{"id":151794,"date":"2019-03-16T16:02:01","date_gmt":"2019-03-16T15:02:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=151794"},"modified":"2019-03-16T19:24:17","modified_gmt":"2019-03-16T18:24:17","slug":"la-lettera-di-camilleri-che-spiega-le-ragioni-del-divario-tra-nord-e-sud","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2019\/03\/16\/la-lettera-di-camilleri-che-spiega-le-ragioni-del-divario-tra-nord-e-sud\/","title":{"rendered":"LA RIFLESSIONE \/ LA LETTERA DI CAMILLERI CHE SPIEGA LE RAGIONI DEL DIVARIO TRA NORD E SUD"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-151796\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/sud.jpg\" alt=\"\" width=\"521\" height=\"390\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/sud.jpg 521w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/sud-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/sud-400x300.jpg 400w\" sizes=\"(max-width: 521px) 100vw, 521px\" \/>(Rdl)______\u201cIl Sud non \u00e8 figlio di una storia minore\u201d. Un Andrea Camilleri senza peli sulla lingua <span class=\"text_exposed_show\">in una interessante lettera aperta al giornalista de \u201cLa Repubblica\u201d Francesco Merlo, meridionale che per\u00f2 vede il Sud solo attraverso i vecchi, logori luoghi comuni\u2026<\/span><\/p>\n<div class=\"text_exposed_show\">\n<p>E&#8217; la replica al giornalista autore del video \u201cDa Genova a Messina, le differenze di un\u2019Italia flagellata\u201c.<\/p>\n<p>Merlo \u00e8 nato al Sud ma emigrato al Nord, e ora sostiene tra l\u2019altro che \u201c\u2026\u00c8 molto pericoloso aiutare il Sud\u2026.\u201d. Francesco Merlo, cos\u00ec come altri editorialisti e ideologi de La Repubblica e del Corriere della Sera, stanno collaborando attivamente a quella che abbiamo definito la secessione reale del paese. E Andrea Camilleri non gliele manda a dire (nella foto, le copertine di due libri dello scrittore Pino Aprile che documentano le ruberie perpetrate a danno del Sud)______<\/p>\n<p>\u201cCiccio, ti scrivo a nome di tanti siciliani<\/p>\n<p>e ti chiamo Ciccio perch\u00e9 anche tu sei siciliano essendo nato a Catania<\/p>\n<p>Lo so che ti da fastidio, perch\u00e9 -avendo lavorato per 19 anni al Corriere della Sera e scrivendo da 10 anni per La Repubblica- probabilmente non ti piace essere chiamato \u201cCiccio\u201d<\/p>\n<p>Magari, dopo tanti anni al Corriere, parli pure milanese e Ciccio in milanese non suona bene<\/p>\n<p>Ma io continuer\u00f2 lo stesso a chiamarti Ciccio ok?<\/p>\n<p>Dunque, Ciccio, voglio dirti che qui noi siamo indignati. Lo so che, proprio in questi ultimi tempi, \u00e8 un termine inflazionato ma non ne trovo uno migliore per manifestarti il nostro sdegno per quello che hai detto nel tuo servizio sull\u2019alluvione nel messinese<\/p>\n<p>Qui l\u2019acqua avrebbe portato via il \u201cmattone selvaggio e l\u2019accozzaglia di laterizi\u201d, mentre\u2026dalle tue parti la natura malvagia avrebbe distrutto \u201ci centri storici, lo spazio pubblico celebrato, la bellezza di citt\u00e0 che sono storicamente costruite per piacere, per aiutare l\u2019uomo a vivere e non a sopravvivere\u201d<\/p>\n<p>Ciccio, ma che dici? La storia della tua terra (quella d\u2019origine, intendo: la Sicilia) te la ricordi?<\/p>\n<p>Ciccio, anche i nostri paesi hanno un centro storico: centri di antica tradizione, come Saponara: ti ricordi di Saponara, vero?