{"id":153206,"date":"2019-04-23T19:45:46","date_gmt":"2019-04-23T17:45:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=153206"},"modified":"2019-04-23T20:17:28","modified_gmt":"2019-04-23T18:17:28","slug":"gravissime-accuse-dei-magistrati-all-eni-l-ecosistema-circostante-ritenuto-meno-rilevante-rispetto-alle-esigenze-produttive-disastro-ambientale-dell-eni-ma-che-vuoi-che-sia-se-hanno-inqu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2019\/04\/23\/gravissime-accuse-dei-magistrati-all-eni-l-ecosistema-circostante-ritenuto-meno-rilevante-rispetto-alle-esigenze-produttive-disastro-ambientale-dell-eni-ma-che-vuoi-che-sia-se-hanno-inqu\/","title":{"rendered":"QUESTA MATTINA PESANTISSIME ACCUSE DEI MAGISTRATI ALL&#8217; ENI: &#8220;l&#8217;ecosistema circostante ritenuto meno rilevante delle esigenze produttive&#8221;. MA QUESTA SERA SI FA FATICA A TROVARNE RISCONTRI SUI MASS MEDIA. IL DISASTRO AMBIENTALE IN BASILICATA, NEL FEUDO PRIMA DEL PD, ORA, ALLE ULTIME ELEZIONI REGIONALI, DELLA LEGA"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone wp-image-153207 size-full\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/b2.jpg\" alt=\"\" width=\"675\" height=\"275\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/b2.jpg 675w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/b2-300x122.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 675px) 100vw, 675px\" \/>(Rdl)______L&#8217; Ansa, la prima agenzia di stampa italiana, che detta i tempi dell&#8217;informazione, ai suoi quotidiani, che, a loro volta, sono in prevalenza di propriet\u00e0 di grandi gruppi economici e finanziari, relega la notizia in poche righe, subito nascosta dalla prima pagina nell&#8217;edizione regionale, eccola:<\/p>\n<p><em>&#8220;Un dirigente dell&#8217;Eni, all&#8217;epoca dei fatti responsabile del centro oli di Viggiano (Potenza), \u00e8 finito agli arresti domiciliari nell&#8217;ambito di un&#8217;inchiesta su una fuoriuscita di petrolio che nel febbraio 2017 contamin\u00f2 il &#8220;reticolo idrografico&#8221; della Val &#8216;Agri. L&#8217;arresto \u00e8 stato deciso dal gip di Potenza su richiesta della Procura. Nell&#8217;inchiesta sono indagate 13 persone tra le quali anche componenti del comitato tecnico regionale della Basilicata e l&#8217;Eni&#8221;.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sull&#8217; Agi, l&#8217;altra agenzia di stampa nazionale, non c&#8217;\u00e8 nemmeno un rigo: indovina indovinello, di chi \u00e8 di propriet\u00e0 l&#8217; Agi?<\/p>\n<p>Nemmeno un rigo pure su la Reuters Italia, di solito sempre cos\u00ec attenta e prodiga per le notizie economiche ed energetiche.<\/p>\n<p>Vedremo domani\u00a0 meglio su tutti i massa media.<\/p>\n<p>Ora \u00e8 chiaro bisogner\u00e0 attendere l&#8217;esito dell&#8217;iter giudiziario, prima di trarre conclusioni.<\/p>\n<p>Ora \u00e8 normale che il dirigente arrestato e posto ai domicialiari, \u00e8 innocente, fino a sentenza di condanna, eventuale, definitiva.<\/p>\n<p>Di per s\u00e8, per\u00f2, i fatti in questione sono di una tale gravit\u00e0, che meriterebbero una ben diversa, maggiore, attenzione.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone wp-image-153209 size-full\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/pertu.jpg\" alt=\"\" width=\"960\" height=\"720\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/pertu.jpg 960w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/pertu-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/pertu-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/pertu-400x300.jpg 400w\" sizes=\"(max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/p>\n<p>Ecco come li ha ricostruiti questa mattina la Procura della Repubblica di Potenza.