{"id":163155,"date":"2020-02-15T09:49:18","date_gmt":"2020-02-15T08:49:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=163155"},"modified":"2020-02-15T12:55:29","modified_gmt":"2020-02-15T11:55:29","slug":"inaugurato-dal-nuovo-magnifico-rettore-lanno-accademico-delluniversita-del-salento-un-faro-culturale-capace-di-formare-sensibilizzare-ed-orientare-le-giovani-generazioni-ma-anche-di-concorr","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2020\/02\/15\/inaugurato-dal-nuovo-magnifico-rettore-lanno-accademico-delluniversita-del-salento-un-faro-culturale-capace-di-formare-sensibilizzare-ed-orientare-le-giovani-generazioni-ma-anche-di-concorr\/","title":{"rendered":"INAUGURATO DAL NUOVO MAGNIFICO RETTORE FABIO POLLICE L&#8217;ANNO ACCADEMICO DELL&#8217;UNISALENTO: &#8220;fare dell&#8217; Universit\u00e0 un faro culturale capace di formare, sensibilizzare ed orientare le giovani generazioni, ma anche di concorrere allo sviluppo del sistema territoriale&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-163156\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Fabio_Pollice_inaugurazione2020.jpg\" alt=\"\" width=\"3008\" height=\"2000\" \/>di <strong>Fabio Pollice<\/strong>______<\/p>\n<p>Saluto e ringrazio chi \u00e8 venuto a condividere con noi questo momento da altre Universit\u00e0, gli amici<br \/>\nRettori e loro Delegati; saluto le autorit\u00e0 civili, militari e religiose, e poi saluto la nostra comunit\u00e0, che si\u00a0riconosce in un noi: noi in quanto studenti, noi in quanto personale tecnico-amministrativo-bibliotecario,\u00a0noi in quanto docenti.<\/p>\n<p>Benvenuti.\u00a0Ma il mio benvenuto e saluto ideale va anche a tutti gli abitanti della Terra d\u2019Otranto, n\u00e9 potrebbe essere\u00a0diversamente, perch\u00e9 \u00e8 questo il territorio di cui siamo espressione, nel quale ci riconosciamo e sul\u00a0quale investiremo nei prossimi anni le nostre energie. L\u2019aver inserito nel logo il riferimento all\u2019Ateneo tra\u00a0i due mari \u00e8 un richiamo alla nostra comune identit\u00e0, all\u2019essere terra d\u2019incontro tra culture, espressione\u00a0e sintesi di quelle culture.<\/p>\n<p>L\u2019inaugurazione \u00e8 un momento centrale nella vita di una comunit\u00e0 accademica e ha due finalit\u00e0 tra loro\u00a0complementari: da un lato, vi \u00e8 una finalit\u00e0 che potremmo definire interna e che nasce dall\u2019esigenza di\u00a0rafforzare il senso di appartenenza, la coesione, il coinvolgimento, la motivazione, ricordando a ciascuno\u00a0di noi quanto importante sia il suo personale contributo ai fini dello sviluppo dell\u2019Ateneo, dell\u2019attuazione\u00a0del suo mandato istituzionale e del progetto che si \u00e8 dato; dall\u2019altro, una finalit\u00e0 che potremmo, per\u00a0contrasto, definire esterna e che \u00e8 riconducibile all\u2019esigenza di condividere con gli altri attori territoriali\u00a0e, in primo luogo, con la stessa comunit\u00e0 locale, questo progetto, giacch\u00e9 la sua realizzazione \u00e8\u00a0indissolubilmente legata alla capacit\u00e0 dell\u2019Ateneo di costruire relazioni di reciprocit\u00e0 con questi attori,\u00a0anzi, di farsi promotore di un\u2019azione di retizzazione che metta a sistema il territorio e in valore le sinergie\u00a0attivabili.\u00a0In un\u2019area afflitta da condizioni di marginalit\u00e0, debolezza infrastrutturale e rarefazione del\u00a0sistema economico-produttivo, l\u2019Universit\u00e0 pu\u00f2 e deve svolgere questa funzione di interconnessione, se\u00a0vuole divenire davvero motore dello sviluppo territoriale.