<\/p>\n<p>A Saponara l\u2019acqua ha mandato gi\u00f9 un costone roccioso che ha sotterrato una casa, e -con la casa- ha sotterrato anche tre persone, e fra queste tre persone c\u2019era un angioletto biondo di appena dieci anni<\/p>\n<p>Ah\u2026dimenticavo: quella casa non era abusiva: era una casa come la tua, forse meno ricca della tua, ma era comunque una casa<\/p>\n<p>insomma una casa normale<\/p>\n<p>non un\u2019accozzaglia di laterizi<\/p>\n<p>A proposito del nostro bimbo annegato nel fango\u2026ecco, qui voglio ringraziarti per aver detto che \u201ci bambini affogati sono uguali\u201d Almeno questo ce lo hai riconosciuto, Ciccio\u2026<\/p>\n<p>i nostri non sono figli di un dio minore<\/p>\n<p>almeno quando affogano nel fango<\/p>\n<p>Grazie, grazie davvero<\/p>\n<p>\u201cLa forza dell\u2019acqua distrugge sviluppo e sottosviluppo\u201d. Naturalmente, lo sviluppo sta al Nord e il sottosviluppo \u00e8 il nostro.<\/p>\n<p>Ciccio, vuoi che partiamo da lontano?<\/p>\n<p>E allora, mi permetto di ricordarti che nell\u2019anno 1100, mentre dalle tue parti si brancolava nel buio del Medioevo, i Siciliani avevano il primo Parlamento della storia, il primo parlamento d\u2019Europa.<\/p>\n<p>Facciamo un bel salto e arriviamo al 1861.<\/p>\n<p>In quegli anni -esattamente nel 1856- in occasione dell\u2019Esposizione Internazionale di Parigi, Il Regno delle Due Sicilie ricevette il Premio come terzo Paese pi\u00f9 industrializzato del mondo, dopo Inghilterra e Francia.<\/p>\n<p>Il Meridione possedeva una flotta mercantile pari ai 4\/5 del naviglio italiano, una flotta che era la quarta del mondo. Il Sud era il primo produttore in Italia di materia prima e semi-lavorati per l\u2019industria. Avevamo circa 100 industrie metal meccaniche che lavoravano a pieno regime (era attiva la pi\u00f9 grande industria metalmeccanica d\u2019Italia). Avevamo industrie tessili, manifatturiere, estrattive<\/p>\n<p>Avevamo distillerie, cartiere. Avevamo la prima industria siderurgica d\u2019Italia. Il primo mezzo navale a vapore del Mediterraneo (una goletta) fu costruito nelle Due Sicilie e fu anche il primo al mondo a navigare per mare. La prima nave italiana che arriv\u00f2 nel 1854, dopo 26 giorni di navigazione, a New York, era meridionale, e si chiamava -guarda un po\u2019!- \u201cSicilia\u201d. La bilancia commerciale con gli Stati Uniti era fortemente in attivo e il volume degli scambi era quasi il quintuplo del Piemonte<\/p>\n<p>Il cantiere di Castellammare di Stabia, con 1.800 operai, era il primo d\u2019Italia per grandezza e importanza.<\/p>\n<p>Ancora: il tasso di sconto praticato dalle banche era pari al 3%, il pi\u00f9 basso della Penisola; una \u201cfede di credito\u201d rilasciata dal Banco di Napoli era valutata sui mercati internazionali fino a quattro volte il valore nominale. Il Regno Napoletano, fra tutti gli Stati italiani, vantava il sistema fiscale con il minor numero di tasse: ve ne erano soltanto cinque.<\/p>\n<p>Tu, Ciccio, potresti dirmi: \u201cacqua passata\u201d. Potresti chiedermi come ci siamo ridotti cos\u00ec, oggi\u2026sottosviluppati<\/p>\n<p>Bene\u2026ti spiego: fin dal primo anno di unificazione, il neonato Stato italiano introdusse ben 36 nuove imposte ed elev\u00f2 quelle gi\u00e0 esistenti.<\/p>\n<p>In appena quattro anni, la pressione fiscale aument\u00f2 dell\u201987%, ed il costo della vita ebbe un incremento del 40% rispetto al 1860, i salari persero il 15% del potere d\u2019acquisto.