{"id":162242,"date":"2020-01-18T18:10:06","date_gmt":"2020-01-18T17:10:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=162242"},"modified":"2020-01-18T18:13:03","modified_gmt":"2020-01-18T17:13:03","slug":"pubblicata-ieri-aggiornata-fino-a-sette-mesi-fa-la-direzione-investigativa-antimafia-manda-al-parlamento-la-sua-relazione-semestrale-ecco-quello-che-dice-per-quanto-riguarda-la-provincia-di-lecce","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2020\/01\/18\/pubblicata-ieri-aggiornata-fino-a-sette-mesi-fa-la-direzione-investigativa-antimafia-manda-al-parlamento-la-sua-relazione-semestrale-ecco-quello-che-dice-per-quanto-riguarda-la-provincia-di-lecce\/","title":{"rendered":"PUBBLICATA IERI, AGGIORNATA FINO A SETTE MESI FA, LA DIREZIONE INVESTIGATIVA ANTIMAFIA MANDA AL PARLAMENTO LA SUA RELAZIONE SEMESTRALE. ECCO QUELLO CHE DICE PER QUANTO RIGUARDA LA PROVINCIA DI LECCE. CON FATTI, LUOGHI, E PURE NOMI E COGNOMI"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-162243\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/PO-1-1.jpg\" alt=\"\" width=\"530\" height=\"245\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/PO-1-1.jpg 530w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/PO-1-1-300x139.jpg 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/PO-1-1-315x145.jpg 315w\" sizes=\"(max-width: 530px) 100vw, 530px\" \/>(Rdl)______Resa nota la nuova \u201cRelazione semestrale al Parlamento\u201d della Direzione Investigativa Antimafia. Si riferisce al primo semestre del 2019. Pubblichiamo qui di seguito integralmente la parte dedicata alla provincia di Lecce______<\/p>\n<p>Nel semestre in esame, sebbene non si possano escludere criticit\u00e0 connesse a mire espansionistiche o a tentativi<br \/>\ndi supremazia per il controllo del territorio857, non sembra ancora vacillare l\u2019intesa criminale siglata tra la consorteria BRIGANTI, appoggiata dai TORNESE di Monteroni di Lecce, e PEPE858, entrambe attive nel traffico di<br \/>\nstupefacenti e nelle estorsioni. Ci\u00f2 \u00e8 quanto risulta dagli esiti investigativi dell\u2019operazione \u201cLe Vele\u201d859, conclusa<br \/>\nil 7 gennaio 2019 dalla Polizia di Stato, che ha consentito di smantellare due gruppi criminali, nati dalle ceneri<br \/>\ndei sopracitati clan leccesi, i quali avevano impiantato nella zona della cd. \u201c167\u201d860 di Lecce il proprio quartier<br \/>\ngenerale della droga. L\u2019attivit\u00e0 criminale riconducibile ai boss dei clan PEPE e BRIGANTI \u00e8 risultata dedita al<br \/>\ntraffico di stupefacenti, all\u2019usura e alle estorsioni &#8211; anche con l\u2019imposizione di servizi di guardiania e di vigilanza<br \/>\na cantieri, esercizi commerciali, locali pubblici e privati ed in occasione di pubblici spettacoli &#8211; al recupero crediti,<br \/>\nall\u2019esercizio abusivo del gioco d\u2019azzardo ed al controllo di attivit\u00e0 economiche. Tra gli indagati figura un elemento<br \/>\ndi rilievo del clan TORNESE861 di Monteroni di Lecce. Quest\u2019ultimo clan, per quanto ridimensionato dagli esiti<br \/>\ndell\u2019operazione \u201cLabirinto\u201d (luglio 2018)862, attualmente risulta il sodalizio tra i pi\u00f9 strutturati e ramificati nella<br \/>\nprovincia salentina. Nel medesimo contesto territoriale863, in antitesi al clan TORNESE e nonostante i vincoli familiari864, opera il gruppo CARACCIOLO-MONTENEGRO, dedito al traffico di sostanze stupefacenti e al racket<br \/>\nestorsivo. L\u2019operazione \u201cBattleship\u201d865, conclusa il 27 marzo 2019 dalla Guardia di finanza, ne ha ricostruito l\u2019operativit\u00e0, evidenziando il profilo criminale di due coniugi, inizialmente affiliati al clan TORNESE, entrambi con<\/p>\n<p><em>857 Il 9 marzo 2019, presso l\u2019Ospedale di Nard\u00f2 (LE), una persona giungeva ferita da un colpo di arma da fuoco. Tale episodio potrebbe essere ricondotto alle attivit\u00e0 di spaccio di sostanze stupefacenti su quel territorio.