{"id":16014,"date":"2013-05-12T09:31:21","date_gmt":"2013-05-12T09:31:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=16014"},"modified":"2013-05-12T09:36:56","modified_gmt":"2013-05-12T09:36:56","slug":"la-rimessione-dei-processi-per-legittimo-sospetto-suspicione-una-norma-mai-applicata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2013\/05\/12\/la-rimessione-dei-processi-per-legittimo-sospetto-suspicione-una-norma-mai-applicata\/","title":{"rendered":"LA RIMESSIONE DEI PROCESSI PER LEGITTIMO SOSPETTO (SUSPICIONE): UNA NORMA MAI APPLICATA."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2013\/05\/12\/la-rimessione-dei-processi-per-legittimo-sospetto-suspicione-una-norma-mai-applicata\/polizia-manifestazione\/\" rel=\"attachment wp-att-16017\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/polizia-manifestazione.jpg\" alt=\"\" width=\"610\" height=\"303\" class=\"alignleft size-full wp-image-16017\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/polizia-manifestazione.jpg 610w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/polizia-manifestazione-300x149.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 610px) 100vw, 610px\" \/><\/a>Il Popolo della libert\u00e0 \u00e8 sceso in piazza ieri sabato 11 maggio 2013 a Brescia &#8220;in difesa di Silvio Berlusconi&#8221;. Alle numerose esternazioni di esponenti del suo partito su un &#8220;uso politico della giustizia&#8221; segue quella dello stesso Berlusconi: &#8220;La sentenza di ieri \u00e8 davvero una provocazione preparata dalla parte politicizzata della magistratura che da vent&#8217;anni cerca di eliminarmi come principale avversario della sinistra e il rinvio a giudizio di Napoli fa parte di questo uso politico della giustizia&#8221;. Da una parte vi \u00e8 Silvio Berlusconi che si presenta come vittima sacrificale della magistocrazia e dall\u2019altra il solito Marco Pannella con i suoi scioperi della fame e della sete per denunciare la detenzione dei carcerati nei canili per umani. Puntano l\u2019indice su aspetti marginali del problema giustizia. Eppure loro sono anche quei politici che da decenni presentano le loro facce in tv. Tutto fa pensare che non gliene fotte niente a nessuno se i magistrati sono quelli che sono, pur se questi, presentandosi e differenziandosi come coloro che vengono da Marte, sono santificati dalla sinistra come unti dall\u2019infallibilit\u00e0. Tutto fa pensare che se si continua a dire che Berlusconi \u00e8 una vittima della giustizia (e solo lui)\u00a0 e che le celle sono troppo piccole per i detenuti, non si far\u00e0 l\u2019interesse di coloro che in carcere ci sono, s\u00ec, ma sono innocenti. Bene, Tutto questo fa pensare che dopo i proclami tutto rimarr\u00e0 com\u2019\u00e8. E tutto questo nell\u2019imperante omert\u00e0 dei media che si nascondo dietro il dito dell\u2019ipocrisia. Volete un esempio di come un certo modo di fare comunicazione ed informazione inclini l\u2019opinione pubblica a parlare di economia e solo di economia, come se altri problemi pi\u00f9 importanti non attanagliassero gli italiani?<\/p>\n<p>La mafia cos&#8217;\u00e8? La risposta in un aneddoto di Paolo Borsellino: \u00ab<em>Sapete che cos&#8217;\u00e8 la Mafia&#8230; faccia conto che ci sia un posto libero in tribunale&#8230;.. e che si presentino 3 magistrati&#8230; il primo \u00e8 bravissimo, il migliore, il pi\u00f9 preparato.. un altro ha appoggi formidabili dalla politica&#8230; e il terzo \u00e8 un fesso&#8230; sapete chi vincer\u00e0??? Il fesso. Ecco, mi disse il boss, questa \u00e8 la MAFIA!\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abLa vera mafia \u00e8 lo Stato, alcuni magistrati che lo rappresentano si comportano da mafiosi. Il magistrato che mi racconta che Andreotti ha baciato Riina io lo voglio in galera\u00bb<\/em>. Cos\u00ec Vittorio Sgarbi il 6 maggio 2013 ad \u201cUn Giorno Da Pecora su Radio 2.<\/p>\n<p><em>\u00abDa noi &#8211;\u00a0<\/em>ha dichiarato Silvio Berlusconi ai cronisti di una televisione greca il 23 febbraio 2013<em>\u00a0&#8211; la magistratura \u00e8 una mafia pi\u00f9 pericolosa della mafia siciliana, e lo dico sapendo di dire una cosa grossa\u00bb.\u00a0<\/em>\u00ab<em>In Italia regna una &#8220;magistocrazia&#8221;. Nella magistratura c&#8217;\u00e8 una vera e propria associazione a delinquere<\/em>\u00bb Lo ha detto Silvio Berlusconi il 28 marzo 2013 durante la riunione del gruppo Pdl a Montecitorio. Ed ancora Silvio Berlusconi all&#8217;attacco ai magistrati:\u00a0<em>\u00abL&#8217;Anm \u00e8 come la P2, non dice chi sono i loro associati\u00bb<\/em>. Il riferimento dell&#8217;ex premier \u00e8 alle associazioni interne ai magistrati, come Magistratura Democratica. Il Cavaliere \u00e8 a Udine il 18 aprile 2013 per un comizio.