{"id":158390,"date":"2019-09-10T09:58:46","date_gmt":"2019-09-10T07:58:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=158390"},"modified":"2019-09-23T08:36:50","modified_gmt":"2019-09-23T06:36:50","slug":"gallipoli-un-paese-nel-cuore-il-docu-film-della-rai-firmato-da-vincenzo-saccone-per-quanto-andato-in-onda-in-maniera-anonima-e-un-capolavoro-che-racconta-la-felicita-leccecronaca-it-lo-ha-r","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2019\/09\/10\/gallipoli-un-paese-nel-cuore-il-docu-film-della-rai-firmato-da-vincenzo-saccone-per-quanto-andato-in-onda-in-maniera-anonima-e-un-capolavoro-che-racconta-la-felicita-leccecronaca-it-lo-ha-r\/","title":{"rendered":"GALLIPOLI, UN PAESE NEL CUORE"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone wp-image-158393\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/GALLICOVER.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"515\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/GALLICOVER.jpg 625w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/GALLICOVER-300x193.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/p>\n<p>di<strong> Carmen Leo<\/strong>______<\/p>\n<p>IL DOCU &#8211; FILM DELLA RAI FIRMATO DA VINCENZO SACCONE E LUCREZIA LO BIANCO, PUR ANDATO&#8230;IN ONDA&#8230;ANONIMA, E&#8217; UN CAPOLAVORO CHE RACCONTA LA FELICITA&#8217;. leccecronaca.it LO HA RICOSTRUITO, HA FATTO PARLARE GLI AUTORI, E ADESSO VI RACCONTA I PERSONAGGI CHE INTERPRETANO SE&#8217; STESSI<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quando gli prendeva la nostalgia e diventava irresistibile, andava dalla Germania, dove si trovava per lavoro, fino al mare italiano pi\u00f9, si fa per dire, vicino, solo per ritornarsene subito dopo a casa bagnato, con dentro di s\u00e9 l&#8217;acqua salata, e\u00a0<em>il rumore del mare<\/em>.<\/p>\n<p>Oggi \u00e8 ritornato a vivere nel suo paese che si porta nel cuore. Accanto ad altri che hanno scelto di rimanere dove sono nati, di non andare via, attaccati, forse sarebbe meglio dire nella fattispecie ancorati, alle proprie radici, alla Cultura, alle Tradizioni.<\/p>\n<p>Le radici per esempio concretamente rappresentate da un bosco di alberi, piantato sulla terra degli avi, rifiutando insediamenti residenziali.<\/p>\n<p>Una vita semplice, ma felice, camminare per quei vicoli, guardare ogni mattina il faro che segna mondi lontani, e indica la rotta della felicit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Bellissimo tutto quanto: questo docu &#8211; film, che con le storie che racconta riscrive la storia, s\u00ec, perch\u00e9 la Storia siamo noi, la facciamo noi ogni giorno con le nostre azioni dell&#8217;esistenza quotidiana, e con ci\u00f2 attualizza la Tradizione, \u00e8 un capolavoro in assoluto, e per ogni\u00a0 Salentino una salutare lezione, di come si possa vivere felici nella semplicit\u00e0, nel decoro, nella autentica realizzazione personale, cercata e trovata qui, fiorita sulle <em>radici ca tieni.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Capita in una tranquilla serata di fine estate, quando non si esce di casa per non osare sfidare la canicola, con un tasso di umidit\u00e0 da bagno turco, stando comodamente adagiati in una camera da letto iper climatizzata, tra uno svogliato zapping e un sorso di t\u00e8 freddo con zenzero e limone, di\u00a0 imbattersi in un documentario prodotto da RAI CULTURA, in onda su Rai Play, per una serie denominata \u201cDi l\u00e0 dal fiume e tra gli alberi\u201d<em><strong>,<\/strong><\/em> a cura di un corposo team di autori e registi di programmi televisivi per la TV di Stato, tra cui <span style=\"color: #008000;\"><strong>Vincenzo Saccone<\/strong><\/span>, 57 anni, di Catania, l\u2019ideatore della puntata che ha attratto il nostro interesse, per via di un pi\u00f9 che giustificato campanilismo, in quanto si intitola <strong><span style=\"color: #ff0000;\"><em>\u201cIl porto di Gallipoli\u201d<\/em><\/span><\/strong>.