<\/p>\n<p>L\u2019inaugurazione ha di conseguenza anche un\u2019altra finalit\u00e0, una finalit\u00e0 che potremmo definire di ordine\u00a0strategico perch\u00e9 tesa a proiettare l\u2019Ateneo nel futuro, illustrando, a partire dalla sua configurazione\u00a0attuale, quella che potrebbe esserne la configurazione-obiettivo: da un lato ci\u00f2 che siamo, i risultati\u00a0raggiunti, i punti di forza, ma anche le criticit\u00e0 dell\u2019organizzazione e del pi\u00f9 ampio scenario di riferimento;\u00a0dall\u2019altro, ci\u00f2 che vorremmo essere, i risultati che vorremmo raggiungere, ivi comprese le azioni che\u00a0riteniamo possano maggiormente contribuire al loro raggiungimento. Un momento imprescindibile per\u00a0coordinare la nostra progettualit\u00e0, per orientare l\u2019agire individuale e collettivo, per tornare a sentirci come\u00a0una comunit\u00e0 non ripiegata su stessa, ma aperta, dinamica, orgogliosa del proprio passato e capace,\u00a0proprio per questo, di proiettarsi coesa nel futuro, per recitarvi, coralmente, un ruolo da protagonista.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per un Rettore che si \u00e8 insediato da pochi mesi \u00e8 difficile farsi carico di una valutazione della configurazione\u00a0attuale del nostro Ateneo e delle iniziative poste in essere nel corso dell\u2019ultimo anno accademico, sia\u00a0perch\u00e9 questo comporterebbe un giudizio di valore sull\u2019operato di chi mi ha preceduto (e non mi sembra\u00a0n\u00e9 corretto nei loro confronti, n\u00e9 funzionale ad un progetto coesivo), sia perch\u00e9 quest\u2019analisi \u00e8 tuttora in\u00a0atto e qualsiasi valutazione potrebbe rivelarsi inesatta o addirittura infondata. Qualche considerazione \u00e8\u00a0tuttavia opportuno farla. A prescindere dal posizionamento che l\u2019Universit\u00e0 occupa all\u2019interno di classifiche\u00a0universitarie che pi\u00f9 che misurare la competitivit\u00e0 dei singoli Atenei \u2013 valutazione di per s\u00e9 difficilmente\u00a0applicabile per istituzioni come le Universit\u00e0 \u2013 misurano la competitivit\u00e0 dei rispettivi territori, ribadendo i\u00a0divari economici del nostro Paese, l\u2019Universit\u00e0 del Salento negli ultimi anni \u00e8 riuscita a consolidare il numero<br \/>\ndegli iscritti e a migliorare la qualit\u00e0 e la diversificazione della propria offerta formativa, mantenendo\u00a0elevata la qualit\u00e0 della ricerca e la capacit\u00e0 di quest\u2019ultima di farsi promotrice di sviluppo territoriale,\u00a0come evidenzia l\u2019eccellente posizionamento dell\u2019Ateneo a livello nazionale in termini di spin-off attivati.<br \/>\nAnche la proiezione internazionale dell\u2019Ateneo \u00e8 migliorata, anche se tarda a manifestare i propri effetti\u00a0sul numero degli studenti stranieri. Risultati positivi ottenuti \u2013 \u00e8 bene evidenziarlo \u2013 in presenza di una\u00a0politica universitaria nazionale insipiente e sempre meno perequativa, incapace di comprendere il ruolo\u00a0che le Universit\u00e0 possono avere nella riduzione dei divari territoriali e nella promozione di uno sviluppo\u00a0pi\u00f9 equilibrato e sostenibile del Paese. La progressiva riduzione del fondo di finanziamento ordinario e il\u00a0blocco del turnover determinato dai vincoli di bilancio hanno infatti portato ad una consistente riduzione\u00a0sia del personale docente, sia di quello tecnico, amministrativo e bibliotecario, con ripercussioni che\u00a0sarebbero state assai pi\u00f9 negative, se non fossero state compensate dall\u2019impegno e dalla professionalit\u00e0\u00a0di larga parte del nostro personale al quale va oggi, nel giorno dell\u2019inaugurazione, il mio pi\u00f9 sincero\u00a0ringraziamento, ben consapevole che \u00e8 sul riconoscimento di questo impegno, sulla valorizzazione di\u00a0questa professionalit\u00e0 che deve fondarsi il futuro della nostra istituzione.