<\/p>\n<p>Qui non si vuole criminalizzare una intera categoria. Basta, per\u00f2, indicare a qualcuno che si ostina a difendere l\u2019indifendibile che qualcosa bisogna fare. Anzi, prima di tutto, bisogna dire, specialmente sulla Rimessione dei processi.<\/p>\n<p>Questa norma a vantaggio del cittadino \u00e8 da sempre assolutamente disapplicata e non solo per Silvio Berlusconi. Prendiamo per esempio la norma sulla rimessione del processo prevista dall\u2019art. 45 del codice di procedura penale. L&#8217;articolo 45 c.p.p. prevede che &#8220;<em>in ogni stato e grado del processo di merito, quando gravi situazioni locali, tali da turbare lo svolgimento del processo e non altrimenti eliminabili, pregiudicano la libera determinazione delle persone che partecipano al processo ovvero la sicurezza o l&#8217;incolumit\u00e0 pubblica, o determinano motivi di legittimo sospetto, la Corte di Cassazione, su richiesta motivata del procuratore generale presso la Corte di appello o del pubblico ministero presso il giudice che procede o dell&#8217;imputato, rimette il processo ad altro giudice, designato a norma dell&#8217;articolo 11<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p>Tale istituto si pone a garanzia del corretto svolgimento del processo, dell&#8217;imparzialit\u00e0 del giudice e della libera attivit\u00e0 difensiva delle parti. Si differenzia dalla ricusazione disciplinata dall&#8217;art. 37 c.p.p. in quanto derogando al principio costituzionale del giudice naturale (quello del locus commissi delicti) e quindi assumendo il connotato dell&#8217;<em>eccezionalit\u00e0<\/em>, necessita per poter essere eccepito o rilevato di\u00a0<em>gravi situazioni esterne al processo<\/em>\u00a0nelle sole ipotesi in cui queste\u00a0<em>non siano altrimenti eliminabili<\/em>. Inoltre mentre per la domanda di ricusazione \u00e8 competente il giudice superiore, per decidere sull&#8217;ammissibilit\u00e0 della rimessione lo \u00e8 solo la Corte di Cassazione.<\/p>\n<p>\u00abL\u2019ipotesi della rimessione, il trasferimento, cio\u00e8, del processo ad altra sede giudiziaria, deroga, infatti, alle regole ordinarie di competenza e allo stesso principio del giudice naturale (art. 25 della Costituzione) &#8211; spiega\u00a0Edmondo Bruti Liberati,\u00a0gi\u00e0 Presidente dell\u2019Associazione nazionale magistrati. &#8211; E pertanto gi\u00e0 la Corte di Cassazione ha costantemente affermato che si tratta di un istituto che trova applicazione in casi del tutto eccezionali e che le norme sulla rimessione devono essere interpretate restrittivamente. Nella rinnovata attenzione sull\u2019istituto della rimessione, determinata dalla discussione della proposte di modifica (2002, legge Cirami), numerosi commenti \u2013 comparsi sulla stampa \u2013 rischiano di aver indotto nell\u2019opinione pubblica l\u2019impressione che l\u2019istituto del trasferimento dei processi trovi applicazione ampia e che dunque la magistratura italiana ricorrentemente non sia in grado di operare con serenit\u00e0 di giudizio. Vi fu una sola difficile stagione dei primi decenni della nostra Repubblica, in cui numerosi processi per fatti di mafia furono trasferiti dalle sedi giudiziarie siciliane in altre regioni: era il segno umiliante della fragilit\u00e0 delle istituzioni, di uno Stato incapace di assicurare serenit\u00e0 allo svolgimento del processo e di garantire protezione ai giudici popolari di fronte alle minacce. Era una stagione in cui i processi, pur trasferiti ad altra sede, si concludevano pressoch\u00e9 ineluttabilmente con le assoluzioni per insufficienza di prove. Superata questa fase, e pur sotto la vigenza della norma del Codice di procedura penale del 1930 \u2013 che prevedeva la formula del \u00ablegittimo sospetto\u00bb \u2013, in un periodo di diversi decenni i casi di rimessione sono stati pochissimi: intendo dire poche unit\u00e0. I casi pi\u00f9 noti di accoglimento, di norma ad iniziativa degli uffici del Pm, determinarono polemiche e reazioni. (Ad esempio, i fatti di Genova del luglio 1960, la strage del Vajont, la strage di Piazza Fontana, l\u2019appello sul \u2018caso Zanzara\u2019, il caso delle schedature alla Fiat). Avanzava tra i giuristi la tesi che fosse