{"id":151420,"date":"2019-03-06T14:43:25","date_gmt":"2019-03-06T13:43:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=151420"},"modified":"2019-03-06T14:43:25","modified_gmt":"2019-03-06T13:43:25","slug":"i-cobas-per-i-ricercatori-universitari-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2019\/03\/06\/i-cobas-per-i-ricercatori-universitari-2\/","title":{"rendered":"I COBAS PER I RICERCATORI UNIVERSITARI"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-151421\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/ricercatore-universitario-696x406.jpg\" alt=\"\" width=\"696\" height=\"406\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/ricercatore-universitario-696x406.jpg 696w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/ricercatore-universitario-696x406-300x175.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 696px) 100vw, 696px\" \/>Riceviamo e volentieri pubblichiamo. L&#8217;organizzazione sindacale Cobas dell&#8217; Universit\u00e0 del Salento ci manda il seguente comunicato, in merito alla conferenza stampa tenuta questa mattina sul tema: ricercatori precari nelle universit\u00e0, situazione locale e nazionale______<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019Universit\u00e0 e la Ricerca pubbliche italiane sono state negli ultimi decenni massacrate da scellerate politiche di sottofinanziamento, in controtendenza rispetto agli altri Paesi pi\u00f9 sviluppati.<\/p>\n<p>In questo scenario si \u00e8 inserita la riforma Gelmini, che nel 2010 ha sostituito il Ricercatore a Tempo Indeterminato con la nuova figura del Ricercatore a Tempo Determinato, di tipo A e di tipo B.<\/p>\n<p>Mentre \u00e8 gi\u00e0 nota anche fuori dal contesto universitario la difficile condizione dei Ricercatori pre Gelmini, stabili ma con ridotte possibilit\u00e0 di carriera, e degli Assegnisti di ricerca, poco si sa delle cifre e delle difficolt\u00e0 dei Ricercatori post Gelmini.<\/p>\n<p>Per questa ragione COBAS Unisalento ha voluto realizzare il primo rilevamento dei Ricercatori a tempo determinato di tipo A (RTDA) e di tipo B (RTDB) assunti dalle Universit\u00e0 italiane tra il 2010 e il 2018. Il rilevamento che presentiamo \u00e8 stato curato dalle dott.sse Elisa Rubino e Francesca Lionetto, ricercatrici presso l\u2019Universit\u00e0 del Salento.<\/p>\n<p>I numeri sono in continuo aggiornamento nei siti ministeriali, ma gi\u00e0 mostrano le conseguenze della riforma Gelmini sul reclutamento delle nuove generazioni. In un incontro tenutosi presso l\u2019Universit\u00e0 del Salento l\u201911 febbraio abbiamo messo a disposizione del Senatore Mario Turco e del Magnifico Rettore i dati raccolti, proponendo la costituzione di un gruppo di lavoro ministeriale sul precariato che coinvolga l\u2019Ateneo salentino.<\/p>\n<p>Questi i dati in estrema sintesi.<\/p>\n<p>1. In otto anni (2010-2018) in Italia sono stati assunti circa 7400 RTDA, della durata di 3 anni prorogabili di 2, che \u2013 per obbligo contrattuale \u2013 hanno garantito la didattica dei Corsi di Laurea e l\u2019attivit\u00e0 di ricerca.<\/p>\n<p>2. Nel 2018 risultano in servizio 3907 RTDA. Oltre il 40% ha gi\u00e0 conseguito l\u2019Abilitazione Scientifica Nazionale a professore Associato, che la legge richiede soltanto ai colleghi di tipo B.<\/p>\n<p>3. In otto anni (2010-2018) sono stati banditi 4402 posti di RTDB (2251 con piani ministeriali: 631 al SUD, 598 al Centro e 1022 al NORD), gli unici che, dopo tre anni e il conseguimento dell\u2019Abilitazione, consentono di essere assunti a tempo indeterminato come professori Associati. Di fatto sono la sola vera possibilit\u00e0 per le nuove generazioni di entrare a far parte a tempo indeterminato del mondo accademico, ma hanno portato all\u2019assunzione di meno del 17% dei potenziali candidati, circa 27000 se consideriamo RTDA, Ric. Moratti e Assegnisti.<\/p>\n<p>4. 741 RTDA hanno superato la prima scadenza dei tre anni, hanno ottenuto due anni di proroga e tra 2018 e 2019 hanno concluso o concluderanno il quinto ed ultimo anno (3+2 anni). Non potranno pi\u00f9 garantire gli insegnamenti, e \u2013 vicini alla soglia dei 12 anni di precariato concessi dalla legge \u2013 rischiano di essere esclusi dal sistema universitario. Di questi, il 72% circa ha gi\u00e0 conseguito l\u2019Abilitazione a professore Associato.<\/p>\n<p>5. Il numero degli assegnisti di ricerca nel 2018 risulta essere di 13.133.