<br \/>\n858 Che estende le sue ramificazioni anche in alcuni territori della provincia.<br \/>\n859 OCCC n. 2041\/18 RGNR-14\/18 RDDA-5557\/18 Reg. GIP-174\/18 ROCC, emessa il 14 dicembre 2018 dal Gip presso il Tribunale di Lecce nei\u00a0confronti di 3 soggetti, mentre altri 13 sono stati sottoposti agli arresti domiciliari.<br \/>\n860 Dove l\u20198 maggio 2019 la Polizia di Stato interveniva presso la terrazza di un condominio, riscontrando la presenza di un giovane leccese gravemente ferito da tre colpi di pistola alla testa ed attinto da coltellata alla gola ed alla milza. Tale efferato episodio \u00e8 annoverabile tra quelli\u00a0maturati nel mondo del traffico e dello spaccio di droga.<br \/>\n861 L\u2019influenza del sodalizio si estende fino alla zona jonica di Gallipoli, un tempo feudo del clan PADOVANO.<br \/>\n862 Il 28 marzo 2019, in provincia di Lecce, i Carabinieri hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo nei confronti di un pluripregiudicato.<br \/>\nIl provvedimento si incardina nell\u2019ambito dell\u2019operazione \u201cLabirinto\u201d, eseguita il 2 luglio 2018, nei confronti di 33 soggetti, accusati, a vario\u00a0titolo, di partecipazione al sodalizio \u201cTORNESE\u201d, di traffico e spaccio di stupefacenti, estorsione, rapina, detenzione illegale di armi, favoreggiamento, intimidazioni nei confronti di commercianti ed imprenditori. I beni sottoposti a sequestro, imprese individuali con relativi compendi\u00a0aziendali, immobili, autoveicoli, motoveicoli, rapporti finanziari e bancari attivi hanno un valore complessivo di 800.000 euro.<br \/>\n863 Monteroni di Lecce, Guagnano, Carmiano, Veglie, Copertino, Leverano, Arnesano, Porto Cesareo e Sant\u2019Isidoro.<br \/>\n864 Il boss del clan CARACCIOLO \u00e8 fratello della moglie del boss del clan TORNESE.<br \/>\n865 OCCC n. 9018\/14 RGNR-6278\/18 RGGIP-38\/19 ROCC, emessa il 6 marzo 2019 dal Gip presso il Tribunale di Lecce nei confronti di 14 soggetti\u00a0(uno dei quali sottoposto agli arresti domiciliari), indagati, a vario titolo, per aver fatto parte di una associazione di tipo mafioso, denominata\u00a0clan CARACCIOLO-MONTENEGRO, dei delitti di traffico organizzato di sostanze stupefacenti, delitti contro il patrimonio (estorsioni, furti),<br \/>\nestorsioni mediante l\u2019imposizione dei servizi di guardiania in occasione di pubblici spettacoli, delitti in materia di porto e detenzione di armi. <\/em><\/p>\n<p>ruolo apicale all\u2019interno dell\u2019organizzazione mafiosa e in grado di assumere il controllo delle attivit\u00e0 delinquenziali \u201cdisponendo le spedizioni punitive nei confronti dei debitori riottosi al pagamento di pregressi debiti nonch\u00e9 le azioni\u00a0a contenuto intimidatorio, funzionali ad accrescere il prestigio dell\u2019organizzazione mafiosa nell\u2019area di influenza\u201d. Dall\u2019attivit\u00e0 investigativa emerge, in particolare, il ruolo delle donne del clan che, nella gestione del malaffare, avevano\u00a0compiti di primo piano, sovrintendendo allo svolgimento di tutte le attivit\u00e0 delittuose.