{"id":144988,"date":"2018-10-07T00:02:45","date_gmt":"2018-10-06T22:02:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=144988"},"modified":"2018-10-07T14:19:59","modified_gmt":"2018-10-07T12:19:59","slug":"un-caffe-con-maurizio-leo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2018\/10\/07\/un-caffe-con-maurizio-leo\/","title":{"rendered":"UN CAFFE&#8217; CON MAURIZIO LEO"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-144989\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/foto-autore-Maurizio-Leo-con-il-microfono.jpg\" alt=\"\" width=\"2048\" height=\"1367\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/foto-autore-Maurizio-Leo-con-il-microfono.jpg 2048w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/foto-autore-Maurizio-Leo-con-il-microfono-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/foto-autore-Maurizio-Leo-con-il-microfono-1024x684.jpg 1024w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/foto-autore-Maurizio-Leo-con-il-microfono-768x513.jpg 768w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/foto-autore-Maurizio-Leo-con-il-microfono-1536x1025.jpg 1536w\" sizes=\"(max-width: 2048px) 100vw, 2048px\" \/>Mav______Luned\u00ec 8 ottobre, alle 18.30, a Lecce, al Bar Astoria, in piazza Italia, nuovo appuntamento con l\u2019 iniziativa denominata \u201cIl tempo di un caff\u00e8\u201d.<\/p>\n<p>Ad aspettare i lettori, sar\u00e0\u00a0Maurizio Leo (nella foto), autore per i Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno dei libri in versi \u201cNella macchina di Neal tanto fumo dentro tanta nebbia fuori\u201d e \u201cHo dimenticato il cappotto di pannonero vecchio alla fermata del pesce\u201d.<\/p>\n<p>Presenta l\u2019autore il giornalista e scrittore Annibale Gagliani.<\/p>\n<p>Maurizio Leo \u00e8 nato nel 1959, poeta di recente insignito del Premio Millenium \u00e8 autore di diverse pubblicazioni di rilievo nazionale.<\/p>\n<p>Ha nel suo dna autori della Beat Generation, ma anche la forza di Breton o Lautr\u00e9amont. La sua \u00e8 una sperimentazione plurisemantica, le sue poesie si vestono sempre di un ritmo sincopato, devastante. L\u2019autore \u00e8 anche redattore da oltre diciassette anni della rivista il \u2018Bardo\u2019, distribuita capillarmente e gratuitamente sul territorio, in librerie ed edicole, a Copertino, Lecce, Maglie, Galatina, Nard\u00f2, Gallipoli e Leverano.<\/p>\n<p>Nella macchina di Neal tanto fumo dentro tanta nebbia fuori di Maurizio Leo<\/p>\n<p>\u201cMaurizio Leo scrive versi prestando ascolto a un\u2019essenzialit\u00e0 feroce in cui si trovano tutti gli accenti di una realt\u00e0 dismessa. Dal Salento di Salvatore Toma e Antonio Verri, Leo nella sua poesia cerca un lessico nudo in cui ogni cosa appare per quello che \u00e8. Nella macchina di Neal tanto fumo dentro tanta nebbia fuori ( i Quaderni del bardo edizioni) il poeta senza concedere nulla agli orpelli della lingua affonda la penna nel cuore trafitto del mondo e ne attraversa i paesaggi desolati, racconta senza filtri e abbellimenti la realt\u00e0 scarna con le sue infinite pochezze. Le parole che sceglie per scrivere le sue poesie sono dirette, crude e hanno tutta l\u2019intenzione di squartare e non di consolare&#8221;<\/p>\n<p>(Nicola Vacca su Liberidiscrivere.com)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&#8220;Tutto quello che si vede \u00e8 solo una figura. Sono figure superstiti quelle che guardano se stesse in questa poesia di Maurizio Leo che sfilaccia il Novecento e s&#8217;insinua nei sotterranei di questo secolo nuovo, di questo nuovo millennio. I paesaggi sono pozzanghere. Le creature immobili. Le storie contratte. Il lessico essenziale, strizzato come straccio, sorvegliato come se volesse, potesse sottrarsi, sfuggire alla trama, addirittura al pensiero.