<\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-158391\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/VINCENZO-SACCONE.jpg\" alt=\"\" width=\"540\" height=\"720\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/VINCENZO-SACCONE.jpg 540w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/VINCENZO-SACCONE-225x300.jpg 225w\" sizes=\"(max-width: 540px) 100vw, 540px\" \/><\/span><\/p>\n<p><em>\u201cL\u2019idea nasce da Marco Melega, creatore della serie di documentari, con la finalit\u00e0 di raccontare luoghi remoti dell\u2019Italia, tra cui porti, piccole isole, percorsi di montagna, attraverso gli occhi delle persone comuni, che quei posti li vivono nella propria quotidianit\u00e0. Il nostro obiettivo \u00e8 quello di carpire l\u2019anima e l\u2019autenticit\u00e0 di quella determinata localit\u00e0 sita al di fuori dei circuiti pi\u00f9 noti, restituendola cos\u00ec alla notoriet\u00e0, proprio tramite il nostro viaggio e il nostro incontro con quelle persone\u201d<\/em>. Vincenzo Saccone, che ci ha concesso in esclusiva un\u2019intervista per la nostra testata, risponde in tal modo alla nostra domanda su come sia nata l\u2019idea di creare questo format televisivo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Veniamo, cos\u00ec, sorpresi e stupefatti da immagini, suoni, colori con i quali viene descritta la \u201cPerla dello Ionio\u201d, partendo da un viaggio in un piccolo treno d\u2019altri tempi, quello che da Lecce porta a Gallipoli, attraversando i binari della tratta Sud-Est, utilizzata oggi solo da pochissimi viaggiatori, studenti e lavoratori pendolari, che si spostano tra un paesino e l\u2019altro del basso Salento.<\/p>\n<p>Il cronista ci conduce in un percorso fisico e sensoriale attraverso le stradine del borgo antico della Kall\u00ecpolis, la \u201ccitt\u00e0 bella\u201d, come la definirono i fondatori ellenici della Magna Grecia, facendola descrivere a coloro i quali la respirano ogni istante della loro giornata, vivendone bellezze e tradizioni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Negli ambienti sotterranei visitabili di uno dei tanti frantoi ipogei che caratterizzano il territorio salentino, incontriamo <strong><span style=\"color: #0000ff;\">Elio Pindinelli<\/span> <\/strong>il quale, da profondo conoscitore della storia locale, ci spiega come l\u2019olio \u201clampante\u201d gallipolino, cosiddetto perch\u00e9 molto acido e dunque molto richiesto per l\u2019illuminazione, fosse prodotto in gran quantit\u00e0 ed esportato via mare in tutte le citt\u00e0 dell\u2019Europa allora conosciuta, tra gli inizi del Cinquecento e la prima met\u00e0 dell\u2019Ottocento.<\/p>\n<p>Lo storico afferma che Gabriele D\u2019Annunzio, di passaggio da quelle terre nel 1895, defin\u00ec l\u2019olio di Gallipoli \u201coro liquido\u201d. Con i residui del prezioso fluido venivano anche creati dei panetti di sapone grezzo, che erano inviati a Marsiglia, dove era stata inventata una particolare tecnica di chiarificazione della materia, ritornando poi sul mercato ionico come sapone francese.<\/p>\n<p>Proseguendo nel nostro viaggio incontriamo <strong><span style=\"color: #0000ff;\">Fernando Masti<\/span><\/strong>, rappresentante della categoria di lavoratori pi\u00f9 esponenziale della Gallipoli di oggi, i pescatori per atavica passione. Mestiere, questo, che egli pratica sin dall\u2019et\u00e0 di 13 anni, perch\u00e9 figlio e nipote di pescatori.\u00a0Ci mostra la sua bottega colma di orologi sincronizzati sul fuso orario di varie citt\u00e0 del mondo, di calendari da collezione delle forze dell\u2019ordine, oltre che di attrezzi da lavoro, e orgoglioso afferma che molti sposi passano da l\u00ec a fare qualche scatto del loro servizio fotografico.<\/p>\n<p><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Luigi Perrone<\/strong><\/span>, anche lui pescatore sin dall\u2019adolescenza e proprietario di una piccola imbarcazione, lamenta che da bambino il pescato era abbondante, ma il mercato molto ristretto, mentre oggi avviene l\u2019esatto contrario.