<\/p>\n<p>Proprio in quest\u2019ottica gli\u00a0Organi di Governo del nostro Ateneo hanno inaugurato nuove politiche di reclutamento del personale\u00a0tecnico amministrativo, destinandogli oltre il cinquanta per cento dei punti organico finanziati nell\u2019ambito\u00a0della programmazione relativa al biennio 2021-2022. L\u2019iniziativa si inscrive in un pi\u00f9 ampio progetto\u00a0riorganizzativo che mira a migliorare il benessere lavorativo e a rendere pi\u00f9 efficiente e rispondente agli\u00a0obiettivi istituzionali la struttura organizzativa.<\/p>\n<p>Questo progetto si rende necessario sia perch\u00e9 negli anni\u00a0\u00e8 profondamente mutato lo scenario di riferimento e lo specifico contesto competitivo in cui l\u2019Universit\u00e0 si\u00a0trova ad operare, sia perch\u00e9 la contrazione del personale, determinata dai vincoli finanziari gi\u00e0 evidenziati,\u00a0ha reso improcrastinabile la ridefinizione dell\u2019attuale modello organizzativo e la reingegnerizzazione dei<br \/>\nprocessi lavorativi. Non si tratta soltanto di ridisegnare l\u2019assetto organizzativo, ma anche di rivedere i\u00a0singoli processi di lavoro, con l\u2019obiettivo non solo di renderli pi\u00f9 efficienti e qualitativamente adeguati,\u00a0ma anche di valorizzare al meglio le professionalit\u00e0 di cui l\u2019Ateneo pu\u00f2 disporre ed elevare, cos\u00ec, anche\u00a0il livello di motivazione e di coinvolgimento del personale interessato.<br \/>\nNon meno significativo \u00e8 il disagio che caratterizza l\u2019altra componente strutturale e organica, quella<br \/>\ndel personale docente, cos\u00ec come non meno determinante \u00e8 stato l\u2019impegno che ha profuso in questi<br \/>\nanni per mantenere e, in molti casi, accrescere la qualit\u00e0 dell\u2019offerta formativa e il valore scientifico e\u00a0applicativo della ricerca prodotta in questo Ateneo. Un risultato raggiunto in condizioni di forte frustrazione,\u00a0derivante, da un lato, dalla mancanza di risorse finanziarie a cui si \u00e8 cercato di supplire aumentando lo\u00a0sforzo progettuale per aggiudicarsi l\u2019assegnazione di risorse su bandi competitivi di livello nazionale ed\u00a0internazionale, dall\u2019altro, dall\u2019impossibilit\u00e0 di accedere alla fascia superiore, nonostante l\u2019ottenimento\u00a0della corrispondente abilitazione, anche qui per carenze finanziarie e vincoli bilancio.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che rende\u00a0ancor pi\u00f9 frustrante tale situazione \u00e8 la disparit\u00e0 che si registra tra le opportunit\u00e0 di progressione\u00a0offerte in questi anni agli abilitati del nostro Ateneo e quelle di cui hanno beneficiato gli abilitati di altri\u00a0Atenei delle regioni centro-settentrionali. Una disparit\u00e0 che discende non gi\u00e0 da fattori di merito, ma dai\u00a0differenziali nelle disponibilit\u00e0 finanziarie degli Atenei, e che spinge un numero crescente di ricercatori a\u00a0migrare verso le Universit\u00e0 pi\u00f9 ricche, contribuendo cos\u00ec a rafforzare quel processo cumulativo che sta\u00a0portando a una polarizzazione del sistema universitario. Il Ministro ha recentemente confermato che a\u00a0breve sar\u00e0 varato un piano straordinario volto a finanziare 1000 progressioni, con la promessa di una\u00a0sua reiterazione nei prossimi anni al fine di dare una soluzione definitiva al problema. Gli ho fatto per\u00f2<br \/>\nosservare, in occasione di un nostro recente incontro, che in assenza di un\u2019efficace politica perequativa,\u00a0i processi cumulativi appena descritti tenderanno a far crescere i divari interni al sistema universitario.