&#8221;<\/p>\n<p>(Dalla prefazione di Antonio Errico)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ho dimenticato il cappotto di pannonero vecchio alla fermata del pesce<\/p>\n<p>\u201cHo dimenticato il cappotto di pannonero vecchio alla fermata del pesce, ovvero dell\u2019andamento discendente del verso nello sconfinamento nel nulla. \u00c8 la tensione del vuoto come campo esperienziale che si rivela nella pratica di queste poesie di Maurizio Leo. Alla luce di un discorso antologico che ospita opere, che spaziano dalla poesia alla critica, dalla prosa poetica alla modulazione cronachistica, raccolte fra il settembre del 1991 e il maggio del 2015 sulla rivista Il Bardo, fondata dallo stesso Leo, occorre considerare come l\u2019incasellamento delle parole produca e\/o risponda ad un effetto di vuoto che permette l\u2019allestimento della parola sulla pagina. Dare corpo e forma a questo vuoto, da una parte, lasciare che le parole ci sprofondino, dall\u2019altra, \u00e8 la condizione liminale di una poesia che passando dall\u2019esperienza della Beat Generation americana percorre in lungo e in largo certe istanze, a questa sempre legate, tipiche del pensiero orientale \u2013 che va ad interessare appunto l\u2019intelaiatura della parola \u2013 fino a modulazioni di matrice surrealista e, ancora, germinate in progress dalla poesia francese in un senso pi\u00f9 ampio e nei cui territori l\u2019autore sembra muoversi con disinvoltura. Maurizio Leo raccoglie a piene mani gli stimoli dei poeti Beat, dalle istanze culturali e quelle ritmiche, dalle geografie spazio-temporali a quelle esistenziali. L\u2019incedere jazzistico della parola poetica, il ritmo incalzante del verso, una poetica fluidificata nell\u2019automatismo del pensiero (di chiara discendenza surrealista, con riferimento puntuale a Breton) che aggira il blocco diurno della ragione e sposta l\u2019asse dell\u2019azione poetica su di un piano liminale, poi precoscienziale, che pare strizzare l\u2019occhio agli strumenti offerti dal Kerouac teorico nei Fondamenti della prosa spontanea (1957). L\u2019attenzione verso la sonorit\u00e0 della parola poetica affonda le proprie radici, in modo ampio e organico, nella letteratura francese. \u00c8 secondo un percorso che dal \u201cgergo nuovo\u201d del Kerouac de I Sotterranei arriva dritto al verso asintattico surrealista, spostando e ampliando il raggio d\u2019azione dalla letteratura americana alla tradizione francese. Delle successioni sillabiche, sconnesse, modulate nelle esperienze fonetiche del movimento Dada e poi ne I Sotterranei di Kerouac, Maurizio Leo conserva l\u2019attenzione per la sonorit\u00e0 della parola letta fin nelle sue sillabe, senza sconfinare nel nonsense estremo, mantenendo viva e integra la parola. Questa \u00e8 giocata nel verso come fosse un\u2019isola, una costellazione di mondi che in diverse prove deriva dall\u2019assenza di una consecutio logica volta a determinare una apertura di immagini eteroclite e plurivoche.\u201d<\/p>\n<p>(dall\u2019introduzione di Francesco Aprile)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Info link &#8211; http:\/\/www.iquadernidelbardoedizioni.it\/<\/p>\n<p>Mail &#8211; iquadernidelbardoed@libero.it<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2018\/10\/07\/un-caffe-con-maurizio-leo\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2018\/10\/07\/un-caffe-con-maurizio-leo\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mav______Luned\u00ec 8 ottobre, alle 18.30, a Lecce, al Bar Astoria, in piazza Italia, nuovo appuntamento con l\u2019 iniziativa denominata \u201cIl tempo di un caff\u00e8\u201d. 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