{"id":164298,"date":"2020-03-19T10:30:07","date_gmt":"2020-03-19T09:30:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=164298"},"modified":"2020-03-29T14:50:23","modified_gmt":"2020-03-29T12:50:23","slug":"instant-narrativa-un-racconto-scritto-a-quattro-mani-sullattualita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2020\/03\/19\/instant-narrativa-un-racconto-scritto-a-quattro-mani-sullattualita\/","title":{"rendered":"INSTANT STORY, UN RACCONTO SCRITTO A QUATTRO MANI SULL&#8217;ATTUALITA&#8217; \/ &#8220;Ce la faremo&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-164302\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/dis.jpg\" alt=\"\" width=\"2048\" height=\"1489\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/dis.jpg 2048w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/dis-300x218.jpg 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/dis-1024x745.jpg 1024w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/dis-768x558.jpg 768w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/dis-1536x1117.jpg 1536w\" sizes=\"(max-width: 2048px) 100vw, 2048px\" \/>di <strong><span style=\"color: #ff0000;\">Sara Foti Sciavaliere<\/span><\/strong> e <strong>Giuseppe Puppo<\/strong>______<\/p>\n<p>Illustrazione di <span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Giuseppe Mauro<\/strong><\/span>______<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Non c&#8217;era niente da fare, troppo forte quel pensiero che gli ricordava un destino condiviso da tutti gli amanti senza speranza. Al settimo giorno di arresti domiciliari forzati dall&#8217;emergenza sanitaria in atto, l&#8217;avvocato Ronzino Rizzo prese le sue decisioni: se proprio doveva morire, almeno sarebbe morto contento.<\/p>\n<p>Si convinse pertanto di quello che gi\u00e0 sapeva, che l&#8217;amore brucia la vita, e fa passare il tempo.<\/p>\n<p>Guard\u00f2 allora con sopportabile sufficienza fra le stanze del suo Mulino Bianco, quell&#8217;attico ai Salesiani diventato da una settimana le sue prigioni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Si era svegliato presto, dibattuto fra il tormento del vano desiderio e l&#8217;inquietudine dei sogni convulsi, e si era rifugiato nel suo studio, per mettersi in ordine le idee.<\/p>\n<p>Ora che lo aveva fatto, rifece il percorso domestico all&#8217;incontrario.<\/p>\n<p>Fece finta di risistemare le cartelline delle pratiche ammassate le une sulle altre, in attesa di tempi migliori, come se avesse lavorato.<\/p>\n<p>Non os\u00f2 entrare n\u00e9 nella camera della figlia pi\u00f9 grande, da cui non veniva nessun suono, nessun rumore, immaginandola alle prese con il telefonino in modalit\u00e0 aereo, n\u00e9 in quella del figlio minore, da cui giungeva invece l&#8217;eco ridotta di un brano musicale, scivolando imbarazzato davanti alle porte chiuse.<\/p>\n<p>Sbirci\u00f2 appena, in un soprassalto di dignit\u00e0, nella camera del loro lettone, in cui stava ancora la moglie, apparentemente addormentata. Apparentemente. Quei pochi secondi di uno sguardo furtivo con gli occhi abbassati per la vergogna, le erano bastati per chiedergli di andare vicino a lei, come se gli avesse letto nei pensieri di quella mattina.<\/p>\n<p>L&#8217;avvocato Ronzino Rizzo deglut\u00ec a fatica.<\/p>\n<p>Era un anno ormai &#8211; se ne rendeva conto &#8211; che aveva ridotto al minimo sindacale i doveri coniugali, di dimensioni sempre pi\u00f9 ridotte e di qualit\u00e0 sempre pi\u00f9 scarsa. Per riuscirci, sia pur in quel modo pessimo, poi, doveva pensare a Lucia.<\/p>\n<p>Funzionava, almeno per quelle poche volte da cui non poteva esimersi, pi\u00f9 o meno a cadenza mensile, quando proprio non riusciva a trovare pi\u00f9 nessuna scusa plausibile. Allora, faceva sesso con la moglie, mentre pensava di far l&#8217;amore con Lucia: chiudeva gli occhi, la vedeva mentre si spogliava di fretta nei loro incontri clandestini, si focalizzava su un particolare della biancheria intima vagamente feticistico, e&#8230;<\/p>\n<p>Adempieva.<\/p>\n<p>Adempieva, e poi non vedeva l&#8217;ora di girarsi dall&#8217;altro lato e di dormire.<\/p>\n<p>Con Lucia, invece, era tutto diverso, pi\u00f9 o meno una volta alla settimana: aveva riscoperto con lei la voglia, il piacere, l&#8217;idea, e tante altre cose che sembravano dimenticate, o che forse non aveva mai conosciuto, almeno cos\u00ec. E quando &#8216;finiva&#8217;, aveva voglia di stare accanto a lei per sempre.