{"id":156729,"date":"2019-07-22T17:03:19","date_gmt":"2019-07-22T15:03:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=156729"},"modified":"2019-07-22T19:10:16","modified_gmt":"2019-07-22T17:10:16","slug":"mo-pure-la-cgil-tiene-la-xylella-an-capu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2019\/07\/22\/mo-pure-la-cgil-tiene-la-xylella-an-capu\/","title":{"rendered":"MO PURE LA CGIL TIENE LA XYLELLA AN CAPU"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-156731\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/XYLELLA.jpg\" alt=\"\" width=\"960\" height=\"542\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/XYLELLA.jpg 960w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/XYLELLA-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/XYLELLA-768x434.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/>Riceviamo e volentieri pubblichiamo. Il Popolo degli Ulivi ci manda il seguente comunicato______<\/p>\n<p>XYLELLA: LA CGIL E\u2019 SU UNA STRADA SBAGLIATA<br \/>\nIl 18 luglio scorso si \u00e8 tenuto a Presicce (LE) un incontro promosso dalla CGIL dal titolo \u201cScatta l\u2019ora Xylella \u2013\u00a0nuova olivicoltura, riconversione dei terreni, riutilizzo del legname\u201d.<\/p>\n<p>A distanza di quasi sei anni dalla presa d\u2019atto \u201cufficiale\u201d dell\u2019esistenza del CoDiRO (Complesso del<br \/>\ndisseccamento rapido dell\u2019Olivo) nel Salento &#8211; la patologia era stata individuata dalle autorit\u00e0 fitosanitarie\u00a0almeno 6-7 anni prima &#8211; la CGIL decide di prendere la parola su questa problematica fitopatologica che sta\u00a0avendo ripercussioni gravissime sull\u2019olivicoltura del Salento e, con essa, sulla tenuta socio-economica e\u00a0culturale dell\u2019intero territorio.<\/p>\n<p>Nella relazione iniziale e nel corso della serata abbiamo ascoltato dai massimi esponenti della CGIL di Lecce\u00a0e dal segretario nazionale FLAI CGIL affermazioni gravissime, che hanno attribuito ai \u201csantoni\u201d &#8211; cos\u00ec\u00a0vengono definiti anche dalla CGIL quei ricercatori e quegli agricoltori che hanno provato unicamente con i\u00a0propri mezzi ed il proprio lavoro a curare gli olivi anzich\u00e9 abbatterli &#8211; la responsabilit\u00e0 di aver \u201cpermesso alla\u00a0fitopatia di dilagare oltre provincia\u201d; si \u00e8 inoltre sostenuto che non saranno le pratiche agricole rispettose\u00a0delle piante, del terreno e dell\u2019ambiente a salvare gli olivi dal disseccamento.<\/p>\n<p>Secondo la CGIL, invece, sono tre i percorsi da intraprendere per risolvere la situazione:<br \/>\n1. interventi di natura previdenziale per i lavoratori attualmente disoccupati a causa della diminuzione\u00a0della produzione olivicola: si \u00e8 plaudito al Decreto Centinaio (convertito nella legge n.44\/2019) che\u00a0garantisce i contributi per lo stesso numero di giornate lavorate nell\u2019anno precedente;<br \/>\n2. rigenerazione del settore olivicolo, con sostituzione delle variet\u00e0 presenti da millenni con le nuove\u00a0variet\u00e0 Leccino e Favolosa (FS17) o al limite con la coltivazione di cereali o altre specie;<br \/>\n3. la filiera del \u201clegno intelligente\u201d, da incentivare e sostenere affinch\u00e9 tronchi e branche delle \u201ccentinaia\u00a0di migliaia di alberi che verranno espiantati\u201d vengano utilizzati nella falegnameria d\u2019arredamento, da\u00a0destinare ad una clientela appartenente ai ceti medio-alti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Analizziamo i tre assi delle soluzioni secondo CGIL.