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dopo aver ricordato la situazione e l\u2019apporto del personale tecnico, amministrativo e bibliotecario,<br \/>\nda un lato, e il personale docente, dall\u2019altro, \u00e8 arrivato il momento di puntare i riflettori sulla terza<br \/>\ne imprescindibile componente della comunit\u00e0 accademica, che ha egualmente dato un contributo<br \/>\nfondamentale al sostegno della qualit\u00e0 del nostro Ateneo, la componente che ritengo per molteplici<br \/>\naspetti la pi\u00f9 determinante: i nostri studenti.<\/p>\n<p>Siete voi con la vostra passione, con il vostro entusiasmo a\u00a0spronarci a dare di pi\u00f9, a sentirci orgogliosi di quello che facciamo, a dare senso e prospettiva al nostro\u00a0lavoro; ed \u00e8 per voi che dobbiamo puntare a migliorare le performances dell\u2019Ateneo; per voi e per le\u00a0vostre famiglie, per la fiducia che ci avete accordato, perch\u00e9 sappiamo che contribuirete negli anni a\u00a0venire con le competenze acquisite e con la passione che vi contraddistingue a tenere alto il nome della\u00a0nostra Universit\u00e0.<\/p>\n<p>Dispiace vedervi partire, ma sappiamo che la spendibilit\u00e0 del titolo acquisito qui da\u00a0noi al di fuori dei confini regionali e nazionali \u00e8 segno evidente della qualit\u00e0 di quel titolo e della struttura\u00a0nella quale lo avete conseguito. Nei prossimi anni, tuttavia, lavoreremo perch\u00e9 le opportunit\u00e0 lavorative\u00a0di questo territorio possano tornare a crescere e darvi cos\u00ec la possibilit\u00e0 di concorrere fattivamente al\u00a0suo sviluppo, fornendo il vostro prezioso contributo professionale ad una causa e a una casa che sentite\u00a0giustamente vostra.<\/p>\n<p>Occorre costruire prospettive occupazionali non solo per mettere in valore voi, che\u00a0costituite la risorsa pi\u00f9 preziosa del nostro territorio, ma anche per attrarre professionalit\u00e0, capitali,\u00a0idee da altri territori; condizione ineludibile per assicurare lo sviluppo del capitale territoriale e la sua<br \/>\nrigenerazione.<\/p>\n<p>Il ruolo dell\u2019Universit\u00e0 tuttavia non pu\u00f2 limitarsi a stimolare il mercato locale del lavoro, accompagnando\u00a0la crescita competitiva del sistema economico-produttivo; deve essa stessa proporsi come un attore in\u00a0grado, a partire dalle proprie politiche di reclutamento, di mettere in valore la risorsa umana, investendo\u00a0sulle migliori menti che il territorio riesce a produrre o ad attrarre. Nei prossimi mesi lavoreremo per\u00a0rendere pi\u00f9 trasparenti le politiche di reclutamento e fare in modo che rispondano alle esigenze di sviluppo dell\u2019Ateneo, avendo cura di porre in essere azioni che contengano entro limiti fisiologici il\u00a0precariato della ricerca.<br \/>\nPrima dell\u2019estate, introducendo il programma sotteso alla mia candidatura, sottolineavo che esso altro\u00a0non era se non una \u201cvisione strategica\u201d dell\u2019Ateneo, una visione che nasceva da un lungo processo di\u00a0consultazione e che mi auguravo potesse essere assunta come utile orientamento per l\u2019elaborazione\u00a0della strategia di sviluppo dell\u2019Universit\u00e0 del Salento. In questi primi mesi del mandato il consenso\u00a0attorno a quella visione \u00e8 cresciuto e la visione stessa ha continuato ad arricchirsi di altre idee, in virt\u00f9\u00a0del contributo propositivo di un numero crescente di colleghi (docenti, tecnici, amministrativi, studenti)\u00a0e degli stessi delegati, e, nel contempo, a tradursi in azioni concrete e in uno sviluppo sistematico che,\u00a0proprio in questi giorni, si \u00e8 concretizzato con la stesura di un primo documento di programmazione,\u00a0base di partenza per l\u2019elaborazione, nei prossimi mesi, del Piano Strategico di Ateneo.