necessaria una pi\u00f9 puntuale e rigorosa indicazione dei motivi suscettibili di determinare il trasferimento. Il Parlamento, dopo le polemiche per il trasferimento del processo per la strage di Piazza Fontana da Milano a Catanzaro, interveniva per dettare dei criteri stringenti per la designazione del nuovo giudice (legge 773\/1972 e successivamente legge 879\/1980, che introdusse il criterio automatico tuttora vigente). La lettura delle riviste giuridiche, dei saggi in materia e dei codici commentati ci presenta una serie lunghissima di casi, in cui si fa riferimento alle pi\u00f9 disparate situazioni di fatto per concludere che la ipotesi di rimessione \u00e8 stata esclusa dalla Corte di cassazione. Pochissimi sono dunque fino al 1989 stati i casi di accoglimento: l\u2019ordine di grandezza \u00e8 di una dozzina in tutto. Il dato che si pu\u00f2 fornire con precisione \u2013 ed \u00e8 estremamente significativo \u2013 riguarda il periodo dopo il 1989, con il nuovo Codice di procedura penale: le istanze di rimessione accolte sono state due.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abPer quanto concerne la remissione per motivi di legittimo sospetto occorre che i capi delle procure generali si attengano a una concezione rigorosamente ristretta dell&#8217;istituto\u00bb. La circolare ministeriale che abbiamo citato non esce dagli archivi del governo Prodi e neppure dal cassetto del terribile ex procuratore di Milano, Francesco Saverio Borrelli. Si tratta invece di una direttiva piuttosto chiara che il ministro fascista Dino Grandi inviava a tutti i tribunali italiani nel 1939, consigliando loro di usare la legittima suspicione con cautela. Eppure se si d\u00e0 uno sguardo alla storia giudiziaria italiana, se si ritorna su quei casi in cui la legittima suspicione \u00e8 stata accolta vengono i brividi e si capisce perch\u00e9 la legittima suspicione si trasformi nel legittimo sospetto contro giudici, pubblici ministeri, tribunali. Il caso pi\u00f9 drammatico, pi\u00f9 doloroso, in cui l&#8217;accettazione della legittima suspicione fece danni incalcolabili fu il processo per la strage di piazza Fontana. Non \u00e8 il caso di soffermarsi pi\u00f9 di tanto su quel buco nero della nostra storia. E&#8217; tristemente noto: la legittima suspicione riusc\u00ec a strappare il processo ai giudici di Milano in un clima golpista e lo trasfer\u00ec a Catanzaro. Per trent&#8217;anni la verit\u00e0 sulla strage rimase sotterrata dalla collusione tra servizi, governi e apparati militari. Il processo di piazza Fontana \u00e8 il caso pi\u00f9 clamoroso ma non certo il primo. Basta scartabellare negli archivi giudiziari per trovare le vittime della legittima suspicione. A due anni dalla fine della guerra si giunge al drammatico processo per la strage di Portella delle Ginestre. Il processo viene spostato da Palermo a Viterbo: la banda di Salvatore Giuliano viene condannata ma i mandanti assolti. Nel 1963 ci imbattiamo nel disastro del Vajont: il processo da Venezia viene trasferito a L&#8217;Aquila dove la strage viene definita \u00abevento imprevedibile\u00bb e dove governo e Enel vengono assolti. Nello stesso anno il processo per la strage di Ciaculli viene trasferito da Palermo a Catanzaro. Buscetta viene condannato ma altri mafiosi del peso di Pipp\u00f2 Cal\u00f2 se la cavano. Se si leggono gli atti dei processi per mafia si scopre che la richiesta di legittima suspicione viene utilizzata a man bassa, come una chiave magica usata per ottenere in sedi pi\u00f9 consone assoluzioni totali o per insufficienza di prove. Il caso pi\u00f9 clamoroso \u00e8 quello di Luciano Liggio, precursore e maestro di Tot\u00f2 Riina. Dopo l&#8217;esordio del 1948 con l&#8217;uccisione del segretario della Camera del Lavoro di Corleone, Placido Rizzotto, Liggio nel `58 ammazza il boss concorrente Michele Navarra. Liggio viene processato ma prevale la legittima suspicione: nel processo di Bari il fondatore della corrente dei corleonesi viene assolto dal tribunale di Bari per insufficienza di prove. Un altro caso clamoroso fu quello delle schedature Fiat. Negli anni `60 fu proprio Milano il luogo in cui si celebr\u00f2 il processo alla Zanzara. Quelli sopra i cinquant&#8217;anni si ricorderanno che la Zanzara era un giornalino fatto dagli studenti del Liceo Parini usato per contestare ante litteram le regole del conformismo e dell&#8217;educazione borghese. In base a denunce e lamentele della parte pi\u00f9 reazionaria dei genitori e