{"id":1569,"date":"2012-06-05T07:20:03","date_gmt":"2012-06-05T07:20:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=1569"},"modified":"2012-11-15T17:15:04","modified_gmt":"2012-11-15T17:15:04","slug":"sarah-e-yara-le-differenze-significative","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2012\/06\/05\/sarah-e-yara-le-differenze-significative\/","title":{"rendered":"Sarah e Yara, le differenze significative"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2012\/06\/05\/sarah-e-yara-le-differenze-significative\/sara-e-yara\/\" rel=\"attachment wp-att-1580\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/Sara-e-Yara-300x184.png\" alt=\"\" title=\"Sara e Yara\" width=\"300\" height=\"184\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1580\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/Sara-e-Yara-300x184.png 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/Sara-e-Yara.png 497w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<h3>Per Sarah si sta celebrando il processo, per Yara non c\u2019\u00e8 ancora nemmeno un indagato.<\/h3>\n<p>***<\/p>\n<p>Per Sarah Scazzi era quasi la fine, il 26 di agosto, nel cuore ancora dell\u2019estate e il caldo era afoso e continuava a dettare con i suoi orari le opere e i giorni.<\/p>\n<p>Per Yara Gambirasio, era quasi la fine, il 26 di novembre, gi\u00e0 nel cuore dell\u2019inverno e il freddo era intenso e cominciava a condizionare con le sue gradazioni tempi e modi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sarah stava soltanto da un punto di vista burocratico in provincia di Taranto, in realt\u00e0 i settemila abitanti di Avetrana si sentono parte del grande Salento e gravitano sulla citt\u00e0 di Lecce, dopo che sulla cittadina di Nard\u00f2, e infine su Porto Cesareo, paese sul mare di poche migliaia di abitanti, che per\u00f2 ad agosto li moltiplica di venti volte. Yara stava in provincia di Bergamo, a Brembate, settemila anime nel mezzo della pianura padana con le valli dei monti ravvicinate e vicino il fiume Brembo, che fingono di credere alla favola dei Celti e della cos\u00ec detta Padania.<\/p>\n<p>Ad Avetrana non ci sono fiumi, anzi i fiumi non sanno nemmeno cosa siano, nemmeno i monti e a meno che non siano andati altrove la neve non l\u2019hanno mai vista. C\u2019\u00e8 dappertutto, appena fuori le case basse, o le villette pi\u00f9 recenti del paese, nei dintorni, la terra rossa, arsa, sitibonda e poi i tronchi contorti degli ulivi che rappresentano ataviche sofferenze, come i vecchi portano incise nelle rughe i segni dei secoli, antichi come le viti di rosato, primitivo e negroamaro. A Brembate nevica forte in questi giorni e chiss\u00e0 se gelano i pianti delle cose, se questo freddo \u00e8 la loro disperazione, in quei posti di villette abitate, di capannoni dimessi, di nuove aggregazioni di traffici e di commerci, del vai e vieni del postcapitalismo industriale.<\/p>\n<p>\u2026<\/p>\n<p>Ad Avetrana parlano fra di loro il dialetto leccese e ne adattano poi in maniera efficace e brillante espressioni idiomatiche e cadenze particolari alla lingua italiana, quando si rivolgono agli estranei, tranne per\u00f2 gli anziani delle campagne, e cos\u00ec quando sono andati i giornalisti di \u201cChi l\u2019ha visto?\u201d a intervistarli, hanno dovuto mettere poi nei filmati delle loro dichiarazioni i sottotitoli in italiano: \u201cTuttu casa e fatia era drhu cristianu\u2026Stia tutthu lu giurnu accompagna cu seccite te fatia\u2026Nu sapia na festa, nu sapia nu barra\u201d \u2013 \u201c Un uomo tutto casa e lavoro &#8211; stava tutto il giorno ad ammazzarsi di fatica &#8211; non frequentava feste &#8211; o luoghi pubblici\u201d.<\/p>\n<p>A Brembate parlano fra di loro il dialetto bergamasco, il dialetto pi\u00f9 incomprensibile di tutta quanta l\u2019Italia, dal lessico straniero, dalla fonetica stretta, dal taglio pesante e continuano a parlarlo per non farsi capire da chi non \u00e8 del posto, tranne che passare a un italiano \u201ctelevisivo\u201d quando devono essi farsi capire dagli altri.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ad Avetrana certe notti si consumano in auto fra le stradine non asfaltate di campagna, dopo un calzone e una birra al 102, mitico ormai luogo di aggregazione e vero e proprio ombelico del paese. A Brembate le notti non finiscono all\u2019alba per la via e il posto della socializzazione \u00e8 un centro sportivo di gravit\u00e0 permanente, da olimpiade quotidiana; presto lo diventer\u00e0 un sempre mega e anzi gigagalattico centro commerciale, che stanno costruendo l\u00e0 vicino.<\/p>\n<p>..<\/p>\n<p>Ad Avetrana i giornalisti, i conduttori a vario titolo, i sedicenti esperti, i tuttologi di professione, avvocati, criminologi, psichiatri, dotti, medici e sapienti, nani saltimbanchi e ballerine e tutti gli animatori, quali bestie o domatori, pagliacci o intrattenitori, del circo mediatico, in nome del mostro sacro dell\u2019audience, han fatto strame di Sarah, dei suoi assassini veri o presunti, dei suoi parenti, amici e conoscenti.<\/p>\n<p>A Brembate non ci sono riusciti, almeno fino ad adesso e di Yara, della sua famiglia, dei suoi amici, anzi solo amiche, dei suoi conoscenti, abbiamo una rappresentazione forzatamente limitata e apparentemente lineare, semplice e circoscritta, in un microcosmo fatto di scuola, palestra, dieci numeri di telefono in tutto memorizzati sul cellulare.<\/p>\n<p>\u2026<\/p>\n<p>Ad Avetrana sono andati in tanti a vedere, chiss\u00e0 poi cosa, di persona, nei fine \u2013 settimana da turisti per caso, attirandosi cos\u00ec le critiche limpidissime, quanto ipocrite, di coloro i quali con i loro servizi e i loro commenti li avevano spinti l\u00e0: \u201cUno spettacolo indecente\u201d. Non era invece indecente l\u2019ambaradan di telecamere, cineprese, antenne satellitari, camion e microfoni piazzati 24\/7 davanti le villette delle famiglie Misseri e Scazzi, per\u00f2 pure il sindaco a un certo punto, anche se in colpevole ritardo, si \u00e8 rotto i cos\u00ec detti e ha emanato una giustissima, quanto opportuna ordinanza di chiusura al traffico dei tratti interessati.<\/p>\n<p>Il sindaco di Brembate invece ha chiesto, per cos\u00ec dire intimato, rispetto a tutti e di tutti, a titolo preventivo. Poi, appena un inutile idiota se n\u2019\u00e8 andato in giro con un cartello che reclamava l\u2019antica legge del taglione, retaggio diretto della dominazione longobarda, si \u00e8 affrettato a rilasciare dichiarazioni di presa di distanza, di distinguo e di quant\u2019altro possibile di buonismo in materia, strano destino di chi per anni ha seminato odio e ignoranza, contro i meridionali prima, contro gli africani poi e ha raccolto voti.