<br \/>\nIn provincia si rileva la presenza anche di altri sodalizi, alcuni dei quali notevolmente ridimensionati rispetto al<br \/>\npassato866. Particolarmente radicate e strutturate nei territori di rispettiva competenza sono le consorterie COLUCCIA867, DE TOMMASI e PELLEGRINO868, la cui capacit\u00e0 criminale si \u00e8 manifestata nel dal traffico delle sostanze stupefacenti, nelle estorsioni e nelle frodi sportive.<br \/>\nCome confermato dalle indagini \u201cLe Vele\u201d e \u201cBattleship\u201d, anche nel semestre in esame, il mercato delle sostanze<br \/>\nstupefacenti869 continua ed essere il core business delle predette organizzazioni criminali salentine, in stretto contatto con i gruppi criminali albanesi. La costa leccese, quindi, continua a rappresentare, per la vicina Albania, il<br \/>\nprimo attracco fondamentale per rifornire di marijuana, e non solo, i mercati italiani ed europei. Tale assunto<br \/>\ntrova ampia conferma nell\u2019operazione di polizia giudiziaria denominata \u201cFiori di primavera\u201d870, conclusa il 12 febbraio 2019 dalla Guardia di Finanza, ove le \u201cattivit\u00e0 di indagine hanno dato atto della quotidiana ed indefessa attivit\u00e0\u00a0criminale posta in essere da tre sodalizi, della frenetica ed ininterrotta attivit\u00e0 di importazione e di cessione di sostanze stupefacenti posta in essere tra l\u2019Albania e l\u2019Italia e successivamente sul territorio salentino e su quello di altre regioni italiane<\/p>\n<p><em>866 Il clan LEO, bench\u00e9 ripetutamente colpito dalle attivit\u00e0 di indagine degli ultimi anni, delinque attraverso familiari e sodali in libert\u00e0, principalmente nei comuni di Vernole, Melendugno, Lizzanello, Cavallino, Caprarica di Lecce e Calimera; il clan RIZZO che, presente nel capoluogo,\u00a0in particolare nel rione Castromediano, estende la propria influenza anche nei Comuni di Cavallino, Lizzanello, Melendugno, Merine, Vernole,<br \/>\nCaprarica, Calimera e Martano; il clan GIANNELLI di Parabita, destrutturato a seguito dell\u2019importante operazione \u201cColtura\u201d (dicembre 2016).<br \/>\n867 Attivi a Noha di Galatina, Galatina, Aradeo e Cutrofiano. Con riguardo alla capacit\u00e0 del clan COLUCCIA di relazionarsi con organizzazioni\u00a0di altre matrici, si segnalano gli esiti dell\u2019operazione \u201cRe Mida\u201d (OCCC n. 13838\/16- 6421\/17 GIP del 9 maggio 2019), coordinata dalla DDA\u00a0di Roma, che ha consentito, l\u2019arresto di 18 soggetti appartenenti ad un\u2019organizzazione criminale dedita al traffico di sostanze stupefacenti<br \/>\ncon base nel quartiere romano di Montespaccato, collegata ad esponenti della \u2018ndrina BELLOCCO di Rosarno (RC) e ad un pluripregiudicato\u00a0\u201cdi rilevante caratura criminale\u201d appartenente ai COLUCCIA, fornitore di cocaina sulla citata piazza di spaccio della Capitale. L\u2019operazione\u00a0verr\u00e0 meglio illustrata nel paragrafo dedicato alla Regione Lazio.<br \/>\n868 Entrambi i clan sono attivi a Campi Salentina, Trepuzzi e Squinzano.<br \/>\n869 Numerosi sono stati gli arresti, in flagranza di reato, per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti, prevalentemente marijuana, ma anche\u00a0hashish, cocaina ed eroina, con contestuali sequestri, talvolta, di ingenti quantitativi. Da rilevare che tra gli arrestati figurano anche soggetti\u00a0albanesi accusati di detenzione e traffico internazionale di sostanze stupefacenti.