<br \/>\n1. Riconoscere ai lavoratori e alle lavoratrici un\u2019indennit\u00e0 che non faccia pagare loro una crisi di cui non\u00a0hanno alcuna responsabilit\u00e0 \u00e8 senz\u2019altro un obiettivo condivisibile, ma l\u2019idea di quantificare le giornate\u00a0lavorate nell\u2019anno in corso con riferimento a quelle del 2018 (il 5\u00b0 anno di CoDiRO), non fa recuperare loro\u00a0quasi niente: sarebbe invece il caso di equiparare le giornate del 2019 a quelle dell\u2019annata agraria 2012-13,\u00a0prima dello sviluppo del disseccamento. Ci sembra pertanto fuori luogo plaudere al Decreto Emergenze del\u00a0ministro Centinaio, che ha introdotto per il Salento (ma in prospettiva per tutto il nostro Paese) la\u00a0possibilit\u00e0 di derogare, al fine di garantire profitti privati a potenti soggetti economici, a norme poste a\u00a0salvaguardia dei diritti collettivi ad un ambiente sano, al paesaggio e alla tutela del patrimonio culturale.<br \/>\n2. Del resto la posizione CGIL sposa quella del governo, nonch\u00e9 delle associazioni degli imprenditori agricoli\u00a0e di parte del mondo della ricerca che ha cospicui interessi economici in questa faccenda, quando auspica la\u00a0scomparsa delle variet\u00e0 locali e degli oliveti secolari per far posto alle due variet\u00e0 Leccino e Favolosa (FS17).<br \/>\nForse la CGIL non ha approfondito le dichiarazioni giornalistiche sulla presunta resistenza a Xylella di queste\u00a0due cultivar: la stessa Regione Puglia (Determina Osservatorio Fitosanitario n.591 del 13.07.2018), nonch\u00e9\u00a0uno studio condotto dall\u2019Universit\u00e0 e dal CNR di Bari (pubblicato dall\u2019EFSA il 29 marzo 2016), evidenziano la\u00a0mancanza di dati scientifici che dimostrino la capacit\u00e0 produttiva e la resistenza di tali variet\u00e0 sul medio e\u00a0lungo periodo. L\u2019approssimazione delle argomentazioni portate dai relatori, prive di dati scientifici\u00a0attendibili, hanno evidenziato palesi contraddizioni tra le premesse e gli obiettivi dichiarati e la sostanza\u00a0delle proposte avanzate.<br \/>\nUn altro aspetto che non viene considerato a dovere nella posizione CGIL \u00e8 quello occupazionale: da un lato\u00a0si denuncia che a seguito della ridotta produzione degli olivi si sono gi\u00e0 persi 2500 posti di lavoro nel solo\u00a0settore della raccolta in provincia di Lecce (che diventano pi\u00f9 di 4000 se comprendiamo anche le zone di\u00a0Brindisi e Taranto), e contemporaneamente si appoggia la ristrutturazione in chiave industrialista\u00a0dell\u2019olivicoltura salentina e pugliese, con quegli impianti superintensivi sul modello spagnolo, i quali, grazie\u00a0alla meccanizzazione totale delle operazioni colturali, comporteranno un danno assai maggiore e\u00a0permanente alle possibilit\u00e0 di lavoro in agricoltura nei nostri territori. Senza contare che questo nuovo disegno dell\u2019olivicoltura salentina ridistribuir\u00e0 l\u2019assetto proprietario delle terre, con la scomparsa\u00a0dell\u2019agricoltura contadina (priva di mezzi finanziari e tecnici) e la rinascita del latifondo.<br \/>\nLa scomparsa di \u201cquesta\u201d olivicoltura si trasciner\u00e0 dietro un fitto sistema di relazioni sociali e culturale, che\u00a0si \u00e8 sviluppato per secoli insieme ai grandi giganti presenti su queste terre. Di ci\u00f2 la CGIL ne \u00e8 cosciente,\u00a0infatti, per compensare la perdita di identit\u00e0 e di vissuto collettivo ha avanzato la proposta di istituire dei\u00a0\u201cmusei\u201d con i pochi alberi secolari rimasti, in modo che i turisti possano in futuro ammirare ci\u00f2 che questa\u00a0terra era e che \u2013 grazie a queste scelte &#8211; non sar\u00e0 pi\u00f9.<br \/>\n3. La terza risoluzione strategica della CGIL riguarda l\u2019asportazione del legno degli alberi per fabbricare\u00a0arredamento \u201cdi classe\u201d. L\u2019imprenditore invitato sul palco, che evidentemente costituisce un modello di\u00a0azienda di filiera, ha chiarito senza dubbi: con i loro tecnici sradicheranno le piante intere con grandi\u00a0macchinari, le peseranno prive di foglie e le pagheranno al prezzo di legna da ardere. Siamo arrivati alla\u00a0necrofilia, ad augurarsi e a speculare sulla morte: alberi, organismi viventi\u2026 magari sofferenti, ma vivi\u2026verranno sezionati come oggetti, come futuri elementi d\u2019arredo\u2026 \u00c8 come se avessimo un parente\u00a0ammalato in casa e, invece di fare di tutto per curarlo, ci premurassimo di vendere \u2013 un tot al chilo \u2013 i suoi\u00a0organi al miglior offerente\u2026.