<\/p>\n<p>Nel Salento sono aperti e tolleranti, come chi \u00e8 stato a lungo immigrato, come il pap\u00e0 di Sarah e sa cosa significa stare lontano dalla famiglia, vederla soltanto una settimana fra Natale e Capodanno e due ad agosto, per tutto il resto dell\u2019anno dormire in baracche gelide, mangiare nei contenitori di ferro, parlare una lingua sconosciuta. Nel bergamasco sono chiusi e diffidenti, come chi mal sopporta quegli immigrati ai quali poi per\u00f2 affittano le loro stanze, affidano le loro fabbrichette e con i quali quindi costruiscono le loro fortune. \u2026<\/p>\n<p>Ad Avetrana mutatis mutandis tutto sommato e sottratto regge ancora la civilt\u00e0 contadina, che tanto piaceva a Pier Paolo Pasolini, coi i suoi tempi e i suoi modi, i suoi ritmi e le sue consuetudini e vige ancora il matriarcato. A Brembate invece si \u00e8 da tempo consolidato il dominio egoistico e consumistico della societ\u00e0 industriale tanto detestata da Pier Paolo Pasolini, che ha annullato e sostituito con i propri disvalori ogni altro valore. In tutti e due i posti, per\u00f2, trionfa la societ\u00e0 televisiva contemporanea, l\u2019 apparire, non l\u2019essere, il pericolo dell\u2019omologazione, della vera e propria dittatura sociale, la Cernobyl culturale, contro cui il lucido spirito profetico di Pier Paolo Pasolini tent\u00f2 invano di mettere in guardia pi\u00f9 di trent\u2019anni fa, divenuto nel frattempo guaio estremo, pressoch\u00e9 irrimediabile. \u2026<\/p>\n<p>I giudici di Avetrana hanno cominciato cos\u00ec e cos\u00ec e hanno continuato cos\u00ec e cos\u00ec. I giudici di Brembate hanno cominciato malissimo e non sappiamo come continueranno.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u2026Nonostante i giudici di vespe e vinci, palombelle e sciarelle, durse e simone, sottili e spessi, meluzzi e garofani, bruzzoni e picozzi, e tutto quanto il resto del circo, non il tribunale, dove si sono celebrati i processi sommari mediatici, non sappiamo ancora chi ha ucciso Sarah e soprattutto perch\u00e9.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Di Sarah Scazzi abbiamo imparato a conoscere tutto di tutti e anzi i suoi genitori, i suoi parenti, i suoi amici giorno dopo giorno ci sono diventati famigliari, volti noti, persone sulle quali ne sappiamo pi\u00f9 che di tante altre persone reali della nostra vita vera. Certo, essi si sono prestati, indubbiamente ci hanno messo del loro, per\u00f2 i mezzi di comunicazione di massa si sono mossi con la grazia di un elefante nelle dimensioni costruite in maniera fragile e finanche trasparente di molti di loro. Semplice, ecco, pi\u00f9 che fragile e prima che trasparente. Ora, una cosa che non ho mai capito, una cosa che mi fa orrore, una cosa che non perdoner\u00f2 mai ai miei purtroppo colleghi giornalisti \u00e8 quello che puntualmente accade: quando i protagonisti di fatti di cronaca sono professionisti, o persone di un certo livello economico, essi tacciono i veri nomi e mettono al massimo le iniziali; quando sono poveracci, non solo li indicano con il loro vero nome, ma abbondano pure di particolari anche intimi, o scabrosi, comunque riservatissimi che dovrebbero rimanere alla sensibilit\u00e0 particolare di ognuno di noi. Poi, nel caso di Avetrana, vero e proprio reality, con annessi e connessi talk \u2013 show, all\u2019orrido non c\u2019\u00e8 stato proprio fine. Sono stati rivelati con insistito compiacimento particolari sulla vita, anche sentimentale, pure sessuale, dei genitori, degli amici, dei parenti di Sarah al di l\u00e0 di ogni ragionevole decenza: uno schifo, tout court, per dirla tutta precisamente. Di Yara Gambirasio non sappiamo niente di nessuno. Come per espiare nella fattispecie, da parte dei mass media, le colpe commesse altrove? O forse perch\u00e9 i genitori in primis non si sono prestati, nemmeno per la minima ragione, comunque di partenza per gli altri, per cui alzare il livello della comunicazione potesse in qualche modo favorire alle sorti della scomparsa? Oppure, invece, \u00e8 perch\u00e9 siamo appena alle prime battute, perch\u00e9 \u00e8 soltanto questione di tempo? \u2026<\/p>\n<p>Sarah aveva un diario, gli inquirenti lo hanno sequestrato. Sostanzialmente non c\u2019era niente di utile alle indagini, eppure \u00e8 stato filmato, stralciato, citato, divulgato in tutti i modi, senza ritegno, senza rispetto, senza pudore. Yara aveva un diario, gli inquirenti lo hanno sequestrato. Al momento nulla ne \u00e8 dato sapere.<\/p>\n<p>\u2026<\/p>\n<p>Sarah era perennemente senza credito sul cellulare e invece che rispondere ai messaggi che le arrivavano solitamente faceva uno squillo, anzich\u00e9 scrivere un sms. Aveva affinato una specie di codice particolare di comunicazione a base di suoni soprattutto con la cugina Sabrina, la quale \u2013 lavorando, anche se in maniera atipica e quindi potendosi permettere le ricariche, per quanto pure per ragioni economiche di minor costo \u2013 anzi degli sms aveva fatto un modus vivendi: ne mandava a tutti in quantit\u00e0 industriale, la vita insomma in diretta e condivisa, una specie di Facebook, o Twitter costantemente aggiornato, anche se doveva andare in bagno. \u201cSto tentando in bagno\u201d \u00e8 appunto il pi\u00f9 famoso, o, meglio, il pi\u00f9, non sappiamo se volontariamente, o involontariamente, criptico sms di Sabrina Misseri all\u2019amica Mariangela, fondamentale perch\u00e9 si incastra nell\u2019orario presunto, vero o falso che sia, della morte della cugina. Yara, o, meglio, il suo telefonino risponde con un sms, l\u2019ultima traccia tangibile che si ha di lei prima della sua definitiva scomparsa, ad un\u2019amica che le chiede se sar\u00e0 presente al prossimo appuntamento per una gara di ginnastica. \u201cSi confermo\u201d, c\u2019\u00e8 scritto, cos\u00ec, senza accento, n\u00e9 punteggiatura. Accento e punteggiatura a parte, a prima vista sembra troppo frettoloso, troppo scarno, soprattutto troppo burocratico, per essere stato scritto da lei in persona.<\/p>\n<p>\u2026<\/p>\n<p>Per le comunicazioni telefoniche di Sarah e di tutti quanti gli altri e le altre, non sempre le celle cui si agganciano i segnali corrispondono alla esatta localizzazione geografica, fisica: insomma, ormai \u00e8 chiaro, dopo tanti processi, pure televisivi, che quando ciascuno di noi adopera il cellulare ( e pure se non l\u2019adopera, ma lo tiene acceso, in realt\u00e0 ) lascia un segno pi\u00f9 o meno preciso di dove si trovi, per\u00f2 per imponderabili ragioni tecniche non \u00e8 detto che l\u2019apparecchio usufruisca della stazione di radiotrasmissione del segnale pi\u00f9 vicina, perch\u00e9 a volte succede che invece ne usi un\u2019altra limitrofa, il che per\u00f2 vuol dire pure a parecchi chilometri di distanza. L\u2019ultimo segnale del telefonino di Yara, vista l\u2019ultima volta al centro sportivo intorno alle 18.30, la colloca alle 18.44 di quel 26 novembre a Mapello, a quattro\/cinque chilometri da Brembate, dalla palestra che aveva lasciato, dalla sua casa dove non era tornata. Nella fattispecie, se l\u2019aggancio del segnale sia corretto, quattro\/ cinque chilometri in quindici minuti, sono molti, sono inspiegabili, sono addirittura angoscianti.<\/p>\n<p>\u2026<\/p>\n<p>Il telefonino di Sarah venne ritrovato, anzi, fu fatto ritrovare, con le note modalit\u00e0 e le meno note motivazioni, dopo alcune settimane. Dopo alcuni giorni il telefonino di Yara non \u00e8 stato ancora ritrovato.<\/p>\n<p>\u2026<\/p>\n<p>Di Sarah non sappiamo ancora l\u2019ora della morte esatta e man mano che passavano e stanno passando i giorni da quel 26 agosto la forbice delle possibilit\u00e0, anzich\u00e9 restringersi, si allarga, con ci\u00f2 seminando nuovi dubbi, al posto di raccogliere nuove certezze. Di Yara non sappiamo al momento se sia morta, o sia ancora in vita, comunque gli orari della scomparsa \u2013 cio\u00e8 dell\u2019ultima volta che \u00e8 stata vista \u2013 e dell\u2019ultima traccia che ha lasciato di s\u00e9 paiono abbastanza circoscritti e molto precisi.