{"id":149415,"date":"2019-01-20T02:34:59","date_gmt":"2019-01-20T01:34:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=149415"},"modified":"2019-01-20T10:35:54","modified_gmt":"2019-01-20T09:35:54","slug":"la-storia-del-meridione-ignorata-dalla-storia-ufficiale-dai-moti-dei-fasci-siciliani-alla-la-rivolta-di-reggio-calabria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2019\/01\/20\/la-storia-del-meridione-ignorata-dalla-storia-ufficiale-dai-moti-dei-fasci-siciliani-alla-la-rivolta-di-reggio-calabria\/","title":{"rendered":"LA RIFLESSIONE \/ LA STORIA DEL MERIDIONE IGNORATA DALLA STORIOGRAFIA UFFICIALE: DAI MOTI DEI  FASCI SICILIANI, ALLA LA RIVOLTA DI REGGIO CALABRIA"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-149416\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/blindati-300x220.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"220\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/blindati-300x220.jpg 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/blindati.jpg 550w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>di <strong>Valerio Melcore<\/strong>_______Il 20 gennaio di quest\u2019anno ricorre il 126\u00b0 anniversario della strage di Caltavuturo. Non assisteremo a celebrazioni e non leggeremo niente a riguardo sui giornali e non ne parleranno in televisione. Quei tragici eventi sono stati cancellati dalla memoria, come se non fossero mai accaduti.<br \/>\nTra il 1891 e il 1894, nasceva nelle citt\u00e0 e nelle campagne siciliane, il movimento dei Fasci dei Lavoratori Siciliani, al quale aderirono migliaia di operai, contadini, artigiani e intellettuali.<br \/>\nIl movimento dei Fasci aveva come obiettivo quello di migliorare le condizioni di vita dei contadini.<br \/>\nQuesta battaglia, tra le altre cose, vede per la prima volta, le donne \u00a0in prima fila a fianco ai loro mariti e padri.<br \/>\nUno dei primi Fasci che furono fondati in Sicilia fu quello di Catania nel 1891, ma quelli maggiormente organizzati furono quelli di Corleone, Piana degli Albanesi e Palermo.<br \/>\nFu firmato un &#8220;patto&#8221; a Corleone, considerato come il primo esempio di contratto sindacale redatto nell\u2019Italia dell\u2019800.<br \/>\nCon questo patto si tentava di porre fine allo sfruttamento dei contadini da parte dei latifondisti, che essendo proprietari dei terreni facevano il bello ed il cattivo tempo.<br \/>\nIn un contesto, di fame e miseria, il desiderio di riscatto sociale e di indusse migliaia di villani a dare vita nell\u2019autunno del 1893 ad imponenti manifestazioni riuscendo anche, in alcuni casi, ad ottenere miglioramenti economici.<br \/>\nMa la maggior parte dei latifondisti non si lasci\u00f2 intimorire e chiese ed ottenne al governo nazionale presieduto dal siciliano Francesco Crispi di mettere in campo politiche repressive contro il Movimento dei Fasci.<br \/>\nA Caltavuturo il 20 gennaio 1893, undici contadini trovarono la morte ritornando da un\u2019occupazione simbolica del demanio comunale che il Sindaco del tempo aveva da mesi promesso di assegnare loro.<br \/>\nNelle settimane che seguirono la violenza si moltiplica.<br \/>\nL&#8217;esercito spara sui contadini che manifestano, a Giardinello, il 10 dicembre 1893 e nei giorni successivi a Monreale, a Lercara Friddi, a Pietraperzia, a Gibellina, a Belmonte Mezzagno, a Marineo, a Santa Caterina Villarmosa.<\/p>\n<p>Il bilancio finale fu di pi\u00f9 di 100 i morti, e 3.500 i lavoratori arrestati.<\/p>\n<p>Il Governo Crispi fece arrestare i dirigenti dei Fasci e in un centinaio di paesi vennero condotti arresti di massa.<br \/>\nQuello che in Europa fu uno dei movimenti di protesta pi\u00f9 organizzati, veniva stroncato a colpi di fucile dall\u2019esercito, e dai mafiosi al servizio dei latifondisti.<\/p>\n<p>In Italia, purtroppo nessuno si occupa di questo movimento e di quello che accadde in Sicilia in quegli anni. Nessun libro di scuola gli dedica una riga.<\/p>\n<p>Ma non \u00e8 l&#8217;unica rivolta avvenuta nel Meridione, a non trovare spazio nel libri di scuola e nelle rievocazioni.<\/p>\n<p>Anche per \u201c I moti di Reggio Calabria\u201d che sono avvenuti 80 anni dopo, \u00e8 accaduta la stessa cosa, anche qui, di quella che \u00e8 stata la pi\u00f9 grande rivolta popolare che si \u00e8 avuta durante il secolo scorso in Europa, neppure una riga sui libri di scuola.