{"id":15453,"date":"2013-05-01T18:52:57","date_gmt":"2013-05-01T18:52:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=15453"},"modified":"2013-05-01T18:57:34","modified_gmt":"2013-05-01T18:57:34","slug":"rassegna-mensile-di-novita-librarie-a-cura-di-mario-bozzi-sentieri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2013\/05\/01\/rassegna-mensile-di-novita-librarie-a-cura-di-mario-bozzi-sentieri\/","title":{"rendered":"Rassegna mensile di novit\u00e0 librarie  a cura di Mario Bozzi Sentieri"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left\" align=\"center\"><a href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2013\/05\/01\/rassegna-mensile-di-novita-librarie-a-cura-di-mario-bozzi-sentieri\/mario-bozzi-sentieri\/\" rel=\"attachment wp-att-15456\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/Mario-Bozzi-Sentieri.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"225\" class=\"alignleft size-full wp-image-15456\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/Mario-Bozzi-Sentieri.jpg 225w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/Mario-Bozzi-Sentieri-150x150.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a>Maggio 2013<\/p>\n<p style=\"text-align: left\" align=\"center\"><strong><em>I Libri<\/em> di leccecronaca.it<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left\"><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left\"><strong><em><\/em><\/strong><strong>POLITICA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left\"><strong>Sergio Romano, <em>Morire di democrazia \u2013 Tra derive autoritarie populismo <\/em>(Longanesi, pagg. 120, Euro 12,90)<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Che quasi tutte le maggiori democrazie rappresentative siano oggi in crisi \u00e8 ormai evidente. Negli ultimi anni i costi della politica sono esplosi: negli Stati Uniti le lobby economiche decidono il vincitore delle campagne elettorali e in Italia \u00e8 recentemente scoppiato lo scandalo dei rimborsi ai partiti. La globalizzazione dell\u2019economia e della finanza ha ridotto la sovranit\u00e0 degli Stati nazionali e i politici non sono pi\u00f9 in grado di mantenere le promesse fatte prima delle elezioni. Le nuove tecnologie hanno imposto ai politici nuovi codici di comportamento, in cui l\u2019immagine \u00e8 diventata un elemento indispensabile per raggiungere il potere, spesso a scapito di un\u2019etica del servizio pubblico. Il discredito della politica ha prodotto un\u2019invasiva presenza della magistratura nella vita pubblica, erodendo le paratie, sia pure imperfette, che separavano il potere giudiziario da quello legislativo ed esecutivo. All\u2019insegna del promettere senza poter mantenere, sono cambiati anche i rapporti fra democrazia e politica estera e una buona dose di ipocrisia accomuna gli interventi militari, e \u00abumanitari\u00bb, e i successivi accordi di pace. La crisi odierna della democrazia ricorda quella della vigilia della Grande guerra, che sfoci\u00f2 poi nella nascita degli Stati autoritari e totalitari. Ma oggi le democrazie rappresentative riusciranno a resistere e a non cedere a derive autoritarie o populiste?<\/p>\n<p><strong> ***<\/strong><strong><\/strong><\/p>\n<table border=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td valign=\"top\"><strong>Paolo Armaroli, <em>Lo strano caso di Fini e il suo doppio nell\u2019Italia che cambia &#8211; Tutte le anomalie della XVI legislatura e oltre <\/em>(Mauro Pagliai, pagg. 240, Euro 18,00)<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Con rigore scientifico e stile accattivante Paolo Armaroli ricostruisce le tante anomalie della passata legislatura: dalle due parti in commedia recitate da Fini, presidente della Camera e capopartito, agli<\/p>\n<p>\u201cstraordinari\u201d ai quali \u00e8 costretto Napolitano per sostenere le istituzioni, dal preannuncio di dimissioni dei governi Berlusconi e Monti, anticipatrici di quelle del Papa, a un Parlamento sempre pi\u00f9 svuotato di potere dai decreti legge e dalla legislazione delegata.