dell&#8217;opinione pubblica ne nacque un processo che fece grande scandalo. Per evitare che nello scandalo finisse il buon nome di qualche famiglia milanese fu invocato addirittura l&#8217;ordine pubblico e per legittima suspicione il processo fin\u00ec a Genova. Nel 1989, comunque, il legislatore decide che le maglie della legittima suspicione sono troppo larghe e discrezionali e soprattutto che vengono usate come strumento per impedire la celebrazione dei processi. A spingere al cambiamento sono proprio i numerosi processi per mafia finiti con l&#8217;assoluzione per insufficienza di prove. Viene introdotta una nuova norma, quella attuale. L&#8217;introduzione di questa norma restrittiva taglia le unghie a coloro che usavano la legge come un grimaldello, ma limita anche i diritti di coloro che hanno sospetti fondati . Per tutti gli anni `90 i ricchi avvocati dei ricchissimi imputati per tangenti tentano di utilizzare la legittima suspicione per farla franca. Il caso che tutti ricordano \u00e8 quello di Bettino Craxi che durante la bufera di tangentopoli chiede attraverso i suoi legali ai giudici della Cassazione di spostare da Milano i numerosi processi a suo carico. La richiesta viene presentata in tutte le sedi processuali ma viene respinta proprio perch\u00e9 la suprema Corte si trova a dover fare i conti con una norma restrittiva che lascia poco scampo a chi vuole fare il gioco delle tre carte.<\/p>\n<p>Il\u00a06 maggio 2013 \u00e8 stata respinta l&#8217;istanza di Berlusconi di trasferimento a Brescia dei suoi processi a Milano. La richiesta di trasferimento \u00e8 basata sul legittimo sospetto che ci sia un accanimento giudiziario, \u201cun\u2019ostilit\u00e0\u201d da parte della sede giudiziaria del capoluogo lombardo (che giudica sul caso della giovane marocchina) e da parte della Corte d\u2019Appello, che si occupa del processo Mediaset, nei confronti del Cavaliere. In quaranta pagine, stilate dai legali e giunte in Cassazione a met\u00e0 marzo, vengono rappresentate una serie di decisioni, atteggiamenti e frasi pronunciate in aula dai giudici che sarebbero la dimostrazione dell\u2019accanimento nei confronti del leader del Pdl; tra queste le ordinanze con cui sono stati negati i legittimi impedimenti, le visite fiscali a carico di Berlusconi ricoverato al San Raffaele per uveite, la sentenza del caso Unipol dove gli non sono state concesse le attenuanti generiche, la fissazione di 4 udienze in 7 giorni nel processo Ruby, e alcune affermazioni in aula del procuratore aggiunto Ilda Boccassini e del presidente del collegio, Giulia Turri. Nel 2003 la richiesta di trasferire da Milano a Brescia i processi del cosiddetto filone toghe sporche (Imi-Sir\/Lodo Mondadori), in cui era imputato Cesare Previti (mentre Berlusconi era stato prosciolto per prescrizione) fu respinta dai giudici, i quali ritennero che la situazione prospettata non potesse far ipotizzare un concreto pericolo di non imparzialit\u00e0 a Milano.<\/p>\n<p>A volte per\u00f2 non c&#8217;\u00e8 molto spazio per l&#8217;interpretazione. Il sostituto procuratore generale Gabriele Mazzotta \u00e8 chiarissimo: \u00abUna serie di indicatori consentono di individuare un&#8217;emotivit\u00e0 ambientale tale da contribuire all&#8217;alterazione delle attivit\u00e0 di acquisizione della prova\u00bb. \u00c8 l&#8217; ennesimo colpo di scena sul caso Avetrana. Mazzotta parla davanti alla prima sezione penale della Cassazione dove si sta discutendo la richiesta di rimessione del processo per l&#8217;omicidio di Sarah Scazzi: i difensori di Sabrina Misseri, Franco Coppi e Nicola Marseglia, chiedono di spostare tutto a Potenza perch\u00e9 il clima che si respira sull&#8217;asse Avetrana-Taranto \u00abpregiudica la libera determinazione delle persone che partecipano al processo\u00bb. Ed a sorpresa il sostituto pg che rappresenta la pubblica accusa sostiene le ragioni della difesa e chiede lui stesso che il caso venga trasferito a Potenza per legittima suspicione. A Taranto, in sostanza, non c&#8217;\u00e8 la tranquillit\u00e0 necessaria per giudicare le indagate. Per spiegare in che cosa consiste la \u00abgrave situazione locale\u00bb che \u00abturberebbe lo svolgimento del processo\u00bb, Mazzotta si dilunga sull&#8217;arresto di Cosima (la madre di Sabrina) avvenuto praticamente in diretta tiv\u00f9 dopo la fuga di notizie che l&#8217;aveva preannunciato (\u00abFu un tentativo di linciaggio\u00bb dice il professor Coppi), parla di testimoni presenti a raduni di