{"id":161425,"date":"2019-12-25T00:03:42","date_gmt":"2019-12-24T23:03:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=161425"},"modified":"2019-12-24T12:51:50","modified_gmt":"2019-12-24T11:51:50","slug":"il-racconto-il-natale-una-volta-era-cosi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2019\/12\/25\/il-racconto-il-natale-una-volta-era-cosi\/","title":{"rendered":"IL RACCONTO \/ &#8220;Il Natale una volta era cos\u00ec&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-161426\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/AD.jpg\" alt=\"\" width=\"900\" height=\"810\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/AD.jpg 700w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/AD-300x270.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/>di <strong>Dino Buzzati______<\/strong><\/p>\n<p>Nel paradiso degli animali l&#8217;anima del somarello chiese all&#8217;anima del bue:<br \/>\n&#8211; Ti ricordi per caso quella notte, tanti anni fa, quando ci siamo trovati in una specie di capanna e l\u00e0, nella mangiatoia&#8230;?<br \/>\n&#8211; Lasciami pensare&#8230; Ma s\u00ec &#8211; rispose il bue. &#8211; Nella mangiatoia, se ben ricordo, c&#8217;era un bambino appena nato.<br \/>\n&#8211; Bravo. E da allora sapresti immaginare quanti anni sono passati?<br \/>\n&#8211; Eh no, figurati. Con la memoria da bue che mi ritrovo.<br \/>\n&#8211; Millenovecentosettanta, esattamente.<br \/>\n&#8211; Accidenti!<br \/>\n&#8211; E a proposito, lo sai chi era quel bambino?<br \/>\n&#8211; Come faccio a saperlo? Era gente di passaggio, se non sbaglio. Certo, era un bellissimo bambino.<br \/>\nL&#8217;asinello sussurr\u00f2 qualche cosa in un orecchio al bue.<br \/>\n&#8211; Ma no! &#8211; fece costui &#8211; Sul serio? Vorrai scherzare spero.<br \/>\n&#8211; La verit\u00e0. Lo giuro. Del resto io l&#8217;avevo capito subito&#8230;<br \/>\n&#8211; Io no &#8211; confess\u00f2 il bue &#8211; Si vede che tu sei pi\u00f9 intelligente. A me non aveva neppure sfiorato il sospetto. Bench\u00e9, certo, a vedersi, era un fantolino straordinario.<br \/>\n&#8211; Bene, da allora gli uomini ogni hanno fanno grande festa per l&#8217;anniversario della nascita. Per loro \u00e8 la giornata pi\u00f9 bella. Tu li vedessi. \u00c8 il tempo della serenit\u00e0, della dolcezza, del riposo dell&#8217;animo, della pace, delle gioie famigliari, del volersi bene. Perfino i manigoldi diventano buoni come agnelli. Lo chiamano Natale. Anzi, mi viene un&#8217;idea. Gi\u00e0 che siamo in argomento, perch\u00e9 non andiamo a dare un&#8217;occhiata?<br \/>\n&#8211; Dove?<br \/>\n&#8211; Gi\u00f9 sulla terra, no!<br \/>\n&#8211; Ci sei gi\u00e0 stato?<br \/>\n&#8211; Ogni anno, o quasi, faccio una scappata. Ho un lasciapassare speciale. Te lo puoi fare dare anche tu. Dopotutto, qualche piccola benemerenza possiamo vantarla, noi due.<br \/>\n&#8211; Per via di aver scaldato il bimbo col fiato?<br \/>\n&#8211; Su, vieni, se non vuoi perdere il meglio. Oggi \u00e8 la Vigilia.<br \/>\n&#8211; E il lasciapassare per me?<br \/>\n&#8211; Ho un cugino all&#8217;ufficio passaporti.<\/p>\n<p>Il lasciapassare fu concesso. Partirono. Lievi lievi, come mammiferi disincarnati. Planarono sulla terra, adocchiarono un lume; vi puntarono sopra. Il lume era una grandissima citt\u00e0. Ed ecco il somarello e il bue aggirarsi per le vie del centro. Trattandosi di spirito, automobili e tram gli passavano attraverso senza danno, e alla loro volta le due bestie passavano attraverso i muri come se fossero fatti d&#8217;aria. Cos\u00ec potevano vedere bene tutto quanto.