<\/p>\n<p>\u2026<\/p>\n<p>Sull\u2019orario dell\u2019ultima volta, o delle ultime volte, che \u00e8 stata vista Sarah non ci sono certezze e gli stessi testimoni diretti, o indiretti, non sappiamo in base a quali motivazioni, cambiano, o tendono a cambiare, riscontri, a secondo che rilascino dichiarazioni ad altri testimoni, o ai giornalisti, o agli inquirenti. Per Yara ha parlato per ora soltanto un vicino, un conoscente, un compaesano, Enrico Tironi, un giovane che per quanto in maniera a tratti approssimativa, a tratti invece convincente, ha raccontato subito agli inquirenti e pure ai giornalisti di averla vista quella sera, gi\u00e0 al buio, dopo le 18.30 parlare e anzi ridere con due altri uomini, uno di sicuro marocchino (?) o romeno (??) su di una vecchia auto rossa tutta ammaccata. Unica, enigmatica, anzi gi\u00e0 contrastata e del tutto controversa testimonianza.<\/p>\n<p>\u2026 Per Sarah a vario titolo \u00e8 entrata in ballo una leggenda da strapaese, che parla di amori sofferti di tante ragazze per, a quanto pare, un vero e proprio sciupafemmine, Ivano Russo, bello e impossibile, con gli occhi neri e il suo sapor mediorientale, del quale ormai sappiamo tutto, comprese predilezioni gastronomiche e comportamenti sentimentali e sessuali. Bello si fa per dire, mi pare di poter affermare; impossibile pure; comunque pi\u00f9 di ogni altra cosa, che il movente dell\u2019omicidio di Sarah sia la gelosia \u2013 che gelosia sarebbe, senza implicazioni, o complicazioni sessuali, che agli atti mancano completamente, quella per le coccole e le smancerie da asilo infantile ? \u2013 \u00e8 del tutto inverosimile. La leggenda da strapaese non c\u2019entra dunque proprio niente.<\/p>\n<p>Per Yara c\u2019\u00e8 quella che assomiglia a una vera e propria leggenda metropolitana, di ragazzine spaurite che ripetono l\u2019una quella che ha sentito dall\u2019altra, con le mamme che fanno le mamme, con i vecchi dei bar che danno conferma alle illazioni, come i racconti antichi dei pirati saraceni, che andavano a bordo delle loro navi pirata a rapine cristiani da sgozzare e qui si dice, si narra, si racconta e si tramanda che ci sia un gruppo di uomini brutti, sporchi e cattivi, che, non appena calano le tenebre, partono dai paesi vicini e vanno in giro a bordo di un furgoncino di colore bianco a insidiare, molestare e rapire per fini indicibili le giovani vergini che incautamente si aggirano per le strade deserte. Mi ci giocherei l\u2019ultimo dei miei dollari, anzi, dei miei euro: questa leggenda metropolitana non c\u2019entra proprio niente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per Yara proseguono le false piste investigative. E\u2019 arrivata pure l\u2019immancabile sensitiva, come in tutti i casi che si rispettino. Come in tutti i casi che si rispettino, con disarmante regolarit\u00e0, nessuna maga, veggente o sensitiva che sia riesce mai a dare indicazioni precise, salvo poi tutte quante dire che avevano visto e previsto soltanto dopo. Pure il radio-amatore che avrebbe captato una conversazione sospetta, non manca mai, \u00e8 un classico. Intanto si \u00e8 parlato di una vendetta per cause legate al lavoro del padre, come se non fosse una ipotesi del tutto inverosimile ab origine: per quanto uno possa pure dar fastidio ad altri per questioni lavorative, come potrebbe l\u2019infastidito, per quanto infastidito, soltanto pensare per questo di prendersela con una ragazzina? Come la morte di Samuele a Cogne, che avrebbero voluto spiegare con una presunta vendetta dei vicini, insomma. Ancora, un altro ragionamento incredibile gi\u00e0 soltanto in teoria, sulla cos\u00ec detta \u201cmalavita organizzata\u201d, che avrebbe ordito un rapimento e avrebbe trovato base organizzativa in Svizzera. che non \u00e8 andato da nessuna parte, e per forza.<\/p>\n<p>Poi, se un\u2019istruttrice della palestra smentisce i cani riguardo all\u2019entrata, principale, o secondaria ( e non \u00e8 cosa da poco poterlo stabilire con certezza ) della palestra da cui Yara usc\u00ec quel venerd\u00ec sera, intorno alle 18.30 prima di scomparire nel nulla, le \u201cmacchine\u201d, gli utensil\u00ec tecnologici, e tutte le diavolerie elettroniche hanno ugualmente fatto tutte quante, allo stesso modo, un buco nell\u2019acqua. Il procuratore aggiunto della Repubblica di Bergamo, Massimo Meroni, ha tenuto una conferenza \u2013 stampa sul niente: e ha pure letto, su di un testo scritto, come se si trattasse di verit\u00e0 fondamentali, poche righe, per non dire nulla di concreto, emblematica rappresentazione dello stato di inconsistenza sostanziale in cui si di battono le indagini, a pi\u00f9 di due settimane dalla \u201cscomparsa\u201d.<\/p>\n<p>\u201cYara Gambirasio per noi e&#8217; viva perche&#8217; non abbiamo indicazioni in senso contrario, ma in questo momento non abbiano indizi seri. Non abbiamo indicazioni che Yara possa essere stata uccisa, quindi per noi e&#8217; ancora viva. Il problema e&#8217; che non abbiamo seri indizi su quello che realmente e&#8217; accaduto. Non e&#8217; emerso assolutamente nulla di anormale nella vita di Yara. Ma tutto e&#8217; possibile, non essendoci nessun indizio serio o significativo. Non c&#8217;e&#8217; nessuna ipotesi da ritenersi preferibile rispetto ad altre. Naturalmente non si lascera&#8217; nulla di intentato, si fara&#8217; tutto quello che c&#8217;e&#8217; da fare. Tutte le persone che avevano qualcosa da segnalare sono state ascoltate&#8221;<\/p>\n<p>Anche per Sarah ad Avetrana furono \u201cseguite\u201d nelle prime settimane le pi\u00f9 stravaganti delle ipotesi: la badante rumena ( che per fortuna, a differenza dell\u2019operaio marocchino di Brembate, almeno non fu arrestato ), la fuga d\u2019amore, il maniaco di Facebook. Al momento, tre mesi e mezzo dopo, gli inquirenti hanno una loro verit\u00e0 processuale, basata sull\u2019ultima \u2013 per il momento \u2013 versione dei fatti data dallo zio Michele Misseri, che manca per\u00f2 di argomentazioni logiche a sostegno: non c\u2019\u00e8 l\u2019arma del delitto, non c\u2019\u00e8 un movente credibile, non ci sono riscontri oggettivi n\u00e9 di tempo, n\u00e9 di luogo, e non ci sono tante altre cose ancora. La figlia Sabrina, dal carcere, in cui \u00e8 reclusa perch\u00e9 accusata dal padre e quindi dagli inquirenti del delitto, ha scritto una lettera, indirizzata al programma televisivo \u201cQuarto grado\u201d, che nelle ultime puntate aveva sia pur timidamente avanzato qualche dubbio sulla effettiva colpevolezza. Non sappiamo se l\u2019abbia scritta materialmente ella stessa, o l\u2019abbia dettata in qualche modo e chi l\u2019abbia trascritta quanto sia stato fedele, poi quanto ci sia di autentico e quanto invece faccia parte di una strategia difensiva, e comunque ci\u00f2 nonostante possiamo leggerla ed analizzarla.