piazza che contestavano Cosima, ricorda le pietre e le intimidazioni contro Michele Misseri, il marito di Cosima e padre di Sabrina che fece ritrovare il cadavere di Sarah e confess\u00f2 di averla uccisa dopodich\u00e9 cambi\u00f2 versione pi\u00f9 volte, accus\u00f2 sua figlia dell&#8217;omicidio e torn\u00f2 di nuovo al primo racconto (\u00abHo fatto tutto da solo, Sabrina e Cosima sono innocenti\u00bb). Per riassumerla con le parole di Coppi: \u00abL&#8217;abbiamo sempre detto, in questo procedimento sono avvenuti fatti di una gravit\u00e0 oggettiva e se non c&#8217;\u00e8 serenit\u00e0 \u00e8 giusto trasferirlo\u00bb. Per argomentare meglio la sua richiesta, Coppi ha citato la sentenza Imi-Sir\/lodo Mondadori del 2003 (imputati Previti e Berlusconi) con la quale le Sezioni Unite della Cassazione stabilirono che in quel procedimento non ci fu legittima suspicione. Tutti i punti che in quel processo motivarono la mancanza del legittimo sospetto, nel caso Avetrana dimostrano, secondo Coppi, esattamente il contrario: cio\u00e8 che esiste la legittima suspicione.<\/p>\n<p>Eppure nonostante il dettato della legge fosse chiaro, la Corte di Cassazione per l&#8217;ennesima volta ha rigettato l&#8217;istanza.<\/p>\n<p>Nel novembre del 2002 fu approvata la legge Cirami che riformul\u00f2 i criteri del legittimo sospetto ampliando le possibilit\u00e0 di togliere un processo al suo giudice naturale. Nonostante ci\u00f2 da allora non sono stati registrati casi di legittima suspicione. I pi\u00f9 noti riguardano trasferimenti ottenuti con la vecchia legge Piazza Fontana ll processo non si tenne a Milano, luogo della strage del 1969 (foto), ma a Catanzaro. La Suprema Corte temeva che a Milano fosse a rischio la sicurezza: il Palazzo di giustizia sarebbe stato assediato dalle contestazioni di piazza Vajont. Il processo per il disastro del Vajont (nel 1963) fu trasferito da Belluno all&#8217;Aquila. La Cassazione vide pericoli, anche qui, per l&#8217; ordine pubblico Salvatore Giuliano Il bandito accusato di essere l&#8217; esecutore della strage di Portella della Ginestra (1947) fu rinviato a giudizio a Palermo ma poi la Cassazione spost\u00f2 il processo a Viterbo.<\/p>\n<p>L&#8217;imputazione di quattro avvocati nelle indagini per l\u2019omicidio di Sarah Scazzi \u00e8 &#8220;sconcertante e inquietante&#8221;. L\u2019Unione delle camere penali scende in campo contro i pubblici ministeri del caso di Avetrana e chiede al ministro della Giustizia l\u2019invio di ispettori alla procura di Taranto. Lo fa nel silenzio assordante della Camera Penale e dell&#8217;intero Consiglio dell&#8217;ordine degli avvocati di Taranto, assuefatti o collusi alle anomalie del foro tarantino. Anomalie su cui vi \u00e8 una coltre di omert\u00e0 forense e giudiziaria e di censura mediatica. Per l\u2019Ucpi \u00e8 \u201cassurdo che nel medesimo procedimento si trattino questioni riguardanti il delitto e questioni relative all\u2019indagine sul delitto stesso\u201d. Ma &#8220;ancora pi\u00f9 grave \u00e8 che alcune contestazioni mosse a due avvocati letteralmente s&#8217;intromettono indebitamente nelle scelte e nelle strategie difensive, le quali dovrebbero, al contrario, costituire un recinto invalicabile e coperto dal segreto professionale&#8221;.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 dunque una &#8220;grave violazione del diritto di difesa&#8221; da parte dei pm. E in particolare \u00e8 \u201csconcertante quanto capita all\u2019avvocato De Cristofaro, il quale per aver sostenuto l&#8217;assunzione di responsabilit\u00e0 del proprio assistito, da quest\u2019ultimo reiteratamente dichiarata, si ritrova indagato per &#8216;infedele patrocinio dai pubblici ministeri che si prefiggono l&#8217;obiettivo di provare la responsabilit\u00e0 di altra e diversa persona&#8221;. Secondo i penalisti, &#8220;si \u00e8 verificato un &#8216;corto circuito all\u2019interno del quale i pm che sostengono l&#8217;accusa hanno elevato un\u2019imputazione, per un reato riguardante in astratto le condotte del difensore che si pongono in contrasto con l\u2019interesse del proprio assistito, che gi\u00e0 a una prima lettura appare addirittura paradossale, poich\u00e9\u201a si fonda su fatti che dimostrano in maniera lampante il contrario, e cio\u00e8 che il difensore ha viceversa dato seguito alle richieste del proprio assistito.