<br \/>\nEra uno spettacolo impressionante, mille lumi, le vetrine, le ghirlande, gli abeti e lo sterminato ingorgo di automobili, e il vertiginoso formicolio della gente che andava e veniva, entrava e usciva, tutti carichi di pacchi e pacchetti, con un&#8217;espressione ansiosa e frenetica, come se fossero inseguiti. Il somarello sembrava divertito. Il bue si guardava intorno con spavento.<br \/>\n&#8211; Senti, amico: mi avevi detto che mi portavi a vedere il Natale. Ma devi esserti sbagliato. Qui stanno facendo la guerra.<br \/>\n&#8211; Ma non vedi come sono tutti contenti?<br \/>\n&#8211; Contenti? A me sembrano dei pazzi.<br \/>\n&#8211; Perch\u00e9 tu sei un provinciale, caro il mio bue. Tu non sei pratico degli uomini moderni, tutto qui. Per sentirsi felici, hanno bisogno di rovinarsi i nervi.<br \/>\nPer togliersi da quella confusione, il bue, valendosi della sua natura di spirito, fece una svolazzatine e si ferm\u00f2 a curiosare a una finestra del decimo piano. E l&#8217;asinello, gentilmente, dietro.<br \/>\nVidero una stanza riccamente ammobiliata e nella stanza, seduta ad un tavolo, una signora molto preoccupata.<br \/>\nAlla sua sinistra, sul tavolo, un cumulo alto mezzo metro di carte e cartoncini colorati, alla sua destra una pila di cartoncini bianchi. Con l&#8217;evidente assillo di non perdere un minuto, la signora, sveltissima, prendeva uno dei cartoncini colorati lo esaminava un istante poi consultava grossi volumi, subito scriveva su uno dei cartoncini bianchi, lo infilava in una busta, scriveva qualcosa sulla busta, chiudeva la busta quindi prendeva dal mucchio di destra un altro cartoncino e ricominciava la manovra. Quanto tempo ci vorr\u00e0 a smaltirlo? La sciagurata ansimava.<br \/>\n&#8211; La pagheranno, bene, immagino, &#8211; fece il bue &#8211; per un lavoro simile.<br \/>\n&#8211; Sei ingenuo, amico mio. Questa \u00e8 una signora ricchissima e della migliore societ\u00e0.<br \/>\n&#8211; E allora perch\u00e9 si sta massacrando cos\u00ec?<br \/>\n&#8211; Non si massacra. Sta rispondendo ai biglietti di auguri.<br \/>\n&#8211; Auguri? E a che cosa servono?<br \/>\n&#8211; Niente. Zero. Ma chiss\u00e0 come, gli uomini ne hanno una mania.<br \/>\nSi affacciarono, pi\u00f9 in l\u00e0, a un&#8217;altra finestra. Anche qui, gente che, trafelava, scriveva biglietti su biglietti, la fronte imperlata di sudore.<br \/>\nDovunque le bestie guardassero, ecco uomini e donne fare pacchi, preparare buste, correre al telefono, spostarsi fulmineamente da una stanza all&#8217;altra portando spaghi, nastri, carte, pendagli e intanto entravano giovani inservienti con la faccia devastata portando altri pacchi, altri scatole altri fiori altri mucchi di auguri. E tutto era precipitazione ansia fastidio confusione e una terribile fatica. Dappertutto lo stesso spettacolo. Andare e venire, comprare e impaccare spedire e ricevere imballare e sballare chiamare e rispondere e tutti correvano tutti ansimavano con il terrore di non fare in tempo e qualcuno crollava boccheggiando.<br \/>\n&#8211; Mi avevi detto &#8211; osserv\u00f2 il bue &#8211; che era la festa della serenit\u00e0, della pace.<br \/>\n&#8211; Gi\u00e0 &#8211; rispose l&#8217;asinello. &#8211; Una volta infatti era cos\u00ec. Ma, cosa vuoi, da qualche anno, sar\u00e0 questione della societ\u00e0 dei consumi&#8230; Li ha morsi una misteriosa tarantola. Ascoltali, ascoltali.<br \/>\nIl bue tese le orecchie.<br \/>\nPer le strade nei negozi negli uffici nelle fabbriche uomini e donne parlavano fitto fitto scambiandosi come automi delle monotone formule buon Natale auguri auguri a lei grazie altrettanto auguri buon Natale. Un brusio che riempiva la citt\u00e0.