{"id":144399,"date":"2018-09-25T11:08:20","date_gmt":"2018-09-25T09:08:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=144399"},"modified":"2018-09-25T11:08:20","modified_gmt":"2018-09-25T09:08:20","slug":"leccecronache-spleen-sulla-citta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2018\/09\/25\/leccecronache-spleen-sulla-citta\/","title":{"rendered":"LECCECRONACHE \/ SPLEEN SULLA CITTA&#8217;"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-144400\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/970px-Porta_San_Biagio_Lecce.jpg\" alt=\"\" width=\"970\" height=\"727\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/970px-Porta_San_Biagio_Lecce.jpg 970w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/970px-Porta_San_Biagio_Lecce-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/970px-Porta_San_Biagio_Lecce-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/970px-Porta_San_Biagio_Lecce-400x300.jpg 400w\" sizes=\"(max-width: 970px) 100vw, 970px\" \/>di <strong>Raffaele Polo<\/strong>______<\/p>\n<p>Guardo fuori, dalla finestra. S\u00ec, il panorama \u00e8 sempre lo stesso. Ma oggi gli alberi si muovono, c\u2019\u00e8 vento. Chiudo la finestra perch\u00e9 non si formi corrente. E guardo fuori, vedo la mia citt\u00e0, con le sue mura che oggi, col sole, non sono grigie, come voleva Bodini. Sono, anzi, di quel bel colore che ha la pietra leccese sotto i raggi luminosi di una giornata serena. E il campanile sembra proprio un miracolo di grazia architettonica che protegge, benevolo, dall\u2019alto.<\/p>\n<p>S\u00ec, lo so. Ognuno ama la propria citt\u00e0, il proprio paese. E lo guarda con occhio privilegiato, si nasconde le imperfezioni e i difetti, come si fa con i figli o con gli animali domestici che scegliamo come compagni. Sono, insomma, tutte bellissime, le nostre cose: la citt\u00e0, la famiglia, il gatto, l\u2019auto\u2026.<\/p>\n<p>Viene uno e dice dai, vedi che dobbiamo andare alla riunione sindacale.<\/p>\n<p>Ma che dici, per favore, cosa vuoi che dicano di nuovo i sindacati, dopo che hanno approvato un contratto capestro e si \u00e8 scoperto che, da tempo, non hanno pi\u00f9 nessun potere contrattuale?<\/p>\n<p>Ma non \u00e8 vero, non dire stupidaggini, senza sindacati staremmo molto peggio e il contratto non lo avremmo neanche\u2026<\/p>\n<p>Va bene, andiamo a questa assemblea, una passeggiata e una distrazione per un paio d\u2019ore ci faranno bene.<\/p>\n<p>E, poich\u00e9 la riunione \u00e8 in un altro ufficio, nel centro storico, ci predisponiamo ad una piacevole passeggiata attraverso le vie ed i colori della nostra Lecce.<\/p>\n<p>\u00c8 bello attraversarla, di mattina. Purtroppo noi, che siamo chiusi in ufficio per tutta la prima parte della giornata, non sappiamo cosa ci perdiamo. Anche quando andavamo a scuola, ci sfuggiva il meglio: e allora, ecco la necessit\u00e0 di marinare la scuola almeno un paio di volte a trimestre, la firma del genitore accuratamente imitata sul libretto delle assenze e via a gustarci la libert\u00e0 felice di chi trasgredisce e sente come \u00e8 piacevole fare qualcosa di assolutamente proibito\u2026<\/p>\n<p>Grazie ai sindacati, possiamo ripercorrere proprio le stesse vie che anni addietro ci hanno visto studenti, magari impegnati con una compagna che avevamo convinto, con mille difficolt\u00e0, a seguirci in quella avventurosa scelta di vita\u2026<\/p>\n<p>Eppure, qualcosa ci pare cambiato, la citt\u00e0 \u00e8 sempre bella, ci mancherebbe. Ma, pensandoci bene, siamo noi che non siamo pi\u00f9 gli stessi. E non sentiamo pi\u00f9 il profumo del panino con la mortadella che ci faceva da saporita compagnia, non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 il mercato lungo le mura del Castello, e la Villa, chiss\u00e0 perch\u00e9, ha perso molto del suo fascino.<\/p>\n<p>Facciamo atto di presenza alla riunione sindacale e ritorniamo, un po\u2019 delusi perch\u00e9 Lecce \u00e8 sempre nostra, ma un po\u2019 di meno, sar\u00e0 perch\u00e9 il tempo passa\u2026<\/p>\n<p>Torniamo in ufficio e guardiamo fuori, dalla finestra, il paesaggio: \u00e8 sempre lo stesso, come prima.<\/p>\n<p>Ma qualcosa, una sensazione di vuoto ci \u00e8 rimasta nello stomaco.<\/p>\n<p>Adesso lo capiamo meglio Bodini, quando afferma malinconico che le mura della nostra citt\u00e0 sono grigie, grigie\u2026<\/p>\n<p>Come noi, del resto\u2026.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2018\/09\/25\/leccecronache-spleen-sulla-citta\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2018\/09\/25\/leccecronache-spleen-sulla-citta\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Raffaele Polo______ Guardo fuori, dalla finestra. 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