<\/p>\n<p><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Antonio Vincenti<\/strong><\/span>, un artigiano intento a tessere le sue nasse di svariate forme e dimensioni, ci delizia con il suono armonioso della sua fisarmonica e della sua maestria di cantautore popolare, tra una spiegazione e l\u2019altra dei trucchi del mestiere, che gli regala una vita sobria, umile, ma serena. Innamorato della sua terra, della quale ha patito l\u2019assenza, da lavoratore emigrante in Germania, curioso si rivela il suo racconto di quando partiva dalla citt\u00e0 tedesca che lo ospitava per andare a Jesolo, a fare un bagno in mare completamente vestito, per poi riportare gli abiti fradici di acqua salata, da poter annusare e riempire cos\u00ec polmoni e cuore di quel profumo salmastro, che tanto gli rimandava alla memoria la sua Gallipoli lontana.<\/p>\n<p>Spostandoci dalle viuzze pullulanti di frenesia quotidiana verso il porto, incontriamo <strong><span style=\"color: #0000ff;\">Federica<\/span> <span style=\"color: #0000ff;\">Rima<\/span><\/strong>, istruttrice di vela, che vediamo all\u2019opera sulla sua imbarcazione e, mentre armeggia con i vari strumenti di bordo, ci racconta del suo amore viscerale per il mare, che per lei ed il fratello, da bambini affetti da asma bronchiale, \u00e8 stato anche medico guaritore molto pi\u00f9 che i farmaci, su precisa prescrizione di alcuni specialisti milanesi.<\/p>\n<p>Racconta Federica, col sole negli occhi di chi vive il mare da protagonista, che la conformazione territoriale di Gallipoli \u00e8 ottimale per gli appassionati di vela, in quanto costantemente battuta dai venti provenienti da Sud e da Nord. Per Federica non esiste tuttora un posto dove veleggiare, che sia migliore della sua terra natia.<\/p>\n<p>Varcando il cancello dell\u2019azienda vinicola <span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Coppola<\/strong><\/span>, che dal lontano 1489 e per ben quindici generazioni si dedica alla coltivazione della vite sul territorio, incontriamo <strong><span style=\"color: #0000ff;\">Giuseppe<\/span><\/strong>, il quale ci fa da Cicerone nel museo contenente alcuni antichi attrezzi attinenti la sua attivit\u00e0.<\/p>\n<p>Ci conduce poi lungo alcuni dei settanta ettari di propriet\u00e0 della famiglia, tutti fronte mare, ombreggiati da circa centomila alberi da frutto e da bosco, alla cui piantumazione ha egli stesso contribuito.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ad un tratto, sbucati in una delle tante vie del centro storico, ci facciamo sorprendere da una visione che ha dell\u2019incredibile, considerato il tema fuori stagione. \u00c8 il negozio di <span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Alberto Greco<\/strong><\/span>, organizzatore di eventi, personaggio alquanto singolare, per la decisione di mettere su un\u2019attivit\u00e0 che espone oggetti, diverse centinaia, a tema natalizio, ma lungo tutto il corso dell\u2019anno. All\u2019esterno, sull\u2019architrave della porta, una sorta di conto alla rovescia che lui aggiorna quotidianamente sui giorni mancanti al sopraggiungere del Natale.<\/p>\n<p>Ci spiega che, a chi gli dava del matto quando ha deciso di realizzare questo sogno, lui allegramente rispondeva che il suo non era un negozio, ma un vero \u201cregalo\u201d per chi volesse vivere perennemente la magica atmosfera della festa pi\u00f9 bella e attesa dell\u2019anno. Si occupa anche di teatro Alberto, e dichiara di avere un grande sogno nel cassetto: aprire un enorme parco dei divertimenti per regalare a tutti, grandi e piccini, tanta gioia e buonumore.<\/p>\n<p>All\u2019interno del castello di Gallipoli, interamente circondato dal mare, incontriamo <strong><span style=\"color: #0000ff;\">Raffaela Zizzari<\/span><\/strong>, architetto, la quale ci spiega che esso nasce come macchina da guerra, con sale spartane e prive di orpelli, volta alla difesa della citt\u00e0 dagli attacchi dei nemici provenienti dal mare.<\/p>\n<p>La donna spiega che il suo interesse per la fortezza, letteralmente abbandonata a se stessa per quindici anni, tanto da renderla una discarica, nasce dal tempo in cui da velista lo ammirava passandoci vicino con la sua imbarcazione, rammaricandosi per lo stato di degrado in cui versava, ben lungi dal poter immaginare che sarebbe stata ella stessa l\u2019artefice diretta del suo recupero architettonico e della successiva fruizione al pubblico.