<\/p>\n<p>Alla base di\u00a0questa visione cinque obiettivi strategici:<br \/>\n1. Fare dell\u2019Universit\u00e0 un faro culturale capace di formare, sensibilizzare ed orientare le giovani<br \/>\ngenerazioni, ma anche di concorrere allo sviluppo del sistema territoriale, anche qui con una funzione\u00a0di orientamento, retizzazione, promozione della conoscenza e della creativit\u00e0. Va in questa direzione\u00a0l\u2019ampliamento dell\u2019offerta formativa con la proposta di istituzione di tre nuovi corsi di laurea o l\u2019innovativo\u00a0progetto di didattica cooperativa.<\/p>\n<p>Va ancora in questa direzione il potenziamento delle azioni di Terza\u00a0Missione, come il sostegno ai progetti di sviluppo territoriale promossi dalle comunit\u00e0 locali e, in primo\u00a0luogo, la promozione di un pi\u00f9 stretto coordinamento strategico tra i tre capoluoghi salentini, con il\u00a0recente avvio di un progetto strategico interprovinciale che rilanci l\u2019economia della Terra d\u2019Otranto.<\/p>\n<p>Sempre alla III Missione \u00e8 riconducibile il costituendo Centro di Formazione Permanente, a supporto\u00a0della competitivit\u00e0 delle imprese e delle crescita professionale individuale delle risorse umane presenti\u00a0sul territorio, ma anche l\u2019investimento sul Sistema Museale di Ateneo e sulle missioni archeologiche nel\u00a0Salento, in Italia, nel mondo.<\/p>\n<p>2. Fare dell\u2019Universit\u00e0 un gateway tecnologico, un elemento di raccordo tra la scala locale e quella<br \/>\nglobale, promuovendo la reciprocit\u00e0 del trasferimento della conoscenza altrove prodotta e, contestualmente,\u00a0sostenendo il flusso opposto, ossia il trasferimento della conoscenza prodotta in loco oltre i confini\u00a0locali, in modo da diventare driver del processo di internazionalizzazione del Salento. Gateway, dunque,\u00a0\u201cportale d\u2019ingresso\u201d non solo per il territorio locale, bens\u00ec per la pi\u00f9 ampia regione adriatico-ionica di cui\u00a0esso \u00e8 parte. Va in questa direzione il rafforzamento delle politiche di internazionalizzazione, con un fitto\u00a0programma di missioni all\u2019estero teso a promuovere lo scambio di ricercatori e studenti, l\u2019integrazione\u00a0dei percorsi formativi. Per accrescere l\u2019attrattivit\u00e0 internazionale dell\u2019Ateneo e del contesto territoriale\u00a0si sono altres\u00ec rafforzati i legami con gli altri centri di ricerca che operano sul territorio (CNR, IIT, INFN, ENEA), in modo da costituire un grande hub tecnologico capace di attrarre l\u2019attenzione dei players\u00a0globali. Con analogo obiettivo ci siamo mossi con le Basi delle Nazioni Unite: l\u2019obiettivo sar\u00e0 quello di\u00a0sviluppare progetti congiunti negli ambiti della formazione e della ricerca, in modo da mettere in valore\u00a0la loro presenza a beneficio di Brindisi e di tutto il Salento.<\/p>\n<p>In generale il nostro obiettivo \u00e8 investire su\u00a0una rete di incubatori e acceleratori che diano slancio e proiezione internazionale all\u2019economia locale.