<br \/>\nCome gli esami di Eduardo, da noi le anomalie non finiscono mai. Con la nuova legislatura inaugurata il 15 marzo siamo sprofondati dal transitorio nel precario, perch\u00e9 il bipolarismo non tiene pi\u00f9. E nei palazzi romani si aggira lo spettro di Weimar. Come nella Germania tra le due guerre, instabilit\u00e0 ministeriale e scioglimenti parlamentari anticipati possono condannare a morte la nostra fragile democrazia. E ancora una volta il Quirinale \u00e8 chiamato a trovare la chiave del rebus della governabilit\u00e0. Mentre Renzi medita la rivincita. Di qui la metamorfosi di una Repubblica nata parlamentare e inconsapevolmente diventata di fatto presidenziale per l\u2019inconcludenza della classe politica. Grillo compreso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong> ***<\/strong><strong><\/strong><\/p>\n<p><strong>Pasquale Chessa, <em>L\u2019ultimo comunista \u2013 La presa del potere di Giorgio Napolitano <\/em>(Chiarelettere, pagg. 256, Euro\u00a0 13,90)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Conquistare la pi\u00f9 alta carica dello Stato senza nemmeno fare la rivoluzione. E nello stesso tempo scoprire alla fine del mandato di aver fallito completamente il progetto perseguito per anni: riformare il costume e la politica italiana. Tutto \u00e8 andato in fumo. Anche la meteora Monti, un\u2019invenzione di Napolitano per coprire il vuoto lasciato dai partiti incapaci di affrontare la crisi economica e il confronto con l\u2019Europa. Intanto il ciclone Grillo sovverte i piani del Pd e del presidente.<br \/>\nTutto da rifare. Come ricostruisce Chessa utilizzando documenti di partito, lettere, testimonianze di amici e nemici. Napolitano (Napoli, 1925), undicesimo presidente della Repubblica, ha attraversato indenne tutte le stagioni della politica: dallo stalinismo e gli anni bui delle invasioni dell\u2019Ungheria e della Cecoslovacchia, alle divisioni all\u2019interno del Pci tra la destra amendoliana, la sinistra di Ingrao, la corrente migliorista e poi la fine del comunismo, tangentopoli, il Quirinale inaspettato, il confronto con Berlusconi e il braccio di ferro con la Procura di Palermo.<br \/>\nRiannodare i fili di questa storia significa rispondere ai tanti quesiti che la politica pone oggi a chi vuole capire quale futuro ci attende. Forse Napolitano sar\u00e0 l\u2019ultimo presidente di una lunga stagione, lui comunista distante e freddo, assurto improvvisamente a padre della patria e leader. Presidente con molti pi\u00f9 poteri di quanti lui stesso all\u2019inizio del mandato pensava di avere. E che ha dimostrato di sapere usare con scaltrezza da vero, ultimo comunista.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong> ***<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Danilo Quinto,\u00a0 <em>Emma Bonino \u2013 Dagli aborti al Quirinale ? <\/em>(Fede &amp; Cultura, pagg. 112, Euro 11,00)<\/strong><\/p>\n<p>Dall\u2019ex tesoriere del Partito Radicale autore del best-seller \u201cDa servo di Pannella a figlio libero di Dio\u201d un libro rivelazione su Emma Bonino candidata alla presidenza della repubblica italiana dopo una vita spesa per l\u2019aborto, la propaganda in favore della droga, dell\u2019omosessualit\u00e0. Questo libro \u00e8 un vademecum per far carriera. Dimostra che non \u00e8 difficile passare da una fattoria delle campagne di Bra (Cuneo) all\u2019olimpo dell\u2019establishment mondiale. Si inizia a fare aborti \u201ccon una pompa di bicicletta, un dilatatore di plastica e un vaso dentro cui si fa il vuoto e in cui finisce il contenuto dell\u2019utero. Dopo gli aborti, viene l\u2019elezione in Parlamento, nel 1976, dove si rimane fino al 2013, con un intermezzo di 5 anni da Commissaria europea. Si gira il mondo a frequentare i potenti della terra. Da Hillary Clinton a George Bush. Da George Soros a Madeleine Albright. Si partecipa alle riunioni del Gruppo Bildeberg. Si ricevono prestigiosi premi internazionali per l\u2019affermazione dei diritti umani e si fanno campagne per