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, i pm procedenti hanno valutato come contrastante con l\u2019interesse dell\u2019imputato, puramente e semplicemente, una versione dei fatti da questi offerta che confligge con l\u2019ipotesi di accusa e lo hanno fatto sulla scorta della loro ricostruzione dei fatti&#8221;. Insomma, &#8220;oltre a ergersi arbitri della formulazione dell\u2019accusa, i pm pretendono di determinare anche l\u2019interesse dell\u2019imputato a sostenere l\u2019una o l\u2019altra tesi, e nel far questo criminalizzano l\u2019attivit\u00e0 del difensore, il che appare una intollerabile violazione del diritto di difesa oltre che l&#8217;espressione di una cultura apertamente inquisitoria. Con il risultato, inquietante e certamente non ignorato, che attraverso la contestazione elevata si vorrebbe determinare, allo stato, un obbligo deontologico di astensione da parte del difensore che, in consonanza con il proprio assistito, ha sostenuto una tesi avversa rispetto a quella caldeggiata dalla Procura&#8221;. Non solo: &#8220;Nel corso dell\u2019indagine le attivit\u00e0 difensive &#8211; lamenta l\u2019Ucpi &#8211; sono state costantemente oggetto di controllo da parte della autorit\u00e0 giudiziaria, e anche di decisioni assai stravaganti quale quella di autorizzare l\u2019espletamento di un atto di parte, come l\u2019assunzione di informazioni, &#8216;alla presenza dei pm procedenti oppure di imporre il potere di segretazione nei confronti di persone sottoposte alle indagini&#8221;. Tutto ci\u00f2 si riverbera nell&#8217;ipotesi di affrancarsi il diritto di poter far scegliere agli imputati i difensori che pi\u00f9 aggradano ai Pm. L&#8217;avv. De Cristofaro, per forza di cose prender\u00e0 in considerazione la concreta possibilit\u00e0 di rilasciare l&#8217;incarico trovandosi in una situazione di contrasto con il suo cliente, mentre per i P.M. l&#8217;operato del suo predecessore, l&#8217;avv. Galoppa era conforme se non strumentale alle loro attivit\u00e0.<\/p>\n<p>Tutto questo lo sa bene il dr Antonio Giangrande di Avetrana, presidente dell&#8217;Associazione Contro Tutte le Mafie, che nel denunciare codeste anomalie, viene perseguitato dai magistrati criticati, con il benestare della Corte di Cassazione, che non rileva affatto il legittimo sospetto che i loro colleghi tarantini possano essere vendicativi contro chi si ribella.<\/p>\n<p>29 agosto 2011. La rimessione del processo per incompatibilit\u00e0 ambientale. \u00abLe lettere scritte da Michele Misseri le abbiamo prodotte perch\u00e8\u201a sono inquietanti non tanto per il fatto che lui continua ad accusarsi di essere lui l&#8217;assassino, ma proprio perch\u00e8 mettono in luce questo clima avvelenato, in cui i protagonisti di questa inchiesta possono essere condizionati\u00bb. Lo ha sottolineato alla stampa ed alle TV l\u2019avv. Franco Coppi, legale di Sabrina Misseri riferendosi alle otto lettere scritte dal contadino di Avetrana e indirizzate in carcere alla moglie Cosima Serrano e alla figlia Sabrina, con le quali si scusa sostenendo di averle accusate ingiustamente. \u00abMichele Misseri \u2013 aggiunge l\u2019avv. Coppi \u2013 afferma che ci sono persone che lo incitano a sostenere la tesi della colpevolezza della figlia e della moglie quando lui afferma di essere l\u2019unico colpevole e avanza accuse anche molto inquietanti. Si tratta di lettere scritte fino a 7-8 giorni fa\u00bb. \u00abChe garanzie abbiamo \u2013 ha fatto presente il difensore di Sabrina Misseri \u2013 che quando dovr\u00e0 fare le sue dichiarazioni avr\u00e0 tenuta nervosa e morale sufficiente per affrontare un dibattimento?\u00bb. \u00abLa sera c&#8217;\u00e8 qualcuno che si diverte a sputare addosso ad alcuni colleghi impegnati in questo processo. I familiari di questi avvocati non possono girare liberamente perch\u00e8 c&#8217;\u00e8 gente che li va ad accusare di avere dei genitori o dei mariti che hanno assunto la difesa di mostri, quali sarebbero ad esempio Sabrina e Cosima. Questo \u00e8 il clima in cui siamo costretti a lavorare ed \u00e8 il motivo per cui abbiamo chiesto un intervento della Corte di Cassazione\u00bb. \u00abE&#8217; bene \u2013 ha aggiunto l&#8217;avvocato Coppi \u2013 allontanarci materialmente da questi luoghi. Abbiamo avuto la fortuna di avere un giudice scrupoloso che ha valutato gli atti e ha emesso una ordinanza a nostro avviso impeccabile. La sede alternativa dovrebbe essere Potenza. Non \u00e8 che il processo si vince o si perde\u00a0<a href=\"http:\/\/webmaildomini.aruba.it\/\/ext_aruba\/classic\/html\/mainframe.html?