{"id":161513,"date":"2019-12-27T15:35:22","date_gmt":"2019-12-27T14:35:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=161513"},"modified":"2020-01-09T19:00:33","modified_gmt":"2020-01-09T18:00:33","slug":"la-storia-il-futuro-ogni-giorno-sospeso-nel-vuoto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2019\/12\/27\/la-storia-il-futuro-ogni-giorno-sospeso-nel-vuoto\/","title":{"rendered":"LA STORIA \/ IL FUTURO OGNI GIORNO SOSPESO NEL VUOTO"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-161514\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/sc.jpg\" alt=\"\" width=\"1280\" height=\"720\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/sc.jpg 1280w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/sc-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/sc-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/sc-768x432.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1280px) 100vw, 1280px\" \/>di <strong>Giuseppe Puppo<\/strong>______<\/p>\n<p>Lui ha undici anni, si sveglia tutte le mattine insieme ai primi raggi del sole, quando c&#8217;\u00e8, quando non piove, perch\u00e9 arrivano i monsoni, comunque quando non c&#8217;\u00e8, uguale, sempre alle sei.<\/p>\n<p>Si lava sommariamente fuori di casa al rubinetto della vasca, ripensa ai suoi sogni: da grande, vuol fare il pilota di aereo, &#8220;<em>voglio vedere il mondo<\/em>&#8220;. Ma \u00e8 solo un attimo,\u00a0 gi\u00e0 chiama la dura realt\u00e0.<\/p>\n<p>Intanto, deve andare a scuola. Una parola.<\/p>\n<p>Lui vive in uno sperduto villaggio sui monti del Nepal e per poter cullare i suoi sogni deve ogni santissimo giorno affrontare una pericolosissima avventura, prima, un&#8217;anabasi disperata di stanchezza, poi, insomma un&#8217;odissea\u00a0 quotidiana.<\/p>\n<p>Con lui la sorella appena pi\u00f9 piccola.<\/p>\n<p>Eccoli, gi\u00e0 con la divisa della loro scuola addosso, bellissima, come erano belli i grembiulini che anche in italia esistevano un tempo e facevano tutti uguali, e tutti pi\u00f9 seri e distinti, comunque elegantissimi, ricchi e poveri, senza differenze, almeno a scuola, almeno per la Scuola, senza zaini griffati, diari col logo e abiti firmati, le invasioni deleterie del consumismo.<\/p>\n<p>Per\u00f2, prima c&#8217;\u00e8 da aiutare i genitori nel lavoro dei campi.<\/p>\n<p>Gi\u00e0, se no che si mangia, al ritorno?<\/p>\n<p>Le prime due ore della giornata passano cos\u00ec, di fatica.<\/p>\n<p>Quando sono le otto, lui e lei sono pronti e si mettono in cammino, con le ciabatte sui piedi nudi, sotto lo sguardo preoccupato e triste della loro mamma. Se tutto va bene, ci vogliono un paio d&#8217;ore, infatti, per arrivare a scuola.<\/p>\n<p>Scendono a valle, percorrendo in discesa un sentiero impervio e pericoloso, sia per il dislivello notevole, sia per la caratteristica dei luoghi, di flora e fauna selvaggia.<\/p>\n<p>Non \u00e8 facile, arrivare al fondo valle, dove scorre il fiume.<\/p>\n<p>E&#8217; fatta? No, per niente, anzi il pi\u00f9 difficile deve ancora cominciare.<\/p>\n<p>Gi\u00e0, perch\u00e9 non c&#8217;\u00e8 un ponte sul fiume. Sulle sue acque gonfie e minacciose, c&#8217;\u00e8 solamente un sistema di funi, due, ch\u00e9 la terza si \u00e8 rotta, e di ferro, che reggono in precario equilibrio una cabina, sospesa nel vuoto per sessanta metri.<\/p>\n<p>Qualcuno lo costru\u00ec cos\u00ec, per alleviare l&#8217;atavica solitudine dei villaggi di montagna della zona: oltre il fiume, infatti, c&#8217;\u00e8 una strada asfaltata, si vedono correre auto e camion, si va in citt\u00e0, ad una decina di chilometri di distanza, c&#8217;\u00e8 insomma tutto un altro mondo da cui essi sono esclusi, che \u00e8 a loro negato.<\/p>\n<p>Tranne che per questa specie di filovia.<\/p>\n<p>I bambini ora, tutti provenienti dai villaggi di alta quota, sono una dozzina, la pi\u00f9\u00a0 piccola ha quattro anni. Aspettano che un mercante vada a recuperare la cabina dall&#8217;altro lato e la porti sulla riva dove sostano, pazienti e silenti.