l\u2019eutanasia. Alla fine, si pu\u00f2 anche diventare Presidente della Repubblica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>PENSIERO FORTE<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Gabriele D&#8217;Annunzio, <em>Manuale del Rivoluzionario <\/em>(Tre Editori, pagg. 228, Euro 17,00)<\/strong><strong><br \/>\n<\/strong><br \/>\nNel 150\u00b0 anniversario della nascita di Gabriele D&#8217;Annunzio, ecco il libretto rosso del poeta armato. Un&#8217;opera senza precedenti che rivela un D&#8217;Annunzio sorprendente, rivoluzionario e anarchico che auspica un &#8220;comunismo senza dittatura&#8221; e una rivolta contro la &#8220;casta politica&#8221;, le potenze egemoniche e i poteri forti. Ammirato da Lenin, forte dell&#8217;esperienza di Fiume, il Vate invita a insorgere contro l&#8217;ingiustizia e l&#8217;oppressione, per un nuovo ordine politico e sociale e una vera Europa dei popoli. Un&#8217;antologia unica e attualissima dalle lettere, dalle opere e dai proclami, che svela un D&#8217;Annunzio fuori da ogni schema, che va a sedersi sui banchi della Sinistra e fustiga senza piet\u00e0 l&#8217;Italia corrotta e imbelle.<br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>TEMPI MODERNI<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Claudio Ris\u00e9, <em>Il padre -Libert\u00e0 dono <\/em>(Edizioni Ares, pagg. 192, Euro 14,00)<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 ancora possibile essere \u00abpadre\u00bb in Occidente, dopo 40 anni spesi a definirlo superfluo e a cancellarne la presenza (come nelle leggi sull\u2019aborto), o a renderla facoltativa (in quelle sul matrimonio e l\u2019educazione dei figli)? Secondo l\u2019Autore s\u00ec. Perch\u00e9 oltre al padre naturale, riconosciuto e bistrattato a seconda degli interessi del potere, \u00e8 sempre presente in noi la forza psicologica del Padre, immagine archetipica, \u00abrisorsa personale cui l\u2019essere umano da sempre si rivolge con il pensiero e il sentimento quando la sua libert\u00e0 \u00e8 in pericolo\u00bb. La mancanza di libert\u00e0 \u00e8 per Claudio Ris\u00e9 all\u2019origine della coazione a ripetere e quindi della malattia psichica, dalla quale l\u2019energia di vita del Padre guarisce e libera. Egli \u00e8 \u00abil luogo dell\u2019altrove\u00bb che aiuta il figlio a crescere in autonomia, donandogli un amore aperto al trascendente.<br \/>\n\u00abUn libro coraggioso\u00bb, rileva il filosofo Pietro Barcellona nella <em>Prefazione<\/em>, \u00abperch\u00e9 non solo propone la centralit\u00e0 della figura paterna nella formazione della persona libera da ogni coazione a ripetere, ma anche perch\u00e9 in controluce fornisce una diagnosi impietosa delle condizioni mentali, individuali e collettive della nostra epoca, &#8230;in cui i giovani abitano una terra di nessuno dove non ci sono pi\u00f9 leggi n\u00e9 princ\u00ecpi perch\u00e9 \u00e8 venuta meno la riferibilit\u00e0 dei comportamenti a modelli normativi umani maschili e femminili che possono strutturare processi di trasformazione oltre il puro stadio pulsionale\u00bb.<\/p>\n<p><strong> ***<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Franco Ferrarotti, <em>Un popolo di frenetici informatissimi idioti <\/em>(Edizioni Solfanelli, pagg. 104, Euro 9,00)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il termine \u201cidioti\u201d del titolo non \u00e8 un insulto gratuito. \u00c8 da intendersi nel senso etimologico di \u201ccircoscritti\u201d, \u201clocalizzati\u201d, \u201cirretiti\u201d, \u201cprigionieri nel web\u201d.<br \/>\n\u00c8 sempre pi\u00f9 tardi di quanto si crede.\u00a0 Ora anche i periodici a grande tiratura (si veda \u201cNewsweek\u201d del 13 luglio 2012) i fini dicitori del giornalismo salottiero e i compunti maggiordomi del potere quale che sia, i vati dell\u2019ovvio e gli specialisti dell\u2019aria fritta se ne vanno accorgendo.