<\/p>\n<p>6. tra il 2008 ed il 2018 risultano essere cessati circa 10.00 docenti universitari<\/p>\n<p>7. Nell\u2019Universit\u00e0 del Salento ci risulta siano stati assunti in otto anni 86 RTDA e 32 RTDB (oltre ad un Ricercatore Rita Levi Montalcini &#8211; MIUR), di cui soltanto 14 con il finanziamento dell\u2019Ateneo (7 RTDA e 7 RTDB). Dal 2018 al 2019 gli RTDA sono passati da 66 a 21, oltre la met\u00e0 dei 66 ha conseguito l\u2019Abilitazione a professore Associato.<\/p>\n<p>45 RTDA dunque hanno perso il posto, ma solo 8 di questi \u2013 ci risulta \u2013 sono diventati RTDB nel 2018. Dei 45, in 7 avevano completato sia il triennio sia la proroga biennale (5 anni complessivi), tutti con Abilitazione scientifica e vicini al limite massimo di 12 anni di precariato, previsto dalla legge Gelmini. Solo uno di loro \u00e8 diventato RTDB.<\/p>\n<p>Nel 2019 altri 5 RTDA quinquennali vedranno scadere i loro contratti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019impianto del reclutamento Gelmini non ha funzionato. Con la creazione della figura del Ricercatore A e B si \u00e8 ottenuto piuttosto l\u2019ampliamento del numero di precari, l\u2019ingresso delle nuove generazioni nel mondo accademico avviene di fatto solo con l\u2019assunzione nel ruolo di professore Associato, e la selezione non si basa sulla valutazione del merito e della maturit\u00e0 scientifica, ma sul numero esiguo di posti finanziati e su meccanismi variabili di distribuzione dei posti tra i settori scientifico disciplinari.<\/p>\n<p>Nel 2019 altri RTDA, su cui Atenei e MIUR hanno investito, stanno per interrompere il lavoro di didattica nei Corsi di Laurea e quello di ricerca, e saranno esclusi dal sistema con grave danno economico per gli stessi Atenei e per i territori su cui sorgono.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sul piano nazionale riteniamo siano necessarie alcune misure: 1) aumento dei fondi di finanziamento delle Universit\u00e0 con riequilibrio delle risorse a favore di quelle pi\u00f9 svantaggiate; 2) riforma del reclutamento e della legge Gelmini con cancellazione del precariato dei ricercatori; 3) investimenti per avanzamenti di carriera e assunzioni di personale docente e tecnico amministrativo, per il diritto allo studio e per i Dottorati di ricerca; 4) per il personale tecnico amministrativo un rinnovo contrattuale che sani le perdite sub\u00ecte nei 9 anni precedenti, cui si aggiungono i tagli al salario accessorio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Riteniamo che il Governo con il nuovo piano di reclutamento straordinario di Ricercatori B (1500 posti in tutta Italia), che \u00e8 in cantiere e che recentemente \u00e8 stato sollecitato anche da Cobas Unisalento, possa realizzare un primo obiettivo: porre parziale rimedio al precariato della ricerca.<\/p>\n<p>In che modo?<\/p>\n<p>Fissando gi\u00e0 in sede di decretazione, tra i criteri di distribuzione dei posti di tipo B cui gli Atenei dovranno attenersi, una priorit\u00e0: che almeno una parte dei posti venga spesa per settori scientifico-disciplinari con elevata qualit\u00e0 della ricerca, dove si registrano precari di lungo corso con Abilitazione Scientifica Nazionale. Ci\u00f2 tenendo anche in conto gli RTDA che hanno terminato o termineranno l\u2019iter Gelmini (3 anni + 2 di proroga) tra 2018 e 2019.<\/p>\n<p>Riteniamo che tale priorit\u00e0 sia fondamentale, per un verso, per contrastare scelte antieconomiche, che hanno portato molte Universit\u00e0 a disfarsi di risorse preziose, dopo l\u2019investimento di ingenti finanziamenti. Un comportamento inaccettabile anche nella pi\u00f9 piccola delle aziende.<\/p>\n<p>Per altro verso, si ovvierebbe cos\u00ec alla disparit\u00e0 di trattamento, determinata dalla legge Madia, tra ricercatori a tempo determinato che hanno lavorato per almeno tre anni presso gli Enti di Ricerca e quelli assunti presso le Universit\u00e0. E si attuerebbe anche il \u00abprincipio di non discriminazione\u00bb tra lavoratori a tempo determinato e indeterminato \u00abcomparabili\u00bb, sancito dalla Direttiva Europea del 1999.<\/p>\n<p>Lo stesso pu\u00f2 fare l\u2019Ateneo salentino, in ogni caso, dando priorit\u00e0 al precariato di lungo corso abilitato, considerato oltretutto che l\u2019elevata qualit\u00e0 della ricerca del reclutamento B incide anche sulla quota premiale dell\u2019FFO1 e sul calcolo dei punti organico: danari spendibili a beneficio dell\u2019intera comunit\u00e0 accademica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2019\/03\/06\/i-cobas-per-i-ricercatori-universitari-2\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2019\/03\/06\/i-cobas-per-i-ricercatori-universitari-2\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riceviamo e volentieri pubblichiamo. 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