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 bisogno di fare due viaggi. I pi\u00f9 piccoli si siedono dentro e guardano per alcuni minuti il fiume sotto di loro, mentre avanzano lentamente, verso l&#8217;altro lato, con occhi ansiosi e preoccupati.<\/p>\n<p>I due pi\u00f9 grandi &#8211; e nella piccola comunit\u00e0 \u00e8 considerato un onore, significa che sei gi\u00e0 grande, che sei diventato un adulto e dimostri affidabilit\u00e0 &#8211; si mettono in bilico in piedi sulle funi, perch\u00e9, superata la prima met\u00e0 del percorso, per l&#8217;altra met\u00e0 bisogna spingerla a mano, la cabina, per farla muovere.<\/p>\n<p>A mani nude, con le schegge di minerale che entrano nella pelle e provocano abrasioni e ferite, se va bene. Se va male, meglio non pensarci.<\/p>\n<p>Due viaggi andata e ritorno, a grande fatica, con grande pericolo, ma alla fine tutti i bambini sono sull&#8217;altro mondo, di questa terra, quello da cui sono estromessi e a cui possono accedere solo in questo modo.<\/p>\n<p>Alla fine? No, non ancora. Ai bordi delle strade dove Dio \u00e8 morto e pure quelli della religione Ind\u00f9, sono morti tutti,\u00a0 i bambini adesso aspettano un passaggio, da qualche automobilista caritatevole. La scuola \u00e8 ancora lontana, qualche chilometro, per\u00f2\u00a0 dai, adesso, rispetto a quanto hanno affrontato, \u00e8 una passeggiata. Anche se non priva anch&#8217;essa di pericoli, perch\u00e9 i camion sfrecciano veloci, sgangherati, e le auto avrebbero bisogno di una ristrutturazione completa, altro che revisione.<\/p>\n<p>Qualcuno si ferma sempre, per la felicit\u00e0 di quella dozzina di bambini, che salgono stavolta ridenti su una stiva di prodotti alimentari, o dentro un carro bestiame.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, pochi minuti ancora, ed \u00e8 fatta.<\/p>\n<p>Alle dieci, trafelati, esausti, ma felici, sono anch&#8217;essi al loro posto, insieme al centinaio di altri bambini provenienti dalle zone pi\u00f9 fortunate di quella zona, dentro l&#8217;ampio piazzale che sta davanti l&#8217;edificio della scuola.<\/p>\n<p>Tutti in fila, divisi per venti o trenta, con\u00a0 i gruppetti in verticale, a gremire l&#8217;orizzonte, e davanti a loro un solo uomo al comando che scandisce i numeri in inglese, e ad ogni numero corrisponde per loro un movimento, gi\u00e0, perch\u00e9 ci sono cinque minuti di educazione fisica obbligatoria.<\/p>\n<p>Poi, prima di entrare nelle aule, impettiti nella loro uniforme, i bambini cantano tutti insieme in coro l&#8217;inno nazionale del Nepal.<\/p>\n<p>Bellissimo.<\/p>\n<p>La maestra, che pure non ha ricevuto lettere da don Lorenzo Milani, e non ha letto nemmeno Pier Paolo Pasolini, ha un occhio di tolleranza per quei dodici bambini, nelle rispettive classi regolarmente agli ultimi posti delle valutazioni, gi\u00e0 pure in Nepal devono fare una specie di prove INVALSI, sa che le loro condizioni economiche e le loro difficolt\u00e0 logistiche ne condizionano pesantemente il rendimento scolastico, cerca di aiutarli come pu\u00f2, comunque tiene vivi i loro sogni di un domani migliore che passano attraverso quelle lezioni, non li spegne.<\/p>\n<p>Ha pure scritto pi\u00f9\u00a0 volte alle autorit\u00e0, chiedendo la costruzione di un ponte sul fiume, ma niente, la risposta \u00e8 stata che dodici bambini, quelle dodici famiglie in culo ai lupi, anzi, alle tigri, sui monti, non interessano a nessuno.<\/p>\n<p>Ma almeno qualche paio di guantoni da lavoro per proteggere le mani dei traghettatori in bilico sulle funi, almeno i guanti, quelli, avrebbero potuto regalarli, e che so? un paio di scarpe da ginnastica, pure usate.<\/p>\n<p>E noi, noi che in Italia facciamo collette per ogni evento, e tanta sedicente solidariet\u00e0, una raccolta fondi per lui e lei e i loro coetanei di quella sporca dozzina, non riusciamo proprio a organizzarla?<\/p>\n<p>Una missione umanitaria vera, non quelle di guerra camuffate, delle nostre Forze Armate, con i loro capacissimi genieri, non si pu\u00f2 organizzare rapidamente, per mettere su rapidamente un ponte?