<br \/>\nUn\u2019intera generazione \u2014 come da almeno trent\u2019anni vado documentando \u2014 appare nello stesso tempo informatissima di tutto, comunica tutto a tutti in tempo reale, ma non capisce quasi nulla e non ha niente di significativo da comunicare. \u00c8 una generazione al macero, appesa agli schermi opachi di TV, Internet, Facebook, Youtube, eccetera, destinata all\u2019obesit\u00e0 catatonica e alla lordosi sedentaria. La stessa molteplicit\u00e0 e eterogenea abbondanza delle informazioni la deforma, la fagocita, le impedisce di stabilire una propria tavola di priorit\u00e0.<br \/>\nInternet, priva della critica delle fonti, \u00e8 la grande pattumiera planetaria e paratattica, in cui giovani e giovanissimi, adolescenti, ma anche giovani adulti, vanno quotidianamente affondando.<br \/>\nQuesto \u00e8 un grido di allarme che non si fa illusioni. Non sar\u00e0 ascoltato. Quest\u2019epoca avr\u00e0 il malessere del benessere che si merita.<\/p>\n<p><strong> ***<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Walt Heyer,\u00a0 <\/strong><a href=\"http:\/\/www.theseuslibri.it\/product\/3121\/\"><strong><em>Paper genders. Il mito del cambiamento di sesso<\/em><\/strong><\/a><strong>\u00a0 (Sugarco, pagg. 176\u00a0 Euro 16,80)<\/strong><\/p>\n<p>Il vivace dibattito sul tema dell\u2019identit\u00e0 sessuale, scaturito dai movimenti GLBTQ al fine di ottenere nuovi diritti all\u2019\u00abidentit\u00e0 di genere \u00bb e all\u2019orientamento sessuale, rende questo libro particolarmente attuale. La prima parte approfondisce il tema del transessualismo partendo dall\u2019esperienza di vita dell\u2019autore, l\u2019americano Walt Heyer, richiama anche ad una sana aderenza all\u2019evidenza della realt\u00e0: l\u2019identit\u00e0 sessuata \u00e8 un \u00abdato\u00bb che precede ogni decisione o preferenza personale. Il ricorso alla \u00abchirurgia di riattribuzione del sesso\u00bb, cos\u00ec frequentemente sbandierata come un atto di libert\u00e0 individuale, viene esplorato, nella seconda parte del libro, da tre esperti dell\u2019area bioetica (Fitzgibbons, Sutton, O\u2019Leary). Il loro contributo, basato su considerazioni biologiche, psicologiche e sociologiche, offre un ulteriore spunto intorno a una corretta informazione su questi temi delicati. Gli studi sul genere rischiano di proporsi come una manipolazione che punta ad attuare un mutamento antropologico a favore dell\u2019indifferenza tra i sessi e di inesistenti \u00abgender variants\u00bb, veri e propri<em> Paper Genders<\/em>, \u00abgeneri di carta\u00bb.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>STORIA<\/strong><\/p>\n<p><strong>Roberto Festorazzi, <em>Mistero Churchill <\/em>\u00a0\u00a0(Macchione, pagg. 255, Euro\u00a0 18,00)<\/strong><strong><br \/>\n<\/strong><br \/>\nNel settembre del 1945, Winston Churchill venne a soggiornare sul lago di Como per tre settimane. Ufficialmente, per riposare e dipingere acquerelli: in realt\u00e0, per recuperare il suo compromettente carteggio con Benito Mussolini, la cui esistenza \u00e8 stata sempre negata con ostinazione dagli storici inglesi. Prova ne sia che lo statista conservatore giunse in Italia in stretto incognito, con il nome di copertura di &#8220;colonnello Warden&#8221;, alloggiando in una sede del Soe, speciale branca operativa dei servizi segreti britannici, sotto la protezione di una ventina di uomini del Quarto Reggimento Ussari: un&#8217;unit\u00e0 di \u00e9lite specializzata nelle operazioni di intelligence come la cattura dei criminali di guerra nazisti. Roberto Festorazzi non soltanto dimostra che quell&#8217;epistolario \u00e8 realmente esistito: ma lo fa ricostruendo per la prima volta, giorno per giorno, con documenti e testimonianze inediti e il piglio avvincente del cronista, tutte le mosse compiute da Churchill durante la sua &#8220;strana vacanza&#8221; sul Lario. Nell&#8217;ultima parte della sua indagine a cerchi concentrici, l&#8217;autore giunge a ipotizzare il contenuto della corrispondenza segreta tra il vincitore del secondo conflitto mondiale e il Duce. Due carissimi nemici che diedero vita alla pi\u00f9 spregiudicata collusione che si possa immaginare.<\/p>\n<p>.