_v_=v4r1b17m7.20120629_1045?lang=it&amp;flavour=orange&amp;theme=ext_aruba\/classic&amp;useSprite=0\">oggi<\/a>, ma questo \u00e8 un passaggio che la difesa riteneva opportuno fare e saremmo stati dei cattivi difensori se per un motivo o per l&#8217;altro e per un malinteso senso di paura non avessimo adottato questa iniziativa\u00bb.<\/p>\n<p>Intanto Sabrina Misseri si sente come Amanda Knox. Era inevitabile che la ragazza americana, assolta dall\u2019accusa di omicidio di Meredith Kercher dopo quattro anni di carcere, sarebbe diventata il simbolo dell\u2019accanimento giudiziario. Tutti coloro che pensano di trovarsi in prigione ingiustamente usano lei come termine di paragone. L\u2019ha fatto Sabrina Misseri, in carcere per l\u2019altro delitto mediatico italiano, quello di Sarah Scazzi. Sabrina, dal carcere di Taranto, ha detto: \u201cMi sento come Amanda\u201c. La ragazza di Avetrana, come l\u2019americana e come l\u2019italiano Raffaele Sollecito, sostiene di essere innocente e di essere stata arrestata ingiustamente.<\/p>\n<p>Censurato dalla stampa \u00e8 che la Corte di Cassazione, di fatto, a vantaggio della magistratura disapplica una legge dello Stato. L\u2019art. 45 c.p.p. parla di Rimessione del processo in caso di emotivit\u00e0 ambientale che altera l\u2019acquisizione della prova o ne mina l\u2019ordine pubblico, ovvero per legittimo sospetto che l\u2019ufficio giudiziario non sia sereno nel giudicare, anche indotto da grave inimicizia. Di fatto la legge Cirami non \u00e8 mai stata applicata, nonostante migliaia di istanze, anche di peso: Craxi, Berlusconi, Dell\u2019Utri. Rigetto ad oltranza: sempre e comunque. Nel novembre del 2002 fu approvata la legge Cirami che riformul\u00f2 i criteri del legittimo sospetto ampliando le possibilit\u00e0 di togliere un processo al suo giudice naturale. Da allora non sono stati registrati casi di legittima suspicione. I pi\u00f9 noti riguardano trasferimenti ottenuti con la vecchia legge:<\/p>\n<p>Piazza Fontana, il processo non si tenne a Milano, luogo della strage del 1969, ma a Catanzaro. La Suprema Corte temeva che a Milano fosse a rischio la sicurezza: il Palazzo di giustizia sarebbe stato assediato dalle contestazioni di piazza. Per Piazza Fontana, in cui vi era sospetto che fosse una strage di Stato: \u00e8 il primo e pi\u00f9 famoso caso di &#8220;rimessione&#8221;. Tutti i processi collegati furono trasferiti a Catanzaro a partire dal 1972, proprio mentre i magistrati milanesi D&#8217;Ambrosio e Alessandrini imboccavano la pista della &#8220;strage di Stato&#8221;. Curiosit\u00e0: il primo dei ricorsi accolti dalla Cassazione fu proposto dall&#8217;imputato Giovanni Biondo, che dopo l&#8217;assoluzione divent\u00f2 sostituto procuratore.<\/p>\n<p>Per il Generale della Guardia di Finanza Giuseppe Cerciello, le cui indagini contro la Guardia di Finanza furono svolte dai propri commilitoni: il 29 novembre 1994 la Cassazione ha spostato da Milano a Brescia il processo per corruzione contro il generale Cerciello. L&#8217;avvocato Taormina aveva messo in dubbio tutte le indagini sulle tangenti ai finanzieri, in quanto svolte dai commilitoni. Quella rimessione \u00e8 per\u00f2 rimasta un caso unico, poi citato da Di Pietro tra i motivi delle sue dimissioni.<\/p>\n<p>Vajont. Il processo per il disastro del Vajont (nel 1963) fu trasferito da Belluno all&#8217;Aquila. La Cassazione vide pericoli, anche qui, per l&#8217; ordine pubblico.<\/p>\n<p>Salvatore Giuliano. Il bandito accusato di essere l&#8217; esecutore della strage di Portella della Ginestra (1947) fu rinviato a giudizio a Palermo, ma poi la Cassazione spost\u00f2 il processo a Viterbo.<\/p>\n<p>Da dire che il 28 settembre 2011 anche allo stesso dr Antonio Giangrande, presidente dell\u2019Associazione Contro Tutte le Mafie, di Avetrana, \u00e8 stata rigettata l\u2019istanza di rimessione. I magistrati di Taranto sono stati denunciati a Potenza e criticati sui giornali per i loro abusi ed omissioni. Per la Corte di Cassazione \u00e8 giusto che siano gli stessi a giudicare, nei processi penali per diffamazione a mezzo stampa e nel concorso pubblico di avvocato, chi li denuncia e li critica. Oltre al rigetto \u00e8 conseguita sanzione di 2 mila euro, giusto per inibire qualsiasi pretesa di tutela.