<br \/>\n&#8211; Ma ci credono? &#8211; chiese il bue &#8211; Lo dicono sul serio? Vogliono davvero tanto bene al prossimo?<br \/>\nL&#8217;asinello tacque.<br \/>\n&#8211; E se ci ritirassimo un poco in disparte? &#8211; sugger\u00ec il bovino. &#8211; Ho ormai la testa che \u00e8 un pallone&#8230; Sei proprio sicuro che non sono usciti tutti matti?<br \/>\n&#8211; No, no. \u00c8 semplicemente Natale.<br \/>\n&#8211; Ce n&#8217;\u00e8 troppo, allora. Ti ricordi quella notte a Betlemme, la capanna, i pastori, quel bel bambino. Era freddo anche l\u00ec, eppure c&#8217;era una pace, una soddisfazione. Come era diverso.<br \/>\n&#8211; E quelle zampogne lontane che si sentivano appena appena.<br \/>\n&#8211; E sul tetto, ti ricordi, come un lieve svolazzamento. Chiss\u00e0 che uccelli erano.<br \/>\n&#8211; Uccelli? Testone che non sei altro. Angeli erano.<br \/>\n&#8211; E la stella? Non ti ricordi che razza di stella, proprio sopra la capanna? Chiss\u00e0 che non ci sia ancora. Le stelle hanno una vita lunga.<br \/>\n&#8211; Ho idea di no &#8211; disse l&#8217;asino &#8211; c&#8217;\u00e8 poca aria di stelle, qui. Alzarono il muso a guardare, e infatti non si vedeva niente, sulla citt\u00e0 c&#8217;era un soffitto di caligine e di smog.______<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dino Buzzati, San Pellegrino di Belluno,\u00a016 ottobre\u00a01906\u00a0\u2013\u00a0Milano,\u00a028 gennaio\u00a01972. Scrittore,\u00a0giornalista,\u00a0pittore,\u00a0drammaturgo,\u00a0librettista,\u00a0scenografo,\u00a0costumista\u00a0e\u00a0poeta\u00a0italiano. Fin da studente collabor\u00f2 al\u00a0Corriere della Sera\u00a0come\u00a0cronista,\u00a0redattore\u00a0e\u00a0inviato speciale.<\/p>\n<p>Autore di un grande numero di\u00a0romanzi\u00a0e\u00a0racconti\u00a0surreali\u00a0e\u00a0realistico-magici, \u00e8 considerato, insieme a\u00a0Italo Calvino\u00a0e\u00a0Tommaso Landolfi, uno dei pi\u00f9 grandi scrittori\u00a0fantastici\u00a0del\u00a0Novecento\u00a0italiano: il suo capolavoro,\u00a0Il deserto dei Tartari\u00a0(1940), \u00e8 considerato dalla\u00a0critica\u00a0il vertice della\u00a0narrativa italiana\u00a0 contemporanea.______<\/p>\n<p>Nella foto: &#8220;L&#8217; Adorazione dei Magi&#8221;, Pietro Perugino, 1476, tempera\u00a0su tavola, 241 x 180 cm, Perugia, Galleria Nazionale dell&#8217;Umbria<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2019\/12\/25\/il-racconto-il-natale-una-volta-era-cosi\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2019\/12\/25\/il-racconto-il-natale-una-volta-era-cosi\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Dino Buzzati______ Nel paradiso degli animali l&#8217;anima del somarello chiese all&#8217;anima del bue: &#8211; Ti ricordi per caso quella notte, tanti anni fa, quando ci siamo trovati in una specie di capanna e l\u00e0, nella mangiatoia&#8230;? &#8211; Lasciami pensare&#8230; Ma s\u00ec &#8211; rispose il bue. &#8211; Nella mangiatoia, se ben ricordo, c&#8217;era un bambino [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":161426,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[31],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/161425"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=161425"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/161425\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":161429,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/161425\/revisions\/161429"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/161426"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=161425"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=161425"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=161425"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}