<\/p>\n<p><strong> ***<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Roberto Spazzali, <em>Radio Venezia Giulia \u2013 Informazione, propaganda e intelligence nella \u201cguerra fredda\u201d adriatica (1945-1954)<\/em> (Editrice Goriziana, pagg. 150, Euro 24,00)<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Nell&#8217;autunno del 1945, su proposta del CLN giuliano e per iniziativa del Ministero degli Esteri, viene allestita &#8220;Radio Venezia Giulia&#8221;, l&#8217;unica emittente clandestina italiana del dopoguerra, allo scopo di garantire l&#8217;informazione e il sostegno psicologico alla popolazione italiana della regione Venezia Giulia e in particolare a quella residente in Istria sotto il controllo jugoslavo. Grazie all&#8217;impegno della missione diplomatica del conte Justo Giusti del Giardino, l&#8217;attivit\u00e0 di &#8220;Radio Venezia Giulia&#8221;, assume pure la funzione di strumento per la raccolta di informazioni, per mezzo di propri agenti, nei territori occupati dagli jugoslavi, contrastando cos\u00ec i diversi tentativi di infiltrazione dello spionaggio titoista e di propaganda anti italiana, in uno scenario di piccola &#8220;guerra fredda&#8221; adriatica. L&#8217;emittente ha operato continuativamente a Venezia, sotto la direzione dello scrittore Pier Antonio Quarantotti Gambini, dal novembre 1945 al settembre 1949 e dopo un breve periodo di interruzione riprende i programmi grazie ad un accordo tra il governo italiano e la Rai. Tutta la sua storia \u00e8 stata coperta dall&#8217;estrema riservatezza e tuttora risulta pochissimo nota tra chi si \u00e8 occupato di storia della radiofonia in Italia e di storia del giornalismo. Eppure nella redazione di &#8220;Radio Venezia Giulia&#8221; si \u00e8 formata un&#8217;ampia schiera di giornalisti che hanno fatto carriera tanto nella RAI che nelle varie testate giornalistiche e presso le maggiori agenzie di stampa italiane.<\/p>\n<p><strong> ***<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Andrew Cook, <em>Uccidere Rasputin &#8211; \u00a0Vita e morte di Grigori Rasputin<\/em>\u00a0 \u00a0(Settimo Sigillo, pagg. 304, Euro 29,50)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L&#8217;assassinio di Rasputin commesso nella notte tra il 16 e il 17 dicembre 1916 \u00e8 sempre sembrato straordinario: prima fu avvelenato, poi gli spararono e alla fine venne gettato in un fiume ghiacciato da alcuni aristocratici russi timorosi della sua influenza sullo zar Nicola II e sulla zarina Alessandra.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 stato davvero cos\u00ec? Drammatiche nuove prove provenienti da documentazione inedita, diari, referti medico-legali e verbali dei servizi segreti indicano adesso che la trama risulta pi\u00f9 intricata di quanto finora creduto.<\/p>\n<p>Grigori Rasputin \u00e8 probabilmente uno dei pi\u00f9 noti ma meno compresi personaggi che presero parte agli eventi che alla fine portarono alla caduta del potere zarista in Russia quasi un secolo fa: il suo presunto potere dietro il trono viene oscurato oggi, come lo fu allora, dalla dubbia fama della sua moralit\u00e0 e della sua vita privata.<\/p>\n<p>La nuova indagine di Andrew Cook sulla morte di Rasputin rivela quali furono veramente le menti dietro l&#8217;uccisione del cosiddetto &#8220;monaco pazzo&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Orazio Ferrara, <em>Il saio e la spada \u2013 Ordini cavallereschi e ospitalieri medievali <\/em>(Capone Editore, pagg. 128, Euro 10,00)<\/strong><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Ci fu un tempo durante il quale il saio e la spada dei monaci-guerrieri rappresentarono l&#8217;estrema difesa della Cristianit\u00e0 nelle contrade della Terrasanta e in quelle ai confini dell&#8217;Europa. Formidabili e temibili combattenti in nome della Croce, non erano solo Templari o Teutonici. Si spazia dai cavalieri del bianco mantello dell&#8217;Ordine di Santa Caterina, posti a sempiterna scorta delle piste sinaitiche, ai monaci-guerrieri dell&#8217;Ordine