<br \/>\n870 OCCC N. 7020\/2016 RGNR &#8211; n. 7834\/2016 R. GIP &#8211; n. 154\/2018 OCC, emessa il 12 novembre 2018 dal GIP presso il Tribunale di Lecce ed eseguita, come detto, il 12 febbraio 2019 dai finanzieri di Lecce e dallo SCICO di Roma, coordinati dalla Direzione Nazionale Antimafia e dalla\u00a0Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce. Sono stati tratti in arresto 27 soggetti (5 dei quali sottoposti agli arresti domiciliari), la maggior\u00a0parte dei quali (21) di nazionalit\u00e0 albanese, responsabili di traffico internazionale di stupefacenti e detenzione ed introduzione nel territorio\u00a0italiano di armi e munizioni. In particolare, l\u2019attivit\u00e0 investigativa ha permesso di disarticolare differenti consorterie criminali italo-albanesi,\u00a0con basi operative in provincia di Lecce e con ramificazioni e contatti in altre regioni italiane (Calabria, Sicilia).<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>(Calabria, Sicilia, Emilia Romagna, Lombardia) dai membri delle tre associazioni\u201d. I positivi risultati dell\u2019indagine sono\u00a0frutto della piena collaborazione tra Magistratura e Forze di polizia delle due sponde dell\u2019Adriatico, per il tramite\u00a0di una Squadra di investigazione comune871, che ha consentito di individuare i luoghi di produzione, preparazione, stoccaggio e spedizione della droga. Le indagini, scaturite a seguito dell\u2019operazione \u201cOceano\u201d872 (settembre\u00a02016), hanno fatto luce su come la criminalit\u00e0 albanese fosse in grado di garantire ingenti forniture di droga da\u00a0destinare al mercato europeo, specialmente Germania e Svizzera.<\/p>\n<p>\u00c8 emersa, inoltre, la complicit\u00e0 di soggetti leccesi e brindisini anche nelle fasi del temporaneo stoccaggio delle partite di sostanze stupefacenti in attesa della\u00a0loro successiva consegna ai soggetti incaricati dello smercio. La struttura imprenditoriale dedita al traffico poteva,\u00a0altres\u00ec, contare sui canali calabresi per l\u2019approvvigionamento di cocaina.<br \/>\nIl controllo del mercato della droga e delle relative piazze di spaccio \u00e8 spesso causa di attriti e scontri sanguinosi<br \/>\nfra compagini criminali che insistono sul medesimo territorio. In tal senso appaiono emblematiche le risultanze<br \/>\ninvestigative connesse all\u2019operazione \u201cTornado\u201d873, conclusa il 24 giugno 2019 dai Carabinieri, che ha ricostruito<br \/>\nle motivazioni di un omicidio874, avvenuto a Maglie, e di far luce su una serie di atti intimidatori che, dal 2017,<br \/>\navevano interessato i territori dei Comuni salentini di Maglie, Scorrano e zone limitrofe.<br \/>\nGli stabili collegamenti tra sodalizi pugliesi e gruppi criminali dei Paesi dell\u2019area balcanica, in particolare albanesi,<br \/>\nsono risultati strumentali non solo al traffico di stupefacenti e al contrabbando di tabacchi ma anche a quello<br \/>\ndell\u2019immigrazione clandestina875, in ci\u00f2 avvalendosi di motovelieri con al comando scafisti originari dell\u2019Est,<br \/>\nucraini, russi e georgiani. Un\u2019ulteriore fenomenologia criminale che sembra ugualmente interessare le coste salentine \u00e8 il traffico di armi dall\u2019Albania e dal Montenegro876. Gli esiti giudiziari dell\u2019inchiesta \u201cBulldozer\u201d877, con<\/p>\n<p>8<em>71 Costituita a Tirana l\u20191 dicembre 2016 &#8211; ai sensi dell\u2019articolo X dell\u2019Accordo tra la Repubblica Italiana e la Repubblica d\u2019Albania, sottoscritto a\u00a0Tirana il 3 dicembre 2007 e ratificato dall\u2019Italia con legge 14 giugno 2011 n. 97 &#8211; con apposito accordo siglato dalla Procura della Repubblica\u00a0di Lecce e dalla Procura della Repubblica per i Crimini Gravi d\u2019Albania. La squadra investigativa comune consente di effettuare approfondimenti<\/em><br \/>\n<em>investigativi, riguardanti i crimini transnazionali, in maniera coordinata direttamente all\u2019estero e senza attivare le complesse procedure rogatoriali.