomarine (quale appunto il Chidro) siano capaci di immettere in mare acque estremamente ricche di carbonato di calcio. <\/em><\/p>\n<p><em>In ambiente intertidale, la percolazione dell\u2019acqua marina arricchita in CaCO3\u00a0 e l\u2019evaporazione durante la bassa marea permettono che lo stesso CaCO3 cementi con una caratteristica disposizione a menisco i granuli della sabbia della spiaggia secondo un processo di \u201ccementazione precoce\u201d che avviene in poche decine di anni.<\/em><\/p>\n<p><em>La struttura sommersa rappresenta quindi una spiaggia che nel tempo, durante la sua formazione, si \u00e8 prima depositata e quindi rapidamente si \u00e8 cementata per poi essere sommersa dalla variazione del livello del mare. Quest\u2019ultimo fenomeno non deve apparire anomalo. Durante il periodo glaciale, circa 20mila anni dal presente, il livello del mare era circa 120\/140 m pi\u00f9 basso dell\u2019attuale. Con il riscaldamento globale del pianeta e con la fusione delle coperture glaciali il livello del mare \u00e8 rapidamente salito sino a raggiungere circa 7mila anni fa la profondit\u00e0 di circa 7 m. <\/em><\/p>\n<p><em>A partire da allora il livello del mare ha raggiunto la posizione attuale con un sollevamento pi\u00f9 lento che ha permesso la formazione della spiaggia e gradualmente la cementazione del corpo calcarenitico a formare appunto la beach rock\u00a0oggi\u00a0visibile.<\/em><\/p>\n<p><em>Nel tempo il copro geologico adattandosi al fondale preesistente e impattato dal moto ondoso si \u00e8 \u201crotto\u201d a simulare la disposizione ordinata di blocchi eterometrici, a volta casualmente molto simili fra loro e apparentemente disposti in maniera ordinata, quasi \u201cumana\u201d.\u00a0 <\/em><\/p>\n<p><em>Simili strutture subacquee sono\u00a0oggi\u00a0visibili nell\u2019insenatura di Porto Cesareo e subito a sud di Gallipoli presso Isola delle Pazze e verso Ugento. Esempi simili sono presenti in Italia lungo le coste della Calabria, della Sardegna e della Sicilia ma anche in Grecia, in Spagna, Tunisia e in diversi siti mondiali caratterizzati da acque calde con abbondante contenuto in CaCO3.<\/em><\/p>\n<p><em>Il corpo sommerso trova un omologo sulla spiaggia attuale, lungo tutto il litorale che va da Porto Cesareo a Campo Marino.\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Gli studi in corso ad opera dei ricercatori del Dipartimento di Scienze della Terra dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Bari sono tesi a evidenziare la continuit\u00e0 del corpo geologico mediante una serie di indagini geofisiche subacquee che avranno luogo non appena i mezzi nautici dell\u2019Universit\u00e0 saranno disponibili per diversi giorni di campagna idrografica in quel tratto di mare.<\/em><\/p>\n<p><em>In laboratorio, oltre a definire al meglio le caratteristiche sedimentologiche del corpo roccioso, saranno effettuati studi che permetteranno di avere una data, cio\u00e8 di posizionare nel tempo la posizione del livello del mare a quella profondit\u00e0<\/em><\/p>\n<p><em>Tali dati saranno di estremo interesse per ricostruire il comportamento del livello del mare lungo le coste ioniche salentine in relazione alle recenti variazioni climatiche e per migliorare i modelli geofisici di variazioni del livello del mare definiti per costruire scenari del suo prossimo sollevamento e del suo impatto lungo la fascia costiera\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Lo ha spiegato oggi in conferenza stampa (nella foto) a Taranto, nella sede del liceo classico Aristosseno, il professor Giuseppe Mastronuzzi, del dipartimento di Scienze della Terra dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi \u201cAldo Moro\u201d di Bari.<\/p>\n<p>Dopo alcune ipotesi e molte supposizioni, viene confermato dunque il valore storico e scientifico della &#8216;scoperta&#8217; in immersione subacquea fatta questa estate di Fabio Matacchiera, e ne vengono delineate con precisione le caratteristiche.<\/p>\n<p>Si tratta di un&#8217;antica spiaggia, sepolta fra le acque.<\/p>\n<p>Tra i relatori presenti questa mattina, anche Laura\u00a0Masiello, funzionario della Soprintendenza Archeologica della Puglia, che ha dichiarato che al pi\u00f9 presto saranno effettuate delle immersioni in situ per fare ulteriori approfondimenti.<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2018\/09\/14\/la-spiaggia-sepolta\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2018\/09\/14\/la-spiaggia-sepolta\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Rdl)______\u201cLa segnalazione della struttura sommersa, individuata dal professor Fabio Matacchiera al largo di San Pietro in Bevagna, rappresenta una importante novit\u00e0 locale nella ricostruzione regionale del paesaggio costiero nel corso del Pleistocene superiore e nell\u2019Olocene cio\u00e8 per gli ultimi circa 132mila anni dal presente. 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