del Fuoco sacro o di Sant&#8217;Antonio Abate, la cui veste nera \u00e8 caricata da una croce di colore azzurro tatuata sul lato sinistro; alla storia milenaria di una commanderia di questi ultimi in una comunit\u00e0 dell&#8217;Italia meridionale, al Tau combattente degli uomini d&#8217;arme della Confr\u00e9rie de Monseigneur Saint Antoine de Barbefosse. Dall&#8217;Ordine dei Monaci Bianchi e delle loro fondazioni ospitaliere nel nome di una delle &#8220;sette Madonne napolitane&#8221;, la Materdomini, ai cavalieri di San Giacomo della Spada, dalla fascinosa Nobile Compagnia del Nodo d&#8217;Amore ai cavalieri dell&#8217;ordine degli Argonauti di San Nicola. Il libro tratta anche delle origini dei Cavalieri del Tempio e della marineria al tempo dei Templari,di cui quella di Puglia ne rappresenta la punta di diamante per tutto il tempo medievale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>STORIA DELLE DESTRE<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Fabio Torriero, <em>Alfredo Covelli &#8211; La mia Destra<\/em> (Pagine, pagg. 130, Euro 16,00)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Alfredo Covelli (1914-1998) \u00e8 stato un personaggio di spicco della destra italiana, dall\u2019immediato dopoguerra alla fine degli anni settanta del novecento. Dopo il referendum del 1946, che sanc\u00ec la fine della monarchia e l\u2019inizio dell\u2019era repubblicana, Covelli ebbe la straordinaria intuizione di trasformare l\u2019opzione monarchica in una proposta politica da incardinare nel nuovo assetto costituzionale del Paese. Il partito monarchico che Covelli and\u00f2 a costituire non andava \u201ccontro\u201d ma \u201coltre\u201d la repubblica e si prefiggeva l\u2019obiettivo di ricostruire le condizioni per un ritorno alla monarchia operando all\u2019interno delle istituzioni. Covelli tent\u00f2 anche di costruire l\u2019alternativa di destra alla Democrazia Cristiana ed al Partito Comunista unendo monarchici, missini, liberali e cattolici di destra in un unico blocco elettorale e parlamentare in grado di offrire alla Dc la prospettiva di un\u2019alleanza diversa dal centrosinistra.<\/p>\n<p>Fabio Torriero ricostruisce i vari tentativi fatti da Covelli per creare una grande forza di destra, spiegando anche i motivi per cui il progetto del leader monarchico non and\u00f2 a buon fine. Il libro si conclude con una domanda di stretta attualit\u00e0: Alleanza Nazionale prima ed il Popolo della Libert\u00e0 successivamente possono aver completato il progetto di Covelli realizzando finalmente quell\u2019idea di destra da lui cos\u00ec tenacemente inseguita? Non si tratta quindi di ricordare soltanto la figura del leader di Stella e Corona, ma alla luce del suo insegnamento si tratta di analizzare l\u2019evoluzione della destra italiana dal dopoguerra fino ai nostri giorni, arrivando alle ultime elezioni politiche che hanno portato all\u2019ennesima dissoluzione nell\u2019area di centrodestra.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>MEMORIE<\/strong><\/p>\n<p><strong>Mario Carli, <em>Con D\u2019Annunzio a Fiume <\/em>\u00a0(AGA Edzioni, pagg. 184, Euro 15,00)<br \/>\n<\/strong><br \/>\nAlla vigilia del &#8220;Natale di Sangue&#8221;, quando le navi del Regio Esercito italiano stanno per aprire il fuoco su Fiume, che d&#8217;Annunzio e i suoi legionari tengono da 16 mesi, a Milano viene arrestato il capitano degli Arditi Mario Carli, uomo di fiducia del Vate, qui mandato per impiantarvi la redazione de &#8220;La Testa di Ferro&#8221; ed esportare la rivoluzione oltre i confini della citt\u00e0 dalmata. Mario Carli, insieme a Cesare Cerati e ad alcuni anarchici, progetta di far saltare la centrale elettrica di Milano, mentre in contemporanea dalle colonne del giornale si esorterebbero i cittadini all&#8217;insurrezione armata. Scoperto, Carli viene arrestato mentre a Fiume rombano i cannoni delle corazzate. In queste pagine Carli narra della sua partecipazione all&#8217;impresa fiumana e delle sue aspettative: sullo sfondo, l&#8217;influenza della rivoluzione leninista che sta infiammando l&#8217;Europa e l&#8217;emergere in Italia della &#8220;pi\u00f9 audace, pi\u00f9 originale e pi\u00f9 mediterranea delle idee&#8221; per opera di Benito Mussolini.