<\/p>\n<p>La fortezza marittima oggi ospita al suo interno la mostra di <strong><span style=\"color: #0000ff;\">Toti Magno<\/span><\/strong>, fotografo locale, che dichiara di non riuscire a produrre altrove l\u2019emozione fotografica che gli viene generata dalla sua cittadina. Si sente quasi in debito di dover ricambiare la bellezza e le sensazioni che gli vengono regalate dalla sua terra e che lui restituisce visivamente con la sua arte a tutti coloro i quali si prestano ad ammirarla, quasi a voler fermare nel tempo i suoni, i profumi, i colori che costituiscono la colonna sonora della sua vita.<\/p>\n<p>Il nostro excursus nella storia e tra le storie della perla ionica ci porta ad incontrare una <strong><span style=\"color: #0000ff;\">famiglia <\/span><\/strong>di musicisti, i <span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Bentivoglio<\/strong><\/span>, dieci figli tra tenori, soprani, suonatori di strumenti vari. La loro musica nasce dalla passione per la terra e per il mare, che li tiene svegli di notte a comporre melodie, che vogliono tramandare tutto il bello e il buono del folklore salentino.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-158392\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/LUCREZIA-LO-BIANCO.jpg\" alt=\"\" width=\"720\" height=\"720\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/LUCREZIA-LO-BIANCO.jpg 720w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/LUCREZIA-LO-BIANCO-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/LUCREZIA-LO-BIANCO-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/LUCREZIA-LO-BIANCO-60x60.jpg 60w\" sizes=\"(max-width: 720px) 100vw, 720px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>\u201cL\u2019immediatezza del dialogo con gli intervistati, la possibilit\u00e0 di scegliere anche storie o nicchie di territorio non scontate, l\u2019opportunit\u00e0 di raccontare imprevisti e backstage che in altre trasmissioni non potremmo trattare, di giocare con ci\u00f2 che si incontra anche per caso<\/em>\u201d. \u00c8 questa la risposta fornitaci da<span style=\"color: #008000;\"> <strong>Lucrezia Lo Bianco<\/strong><\/span>, 51 anni, di Roma, autrice e regista presso RAI STORIA, co-autrice del programma, alla nostra domanda su cosa le piacesse maggiormente di questo format televisivo. La stessa, all\u2019interrogativo su cosa l\u2019avesse colpita in misura esponenziale del suo ultimo lavoro, in particolare riferimento ai luoghi visitati e alle persone incontrate, ci ha cos\u00ec riferito: <em>\u201cIl mio ultimo documentario \u00e8 stato girato in Sila, luogo scelto perch\u00e9 a me sconosciuto. Mi ha colpito, in generale, la certezza di aspettarmi un territorio che, per via dell\u2019asprezza e dell\u2019isolamento avesse da offrirmi soprattutto tradizioni locali, ma che invece mi ha sorpreso con l\u2019incontro di un luogo che guarda avanti, con i suoi grandi filosofi e storici, le lotte politiche e i movimenti sindacali, le battaglie sociali contro i latifondisti e le associazioni mafiose. Ho scoperto nella storia e nella quotidianit\u00e0 di questi territori un contesto sociale attivissimo e resistente che assolutamente non mi aspettavo\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>Questa serie di documentari girati in lungo e in largo per l\u2019Italia, sono fonte di stupore per gli stessi autori, prima ancora che per il pubblico che dimostra di apprezzarli.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Proseguendo il tour nella citt\u00e0 nuova, come i gallipolini chiamano tutto ci\u00f2 che giace al di fuori del borgo antico, la signora <strong><span style=\"color: #0000ff;\">Ivana Pisanello<\/span><\/strong> ci apre le porte della sua casa per illustrarci passo passo la ricetta di uno dei piatti pi\u00f9 apprezzati della tradizione culinaria autoctona: il polpo alla pignata con patate, cotto nel tipico recipiente di terracotta, da cui appunto prende il nome. La massaia ci spiega che i gallipolini sono molto legati alle loro tradizioni, perch\u00e9 attaccati saldamente e affettivamente al loro \u201cscoglio\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dopo una suggestiva immersione nelle chiare, fresche e salate acque della citt\u00e0 bella, guidati dall\u2019esperienza di <strong><span style=\"color: #0000ff;\">Vincenzo Fedele<\/span><\/strong>, appassionato subacqueo, che ha scoperto meraviglie e relitti di aerei e navi del periodo bellico, durante le sue escursioni sottomarine, non potevamo farci mancare la \u201cgita al faro\u201d, come nel pi\u00f9 celebre romanzo di Virginia Woolf.