<\/p>\n<p>3. Fare dell\u2019Universit\u00e0 una comunit\u00e0 accademica inclusiva, capace di attrarre la diversit\u00e0 in tutte le<br \/>\nsue possibili declinazioni e di metterla in valore, di farne una ricchezza per l\u2019individuo e per la collettivit\u00e0,\u00a0di generare una filiera valoriale della persona, rendendola protagonista del progetto formativo, e al tempo\u00a0stesso capace di costruire, sulla propria capacit\u00e0 di accoglienza, la propria inconfondibile distintivit\u00e0. Un\u00a0progetto di cui il territorio pu\u00f2 e deve sentirsi orgoglioso, considerato che la capacit\u00e0 di accogliere \u00e8\u00a0da sempre un tratto distintivo delle comunit\u00e0 salentine. Vanno in questa direzione le azioni sviluppate in\u00a0collaborazione con il Centro di Ateneo per l\u2019Integrazione e il Comitato Unico di Garanzia.<\/p>\n<p>Questo obiettivo\u00a0guider\u00e0 la stessa internazionalizzazione, puntando ai Sud del mondo e facendo di quello che Carmelo\u00a0Bene chiamava \u201cil sud dei sud dei santi\u201d la risorsa per farci protagonisti di un innovativo progetto di\u00a0cooperazione universitaria.<\/p>\n<p>4. Fare dell\u2019Universit\u00e0 un bene comune, un\u2019istituzione condivisa, trasparente e partecipata, che il<br \/>\nterritorio senta come espressione della propria identit\u00e0. Di qui la frenetica attivit\u00e0 di questi mesi volta\u00a0a rinsaldare i rapporti con la comunit\u00e0 salentina e con le istituzioni che ne sono espressione, a partire\u00a0dalle scuole, con le quali occorre sviluppare un progetto condiviso perch\u00e9 parte della medesima filiera\u00a0formativa, quella che pi\u00f9 di ogni altra pu\u00f2 contribuire al rilancio di questo territorio. Questa attivit\u00e0 non\u00a0ha riguardato la sola provincia di Lecce, ma anche quelle limitrofe, ben consapevoli della responsabilit\u00e0\u00a0che viene dalla nostra storia e dalla nostra stessa denominazione. Da questo progetto non poteva\u00a0rimanere fuori la comunit\u00e0 accademica: se vogliamo che gli altri ci percepiscano come un bene comune,\u00a0dobbiamo noi stessi sentire la nostra istituzione come un elemento costitutivo della nostra identit\u00e0 e\u00a0riconoscerci in essa. Credo che il senso di appartenenza si costruisca con azioni concrete che rendano\u00a0visibile e tangibile l\u2019importanza che l\u2019istituzione attribuisce al singolo dipendente \u2013 di qui l\u2019impegno<br \/>\nriorganizzativo, l\u2019investimento in formazione, la promozione della trasparenza \u2013 ma anche con l\u2019impegno\u00a0personale, diretto di chi ha l\u2019onore di rappresentarla. In questi mesi ho cercato di essere vicino alla mia\u00a0comunit\u00e0 proprio perch\u00e9 volevo fare in modo che ciascuno di noi si sentisse parte di un progetto e che\u00a0sentisse che quel progetto non poteva e non pu\u00f2 fare a meno del suo contributo. Continuer\u00f2 a farlo per\u00a0il resto del mandato, perch\u00e9 so che \u00e8 necessario e perch\u00e9 anch\u2019io, come spero ognuno di voi, di noi, lo\u00a0sento!<\/p>\n<p>5 Fare dell\u2019Universit\u00e0 un volano di sostenibilit\u00e0, nel senso che questa non deve divenire soltanto<br \/>\nun obiettivo strategico dell\u2019Ateneo, ma un imperativo etico capace di orientare le politiche territoriali al\u00a0fine di preservare l\u2019ecosistema salentino e fare della sostenibilit\u00e0 una bandiera dell\u2019intera comunit\u00e0. Un\u00a0obiettivo imprescindibile in un territorio flagellato dalla xylella, snaturato dalla cementificazione e inquinato\u00a0da un\u2019industrializzazione inefficace quanto dannosa \u2013 e qui il mio pensiero non pu\u00f2 non andare alla\u00a0comunit\u00e0 tarantina che pi\u00f9 di tutte ne ha subito le conseguenze \u2013 ; un obiettivo che proprio per questo\u00a0pu\u00f2 e deve diventare un laboratorio di sostenibilit\u00e0. Ma un Ateneo sostenibile non \u00e8 solo un\u2019istituzione\u00a0che rispetta l\u2019ecosistema riducendo la propria impronta ecologica (sostenibilit\u00e0 ambientale): \u00e8 anche\u00a0un\u2019istituzione che promuove