______<\/p>\n<p>In data odierna, a conclusione di una lunga e complessa attivit\u00e0 investigativa svolta attraverso accertamenti tecnici, indagini tradizionali, consulenze tecniche e l\u2019acquisizione e lo studio di una poderosa documentazione \u2013 su disposizione della Procura della Repubblica di Potenza, che ha coordinato le indagini \u2013 i Carabinieri del Noe Potenza \u2013 che avevano svolto i relativi accertamenti delegati dalla Autorit\u00e0 giudiziaria, hanno dato esecuzione ad una un\u2019ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari emessa dal Gip Di Potenza nei confronti del dirigente dell\u2019Eni spa, all\u2019epoca dei fatti responsabile del C.O.V.A. di Viggiano (Potenza), Enrico Trovato.<\/p>\n<p>Il procedimento penale, nel cui ambito \u00e8 stata emessa la misura cautelare, riguarda, in qualit\u00e0 di indagati, non solo alcuni dirigenti della compagnia petrolifera, ma, anche, pubblici ufficiali facenti parte del CTR (Comitato Tecnico Regionale) della Basilicata il cui compito era quello di controllare, sotto il profilo della sicurezza e dei rischi ambientali, l\u2019attivit\u00e0 estrattiva dell\u2019Eni.<\/p>\n<p>In particolare sono indagate tredici persone fisiche ed una persona giuridica, l\u2019Eni, per i reati di disastro, disastro ambientale, abuso d\u2019ufficio, falso ideologico commesso dal pubblico ufficiale ed altro.<\/p>\n<p>Le indagini hanno preso il via nel gennaio 2017, in coincidenza con il rilevamento di un copioso recapito di idrocarburi nel depuratore dell\u2019area industriale di Viggiano, ubicato nei pressi del Centro Oli di Viggiano.<\/p>\n<p>I Carabinieri del Noe, eseguiti numerosi sopralluoghi nell\u2019intera area industriale, nel febbraio 2017, individuavano, lungo il perimetro esterno del Centro Olio Val d\u2019Agri di Eni ubicato in Viggiano, un pozzetto all\u2019interno del quale defluivano incessantemente acque miste a idrocarburi del tutto simili a quelle rinvenute nel depuratore.<\/p>\n<p>Di seguito veniva disposto il sequestro penale del pozzetto. I campioni dei liquidi prelevati dal pozzetto in sequestro e nel depuratore risultavano sovrapponibili.<\/p>\n<p>Ulteriori accertamenti chiarivano che gli idrocarburi dispersi dal Cova si erano insinuati nella rete fognaria consortile, sfruttandone le crepe ed il suo deflusso incontrava \u2014 e, quindi, contaminava \u2014 il reticolo idrografico della Val d\u2019Agri non distante (circa 2 km) dall\u2019invaso del Pertusillo che rappresenta la fonte primaria di approvvigionamento della gran parte di acqua destinata al consumo umano della Regione Puglia oltre che la fonte da cui proviene l\u2019acqua indispensabile per l\u2019irrigazione di un arca di oltre 35000 ettari di terreno.<\/p>\n<p>La Procura della Repubblica di Potenza avvalendosi dell\u2019ausilio tecnico di un consulente disponeva, con decreto, un\u2019ispezione locale eseguita in data 6 marzo 2017 su tutta l\u2019area industriale di Viggiano, ivi compreso il reticolo idrografico, con il supporto del Noe.<\/p>\n<p>La fonte della perdita di idrocarburi veniva individuata nei serbatoi di stoccaggio del greggio stabilizzato.<\/p>\n<p>Le indagini evidenziavano:\u00a0la grave compromissionedella capacit\u00e0 di tenuta dei serbatoi in cui era contenuto il greggio estratto, (e le indagini evidenzieranno come tali problematiche fossero ben note alla dirigenza del Distretto Meridionale di Viggiano \u2013 unit\u00e0 di vertice dalla quale dipende il Centro Olio Val d\u2019Agri \u2013 sin dal 2012) caratterizzati dalla presenza di fori passanti sul fondo dei tanks che avevano dato luogo a perdite di prodotto mai comunicate agli organi competenti. Da sottolineare come le indagini avessero evidenziato che i serbatoi, all\u2019epoca, erano privi dei doppifondi, misura precauzionale elementare ma di evidente importanza per evitare la dispersione nell\u2019ambiente del greggio stabilizzato contenuto dei serbatoi ( doppi fondi che, infatti, venivano realizzati solo dopo il disastro);<\/p>\n<p>La conseguente sostanziale inerzia\u00a0dei responsabili dell\u2019impianto Eni rispetto al pericolo di un grave ed incombente pericolo per l\u2019ambiente e per l\u2019eco sistema circostante, ritenuto meno rilevante rispetto alle esigenze produttive ;<\/p>\n<p>La consapevole inerzia\u00a0di un organismo pubblico, quale il\u00a0Ctr\u00a0che aveva il compito di verificare lo stato dell\u2019impianto quanto alla sussistenza dei requisiti indispensabili per impedire danni all\u2019ambiente.