<\/p>\n<p>\u201cGrazie per questa possibilit\u00e0 che mi avete dato e per la solidariet\u00e0 televisiva che sto ricevendo, perch\u00e9 ormai sono sola. Tutti mi danno addosso senza sapere nulla di me, della mia vita, delle mie abitudini, del mio modo di essere e di pensare e che mai avrei commesso questa atrocit\u00e0, perch\u00e9 ho sempre agito per il bene di Sarah e di mia zia Concetta. Tutto quello che ho fatto \u00e8 stato solo per amore nei loro confronti perch\u00e9 volevo ritrovarla al pi\u00f9 presto. Io sono innocente e nessuno riesce a capire che non ho commesso nessun omicidio, per quale motivo avrei dovuto fare una cosa del genere. Continuo ancora a sentire che tutto secondo loro \u00e8 avvenuto per una gelosia nei confronti di Ivano, ora basta!! E&#8217; una cosa assurda pensare ad un evento del genere e che per tale motivo avrei ucciso Sarah. Io ho sempre voluto bene a Sarah e ho cercato sempre di proteggerla e, l&#8217;unico rammarico, \u00e8 che non ci sono riuscita, tanto che ancora oggi non riesco ad accettare che non ci sia pi\u00f9. Mi manca la mia famiglia, voglio tornare a casa perch\u00e9 sono innocente e tutto ci\u00f2 mi sta distruggendo e non riesco a capire ad oggi perch\u00e9 mio padre mi stia accusando ingiustamente perch\u00e9 ci\u00f2 mi sta consumando poco a poco. Spero che queste mie parole NON VENGANO ULTERIORMENTE FRAINTESE perch\u00e9 lotter\u00f2 sino alla fine per dimostrare la mia innocenza, anche se da dimostrare non ho proprio nulla perch\u00e9 queste cose brutte sono lontane dai miei pensieri e dai miei modi di agire. Spero inoltre che sia fatta la vera giustizia perch\u00e9 uscire dal carcere dopo queste atroci accuse porteranno le altre persone ad avere sempre un atteggiamento di dubbio nei miei confronti e ci\u00f2 non lo desidero perch\u00e9 gradirei che tutti mi considerassero per quello che sono sempre stata. Per me giustizia non vuole dire solo che un processo vada bene ma la cosa pi\u00f9 importante \u00e8 che tutti capiscano che mai avrei potuto fare una cosa del genere, soprattutto a Sarah che per me era e continuer\u00e0 ad essere sempre la mia sorellina minore.\u201d<\/p>\n<p>In sintesi: colpisce la semplicit\u00e0 e l\u2019efficacia delle argomentazioni di Sabrina. Certo, di sicuro una colpa ce l\u2019ha, poco, ma sicuro: essersi super &#8211; eccitata ed essersi sovra \u2013 esposta, nei giorni del misfatto, vai a sapere per quali motivazioni, psicologiche, psichiatriche, addirittura, comunque certo quello che ha fatto, consapevolmente, o inconsapevolmente, non \u00e8 stato soltanto perch\u00e9, come dice adesso, voleva ritrovare la cugina al pi\u00f9 presto. C\u2019\u00e8 poi quell\u2019aggettivo \u2013 \u201ctelevisiva\u201d \u2013 che spicca e rivela la convinzione evidentemente ben radicata in Sabrina che l\u2019unica dimensione importante per le cose della vita sia quella televisiva. Ma da qui a darle la colpa dell\u2019omicidio, c\u2019\u00e8 un\u2019enorme differenza. L\u2019impressione \u00e8 che, se a Brembate siamo lontanissimi dalla verit\u00e0, pure ad Avetrana il mistero sia ancora fitto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Chi le ha viste?<\/p>\n<p>Per Sarah gli orari probabili della \u201cscomparsa\u201d e quindi dell\u2019omicidio, a distanza di quasi quattro mesi e nonostante tutte le applicazioni tecnologiche possibili e immaginabili, continuano ad essere imprecisi, anzi, contrariamente a quanto sarebbe stato lecito aspettarsi, invece che delinearsi meglio, con il prosieguo delle indagini, si defilano, sfumano, in maniera inversamente proporzionale. Continuano a spuntare testimoni che non si capisce bene perch\u00e9 spuntino soltanto adesso. Alcuni cambiano, altri non cambiano indicazioni di riferimento. Inutile dar conto di un simile pressoch\u00e9 inestricabile guazzabuglio.<\/p>\n<p>Per Yara, dopo la testimonianza controversa e dibattuta, del primo testimone, il ragazzo vicino di casa, sono spuntati a pochi giorni di distanza due altri testimoni, che hanno avuto cos\u00ec il loro quarto d\u2019ora di celebrit\u00e0. Il primo, una guardia giurata in pensione, di origini siciliane, ho dedotto dal modo di parlare, e la seconda, una signora del posto. Concordano fra di esse. Per\u00f2 presentano due problemi. Primo problema: entrambi non hanno visto la scomparsa, bens\u00ec due uomini che litigavano fra di loro e dunque, pur essendo nel posto e nell\u2019ora che coincidono con il probabile tragitto di Yara verso casa sua, chiss\u00e0 perch\u00e9 quei due uomini avrebbero dovuto litigare proprio per qualcosa di losco e non magari per l\u2019Atalanta, o i regali di Natale. Secondo problema: sono in aperta contraddizione con quanto hanno \u201cfiutato\u201d i cani specializzati, che hanno portato gli inquirenti nella direzione totalmente opposta. Richiesto del suo illustrissimo parere al riguardo, nel talk \u2013 show televisivo di cui \u00e8 ospite fisso, oltre ad essere parte in causa delle indagini in quanto, appunto, consulente di parte ( ma solo per Silvio invocano il conflitto di interessi? ) l\u2019ex colonnello dei Carabinieri Luciano Garofano ha detto che i cani \u2013 pure \u201cquei\u201d cani &#8211; possono sbagliare, sostanzialmente, insomma, che c\u2019\u00e8 margine di errore. Peccato che in un&#8217;altra occasione, che io conosco di persona, essendone coinvolto e che quindi ho seguito con particolare attenzione, ebbe a dichiarare che i testimoni possono non essere attendibili: ma mi fermo qui, perch\u00e9 questa \u00e8 un\u2019altra storia, per quanto dirompente, perch\u00e9 poi apre scenari inquietanti su come i testimoni possano, o non possano essere considerati attendibili, soprattutto su chi decida ci\u00f2, e perch\u00e9.<\/p>\n<p>Per la serie, poi, la realt\u00e0 ha pi\u00f9 fantasia di noi, ecco invece il filo rosso.<\/p>\n<p>Sembravano due casi cos\u00ec geograficamente lontani, distinti e distanti, e invece\u2026Incredibile!<\/p>\n<p>Sarah andava a mare a Torre Calimena. Siamo sulla costa jonica pi\u00f9 alta del Salento: scendendo, c\u2019\u00e8 poi Torre Lapillo, poco dopo e comunque sempre a pochi chilometri il centro pi\u00f9 famoso d\u2018estate affollatissimo di Porto Cesareo. Spiagge ampie di sabbia fina, a tratti con grossi ammassamenti alle spalle ( \u201cle dune\u201d ) e acqua sempre tiepida e accogliente, ch\u00e9 ci puoi camminare a piedi, dentro, per centinaia e centinaia di metri, quando c\u2019\u00e8 la bassa marea. Abbiamo scoperto da poco che tutte le estati, ivi compresa l\u2019ultima, a settembre scorso, Yara andava a mare a Tricase porto. E\u2019 cresciuta guardando le piccole imbarcazioni al riparo dell\u2019insenatura artificiale, le reti al sole, le lingue di sabbia sistemata fra gli scogli, le case basse fra le stradine del paesino sul mare. I nonni paterni sono originari di quei posti, Tricase paese proprio, per la precisione e una casa hanno mantenuto a Tricase porto. Ce ne sono ben pi\u00f9 di tre, di case, ormai. A settembre per\u00f2 non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 il bruciore della siccit\u00e0 e la luce non \u00e8 pi\u00f9 sfavillante, bens\u00ec attenuata. I profumi per\u00f2 sono pi\u00f9 intensi e struggenti. Non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 la ressa dei mesi precedenti. La strada che scende lungo la costa e fa paese dopo paese, localit\u00e0 dopo localit\u00e0, \u00e8 facilmente percorribile. A Tricase ormai il grande Salento si \u00e8 gi\u00e0 ben delineato: lungo l\u2019Adriatico ha dato gi\u00e0 molti posti incantevoli, ma si prepara ancora a creare le meraviglie del canyon del Ciolo, poco dopo, prima di arrivare a Santa Maria di Leuca, finibus terrae. A Tricase, ben spostata verso il capo, siamo gi\u00e0 a cinquanta-sessanta chilometri da Lecce. Avetrana sta dall\u2019altra parte e da Lecce ne dista una trentina. Il Grande Salento. Parlare quindi di una vicinanza geografica, non \u00e8 propriamente corretto. Parlare di una geografia dell\u2019anima in comune, una geografica salentina, invece s\u00ec.