le pari opportunit\u00e0, l\u2019accesso allo studio, il rispetto della diversit\u00e0, l\u2019equit\u00e0\u00a0sostanziale (sostenibilit\u00e0 sociale); un\u2019istituzione che capitalizza la cultura locale, che rispetta le diversit\u00e0 culturali, evitando che si pieghino alle logiche omologanti della globalizzazione (sostenibilit\u00e0 culturale);\u00a0un\u2019istituzione che assicuri eguale rappresentanza a tutte le forze che la compongono attraverso un modello<br \/>\ndi governance allargata. La sostenibilit\u00e0 deve essere collocata alla base dei saperi, di tutti i saperi e deve\u00a0poter attingere ad essi per tradursi in azioni concrete. \u00c8 a questi obiettivi che sono riconducibili molte\u00a0delle iniziative portate avanti dall\u2019Universit\u00e0 del Salento, a partire dalla rimodulazione degli investimenti\u00a0immobiliari che andremo a realizzare nei prossimi anni, incentrati pi\u00f9 sulla rifunzionalizzazione,\u00a0riqualificazione ed efficientamento energetico dell\u2019esistente che non sulla cementificazione del territorio,\u00a0utilizzando peraltro materiali e tecnologie eco-friendly.<\/p>\n<p>Il Campus di Ecotekne in cui ci troviamo, diventer\u00e0\u00a0un esempio di sostenibilit\u00e0 applicata. Va in questa direzione anche la collaborazione con il Comune\u00a0per il progetto \u201cLecce, Citt\u00e0 Universitaria\u201d e la creazione di uno dei parchi urbani universitari pi\u00f9 belli\u00a0del Paese, con un\u2019estensione che andr\u00e0 dalle mura urbiche al Parco di Belloluogo. La riapertura del\u00a0Museo dell\u2019Ambiente, la scelta di accogliervi e incontrarvi tutti l\u00e0, questa stamattina, ha chiaramente un\u00a0contenuto simbolico: la sostenibilit\u00e0 ha bisogno di ricerca, ma anche di coinvolgere e sensibilizzare la\u00a0societ\u00e0 civile.<br \/>\nPer ribadire l\u2019importanza che questo obiettivo avr\u00e0 nei prossimi anni abbiamo deciso di farne il tema\u00a0portante di questa inaugurazione e di invitare una delle massime esperte a livello internazionale per\u00a0discuterne con la nostra comunit\u00e0. A Cristina Maguas il mio ringraziamento per averci onorato della sua\u00a0presenza.<br \/>\nMi auguro, ci auguriamo, che questo possa realmente diventare l\u2019anno della svolta sostenibile (\u201cSustainable\u00a0turn\u201d) per il nostro territorio: lo dobbiamo alle generazioni che ce lo hanno lasciato in eredit\u00e0, ma lo\u00a0dobbiamo ancor di pi\u00f9 alle generazioni che verranno.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 con questo impegno verso il passato e\u00a0auspicio verso il futuro che<br \/>\nDICHIARO APERTO L\u2019ANNO ACCADEMICO 2019-2020.<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2020\/02\/15\/inaugurato-dal-nuovo-magnifico-rettore-lanno-accademico-delluniversita-del-salento-un-faro-culturale-capace-di-formare-sensibilizzare-ed-orientare-le-giovani-generazioni-ma-anche-di-concorr\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2020\/02\/15\/inaugurato-dal-nuovo-magnifico-rettore-lanno-accademico-delluniversita-del-salento-un-faro-culturale-capace-di-formare-sensibilizzare-ed-orientare-le-giovani-generazioni-ma-anche-di-concorr\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Fabio Pollice______ Saluto e ringrazio chi \u00e8 venuto a condividere con noi questo momento da altre Universit\u00e0, gli amici Rettori e loro Delegati; saluto le autorit\u00e0 civili, militari e religiose, e poi saluto la nostra comunit\u00e0, che si\u00a0riconosce in un noi: noi in quanto studenti, noi in quanto personale tecnico-amministrativo-bibliotecario,\u00a0noi in quanto docenti. 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