<\/p>\n<p>Dopo l\u2019unificazione d\u2019Italia, l\u2019industria meridionale e persino l\u2019agricoltura furono letteralmente abbandonate e penalizzate con una politica economica che favor\u00ec il Nord a danno del Sud, come risulta da un\u2019inchiesta sulla ripartizione territoriale delle entrate e delle spese dello Stato voluta da Francesco Saverio Nitti (non l\u2019abbiamo pagato noi\u2026giuro)<\/p>\n<p>Per diversi decenni si verific\u00f2 un continuo drenaggio di capitali dal meridione al Nord dovuto proprio ad una scelta di politica economica dello Stato, mentre sul piano delle imposte il Mezzogiorno e la Sicilia contribuivano in maniera di gran lunga superiore alle regioni del Nord<\/p>\n<p>Non and\u00f2 meglio per i lavori pubblici, in quanto gran parte delle spese furono fatte nell\u2019Italia Settentrionale e Centrale.<\/p>\n<p>In sostanza il bottino dei Savoia fu veramente enorme, se si considera che il danaro trafugato dalle casse del \u201cRegno delle Due Sicilie\u201d ammontava a 443 milioni di lire oro, vale a dire due volte superiore a quello di tutti (dico tutti) gli Stati preunitari della penisola messi insieme; lo Stato savoiardo ne possedeva solo 20 milioni.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 storia Ciccio, dunque non volercene se una politica assassina ci ha ridotto come siamo adesso<\/p>\n<p>Non dirci che siamo \u201csottosviluppati\u201d, non ce lo meritiamo. Perch\u00e9 -vedi- la cultura siciliana non \u00e8 da meno rispetto a quella dell\u2019ormai \u201ctuo\u201d Nord<\/p>\n<p>Anzi\u2026a giudicare dal numero e dall\u2019importanza dei cervelli che mandiamo a lavorare dalle tue parti, potrei osare di pi\u00f9, ma non mi va<\/p>\n<p>L\u2019acqua, qui, porta via centri storici e persone esattamente come a Genova e come nelle Cinque Terre.<\/p>\n<p>E a Barcellona i torrenti sono \u201ctombinati\u201d esattamente come a Genova.<\/p>\n<p>Sai, Ciccio, i giornali arrivano anche qui, e noi li leggiamo<\/p>\n<p>E, se proprio la vogliamo dire tutta, anche a Genova c\u2019erano case costruite nei greti dei torrenti: le abbiamo viste tutti in televisione: anche l\u00ec, dunque, \u201cmattone selvaggio\u201d e \u201caccozzaglia di laterizi\u201d?<\/p>\n<p>Ascoltami, Ciccio: nella prossima estate, torna in Sicilia. Non ti chiedo di starci molto: quindici giorni a pensione completa<\/p>\n<p>Fatti un giro, magari anche nella citt\u00e0 che ti ha visto bimbo meridionale: Catania<\/p>\n<p>Scoprirai cose nuove<\/p>\n<p>Scoprirai che i siciliani non sono affatto rassegnati, sono incazzati neri<\/p>\n<p>E\u2019 diverso<\/p>\n<p>Scoprirai che \u201cle persone per bene\u201d che pensano che il Sud sia solo violento-imprevedibile-inaffidabile-sprecone-confusionario-corrotto-mafioso-camorristico (come dici tu in una sorta di crescendo rossiniano), in realt\u00e0 non sono persone per bene: sono degli idioti. Oppure dei delinquenti<\/p>\n<p>E mi dispiace se fra loro dovessero esserci amici tuoi: sempre idioti restano o delinquenti che hanno interesse ad affossarci ancora di pi\u00f9<\/p>\n<p>Perch\u00e9 -vedi- se qui i mafiosi portano ancora la coppola, mentre al Nord portano la cravatta e magari hanno l\u2019auto blu e la scorta, per noi non fa molta differenza<\/p>\n<p>Ripeto, i giornali li leggiamo anche qua<\/p>\n<p>\u2026E quella \u201cpiet\u00e0 diversa\u201d di cui parli, Ciccio: ma ti sei ascoltato?