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I genitori<\/p>\n<p>Sono due le cose che colpiscono nella conferenza \u2013 stampa che i genitori di Yara hanno tenuto marted\u00ec 28 dicembre, con ci\u00f2 ponendo fine ad un silenzio e a un buio che duravano fin dall\u2019inizio di quest\u2019altra brutta storia e dunque da oltre un mese. La loro convinzione \u2013 e non, si badi bene, speranza \u2013 che la figlia sia ancora viva, in primo luogo. Ovviamente, allo stato dei fatti, sembra invece che di semplice e pure vana speranza si tratti, a meno che essi e gli inquirenti non sappiano qualcosa tenuta nascosta a tutti gli altri. Per\u00f2 pare strana l\u2019ipotesi del rapimento, per la semplice ragione che non se ne riesce ragionevolmente a trovare una finalit\u00e0. Come pure l\u2019allontanamento volontario, escluso subito. Eppure sono le due sole ipotesi per cui Yara potrebbe essere ancora viva. Ma sulle congetture non si costruiscono mai ragionamenti concreti. Poi, il tono dimesso, nemmeno pacato, proprio prostrato, che hanno denotato. Se effettivamente pensano o sanno che Yara sia ancora viva, ben altro spirito, focoso e battagliero, avrebbero dovuto usare e dimostrare. Certo, una prova del genere \u00e8 pesantissima, quasi disumana. Poi, s\u00ec pu\u00f2 capire la loro volont\u00e0 di vivere il loro dramma in privato, proprio quale stacco evolutivo, e contrappasso ostentato ed estremo nei confronti di quanto accaduto un po\u2019 per tutti nella vicenda di Sarah. Non si capisce \u2013 almeno, non lo capisco io, e sia ben chiaro esprimo tutto questo con umana comprensione, e solidale compartecipazione, per chi deve affrontare buna simile bruttissima esperienza \u2013 quel mostrarsi e per la prima volta cos\u00ec umili, trasandati, con gli occhi bassi.<\/p>\n<p>La mamma di Sarah ha vissuto il dramma in diretta, specie nel momento pi\u00f9 drammatico, la pagina pi\u00f9 terribilmente scioccante della televisione italiana. Apparve, continua ad apparire, in linea con tutti gli altri protagonista della vicenda, vissuta sempre nella dimensione multimediale e anzi nella sovraesposizione mediatica. Quanto al pap\u00e0 di Sarah, egli ha subito tutto ci\u00f2 e ne \u00e8 uscito devastato nell\u2019intimo privato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Silenzi, sussurri e grida<\/p>\n<p>A cinque mesi di distanza dal giorno della scomparsa, ci sono soltanto due certezze, nella storia di Sarah: che \u00e8 morta, e che lo zio Michele Misseri ne ha occultato il cadavere ( perch\u00e9 egli stesso ha condotto gli inquirenti nel pozzo di contrada &#8211; Mosca, dove l\u2019aveva seppellita e dove soltanto lui dunque poteva sapere si trovasse ). A due mesi di distanza dal giorno della scomparsa, non c\u2019\u00e8 nessuna certezza, nella storia di Yara, di cui niente al momento \u00e8 dato sapere.<\/p>\n<p>Del caso di Sarah Scazzi si continua a trattare diffusamente, giorno dopo giorno, su tutti i giornali, i telegiornali e gli appositi programmi dedicati: com\u2019era cominciata, per gli imponderabili meccanismi dell\u2019informazione, sotto l\u2019attenzione spasmodica dei mass \u2013 media, cos\u00ec questa emblematica vicenda \u00e8 continuata, in diretta, nei suoi sviluppi e cos\u00ec chiaramente continuer\u00e0 chiss\u00e0 fino a quando. Del caso di Yara Gambirasio da alcuni giorni non si parla pi\u00f9, perch\u00e9 i genitori, con una decisione che appare incomprensibile, hanno chiesto il cos\u00ec detto \u201csilenzio \u2013 stampa\u201d sulle indagini, come se gli inquirenti fossero una squadra di calcio in difficolt\u00e0, prontamente accolto un po\u2019 da tutti, con una decisione che appare ancora pi\u00f9 incomprensibile: ora, se evitare le sovra-esposizioni mediatiche e anzi le degenerazioni, a volte pure squallide, verificatesi ad Avetrana e dintorni, \u00e8 cosa buona e giusta, come \u00e8 del resto avvenuto finora, a Brembate e dintorni, \u00e8 cosa cattiva e ingiusta far cadere una cappa di silenzio sulla vicenda, controproducente per i suoi sviluppi successivi, anche se, chiaramente, non durer\u00e0 per molto.<\/p>\n<p>Possiamo ragionare comunque su quanto sappiamo; non possiamo ragionare su quanto non sappiamo, ammesso che esista. Cosa voglio dire? Voglio dire che le nostre considerazioni sono limitate a quanto emerge e non conosciamo se esistea dell\u2019altro, nelle indagini, che non viene reso noto, come, sia chiaro, ci auguriamo, per quanto ci\u00f2 sia soltanto un auspicio. Infatti: pare che in entrambi i casi ci si sia limitati alle prime e pi\u00f9 facili ipotesi, su cui siano state fatte ruotare le inchieste, senza aver allargato la considerazione ad altri, per quanto pi\u00f9 difficili, per quanto pi\u00f9 inquietanti, scenari.<\/p>\n<p>Con il lume, forzatamente fioco, ma non mai spento, della ragione, possiamo dunque ragionevolmente supporre che se subito fossero state considerate altre possibilit\u00e0 \u2013 per quanto pi\u00f9 difficili, per quanto pi\u00f9 inquietanti \u2013 ora non ci troveremmo in entrambi i casi nell\u2019attuale situazione sostanzialmente di ignoranza e di stallo nell\u2019ignoranza.<\/p>\n<p>Comunque, per quanto riguarda Yara, negli ultimi giorni abbiamo potuto sapere soltanto che paiono definitivamente cancellati, perch\u00e9 \u2013 c.v.d. e si confronti quanto scritto nelle precedenti occasioni \u2013 verificati inattendibili i presunti testimoni, che l\u2019avrebbero vista quella sera sulla strada di casa, o che sulla strada di casa, quella sera, avrebbero visto due uomini non meglio identificati litigare fra di loro. Decine di ore di interrogatori, centinaia di interviste ma va bene cos\u00ec: meglio tardi che mai.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ora, per le dinamiche strutturali dell\u2019accaduto, per il fiuto dei cani, per il gioco delle celle telefoniche, tutto lascia credere che Yara abbia preso quella sera tutta un\u2019altra direzione, verso il cantiere di Mapello, dove se ne perdono le tracce. Quando poi abbiamo detto poco fa che bisogna considerare altre possibilit\u00e0, non volevamo dire che esse debbano essere trovate come un ago in un pagliaio, o sperare che giungano per qualche fortunato accidente. Verosimilmente ci sono altri punti di partenza, anzi, di ripartenza e dico questo senza ovviamente conoscere niente altro, oltre a quanto detto, o meglio, soltanto accennato, dai mezzi di informazione. Quanto avvenuto non pu\u00f2 essere soltanto un caso e bisogna allargare il campo delle ipotesi ripartendo dal perch\u00e9 Yara \u00e8 andata quella sera al centro \u2013 sportivo, da chi poteva saperlo, da chi poteva conoscere la circostanza, da chi si sia potuto trovare l\u00e0 non certo per caso. Dico questo semplicemente ragionando sul poco che posso sapere. Altro non so al momento e al momento non posso dire.<\/p>\n<p>Su Sarah invece negli ultimi giorni tante grida, per giunta amplificate, in una vicenda che, invece di andare avanti per questo e anzi proprio per questo, pare sempre di pi\u00f9 aggrovigliarsi su s\u00e9 stessa, in un guazzabuglio pressoch\u00e9 inestricabile, se non si trova la forza di troncare di netto il nodo delle varie, successive, completamente opposte, oramai dunque tutte quante semplicemente inattendibili, di Michele Misseri, e aprirsi invece a quelle ben altre possibilit\u00e0 appena poco sopra qui evocate.