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le lezioni durano fino alle sedici, una pausa solo di un quarto d&#8217;ora per la mensa comune, che costa l&#8217;equivalente di quindici centesimi di euro, uguale per tutti, e per molti l\u00e0 \u00e8 un costo considerevole.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tutte le materie, classe per classe. Giorno dopo giorno, a nutrire un sogno, il sogno\u00a0 del futuro, anche se ogni giorno se ne sta sospeso nel vuoto.<\/p>\n<p>Poi, il ritorno. Inversamente uguale all&#8217; andata: l&#8217;autostop, il carro bestiame, la funivia, la risalita sul sentiero scosceso.<\/p>\n<p>Altre due ore, a pomeriggio, come quelle della mattina, e la giornata di lui e lei, dei quali mi \u00e8 sfuggito il nome, si conclude sotto lo sguardo ora visibilmente sollevate della mamma che li abbraccia.<\/p>\n<p>Ora, bisognerebbe fare i compiti, con le ultime energie, le pochissime rimaste.<\/p>\n<p>Ma le membra crollano, di lui e lei, gli occhi si chiudono.<\/p>\n<p>Un boccone a tavola, con mamma e pap\u00e0, senza tv, senza cellulari, a scambiare qualche ultimo pensiero.<\/p>\n<p>Poi, il buio porta finalmente una notte di quiete.<\/p>\n<p>Domani si ricomincia, sei giorni su sette, tutto l&#8217;anno.<\/p>\n<p>I sogni vanno cullati, dolcemente, anche se con estrema fatica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quegli sguardi sofferenti. Quei piedi nudi perennemente in bilico. Quelle mani ferite. E quella scatola arrugginita dove sono custodite come reliquie un righello consunto, quel che resta di una gomma, mozziconi di penne e matite consumate.<\/p>\n<p>Questo documentario spezza il cuore.<\/p>\n<p>E&#8217; stato mandato in onda ieri sera, gioved\u00ec 26 dicembre, su Rai 3, nel programma Geo, senza ulteriori spiegazioni. Oggi pomeriggio la redazione del programma, contattata telefonicamente da leccecronaca.it, non ha saputo fornire ulteriori spiegazioni, se non che si tratta di una produzione francese, ed \u00e8 recente.<\/p>\n<p>Intanto, sui social \u00e8 cominciato un passa parola, mosso da alcuni di coloro i quali l&#8217;han visto in tv ieri sera, magari per puro caso, magari per la giornata festiva di ozio casalingo.<\/p>\n<p>Io, lo acquisterei e ne renderei la visione obbligatoria per alunni, docenti e non docenti il primo giorno di scuola di\u00a0 ogni anno scolastico in tutta Italia.<\/p>\n<p>Poi, ne darei una copia a tutti gli insegnanti.<\/p>\n<p>Ne renderei obbligatoria la visione a quei genitori che bloccano il traffico per lasciare i propri figli a pochi centimetri dall&#8217;ingresso delle nostre scuole, o con i loro Suv accompagnarli per mano dentro il cancello.<\/p>\n<p>E a quei genitori che cedono a tutti i capricci per il diario a colori o per le merendine della reclame.<\/p>\n<p>Poi, a quegli studenti che vengono a scuola con gli accessori firmati e lo zainetto griffato, con un bel tema a seguire.<\/p>\n<p>Infine, a qualcuno di loro scoperto a fare il bullo, con i propri coetanei, ecco, i bulli del bullismo di cui tanto si parla, ma poco si combatte, ecco, un bel programma Erasmus come dico io tutto per loro, farei: per almeno un mese li manderei a studiare insieme a lui e lei, in quello sperduto villaggio fra le montagne del Nepal, periferia di questo nostro mondo che abbiamo cos\u00ec costruito, artefici o in qualche modo complici, a far capire loro, solo cos\u00ec sarebbe efficace, che almeno, se non un mondo, almeno una vita migliore \u00e8 possibile, grazie all&#8217;istruzione, e ai sogni che solo essa pu\u00f2 far crescere.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2019\/12\/27\/la-storia-il-futuro-ogni-giorno-sospeso-nel-vuoto\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2019\/12\/27\/la-storia-il-futuro-ogni-giorno-sospeso-nel-vuoto\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Giuseppe Puppo______ Lui ha undici anni, si sveglia tutte le mattine insieme ai primi raggi del sole, quando c&#8217;\u00e8, quando non piove, perch\u00e9 arrivano i monsoni, comunque quando non c&#8217;\u00e8, uguale, sempre alle sei. 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