<\/p>\n<p>Nel 1970 nascono le Regioni e Reggio Calabria rivendica il capoluogo, anche se le motivazioni che diedero vita ad una rivolta durata ben 10 mesi, erano molto pi\u00f9 profonde e venivano da lontano. Le ingiustizie che il meridione aveva subito per decenni trovano chi gli d\u00e0 voce e forma.<\/p>\n<p>Era l\u2019occasione per chiedere giustizia e lavoro per quella citt\u00e0, ma anche attenzione per tutto il meridione. La rabbia dei reggini esplose, senza avere un colore politico all\u2019inizio, ma quando la sinistra si sfil\u00f2 bollandola come iniziativa campanilistica, fu Ciccio Franco a mettersi capo della Rivolta, sindacalista della CISNAL, l&#8217;associazione del lavoratori vicina Movimento Sociale Italiano.<\/p>\n<p>La citt\u00e0 si trasform\u00f2 in una sorta di barricata diffusa. Una comunit\u00e0 paralizzata dagli scontri ripetuti con la polizia accentuati da una serie di attentati \u00a0che interruppero le comunicazioni ferroviarie o distrussero le apparecchiature della stazione di Reggio Calabria Lido. Il Ministro degli interni Franco Restivo, annunci\u00f2 che solo dal 14 luglio al 23 settembre furono compiuti 13 attentati, 33 blocchi stradali, 14 blocchi ferroviari, 3 blocchi portuali e aeroportuali, sei assalti alla prefettura e quattro alla questura.<\/p>\n<p>I giornali e la RAI ebbero l&#8217;ordine di non dare alcun spazio, \u00a0le notizie che arrivavano dalla citt\u00e0 venivano sminuite o distorte, Reggio fu ignorata, la rabbia dei reggini non trov\u00f2 riscontro sulla TV di stato o sui giornali al servizio dei partiti e della grande impresa.<\/p>\n<p>La sinistra con in testa la CGIL mobilit\u00f2 migliaia di attivisti da tutte le citt\u00e0 del nord, treni interi furono riempiti di persone provenienti dalla Lombardia, dal Piemonte, dall\u2019Emilia Romagna, per dare vita ad una manifestazione nella citt\u00e0, sperando che almeno una parte dei reggini rispondessero positivamente, ma i giovani comunisti che abitavano soprattutto nella periferia della citt\u00e0 si erano sentiti traditi dal Partito Comunista e dalla CGIL non risposero all&#8217;appello. I filmati dimostrano come le finestre e le porte delle case dei reggini restano chiuse al passaggio del corteo. Di tanto in tanti dai vicoli sbucano nugoli di giovani che danno vita a sassaiole contro gli intrusi, i forestieri, la gente del nord portata l\u00ec dal Partito Comunista.<\/p>\n<p>Sul percorso dei treni che portavano attivisti comunisti di tutta Italia scoppiarono ben otto bombe.<br \/>\nLa rivolta si concluse a dieci mesi dal suo inizio con l&#8217;inquietante immagine dei carri cingolati che arrivarono in una citt\u00e0 sfiancata, muta.<\/p>\n<p>Oltre alla forza, ai carri armati utilizzati per la soppressione delle mobilitazioni, si ricorse al cosiddetto &#8220;Pacchetto Colombo&#8221; con cui si promisero aiuti al territorio tramite apparati produttivi che non si completarono o finirono nelle della criminalit\u00e0 organizzata.<\/p>\n<p>Reggio Calabria fu un fatto a s\u00e8 nella storia del meridione. La prima rivolta &#8221;identitaria&#8221; d&#8217;Europa, l&#8217;ultima di natura popolare, la pi\u00f9 diffusa e la pi\u00f9 lunga. Cost\u00f2 sei morti tra i civili, centinaia di feriti e migliaia di denunce. Dopo quella tappa, &#8220;la questione meridionale&#8221; non \u00e8 mai stata risolta ne vi son state pi\u00f9 insurrezioni manifestazioni di massa di quelle dimensioni. Un fatto passato alla storia d\u2019Italia, decisamente rimosso o ricordato con fatica.<\/p>\n<p>Dei &#8220;Fasci Siciliani&#8221; sporadicamente se ne occupato qualche gruppetto di estrema sinistra, dei &#8220;Moti di Reggio Calabria&#8221; qualche gruppetto di estrema destra.<\/p>\n<p>Ora al di l\u00e0 di quello che ognuno pu\u00f2 pensare di positivo o negativo per quanto ricordato, certamente non sarebbe sbagliato fare una riflessione, aprire un dibattito, su questi importanti avvenimenti: forse partendo da ci\u00f2 si potrebbe cominciare a comprendere e forse a risolvere l&#8217;annosa &#8220;Questione meridionale&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2019\/01\/20\/la-storia-del-meridione-ignorata-dalla-storia-ufficiale-dai-moti-dei-fasci-siciliani-alla-la-rivolta-di-reggio-calabria\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2019\/01\/20\/la-storia-del-meridione-ignorata-dalla-storia-ufficiale-dai-moti-dei-fasci-siciliani-alla-la-rivolta-di-reggio-calabria\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Valerio Melcore_______Il 20 gennaio di quest\u2019anno ricorre il 126\u00b0 anniversario della strage di Caltavuturo. 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