<\/p>\n<p>Grida, anzi vere e proprie stonature, uno squallore unico, un altro ancora, purtroppo, per dirla tutta, negli ultimi giorni, si sono levate per il calendario che un\u2019associazione di sedicenti animalisti e personaggi di varia estrazione ad essa collegati ( dal cos\u00ec detto \u201ctronista\u201d di turno, al sindaco del paese ) ha realizzato a suo dire per beneficenza, a suo dire in memoria di Sarah. In realt\u00e0 ognuno ha fatto quanto ha fatto per il proprio tornaconto, vuoi di bottega, vuoi di \u201cimmagine\u201d. Purtroppo, in generale, non si riesce pi\u00f9 a fermare la spirale vergognosa della presunta beneficenza oramai uniformemente diffusa, che in realt\u00e0 nasconde speculazioni commerciali precise e solide. Nella fattispecie, il tocco di ulteriore degrado, la presentazione dell\u2019iniziativa, cio\u00e8 l\u2019occasione mondana, come ormai sono diventate quasi tutte le cos\u00ec dette conferenze \u2013 stampa\u201d, tenuta nello stesso posto in cui era stato dato l\u2019addio a Sarah.<\/p>\n<p>Intanto, i sussurri di Avetrana ( il paese \u00e8 piccolo, la gente mormora ) continuano a giurare \u2013 anzi, ora ne hanno ben donde \u2013 sull\u2019innocenza \u2013 vox populi, vox dei &#8211; di Michele, per il resto sempre pi\u00f9 uno, nessuno e centomila, fra orco, demonio, carnefice, santo, vittima, auto-sacrificato e le altre novantanove mila novecentonovantaquattro identit\u00e0 a lui sovrapponibili.<\/p>\n<p>Certo \u00e8 che proprio io, con le mie orecchie, nella solita parata del carrozzone acchiappa &#8211; audience del programma televisivo di turno, ho potuto sentire, dalla lettura dei verbali degli ultimi interrogatori di Michele Misseri, una cosa allucinante. Ora ve lo dico. Un momento, per\u00f2, prima, perch\u00e9 io continuo a scandalizzarmi. Infatti, continuano a uscire, a essere divulgati, in maniera indecorosa, se non altro perch\u00e9 dopo tutte le assicurazioni in contrario e senza che mai nessuno ne debba rispondere, n\u00e9 soprattutto chi li fa uscire, n\u00e9 pure per\u00f2 chi li divulga, atti giudiziari, coperti dal segreto istruttorio. E io continuo a scandalizzarmi. Io che ho obbedito ( della giustizia, per quanto sappia bene che sia fatta dagli uomini, dunque sia fallibile, ho per\u00f2 una concezione sacra ) all\u2019 ex sostituto procuratore della repubblica di Mondov\u00ec, il quale mi specific\u00f2 che non potevano essere divulgati gli atti dell\u2019inchiesta sulla morte di Edoardo Agnelli, anche senza capirne le motivazioni da lui addotte, dopo quasi dieci anni e a vicenda giudiziaria strachiusa ( confronta l\u2019intervista rilasciatami in \u201cOttanta metri di mistero\u201d ).<\/p>\n<p>Chiusa parentesi. Veniamo all\u2019allucinante. Dai verbali degli ultimi interrogatori resi da Michele Misseri e divulgati dal programma televisivo \u201cQuarto grado\u201d di venerd\u00ec 21 gennaio, emerge che l\u2019imputato ha riconosciuto come da lui stesso scritte e in piena libert\u00e0 le lettere in cui adesso scagiona la figlia Sabrina precedentemente accusata, per\u00f2 poi non riesce a leggerle. Questo \u00e8 quanto. Ora siccome chi sa soltanto leggere e chi sa soltanto scrivere esiste esclusivamente nella barzelletta sui Carabinieri, anche quest\u2019ultima versione di Michele Misseri pare subito piena pi\u00f9 di ombre nascondenti che di luci rivelatrici.<\/p>\n<p>Pare \u2013 relata refero \u2013 che gli inquirenti, concentrati oramai sull\u2019ipotesi della colpevolezza di Sabrina, considerino ininfluente quest\u2019ultima versione. Per\u00f2 pare proprio che non si siano chiesti perch\u00e9 egli l\u2019abbia formulata, in che circostanze, con quali finalit\u00e0. Sono domande dalle cui risposte l\u2019inchiesta sulla morte di Sarah potrebbe ripartire in maniera pi\u00f9 solida e soprattutto pi\u00f9 veritiera. Anche perch\u00e9 il presunto movente di Sabrina \u2013 la gelosia nei confronti della cugina \u2013 come ho ragionevolmente sostenuto qui in precedenza \u2013 mi pare del tutto inconsistente.<\/p>\n<p>E allora? Se non \u00e8 stato Michele, se non \u00e8 stata Sabrina, chi \u00e8 stato? Non lo so. Non sono un carabiniere ( che sa leggere e scrivere ) o un poliziotto. Non sono un magistrato. Tanto meno sono un veggente. Ho mezzi limitati. Ma sono un giornalista, un intellettuale: posso ragionare, soprattutto, sia pur coi miei mezzi limitati, posso cercare la verit\u00e0. E\u2019 quello che sto facendo, anzi, che sto facendo insieme a voi, anche questa volta, nelle vite parallele di Sarah e di Yara, per passione, per amor di verit\u00e0 e per vedere poi soltanto da quanto la cronaca quotidianamente ci propone \u2013 e scusate se \u00e8 poco, ma \u00e8 quello che si dovrebbe sempre fare, soltanto questo e basta, senza esagerazioni, o storture &#8211; che cosa cambia, nel bene e nel male, della nostra identit\u00e0 di contemporanei.<\/p>\n<p>Vicino e lontano<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Poi \u00e8 toccato a Yara. E\u2019 stata ritrovata morta a dieci chilometri da casa, in un campo di erbacce e sterpaglie, in una zona piena di villette e fabbricati, poco lontano dalla caserma dei vigili urbani, centro di coordinamento delle ricerche, il pomeriggio del 26 febbraio, a tre mesi esatti dalla sua scomparsa.<\/p>\n<p>L\u2019aeroplanino telecomandato di alcuni bambini che giocavano l\u00ec vicino \u00e8 andato a planare proprio vicino al corpo, in tale avanzato stato di decomposizione, da far legittimamente supporre che si trovasse l\u00e0 fin dalla sera del 26 novembre.<\/p>\n<p>Ciccio e Tore, i fratellini di Gravina, sarebbero ancora cadaveri in fondo al pozzo del casolare abbandonato, in pieno centro del paese, dove tutti erano soliti andare a giocare, se mesi e mesi dopo un loro coetaneo non fosse precipitato proprio l\u00ec.<\/p>\n<p>Desta sconcerto il fatto che proprio i casi pi\u00f9 eclatanti e famosi, degli ultimi anni, siano diventati complicatissimi, pieni di dubbi e misteri, anche l\u00e0 dove non ce n\u2019erano, o erano facilmente risolvibili. Invece\u2026<\/p>\n<p>Come si faceva a non guardare, o come si faceva a guardare evidentemente malissimo, proprio in uno dei posti dove era pi\u00f9 probabile, comunque pi\u00f9 normale, ritrovare quegli sfortunati ragazzini, che non hanno ancora giustizia, cercati a casaccio e senza ipotesi credibili, sempre a lume di ragione, proprio perch\u00e9 cercati a casaccio e senza ipotesi credibili. Sarebbero stati salvati, forse anche dopo quarantotto ore da quella notte, se a qualcuno fosse venuto in mente la prima cosa che doveva venire in mente: che erano andati a nascondersi l\u00e0, perch\u00e9 spaventati e che poi qualcosa era successo, presumibilmente in maniera accidentale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Probabilmente ( quando scrivo queste note non sono ancora noti i risultati precisi delle analisi scientifiche ) Yarah era gi\u00e0 morta, o \u00e8 stata ammazzata l\u00e0, dove \u00e8 stata abbandonata, a coltellate. Per\u00f2 le domande vengono spontanee: ma come l\u2019hanno cercata? E come sono state condotte le indagini?<\/p>\n<p>Ci sono domande multiple, che hanno una sola risposta: male.<\/p>\n<p>Pur con l\u2019ausilio delle pi\u00f9 sofisticate tecnologie, vorrei dire proprio perch\u00e9 con l\u2019ausilio delle pi\u00f9 sofisticate tecnologie, si perdono per\u00f2 di vista le ipotesi pi\u00f9 logiche e le modalit\u00e0 pi\u00f9 semplici e si finisce col complicare fino all\u2019inverosimile, anzi, a volte col non risolvere proprio nulla, come, ribadisco, hanno raccontato gli ultimi casi di cronaca nera pi\u00f9 famosi, perch\u00e9 finiti all\u2019attenzione spasmodica dei mass media.