<\/em><br \/>\n<em>872 L\u2019inchiesta era stata conclusa dalla Guardia di Finanza nei confronti di 18 soggetti (sette italiani e undici albanesi), che avevano organizzato\u00a0un vasto traffico di droga, trasportata dall\u2019Albania e destinata principalmente nel Salento (Lecce, Brindisi e Taranto).<\/em><br \/>\n<em>873 OCCC n. 10872\/17 RGNR-10221\/18 Reg. GIP, emessa il 17 giugno 2019 dal GIP presso il Tribunale di Lecce nei confronti di 36 soggetti (10 dei\u00a0<\/em><em>quali sottoposti agli arresti domiciliari), accusati, a vario titolo, di aver fatto parte di un\u2019associazione di tipo mafioso finalizzata al traffico e\u00a0<\/em><em>allo spaccio di stupefacenti, estorsione, sequestro di persona, minacce, danneggiamento a seguito d\u2019incendio e detenzione abusiva di armi,\u00a0<\/em><em>munizioni ed esplosivi.<\/em><br \/>\n<em>874 Il 25 aprile 2019, giungeva presso l\u2019ospedale di Scorrano (LE) una persona ferita alla gola da un colpo di arma da fuoco, che poco dopo decedeva a causa della grave lesione riportata. L\u2019immediata attivit\u00e0 investigativa consentiva, lo stesso giorno, l\u2019arresto dell\u2019omicida.<\/em><br \/>\n<em>875 Nel corso di distinte operazioni di polizia, sono stati rintracciati 158 migranti, di cui 121 uomini, 12 donne, 9 minori accompagnati e 16 minori\u00a0<\/em><em>non accompagnati provenienti, in prevalenza, dal Pakistan e dall\u2019Iraq, sono state sequestrate 3 imbarcazioni ed arrestati 2 scafisti di origine\u00a0<\/em><em>turca. Il luogo di approdo maggiormente utilizzato dagli scafisti \u00e8 la costa del basso Adriatico, in particolare il litorale che da San Cataldo si<\/em><br \/>\n<em>estende fino Santa Maria di Leuca, con saltuari sbarchi sulle coste Joniche. <\/em><\/p>\n<p>clusa il 29 marzo 2019 dalla Guardia di finanza, hanno permesso di arrestare due cittadini di origine montenegrina, ma nativi di Lecce, responsabili di aver illegalmente introdotto armi da sparo, comuni e da guerra dal<br \/>\nMontenegro nel territorio dello Stato, coinvolgendo un soggetto originario di Galatina arrestato in flagranza (novembre 2018) presso il porto di Bari.<br \/>\nOltre agli stupefacenti e alle armi, le estorsioni continuano a costituire un\u2019importante fonte di guadagno. Non<br \/>\nsono, infatti, mancati nel semestre in esame i tipici segnali intimidatori e violenti in danno di beni mobili ed immobili di propriet\u00e0 di artigiani, commercianti e titolari di imprese turistiche stagionali.<br \/>\nA ci\u00f2 si aggiunge i reinvestimenti dei capitali cosi acquisiti in attivit\u00e0 commerciali (pizzerie, ristoranti e bar) e<br \/>\nstrutture ricettive turistico-alberghiere, nonch\u00e9 i tentativi d\u2019infiltrarsi nel settore agroalimentare.<br \/>\nNella tendenziale disomogeneit\u00e0 che contraddistingue il panorama criminale del circondario salentino, si ravvisa<br \/>\ncomunque la comune capacit\u00e0 dei sodalizi di estendere i propri affari nel settore dei giochi e scommesse, anche<br \/>\non line, nonch\u00e9 nel condizionamento della pubblica amministrazione.