<\/p>\n<p>La responsabilit\u00e0 di vigilare sullo stato dei serbatoi e sulla loro tenuta, oltre che sull\u2019Eni, ricadeva sul Comitato Tecnico Regionale della Basilicata (organo di vigilanza sugli impianti a rischio di incidente rilevante, qual \u00e8 quello di Eni in Val d\u2019Agri) che in occasione del rinnovo del Rapporto di Sicurezza, con proprio verbale prescrisse maggiore frequenza di controlli sui fondi dei serbatoi valutando l\u2019ipotesi di dotarli di doppio fondo, accettando, poi, contraddittoriamente, in concreto, che tali controlli non venissero espletati con la necessaria e prevista frequenza (circostanza che aveva, poi, una influenza determinante nella determinazione causale del disastro).<\/p>\n<p>Si accertava, infatti, che le prescrizioni, evidentemente precauzionali, non venivano ottemperate dal gestore dell\u2019impianto, cio\u00e8 dall\u2019Eni, senza che il Ctr intervenisse con provvedimenti inibitori e sanzionatori, divenendo, secondo il costrutto accusatorio, concausa dell\u2019evento di dispersione del greggio nell\u2019ambiente circostante ( peraltro, poi, qualificato come incidente rilevante dal Ministero dell\u2019Ambiente c della Tutela del Territorio e del Mare).<\/p>\n<p>Al termine delle investigazioni \u00e8 stato possibile ricavare, nitidamente, i profili del delitto di disastro ambientale, e, quindi, non solo, la contaminazione e la compromissione di 26mila mq di suolo e sottosuolo dell\u2019area industriale di Viggiano e del reticolo idrografico a valle dell\u2019impluvio denominato \u201cFossa del lupo\u201d, non solo una situazione di incombente pericolo per uno dei pi\u00f9 importanti bacini idrici dell\u2019Italia meridionale, ma anche la compromissione di una vasta area che si trova a cavallo degli impianti Eni e dell\u2019invaso del Pertusillo.<\/p>\n<p>Tale compromissione era determinata dalla indispensabile opera di bonifica, ancora in corso, dell\u2019area contaminata che ha imposto di estrarre in modo continuo tutte le acque di falda dell\u2019area stessa (oramai contaminate) e trattarle come rifiuto, cosicch\u00e9 se per un verso, si \u00e8 impedita la propagazione della contaminazione, tuttavia, per altro verso, si \u00e8 privata delle indispensabili risorse idriche una vasta area della Regione con inevitabile gravi conseguenze sulla matrice ambientale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il procedimento penale, nel cui ambito \u00e8 stata emessa la misura cautelare, riguarda, in qualit\u00e0 di indagati, non solo alcuni dirigenti della compagnia petrolifera, ma, anche, pubblici ufficiali facenti parte del CTR (Comitato Tecnico Regionale) della Basilicata il cui compito era quello di controllare, sotto il profilo della sicurezza e dei rischi ambientali, l\u2019attivit\u00e0 estrattiva dell\u2019Eni.<\/p>\n<p>Ulteriori accertamenti chiarivano che gli idrocarburi dispersi dal Cova si erano insinuati nella rete fognaria consortile, sfruttandone le crepe ed il suo deflusso incontrava \u2014 e, quindi, contaminava \u2014 il reticolo idrografico della Val d\u2019Agri non distante (circa 2 km) dall\u2019invaso del Pertusillo che rappresenta la fonte primaria di approvvigionamento della gran parte di acqua destinata al consumo umano della Regione Puglia oltre che la fonte da cui proviene l\u2019acqua indispensabile per l\u2019irrigazione di un arca di oltre 35000 ettari di terreno.<\/p>\n<p>La Procura della Repubblica di Potenza avvalendosi dell\u2019ausilio tecnico di un consulente disponeva, con decreto, un\u2019ispezione locale eseguita in data 6 marzo 2017 su tutta l\u2019area industriale di Viggiano, ivi compreso il reticolo idrografico, con il supporto del Noe.<\/p>\n<p>La fonte della perdita di idrocarburi veniva individuata nei serbatoi di stoccaggio del greggio stabilizzato.