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>LETTERATURA<\/strong><\/p>\n<p><strong>Luca Clerici (a cura di) , <em>Scrittori italiani di viaggio \u2013 Vol. II <\/em>(Mondadori, pagg. 1952, Euro 65,00)<\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;antologia raccoglie una scelta di resoconti di viaggi, realmente e personalmente compiuti dagli autori in Italia e nel mondo, dal 1700 al 2000: testi non solo letterari, perch\u00e9 a scrivere di viaggio sono stati certo grandi scrittori, ma anche scienziati, medici, religiosi, diplomatici, politici, militari, avventurieri e spie, giornalisti, e persino personaggi semplici, autori di ricordi sorprendenti nella loro fascinosa ingenuit\u00e0. Il cappello introduttivo di ciascun brano ne presenta l&#8217;autore, inserendo il testo nella sua tradizione specifica e fornendo indicazioni su altre opere e altri viaggiatori nel medesimo luogo. Luca Clerici, che \u00e8 accreditato come il massimo studioso italiano del genere, firma un&#8217;introduzione che non si limita a offrire un inquadramento storico, letterario e culturale, ma traccia la storia della civilt\u00e0 del viaggio in Italia, descrive la societ\u00e0 dei viaggiatori, ne analizza le motivazioni e ragiona sia sulla specificit\u00e0 del genere letterario, sia sulla sua parentela con il romanzo. Nel primo volume, 58 resoconti di viaggio attribuibili a diverse tipologie: dal diario di bordo alla relazione scientifica o diplomatica o ufficiale, alla guida, al pellegrinaggio, alla passeggiata, al diario di viaggio, al resoconto di ascensioni alpinistiche.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>MISTICA<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Marco Vannini, <em>Lessico mistico \u2013 Le parole della saggezza <\/em>\u00a0(Le Lettere, pagg. 264, Euro 20,00)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il libro prende in esame circa settanta parole del nostro linguaggio ( ad es. : Amore, Anima, Distacco, Io, Intelletto, Luce, Nulla, Spirito, Tempo, Volont\u00e0, Uno), mostrando il loro significato nella mistica. La cultura contemporanea sembra conoscere l&#8217;uomo solo come corpo o come psiche, dimenticando la sua dimensione pi\u00f9 profonda, pi\u00f9 vera, che \u00e8 quella spirituale. Perci\u00f2 ignora, o non comprende pi\u00f9, il significato di alcune parole, che pure fanno parte del nostro patrimonio linguistico, della nostra storia: il <em>lessico mistico<\/em>, appunto, ove\u00a0 \u201cmistico\u201d non significa affatto\u00a0 visionario, estatico, eccezionale, come troppo spesso si pensa, ma interiore, essenziale.<br \/>\n\u00c8 infatti nella mistica che si trova quella <em>saggezza<\/em> che, sola, \u00e8 in grado di rispondere al bisogno di felicit\u00e0 \u2013 anzi, di beatitudine, di salvezza \u2013 di ogni essere umano.<br \/>\nIl libro pu\u00f2 perci\u00f2 essere tanto uno\u00a0 strumento\u00a0 per la\u00a0 comprensione dei grandi maestri spirituali, quanto una prima, agevole, introduzione alla mistica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>PERSONAGGI<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Heimo Schwilk, <em>Ernst Junger <\/em>(Effat\u00e0, pagg. 719, Euro\u00a0 22,00)<\/strong><strong><br \/>\n<\/strong><br \/>\nErnst J\u00fcnger (1895-1998) pu\u00f2 essere definito il &#8220;diarista del XX secolo&#8221;: filosofo, romanziere, saggista, figura eminente della cultura tedesca del Novecento, ha coniato uno stile inconfondibile, aggressivo e sfavillante, che sembra far parlare lo spirito del mondo. Non soltanto nelle sue opere, ma anche nella vita ha incarnato i passaggi e le cesure della storia tedesca. Nella giovinezza acceso nazionalista, al fronte nella Prima guerra mondiale, fu critico del nazismo e divenne al termine della sua lunga esistenza un convinto europeista. La prima biografia di J\u00fcnger edita in Italia fa ricorso a documenti di prima mano, offrendo un ritratto completo di quest&#8217;uomo affascinante e discusso.