<br \/>\nL\u2019interesse da parte della criminalit\u00e0 verso quest\u2019ultimo settore era gi\u00e0 emerso in occasione dello scioglimento<br \/>\ndelle amministrazioni comunali di Surbo, Sogliano Cavour e Parabita878. Nel semestre in argomento, sintomatici<br \/>\nsono gli esiti della gi\u00e0 citata indagine \u201cTornado\u201d che, oltre ad aver consentito la disarticolazione di una associazione di tipo mafioso riconducibile al clan TORNESE879 di Monteroni di Lecce, ha messo in luce cointeressenze<br \/>\nfra criminalit\u00e0 organizzata e amministratori pubblici. Nello specifico, emerge \u201ccome l\u2019organizzazione mafiosa abbia<br \/>\navuto tra i suoi obiettivi quelli di condizionare la vita politica del Comune di Scorrano, per riceverne in cambio favori illeciti\u201d.<br \/>\nSi fa riferimento, precisamente, al sostegno che il clan avrebbe apportato ad un amministratore locale in occasione<br \/>\ndi varie tornate elettorali, in cambio dell\u2019aggiudicazione di appalti e servizi pubblici, nonch\u00e9 della gestione dei<br \/>\nparcheggi comunali e di un parco con annesso chiosco bar. Il trait d\u2019union tra l\u2019amministratore e il gruppo crimi-<\/p>\n<p><em>876 Il 21 aprile 2019, a Torre San Giovanni (LE), un 28enne di origine bulgara \u00e8 stato percosso e successivamente gambizzato con un colpo di\u00a0arma da fuoco da un connazionale e da un pluripregiudicato di Melissano (LE). Questi pretendevano che la vittima importasse armi illegali\u00a0in Italia dalla Bulgaria.<br \/>\n877 Decreto di fermo d\u2019indiziato di delitto n. 2156\/19 RGNR, emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lecce il 26 marzo 2019,\u00a0nei confronti di due soggetti appartenenti a famiglie di origine montenegrina, ma nati a Lecce, responsabili di aver, in concorso tra loro e con\u00a0un 23enne salentino, illegalmente introdotto dal Montenegro nel territorio dello Stato, commissionandone il lavoro, armi da sparo, comuni e\u00a0da guerra.<br \/>\n878 Il 12 aprile 2019 un ex consigliere del Comune di Parabita ha denunciato di aver ricevuto, presso la propria abitazione, una missiva anonima\u00a0contenente tre cartucce esplose calibro 12. Il 16 aprile 2019 i commissari prefettizi dello stesso comune denunciavano la ricezione di due\u00a0missive indirizzate al Comune di Parabita contenenti frasi minacciose.<br \/>\n879 Trattasi del clan AMATO inserito \u201cnon solo nel contesto sociale ma anche in quello politico del Comune di Scorrano\u201d che estende le proprie attivit\u00e0\u00a0criminali oltre che sul comune di Scorrano anche a Maglie, Otranto, Sanarica, San Cassiano, Poggiardo e Santa Cesarea Terme attivo nel traffico\u00a0e spaccio di sostanze stupefacenti, estorsioni ed il recupero crediti con metodi violenti mediante l\u2019utilizzo di armi ed esplosivo.<\/em><\/p>\n<p>nale era rappresentato da un soggetto, tra l\u2019altro dipendente di una cooperativa amministrata dall\u2019amministratore<br \/>\npubblico, portavoce delle istanze del clan mafioso. Il quadro investigativo ha evidenziato la presenza tra i dipendenti comunali di un elemento vicino al clan COLUCCIA. L\u2019 Amministrazione pubblica aveva espresso il<br \/>\npreciso intento di risolvere \u201cil problema attraverso il canale della criminalit\u00e0 organizzata e non, come tra l\u2019altro sarebbe\u00a0auspicabile da parte di un esponente delle istituzioni pubbliche, attraverso quello della giustizia\u201d. Preso atto delle risultanze\u00a0dell\u2019operazione \u201cTornado\u201d, il 30 luglio 2019 si \u00e8 insediata la Commissione prefettizia di accesso, per verificare\u00a0eventuali condizionamenti della criminalit\u00e0 organizzata nel comune di Scorrano.