<\/p>\n<p>Questa di Avetrana \u00e8 sempre pi\u00f9 una storia difficile da raccontare. \u00c8 infatti una storia senza punti e piena invece di virgole, parentesi e soprattutto di punti interrogativi. Per esempio: i carabinieri dei Ris hanno depositato una relazione sostenendo che non c&#8217;\u00e8 alcun riscontro scientifico all&#8217;omicidio di Sarah. Niente tracce della ragazza nel garage. Niente tracce nella macchina, niente sulla corda con la quale Misseri ha raccontato di averla calato nel pozzo, niente nemmeno sulle cinture, presunte arme di delitto. \u00c8 una storia cos\u00ec complicata, questa, che si arriva al paradosso costruito involontariamente dalla Cassazione che disegna tre &#8220;soppressori&#8221; di cadavere (Michele Misseri, Sabrina Misseri e Cosima Serrano), ma nemmeno un assassino come se la povera Sarah si fosse ammazzata da sola e poi gli zii e la cugina l&#8217;avessero calata nel pozzo. Pozzo che appare un po&#8217; una metafora di tutto il resto: questa di Avetrana \u00e8 sempre pi\u00f9 una storia piena di buchi neri. La procura \u00e8 convinta che a uccidere Sarah siano state Sabrina e Cosima. In realt\u00e0, per\u00f2, come ha sottolineato la Cassazione, Sabrina \u00e8 in carcere anche per aver ucciso Sarah insieme con il padre Michele: quella ordinanza non \u00e8 mai stata annullata. Non solo. Non c&#8217;\u00e8 nessuna traccia che inchioda madre e figlia: manca l&#8217;arma del delitto. Non ci sono testimoni. L&#8217;unico, il fioraio Buccolieri, ha raccontato prima informalmente di aver visto Sarah mentre veniva trascinata nell&#8217;auto di Cosima. E poi per\u00f2 ha smentito tutto: &#8220;Era solo un sogno&#8221;. In compenso, per\u00f2, c&#8217;\u00e8 zio Michele, che mentre si infuria a mezzo stampa con la moglie (&#8220;quando ero in carcere ha tagliato male tutta l&#8217;uva, ha combinato un disastro&#8221;), continua ad autoaccusarsi dell&#8217;omicidio di Sarah. Ma non gli crede nessuno. &#8220;Il soffocamento avviene ora in casa Misseri, ora nel garage, ora nella macchina di Cosima&#8221; scrive la Cassazione. Ed effettivamente non \u00e8 chiaro dove Sarah sia stata ammazzata, visto che le ricostruzioni si sovrappongono tra loro, ma spesso non combaciano. Questo \u00e8 il paradosso tutto italiano: da una parte Michele Misseri, un reo confesso di omicidio in libert\u00e0 che, se pur considerato inattendibile, da lui si prendono per buone solo le versioni che fanno comodo alla tesi della procura; dal\u2019altra parte Cosima Serrano e Sabrina Misseri, che professano la loro innocenza, ma sono in carcere senza prove. Prove che nemmeno la polizia scientifica ha trovato.<\/p>\n<p>Paradossale \u00e8 anche il fatto che \u00e8 stato assegnato a Franco Coppi il premio della Camera Penale di Bari \u201cAchille Lombardo Pijola per la Dignita dell&#8217;Avvocato\u201d. La decisione di assegnare il premio al prof. Coppi \u00e8 per lo stile che ha saputo dare, quale difensore in un delicatissimo processo in terra di Puglia, esempio luminoso di professionalit\u00e0 e di dignit\u00e0 dell&#8217;Avvocato. Il riferimento \u00e8, appunto al processo per l&#8217;omicidio di Sarah Scazzi, in cui Coppi difende Sabrina Misseri, cugina della vittima. Processo la cui levatura professionale rispetto ad altri si \u00e8 contraddistinta nell\u2019assunzione di due atti fondamentali: richiesta di rimessione del processo per legittimo sospetto e minaccia di ricusazione dei giudici Cesarina Trunfio e Fulvia Misserini.<\/p>\n<p>Per quanto innanzi detto sarebbe auspicabile la predisposizione di un difensore civico giudiziario a tutela dei cittadini. Senza sminuire le prerogative ed i privilegi dei magistrati a questi doverosamente si dovrebbe affiancare, come organo di controllo, una figura istituzionale con i poteri dei magistrati, senza essere, per\u00f2, uno di loro, perch\u00e9 corporatisticamente coinvolto. Tutto ci\u00f2 eviterebbe l\u2019ecatombe di condanne per l\u2019Italia da parte della Corte Europea dei Diritti dell\u2019Uomo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Dr Antonio Giangrande<\/em><\/p>\n<p>Presidente dell\u2019Associazione Contro Tutte le Mafie e di Tele Web Italia<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2013\/05\/12\/la-rimessione-dei-processi-per-legittimo-sospetto-suspicione-una-norma-mai-applicata\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2013\/05\/12\/la-rimessione-dei-processi-per-legittimo-sospetto-suspicione-una-norma-mai-applicata\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Popolo della libert\u00e0 \u00e8 sceso in piazza ieri sabato 11 maggio 2013 a Brescia &#8220;in difesa di Silvio Berlusconi&#8221;. 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