<\/p>\n<p><strong> ***<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Marco Marchi, <em>Per Palazzeschi <\/em>(Le Lettere, pagg. 316, Euro 18,50)<\/strong><\/p>\n<p>Una raccolta di saggi ricca di prospettive interpretative inedite e un esilarante testo scenico dedicati ad Aldo Palazzeschi, uno dei pi\u00f9 geniali scrittori italiani del Novecento.<br \/>\nChi \u00e8 stato, chi \u00e8 Aldo Palazzeschi? L\u2019autore stesso ha chiesto proprio questo al suo articolato esercizio letterario, dimostrandosi costantemente disposto, in versi e in prosa, a rintracciare nuove immagini e nuovi volti dell\u2019\u00abio\u00bb, a costituire personaggi immaginari e fantastici proiezione di s\u00e9, a consentire ed affermare simulazioni, trasferimenti e dislocazioni in maschere e doppi che, lungi dall\u2019occultarlo e dal difenderlo, lo illuminassero, rispondessero a quella domanda fattasi per lui precocemente testo: il celebre <em>Chi sono?<\/em>.<br \/>\nLa letteratura si profila cos\u00ec per Palazzeschi come un\u2019alternativa possibilit\u00e0 fantastica di progressivo, liberatorio superamento di quella che lo scrittore avrebbe poi definito \u00abuna giovinezza turbata e quasi disperata\u00bb. Una diversit\u00e0 assetata di libert\u00e0, di confessione e insieme di divertimento: fino alla scoperta del comico, fino al gesto iconoclasta, spregiudicatamente immoralistico ed antiborghese, della sua annessione al futurismo.<\/p>\n<p><strong>ROMANZO<\/strong><\/p>\n<p><strong>Eugenio Corti, <em>Catone l\u2019antico <\/em>\u00a0(Ares, pagg. 440, Euro 18,00)<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 anzitutto la storia di un uomo, Marco Porzio Catone (Cato maior), emblema della romanit\u00e0\u00a0 in un tempo di mutamenti epocali, che sorprendentemente per certi aspetti richiama il nostro. Durante tutta la vita Catone \u00e8 un contadino, oltre che soldato, console, censore, oratore, storico e anche verseggiatore nell&#8217;arcaico metro saturnio. Intorno a lui c&#8217;\u00e8 il popolo romano esso pure culturalmente ancora di contadini, il quale quasi senza volerlo, trascinato dalla storia, nello spazio di soli cinquant&#8217;anni finisce col soggiogare l&#8217;intero mondo conosciuto. Nei suoi diversi incarichi Catone affronta con grande fermezza i maggiori pericoli che minacciano Roma: tra essi la corruzione (che la grande cultura greca entrando nel giovane mondo romano si trascina al seguito), l&#8217;economia di Cartagine (fondata sullo schiavismo elevato al massimo grado), e l&#8217;eccesso di popolarit\u00e0\u00a0 degli stessi generali romani emergenti. Resi con la forza della grande letteratura tornano nel romanzo a vivere sotto i nostri occhi gli uomini di allora: popolani, nobiles, schiavi, legionari, sordidi affaristi (che Catone pretore scaccia dalla sua provincia), le severe donne romane, i liberi barbari della Spagna, i temerari pirati illirici, i Greci orgogliosi ma ormai incapaci di indipendenza. Tornano in particolare a vivere, uscendo dai monumenti in cui li ha pietrificati la storia, i due maggiori contendenti di allora: Scipione (naturaliter christianus, secondo Corti) e Annibale, lo stratega incomparabile, che non riesce a salvare dalla rovina la sua amatissima patria.<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2013\/05\/01\/rassegna-mensile-di-novita-librarie-a-cura-di-mario-bozzi-sentieri\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2013\/05\/01\/rassegna-mensile-di-novita-librarie-a-cura-di-mario-bozzi-sentieri\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Maggio 2013 I Libri di leccecronaca.it \u00a0 POLITICA Sergio Romano, Morire di democrazia \u2013 Tra derive autoritarie populismo (Longanesi, pagg. 120, Euro 12,90) \u00a0 Che quasi tutte le maggiori democrazie rappresentative siano oggi in crisi \u00e8 ormai evidente. 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