<\/p>\n<p>Non pensiamo di dover spiegare alcunch\u00e9 alla CGIL: \u00e8 un\u2019organizzazione potente, diramata sul territorio,\u00a0dotata di prestigiosi centri studi\u2026 insomma, le posizioni sul disseccamento degli olivi espresse per la prima\u00a0volta a Presicce il 18 luglio non sono frutto d\u2019improvvisazione o di disinformazione. Si tratta evidentemente\u00a0di scelte politiche, di precise idee in merito allo sviluppo, all\u2019ambiente, all\u2019agricoltura, all\u2019economia locale,\u00a0all\u2019identit\u00e0 culturale. Molti iscritti a questo influente sindacato si aspettavano che prendesse le parti della\u00a0popolazione locale, dei piccoli contadini, dei braccianti, che nella riconversione olivicola resteranno\u00a0definitivamente senza lavoro, costretti probabilmente a nuovi consistenti processi migratori (che in realt\u00e0\u00a0non si sono mai interrotti).<br \/>\nInvece assistiamo alla riproposizione di progetti che non sono affatto nuovi; sono infatti gli stessi di quei\u00a0soggetti che hanno programmato a tavolino il nuovo destino economico del Salento: la terza pianura\u00a0italiana, preda ideale per diverse tipologie di speculazione e messa a profitto della terra. Basta solo\u00a0eliminare tutti questi \u201cantieconomici\u201d olivi secolari.<br \/>\nLo sventramento di quel paesaggio che rende il Salento noto nel mondo (come pi\u00f9 volte enfatizzato nel\u00a0corso della serata) e il suo ridisegno asettico; la nuova olivicoltura industriale e ipermeccanizzata; le\u00a0campagne senza persone e senza biodiversit\u00e0; la coltivazione di piante esotiche ed esogene, anche per\u00a0scopi non alimentari; la conservazione museale dei sopravvissuti al genocidio; la messa a valore capitalistica\u00a0delle spoglie delle vittime\u2026 sono tutti elementi emersi in incontri, atti di convegni, pubblicazioni di quei\u00a0soggetti economici che vogliono mettere le mani sul nostro territorio e le nostre vite.<br \/>\n\u00c8 noto ormai da anni che la nuova frontiera del capitalismo, definita \u201cestrattivismo\u201d, si spinge<br \/>\nall\u2019appropriazione della \u201cterra\u201d per soddisfare gli appetiti di grandi gruppi finanziari e speculativi.<br \/>\nLa CGIL conosce questi processi in atto. Con le posizioni dichiarate pubblicamente il 18 luglio a Presicce,\u00a0anzich\u00e9 contrastarli vi si pone al fianco, probabilmente per ricavare uno spazio per quella Lega delle\u00a0Cooperative, che rappresenta uno dei principali attori economici del nostro Paese.<br \/>\nInvitiamo pertanto dirigenti, iscritti e simpatizzanti del pi\u00f9 grande sindacato italiano ad avviare una fase di\u00a0confronto reale con chi da anni si occupa di queste tematiche, cercando di salvare gli olivi con cure\u00a0rispettose della natura e della cultura e cercando di evidenziare le profonde contraddizioni e le falsit\u00e0 che\u00a0un blocco di potere sta diffondendo con poderosi mezzi economici.<br \/>\nLa CGIL, sposando le tesi della nuova colonizzazione si sta assumendo una pesantissima responsabilit\u00e0\u00a0storica: ci auguriamo che un approfondimento della problematica con i soggetti direttamente interessati\u00a0possa farle cambiare strada.<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2019\/07\/22\/mo-pure-la-cgil-tiene-la-xylella-an-capu\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2019\/07\/22\/mo-pure-la-cgil-tiene-la-xylella-an-capu\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riceviamo e volentieri pubblichiamo. 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