<\/p>\n<p>Qui incontriamo<span style=\"color: #0000ff;\"><strong> Francesco Giungato<\/strong><\/span>, figlio del guardiano di quell\u2019occhio luminoso che indica la rotta ai viandanti del mare, il quale spiega che assisteva spesso alle salite del padre ogni quattro ore in cima ai duecentocinquanta gradini del faro per far ruotare l\u2019ottica rotante, che generava la luce pulsata, vera ancora di salvezza per i naviganti.<\/p>\n<p>La puntata di questo documentario si chiude con il racconto e la lettura di versi di <strong><span style=\"color: #0000ff;\">Carmelo Scorrano<\/span><\/strong>, ex scaricatore di porto con la vena poetica. Con gli occhi velati di lacrime e la voce rotta dall\u2019emozione ci testimonia il grande attaccamento alla sua Gallipoli, fonte di grande ispirazione per i suoi scritti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>\u201cGallipoli, a parte l\u2019indiscutibile bellezza, \u00e8 strafamosa per le masse turistiche. Soprattutto per\u00a0 questo, ma non solo, <strong>sono rimasto colpito dall\u2019attaccamento di tutti i cittadini alle tradizioni, alla loro storia, alla volont\u00e0 e al piacere di continuare a vivere l\u00ec.<\/strong> Posso certamente affermare che sia il luogo che la sua gente mi sono rimasti nel cuore\u201d<\/em>. Con queste sentite e commosse parole Vincenzo Saccone conclude la nostra intervista su questo prezioso docu film, e sulla serie televisiva di cui fa parte.<\/p>\n<p>Si tratta essenzialmente di un programma di attraversamento di un territorio o di una citt\u00e0 descritto dagli occhi, coinvolti emotivamente, di una galleria di personaggi ad esso profondamente legati.<\/p>\n<p>Lo vivono, lo illustrano, lo mostrano da una prospettiva che si spera il pi\u00f9 possibile inedita e al contempo approfondita, percorsa attraverso le vie di comunicazione che possono essere ferrovie, corsi d\u2019acqua o strade, ma che tutte quante conducono, in una geografia dell&#8217;anima, ad esplorare i sentieri pi\u00f9 reconditi fuori e dentro di noi.<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2019\/09\/10\/gallipoli-un-paese-nel-cuore-il-docu-film-della-rai-firmato-da-vincenzo-saccone-per-quanto-andato-in-onda-in-maniera-anonima-e-un-capolavoro-che-racconta-la-felicita-leccecronaca-it-lo-ha-r\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2019\/09\/10\/gallipoli-un-paese-nel-cuore-il-docu-film-della-rai-firmato-da-vincenzo-saccone-per-quanto-andato-in-onda-in-maniera-anonima-e-un-capolavoro-che-racconta-la-felicita-leccecronaca-it-lo-ha-r\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Carmen Leo______ IL DOCU &#8211; FILM DELLA RAI FIRMATO DA VINCENZO SACCONE E LUCREZIA LO BIANCO, PUR ANDATO&#8230;IN ONDA&#8230;ANONIMA, E&#8217; UN CAPOLAVORO CHE RACCONTA LA FELICITA&#8217;. leccecronaca.it LO HA RICOSTRUITO, HA FATTO PARLARE GLI AUTORI, E ADESSO VI RACCONTA I PERSONAGGI CHE INTERPRETANO SE&#8217; STESSI &nbsp; Quando gli prendeva la nostalgia e diventava irresistibile, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":158393,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1,69,31,75,76,77,72],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/158390"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=158390"}],"version-history":[{"count":14,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/158390\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":158515,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/158390\/revisions\/158515"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/158393"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=158390"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=158390"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=158390"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}