<\/p>\n<p>\u201cLa disgrazia di Genova fece esplodere gli animi e mettere mano al portafoglio\u201d, mentre qui le disgrazie sarebbero solo<\/p>\n<p>\u201cil prolungamento della normalit\u00e0\u201d<\/p>\n<p>Qui \u00e8 meglio \u201cnon dare perch\u00e9 elemosiniere ed elemosinato rischiano di fare la stessa fine\u201d<\/p>\n<p>E, quindi, \u201caiutare il Sud potrebbe risultare pericoloso, fortemente pericoloso\u201d<\/p>\n<p>No, Ciccio, ti sbagli<\/p>\n<p>La nostra normalit\u00e0 non \u00e8 questa che dici tu<\/p>\n<p>La nostra \u201cnormalit\u00e0\u201d ci \u00e8 stata tolta proprio da quelle \u201cpersone per bene\u201d di cui parli<\/p>\n<p>quelle stesse che oggi vorrebbero farci \u201cil ponte sullo Stretto\u201d per finire di fregarci il poco che ci \u00e8 rimasto<\/p>\n<p>Noi non siamo affatto rassegnati, Ciccio, e vogliamo riprendercela la nostra normalit\u00e0<\/p>\n<p>La nostra normalit\u00e0 ha nome e cognome, anzi \u2026nomi e cognomi, come Antonello da Messina, Vincenzo Bellini, Francesco Maurolico, Finocchiaro Aprile, Alessandro Scarlatti, Filippo Juvara, Luigi Pirandello, Giovanni Verga, Lucio Piccolo, Tommaso Cannizzaro, Bartolo Cattafi, Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Renato Guttuso, Ettore Majorana, Vittorio Emanuele Orlando, Salvatore Quasimodo, Leonardo Sciascia, Vann\u2019Ant\u00f2\u2019<\/p>\n<p>La nostra normalit\u00e0 ha luoghi che si chiamano Mozia, Segesta, Selinunte, Piazza Armerina, Naxos, Siracusa, Monreale, Taormina, Erice, Agrigento, Noto: tutti con i loro \u201ccentri storici\u201d come Messina, e -perch\u00e9 no- come Barcellona e come Saponara.<\/p>\n<p>Noi conserviamo la cultura dei nostri padri<\/p>\n<p>Noi conserviamo le tradizioni di questi luoghi<\/p>\n<p>Non siamo rassegnati, siamo orgogliosi (oltre che incazzati).<\/p>\n<p>E se i nostri Gattopardi sono stati sbranati dalle iene e dagli sciacalli, come aveva previsto il Principe di Lampedusa in tempi non sospetti beh\u2026verr\u00e0 il momento del riscatto<\/p>\n<p>Noi ci crediamo, dobbiamo crederci<\/p>\n<p>E, per tornare alla tua \u201cpiet\u00e0 diversa\u201d, sappi che questo tipo di piet\u00e0 non ci interessa<\/p>\n<p>Noi vogliamo solo difendere i nostri diritti vogliamo solo il nostro, quello che ci spetta<\/p>\n<p>Siamo noi che abbiamo piet\u00e0, piet\u00e0 per gli oppressi, per i vinti, piet\u00e0 per chiunque soffra<\/p>\n<p>E siamo ancora noi che abbiamo, legittimamente, dei pregiudizi<\/p>\n<p>Da oggi nutriamo pregiudizi anche nei tuoi confronti e nei confronti del tuo giornale<\/p>\n<p>E se non riesci a fartene una ragione, se non riesci a pensare di dovere chiedere scusa<\/p>\n<p>allora davvero hai voluto rinnegare le tue origini, le tue radici, la tua storia<\/p>\n<p>Ciao \u201cCiccio\u201d<\/p>\n<p>Andrea Camilleri<\/p>\n<p>(nella foto alcuni due libri dello scrittore PINO APRILE \u00a0che documenta le ruberie perpetrate a danno del Sud)<\/p>\n<\/div>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2019\/03\/16\/la-lettera-di-camilleri-che-spiega-le-ragioni-del-divario-tra-nord-e-sud\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2019\/03\/16\/la-lettera-di-camilleri-che-spiega-le-ragioni-del-divario-tra-nord-e-sud\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Rdl)______\u201cIl Sud non \u00e8 figlio di una storia minore\u201d. 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