<\/p>\n<p>Pure i colleghi giornalisti in linea di massima seguono pedissequamente le informazioni avute dagli inquirenti, non li incalzano, si limitano a registrare il loro operato, non sono quasi mai, cio\u00e8 nella maggior parte dei casi, investigativi essi stessi, critici, propositivi.<\/p>\n<p>Ribadisco: anche che il silenzio \u2013 stampa chiesto dai genitori di Yara appare incomprensibile, con motivazioni ancora pi\u00f9 incomprensibili. Pi\u00f9 incomprensibile e ingiustificabile di tutto, per\u00f2, deleteria e dannosa, soprattutto proprio per le indagini, la pedissequa accettazione da parte dei giornalisti, di un fatto che non stava n\u00e9 in cielo, n\u00e9 in terra.<\/p>\n<p>Le indagini ora devono ripartire da una circostanza: la sim telefonica, ma non il telefonino, trovata vicino al corpo di Yara. Ma non erano stati fatti, o non erano in corso, tutti i rilievi sofisticatissimi del caso?<\/p>\n<p>Insomma, di nuovo e ancora con pi\u00f9 forza: ma come sono state fatte queste indagini?<\/p>\n<p>La stessa domanda, per l\u2019omicidio di Sarah. Ora gli inquirenti hanno arrestatoli fratello e il nipote di Michele Misseri, con l\u2019accusa di averlo aiutato a nascondere il cadavere, di un assassinio di cui siamo ancora siamo ben lontani dal capire il colpevole. Cos\u00ec, a semplice riflessione immediata, anche quest\u2019ultima circostanza appare pi\u00f9 che altro un accanimento ingiustificato su di un\u2019ipotesi \u2013 l\u2019unica \u2013 globale costruita e perseguita fino ad adesso contro tutti, ma soprattutto contro tutti. Vicino ad Avetrana, intanto, \u00e8 andato di nuovo, come and\u00f2 a Garlasco, Fabrizio Corona, ingaggiato e inviato da Canale 5, o il suo programma della domenica, o la \u201ctestata\u201d giornalistica corrispondente, \u00e8 lo stesso: la stessa vergogno.<\/p>\n<p>Questa volta \u00e8 stato capace di fare irruzione a casa della mamma di Sarah per estorcerle un\u2019intervista. Non che gli ospiti seriali di Bruno Vespa, e di Claudio Giachino, o Salvo Sottile, siano migliori \u2013 la logica \u00e8 quella: il protagonismo egoistico e il narcisistico compiacimento \u2013 ma Corona ha sempre un tocco di squallore in pi\u00f9, riesce sempre a far diventare ancora pi\u00f9 torbido e mortificante tutto quanto di quello che c\u2019\u00e8 dove va a ficcarsi.<\/p>\n<p>Chi le ha uccise?<\/p>\n<p>L\u2019impressione \u00e8 confermata: pi\u00f9 passano i giorni, pi\u00f9 i casi degli omicidi di Yara Gambirasio e Sarah Scazzi, nonostante siano diventati incredibili fenomeni mediatici, invece che chiarirsi, si complicano e la verit\u00e0, anzich\u00e9 vicina, appare pi\u00f9 lontana.<\/p>\n<p>Ma come sono state fatte queste indagini, allora? Male, poco, ma sicuro. Alcuni errori commessi dagli inquirenti sono evidenti, altri possiamo soltanto intuirli, dal nostro punto di osservazione svantaggiato. Poi, ci hanno messo del loro i giornalisti, ancor pi\u00f9 i cos\u00ec detti conduttori televisivi, che non hanno controllato, non hanno incalzato, hanno bevuto quello che era offerto e si sono scatenati soltanto sugli aspetti pi\u00f9 appariscenti ed eclatanti, per\u00f2 proprio per questo pi\u00f9 deteriori e fuorvianti; i commentatori sedicenti esperti, i pensionati ancora attivi in conflitto d\u2019interessi con s\u00e9 stessi e l\u2019universo mondo, gli speculatori dell\u2019audience e via a seguire nani, saltimbanchi e ballerine del circo mediatico.<\/p>\n<p>Al momento, per Yara Gambirasio non si conosce pressoch\u00e9 nulla di rilevante. Chi evoca adesso la pista satanica, o comunque esoterica, fra l\u2019altro senza nessun elemento concreto a sostegno, contribuisce a far confusione, in luogo della necessaria chiarezza. Del resto, se il sonno della ragione genera mostri, nelle indagini esso genera fantasie di serial killer, vampiri, demoni e marziani. Una buona e prolungata dormita c\u2019\u00e8 stata anche per Yara Gambirasio. Eppure, l\u2019ipotesi pi\u00f9 semplice, pi\u00f9 credibile, la prima che bisognava formulare e sviluppare, lavorandoci su in maniera esclusiva, sar\u00e0 quella risolutiva.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ora, non mi stancher\u00f2 mai di ripeterlo, le indagini devono essere fatte da questori, commissari e brigadieri; i processi, dai giudici ( e nelle sedi opportune ); e i giornalisti invece devono verificare il loro operato, mettersi in posizione sempre critica e mai passiva, cercare la verit\u00e0 per quello che possono. Non \u00e8 poco. Faccio un esempio. Quando i genitori di Yara dichiararono che erano convinti che Yara fosse viva, ora \u00e8 chiaro, lo dichiararono perch\u00e9 era stato detto loro dagli inquirenti, in maniera straziante, alla luce degli sviluppi successivi, e ancora senza elementi concreti, e lanciarono quindi, in quella straziante e surreale conferenza \u2013 stampa che tutti abbiamo visto in differita come un\u2019allucinazione, un appello ai \u201crapitori\u201d affinch\u00e9 la liberassero. Ora: ci fosse stato uno che sia andato a verificare il come e il perch\u00e9!! Un altro esempio? Quelli che hanno visto troppi film, troppi reality e talk show e letto pochi libri, e nella fattispecie hanno inventato, o comunque supinamente rilanciato, la pista satanica, con tanto di disegni e di sacrifici.<\/p>\n<p>E allora: Yara \u00e8 stata uccisa \u2013 probabilmente senza premeditazione, in seguito a chiss\u00e0 quale circostanza contingente &#8211; da qualcuno che la conosceva, con il quale era in rapporto di famigliarit\u00e0, o comunque di intimit\u00e0, quanto meno di fiducia, con il quale o sapeva di incontrarsi, o ne aveva ragionevole presunzione, quella sera, nel giro della palestra, o dei vicini di casa.<\/p>\n<p>Invece, per scoprire chi ha ucciso Sarah Scazzi bisogner\u00e0 andare oltre le verit\u00e0 processuali fin qui acquisite, fra l\u2019altro male, fra l\u2019altro in ritardo, fra l\u2019altro in maniera ondivaga e contraddittoria.<\/p>\n<p>Qui ci si accanisce su ipotesi che razionalmente sono credibili poco, come i raptus sessuali di Michele Misseri, e punto, come la \u201cgelosia\u201d di Sabrina Misseri.<\/p>\n<p>Si continuano ad arrestare ( e poi liberare ) persone; a mortificare gli avvocati difensori; a dare credito a testimoni a scoppio ritardato \u2013 di nuovo \u2013 poco e punto credibili.<\/p>\n<p>E allora: Sarah \u00e8 stata uccisa chiss\u00e0 dove e chiss\u00e0 quando, da qualcuno non ancora identificato, presumibilmente per ragioni che rimangono ancora sconosciute.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">_____________________________<\/p>\n<h3 style=\"text-align: left;\">Una giornata ad Avetrana<\/h3>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2012\/03\/05\/avetrana-salento-italy\/avetrana\/\" rel=\"attachment wp-att-1575\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/Avetrana-300x225.jpg\" alt=\"\" title=\"Avetrana\" width=\"300\" height=\"225\" \/><\/a><\/p>\n<p>Beh che volete? Negli anni scorsi ero andato a Cogne, a Novi Ligure, ad Erba, a\u00a0 Garlasco\u2026C\u2019ero andato per studiare dal vivo e in diretta, per scrutare ansiosamente dai fatti di cronaca pi\u00f9 eclatanti, quelli che sono entrati irresistibilmente nel nostro immaginario collettivo, che cosa cambia, nel bene e nel male, anzi, al di l\u00e0 del bene e del male, nella nostra vita quotidiana, nella nostra organizzazione sociale, nella nostra identit\u00e0 di contemporanei.