<\/p>\n<p>Le indagini evidenziavano:\u00a0la grave compromissionedella capacit\u00e0 di tenuta dei serbatoi in cui era contenuto il greggio estratto, (e le indagini evidenzieranno come tali problematiche fossero ben note alla dirigenza del Distretto Meridionale di Viggiano \u2013 unit\u00e0 di vertice dalla quale dipende il Centro Olio Val d\u2019Agri \u2013 sin dal 2012) caratterizzati dalla presenza di fori passanti sul fondo dei tanks che avevano dato luogo a perdite di prodotto mai comunicate agli organi competenti. Da sottolineare come le indagini avessero evidenziato che i serbatoi, all\u2019epoca, erano privi dei doppifondi, misura precauzionale elementare ma di evidente importanza per evitare la dispersione nell\u2019ambiente del greggio stabilizzato contenuto dei serbatoi ( doppi fondi che, infatti, venivano realizzati solo dopo il disastro);<\/p>\n<p>La conseguente sostanziale inerzia\u00a0dei responsabili dell\u2019impianto Eni rispetto al pericolo di un grave ed incombente pericolo per l\u2019ambiente e per l\u2019eco sistema circostante, ritenuto meno rilevante rispetto alle esigenze produttive ;<\/p>\n<p>La consapevole inerzia\u00a0di un organismo pubblico, quale il\u00a0Ctr\u00a0che aveva il compito di verificare lo stato dell\u2019impianto quanto alla sussistenza dei requisiti indispensabili per impedire danni all\u2019ambiente.<\/p>\n<p>La responsabilit\u00e0 di vigilare sullo stato dei serbatoi e sulla loro tenuta, oltre che sull\u2019Eni, ricadeva sul Comitato Tecnico Regionale della Basilicata (organo di vigilanza sugli impianti a rischio di incidente rilevante, qual \u00e8 quello di Eni in Val d\u2019Agri) che in occasione del rinnovo del Rapporto di Sicurezza, con proprio verbale prescrisse maggiore frequenza di controlli sui fondi dei serbatoi valutando l\u2019ipotesi di dotarli di doppio fondo, accettando, poi, contraddittoriamente, in concreto, che tali controlli non venissero espletati con la necessaria e prevista frequenza (circostanza che aveva, poi, una influenza determinante nella determinazione causale del disastro).<\/p>\n<p>Si accertava, infatti, che le prescrizioni, evidentemente precauzionali, non venivano ottemperate dal gestore dell\u2019impianto, cio\u00e8 dall\u2019Eni, senza che il Ctr intervenisse con provvedimenti inibitori e sanzionatori, divenendo, secondo il costrutto accusatorio, concausa dell\u2019evento di dispersione del greggio nell\u2019ambiente circostante ( peraltro, poi, qualificato come incidente rilevante dal Ministero dell\u2019Ambiente c della Tutela del Territorio e del Mare).<\/p>\n<p>Al termine delle investigazioni \u00e8 stato possibile ricavare, nitidamente, i profili del delitto di disastro ambientale, e, quindi, non solo, la contaminazione e la compromissione di 26mila mq di suolo e sottosuolo dell\u2019area industriale di Viggiano e del reticolo idrografico a valle dell\u2019impluvio denominato \u201cFossa del lupo\u201d, non solo una situazione di incombente pericolo per uno dei pi\u00f9 importanti bacini idrici dell\u2019Italia meridionale, ma anche la compromissione di una vasta area che si trova a cavallo degli impianti Eni e dell\u2019invaso del Pertusillo.<\/p>\n<p>Tale compromissione era determinata dalla indispensabile opera di bonifica, ancora in corso, dell\u2019area contaminata che ha imposto di estrarre in modo continuo tutte le acque di falda dell\u2019area stessa (oramai contaminate) e trattarle come rifiuto, cosicch\u00e9 se per un verso, si \u00e8 impedita la propagazione della contaminazione, tuttavia, per altro verso, si \u00e8 privata delle indispensabili risorse idriche una vasta area della Regione con inevitabile gravi conseguenze sulla matrice ambientale.______<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone wp-image-153216 size-full\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/moria-di-pesci-diga-pertusillo1-1.jpg\" alt=\"\" width=\"752\" height=\"574\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/moria-di-pesci-diga-pertusillo1-1.jpg 752w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/moria-di-pesci-diga-pertusillo1-1-300x229.