<br \/>\nNon meno rilevante il panorama criminale attinente alle infiltrazioni mafiose nel comune di Carmiano dove, nel<br \/>\nmese di marzo, si \u00e8 insediata la Commissione di indagine880 ex art.143 del D.lgs. n. 267\/2000, allo scopo di individuare eventuali condizionamenti della criminalit\u00e0 organizzata nell\u2019ambito della suddetta amministrazione comunale. Il provvedimento trae origine dal rinvio a giudizio di un amministratore locale ritenuto responsabile,<br \/>\nin concorso con elementi di spicco del clan TORNESE, di estorsione aggravata dal metodo mafioso.<\/p>\n<p>Sempre nel<br \/>\nmese di marzo, conferme del radicamento di un\u2019area grigia nel territorio salentino provengono dall\u2019emissione di<br \/>\ndiverse interdittive antimafia, di cui una nei confronti di un\u2019azienda attiva nel settore dei rifiuti.<br \/>\nL\u2019altra interdittiva, invece, ha riguardato una societ\u00e0 di gestione dei servizi pubblici.<br \/>\nL\u2019azione di contrasto si \u00e8 espressa anche con l\u2019adozione di misure di prevenzione patrimoniali. In particolare,<br \/>\nnel mese di aprile la DIA ha eseguito due provvedimenti di confisca. Il primo881, del valore di 250 mila euro, nei<br \/>\nconfronti di un pregiudicato condannato per associazione di tipo mafioso, usura, estorsione ed altri gravi reati.<br \/>\nIl secondo882 \u00e8 stato eseguito nei confronti di un pregiudicato leccese, gi\u00e0 condannato per associazione per delinquere finalizzata a reati contro il patrimonio nonch\u00e9 per delitti concernenti le armi e il traffico illecito di sostanze\u00a0stupefacenti.<\/p>\n<p><em>880 La DIA di Lecce fa parte del \u201cGruppo tecnico di supporto\u201d.<br \/>\n881 Sentenza di confisca definitiva n. 36163\/2018 RG emessa il 5 marzo 2019 dalla Corte di Cassazione, in relazione al decreto di sequestro n.<br \/>\n18\/16 SIPPI, emesso dal Tribunale di Lecce il 31.10.2016.<br \/>\n882 Decreto n. 41\/19-14\/17 RMSP, emesso dal Tribunale di Lecce il 15 aprile 2019.<\/em><\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2020\/01\/18\/pubblicata-ieri-aggiornata-fino-a-sette-mesi-fa-la-direzione-investigativa-antimafia-manda-al-parlamento-la-sua-relazione-semestrale-ecco-quello-che-dice-per-quanto-riguarda-la-provincia-di-lecce\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2020\/01\/18\/pubblicata-ieri-aggiornata-fino-a-sette-mesi-fa-la-direzione-investigativa-antimafia-manda-al-parlamento-la-sua-relazione-semestrale-ecco-quello-che-dice-per-quanto-riguarda-la-provincia-di-lecce\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Rdl)______Resa nota la nuova \u201cRelazione semestrale al Parlamento\u201d della Direzione Investigativa Antimafia. Si riferisce al primo semestre del 2019. Pubblichiamo qui di seguito integralmente la parte dedicata alla provincia di Lecce______ Nel semestre in esame, sebbene non si possano escludere criticit\u00e0 connesse a mire espansionistiche o a tentativi di supremazia per il controllo del territorio857, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":162243,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[69],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/162242"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=162242"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/162242\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":162244,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/162242\/revisions\/162244"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/162243"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=162242"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=162242"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=162242"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}