<\/p>\n<p>Non appena ci saranno novit\u00e0 sostanziali andr\u00f2 anche a Brembate.<\/p>\n<p>Intanto, turista non per caso, da studioso, da testimone, da critico del tempo, per di pi\u00f9 l\u00e0 dove, nella fattispecie, stanno le mie radici ( imprescindibili: sono importanti, anzi, che dico importanti? Sono fondamentali, le imprescindibili radici, perch\u00e9 questa terra \u00e8 la mia terra ) sono andato anche ad\u00a0 Avetrana.<\/p>\n<p>Non appena ci saranno novit\u00e0 sostanziali andr\u00f2 poi anche a Brembate.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019 Alessandra ha portato a Sarah i fiori del bene, i primi di una ancora incerta primavera, nel lento inverno del Salento, e un bigliettino semplice, ma sentito, di sincera commozione; io le ho portato i miei pensieri, e un anelito di una verit\u00e0 che pur mi sembra ancor lontana.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Avevo gi\u00e0 scritto in presa diretta delle morti parallele di Sarah e Yara ( scusandomi per l\u2019autocitazione, rimando chi fosse interessato alla home page del mio sito personale ) e ne trarr\u00f2 le conclusioni soltanto in presenza di fatti certi degli sviluppi successivi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Intanto adesso dovevo andare proprio l\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Bench\u00e9, soltanto da un punto di vista amministrativo, si trovi in provincia di Taranto, Avetrana, per storia e geografia, per lingua e costumi, fa parte del Salento.<\/p>\n<p>Da Lecce \u00e8 facile e breve arrivarci.<\/p>\n<p>Lasciatevi alle spalle la citt\u00e0 e prendete la strada che porta direttamente all\u2019approdo pi\u00f9 vicino della costa jonica, a Porto Cesareo.<\/p>\n<p>Senza entrare nella rinomata localit\u00e0, appena prima, un\u2019altra strada, costiera, vi conduce a Torre Lapillo, prima e poi a Torre Colimena, un\u2019altra delle storiche costruzioni di cui sono piene entrambi i lati del Salento proteso nel mare infinito, poco reale baluardo contro le invasioni saracene e molto palliativo di speranza, affermazione di salvezza.<\/p>\n<p>Dalla torre al centro abitato si pu\u00f2 arrivare agevolmente anche a piedi.<\/p>\n<p>Le case basse tipiche dei paesi del Salento, lo slargo col municipio e le vie d\u2019intorno alberate, congestionate dalle macchine vecchie usate inutilmente, o impropriamente parcheggiate, dei residenti, le scuole, la farmacia, i negozi a conduzione famigliare.<\/p>\n<p>Non ci posso credere, un carretto come negli anni Cinquanta con ogni genere di mercanzia in vendita al dettaglio; poi pure quello \u2013 mestieri antichi sopravvissuti incredibilmente \u2013 dell\u2019arrotino.<\/p>\n<p>Il benzinaio indifferente al giorno e in attesa dei rari clienti sulla piazza ci guarda un po\u2019 complice, un po\u2019 stranito fin dal primo passaggio, mentre cerchiamo di orientarci e continuiamo a passargli davanti senza fermarci.<\/p>\n<p>Capisco che siamo arrivati nei pressi di via Grazia Deledda quando un\u2019auto dei Carabinieri si mette dietro a noi e ci segue passo passo. Tranquillizzo l\u2019Alessandra, al volante: non ce l\u2019hanno con noi, almeno fino a che giriamo tranquilli; deve essere la prassi, ancora adesso, per tutti i forestieri.<\/p>\n<p>Infatti, per quanto non fosse la nostra meta, passiamo dalla via a lungo assediata dalle dirette televisive e dalle impietose e devastanti curiosit\u00e0 pi\u00f9 morbose.<\/p>\n<p>E\u2019 un tratto del paese dominato da un silenzio assordante. Si respira l\u2019isolamento. E\u2019 come se un cordone sanitario l\u2019avvolgesse per tutto quanto il perimetro che si percorre girandola in ossequio alle due stradine a senso unico che la delimitano.<\/p>\n<p>La casa di Michele Misseri ci appare nascosta alla vista da teloni verdi, lunghi e larghi, di quelli usati dai contadini per la raccolta delle olive, spianati sul davanti a ridosso del cancello per tutta la loro ampia estensione.<\/p>\n<p>Non siamo \u201ci soliti curiosi\u201d, neanche ci fermiamo. I carabinieri ci abbandonano quando troviamo la vicina strada che porta al cimitero.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Fuori dal paese, con due alti cipressi davanti che si vedono da lontano, al camposanto di Avetrana c\u2019\u00e8 il silenzio del vento e dell\u2019aria della campagna.<\/p>\n<p>La tomba di Sarah \u00e8 subito all\u2019inizio, appena varcata la porta d\u2019ingresso.<\/p>\n<p>E\u2019 una specie di monumento, ma un monumento al cattivo gusto. Non per la foto, grande e suggestiva, della ragazzina, giustamente in evidenza, nemmeno per la composizione in s\u00e9 della struttura, anzi umanizzata, direi, addirittura, insomma, ingentilita, nobilitata, addirittura, dai fiori e dalle altre ancor oggi numerose presenze dei visitatori, ma per la targa didascalica posta sulla base.<\/p>\n<p>Potevano bastare le parole del ricordo: e invece qualcuno ha creduto opportuno elencare l\u2019origine, la provenienza, gli autori, i collaboratori, i partecipanti, gli sponsor insomma, addirittura, in perfetto stile da spot pubblicitario e del resto, purtroppo, in perfetta simbiosi col clima televisivo in cui tutta quanta questa triste e a tratti assurda vicenda si \u00e8 consumata e si sta ancora dibattendo.<\/p>\n<p>Ne capiremo meglio gli esiti e gli sviluppi con le verit\u00e0 giudiziarie che verranno fuori dai processi, a cominciare dal primo attualmente in corso.<\/p>\n<p>L\u2019impressione \u00e8 che ancora una volta e gi\u00e0 subito la verit\u00e0 vera sia diversa da quella processuale, che tanti aspetti debbano ancora mergere, o essere individuati.<\/p>\n<p>L\u2019altra impressione, quella che si ricava direttamente in loco, invece, \u00e8 di isolamento, estraneamento, alienazione, assurdo: quelle tende che coprono la casa dei Misseri ne sono l\u2019icastica rappresentazione.<\/p>\n<p>Avetrana, paese del Salento, all\u2019estremo sud, di povert\u00e0 atavica; di emigrazioni continue, in cerca di un minimo di benessere, se non altro di un sistema in cui poter vivere; faticosamente alla ricerca, caso per caso, di riscatto, di protagonismo; di inverni lenti e di estati dirompenti; di campi e di stradine di campagne, di viti e di olivi; di onore e di rispetto; di chiacchiere e di pettegolezzi di paese, di protagonismo contemporaneo quale risposta all\u2019isolamento atavico, ecco, Avetrana, dopo l\u2019orda massmediologica ha steso finalmente quel pietoso velo del silenzio intorno a vittime e carnefici, un velo verde, come quelli che i suoi contadini mettono d\u2019autunno sulla terra rossa, sitibonda, dove raccolgono dai secoli dei secoli le olive fatte cadere dai tronchi contorti e scheletrici, simbolici e metafisici.<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2012\/06\/05\/sarah-e-yara-le-differenze-significative\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2012\/06\/05\/sarah-e-yara-le-differenze-significative\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per Sarah si sta celebrando il processo, per Yara non c\u2019\u00e8 ancora nemmeno un indagato. *** Per Sarah Scazzi era quasi la fine, il 26 di agosto, nel cuore ancora dell\u2019estate e il caldo era afoso e continuava a dettare con i suoi orari le opere e i giorni. 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