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 752px) 100vw, 752px\" \/><\/p>\n<p>L&#8217;APPROFONDIMENTO nei nostri articoli del 9 aprile 2016 e del 22 febbraio 2017<\/p>\n<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"yQi6tLLiai\"><p><a href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2017\/02\/22\/allarme-inquinamento-alla-diga-del-pertusillo-e-l-acqua-che-arriva-nelle-nostre-case\/\">ALLARME INQUINAMENTO ALLA DIGA DEL PERTUSILLO, E&#8217; L&#8217; ACQUA CHE ARRIVA NELLE NOSTRE CASE<\/a><\/p><\/blockquote>\n<p><iframe class=\"wp-embedded-content\" sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" style=\"position: absolute; clip: rect(1px, 1px, 1px, 1px);\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2017\/02\/22\/allarme-inquinamento-alla-diga-del-pertusillo-e-l-acqua-che-arriva-nelle-nostre-case\/embed\/#?secret=yQi6tLLiai\" data-secret=\"yQi6tLLiai\" width=\"500\" height=\"282\" title=\"&#8220;ALLARME INQUINAMENTO ALLA DIGA DEL PERTUSILLO, E&#8217; L&#8217; ACQUA CHE ARRIVA NELLE NOSTRE CASE&#8221; &#8212; LecceCronaca.it\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"ZvjWB16ZEw\"><p><a href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2016\/04\/09\/emissioni-nocive-a-viggiano-fanghi-tossici-a-corleto-perticara-idrocarburi-nel-pertusillo-in-un-intervista-esclusiva-a-leccecronaca-it-l-eurodeputato-piernicola-pedicini-fa-il-punto-della-dram\/\">EMISSIONI NOCIVE, FANGHI TOSSICI, IDROCARBURI. IN UN&#8217; INTERVISTA ESCLUSIVA A leccecronaca.it, PIERNICOLA PEDICINI FA IL PUNTO DELLA DRAMMATICA SITUAZIONE IN BASILICATA: &#8220;Renzi lavora per le lobby, non per i cittadini. Le estrazioni petrolifere non garantiscono sviluppo, ma provocano povert\u00e0, danni inestimabili e morte&#8221;<\/a><\/p><\/blockquote>\n<p><iframe class=\"wp-embedded-content\" sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" style=\"position: absolute; clip: rect(1px, 1px, 1px, 1px);\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2016\/04\/09\/emissioni-nocive-a-viggiano-fanghi-tossici-a-corleto-perticara-idrocarburi-nel-pertusillo-in-un-intervista-esclusiva-a-leccecronaca-it-l-eurodeputato-piernicola-pedicini-fa-il-punto-della-dram\/embed\/#?secret=ZvjWB16ZEw\" data-secret=\"ZvjWB16ZEw\" width=\"500\" height=\"282\" title=\"&#8220;EMISSIONI NOCIVE, FANGHI TOSSICI, IDROCARBURI. 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Le estrazioni petrolifere non garantiscono sviluppo, ma provocano povert\u00e0, danni inestimabili e morte&#8221;&#8221; &#8212; LecceCronaca.it\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2019\/04\/23\/gravissime-accuse-dei-magistrati-all-eni-l-ecosistema-circostante-ritenuto-meno-rilevante-rispetto-alle-esigenze-produttive-disastro-ambientale-dell-eni-ma-che-vuoi-che-sia-se-hanno-inqu\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2019\/04\/23\/gravissime-accuse-dei-magistrati-all-eni-l-ecosistema-circostante-ritenuto-meno-rilevante-rispetto-alle-esigenze-produttive-disastro-ambientale-dell-eni-ma-che-vuoi-che-sia-se-hanno-inqu\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Rdl)______L&#8217; Ansa, la prima agenzia di stampa italiana, che detta i tempi dell&#8217;informazione, ai suoi quotidiani, che, a loro volta, sono in prevalenza di propriet\u00e0 di grandi gruppi economici e finanziari, relega la notizia in poche righe, subito nascosta dalla prima pagina nell&#8217;edizione regionale, eccola: &#8220;Un dirigente dell&#8217;Eni, all&#8217;epoca dei fatti responsabile del centro oli [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":153207,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[69,76],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/153206"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=153206"}],"version-history":[{"count":11,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/153206\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":153222,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/153206\/revisions\/153222"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/153207"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=153206"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=153206"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=153206"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}