<\/p>\n<p>Forse l&#8217;amore questo \u00e8: se quando finisci, ma subito dopo, un attimo dopo che hai finito, hai voglia di girarti dall&#8217;altro lato, o di alzarti e di andare via; mentre se quando finisci invece non desideri altro che restare abbracciato, l&#8217; istante reso eternit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&#8220;<em>Vado a fare il caff\u00e8<\/em>&#8221; &#8211; rispose con malcelato imbarazzo &#8211; <em>&#8220;Te lo porto&#8221;<\/em>, aggiunse come per farsi perdonare di aver declinato pi\u00f9 o meno gentilmente l&#8217;invito.<\/p>\n<p>Il caff\u00e8 venne su male.<\/p>\n<p>Usc\u00ec amarissimo, come i suoi pensieri mentre lo preparava, perch\u00e9 non sopportava pi\u00f9 l&#8217;idea di sapere Lucia da una settimana chiusa in casa con il marito, senza nessuna possibilit\u00e0 di sottrarsi, nemmeno per un po&#8217;.<\/p>\n<p>L&#8217;idea del marito accanto a Lucia senza soluzione di continuit\u00e0 gli faceva ancora pi\u00f9 male del fatto di non poterla vedere e meno male che riusciva almeno a non approfondire quei pensieri, almeno evitava di addentrarsi nei particolari, se no, lo sapeva gi\u00e0, sarebbe impazzito.<\/p>\n<p>Una settimana, anzi erano oramai dieci giorni dall&#8217;ultimo appuntamento nel suo studio, gli sembrava un secolo.<\/p>\n<p>Il tempo si dilatava come una tortura.<\/p>\n<p><em>Ce la faremo<\/em>, dicevano tutti in questi giorni, ma certo lui non ce la faceva pi\u00f9, a stare senza, e non era il Tribunale, lo Studio, il Partito, il Rotary e quant&#8217;altro con cui riempiva le sue giornate sempre fuori di casa, che gli mancava: gli mancavano le gambe di Lucia, con cui da un anno misurava la Bellezza del mondo.<\/p>\n<p>Ce la faremo a vederci ancora, ce la faremo a stare insieme, pens\u00f2 lui.<\/p>\n<p>Non poter nemmeno comunicare liberamente era poi\u00a0 un supplizio ulteriore.<\/p>\n<p>Basta, non ce la faceva pi\u00f9!<\/p>\n<p>&#8220;<em>Pi\u00f9 tardi vado a fare una passeggiata in bici, almeno quello si pu\u00f2 fare, da solo, vado a fare un giro in campagna verso Frigole, o Torre Chianca<\/em>&#8221; &#8211; annunci\u00f2 alla moglie, bevuto il caff\u00e8 &#8211; <em>&#8220;Non ce la faccio pi\u00f9 a stare chiuso in casa&#8230;<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p>Lei lo guard\u00f2 stupita. Senza la Porsche, che usava ogni giorno regolarmente pure per andare al bar?<\/p>\n<p>S\u00ec, senza la Cayenne&#8230;E spieg\u00f2: se lo beccavano in auto, non avrebbe saputo come giustificarsi, per aver infranto la quarantena. Ma in bici, a fare una passeggiata in campagna, da soli si pu\u00f2, l&#8217;ha detto pure Giuseppi, pi\u00f9 o meno.<\/p>\n<p>&#8220;<em>Mettiti la mascherina, i guanti, copriti almeno<\/em>&#8220;, concluse subito lei, senza voler approfondire quella strana decisione, che comunque &#8211; ci voleva poco a capirlo &#8211; le era sembrata strana, molto strana.<\/p>\n<p>&#8220;<em>S\u00ec, certo, prender\u00f2 una delle vecchie bici dei ragazzi in garage, user\u00f2 tutte le precauzioni <\/em>&#8221; &#8211; la tranquillizz\u00f2, almeno cos\u00ec credette. E aggiunse sempre pi\u00f9 a bassa voce. &#8220;<em>&#8230;E mi vestir\u00f2 sportivo, da atleta in allenamento, un casco ce l&#8217;abbiamo? Non vorrei che mi fregassero per il casco&#8230;<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p>Bene, era andata.<\/p>\n<p>Almeno questo, e si compliment\u00f2 con s\u00e9 stesso.<\/p>\n<p>Ora, per\u00f2, il casco, l&#8217;abbigliamento, la bicicletta se vogliamo erano il problema minore.<\/p>\n<p>Ora arrivava il difficile.<\/p>\n<p>Ora, bisognava dirlo a Lucia, avvertirla, sperare che potesse assecondarlo, e subito.<\/p>\n<p>S\u00ec, certo&#8230;.Ma come fare?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il suono della notifica di WhatsApp l&#8217;aveva strappata ai suoi pensieri. Tutto quel tempo a disposizione poteva investirlo in mille modi e invece troppo spesso si ritrovava a pensare a lui.<\/p>\n<p>Si ferm\u00f2 a guardare lo smartphone con le mani impastate di terra e fertilizzante, alle prese con il travaso di una peonia che aveva comprato in un vivaio prima che tutto quel pandemonio avesse inizio, poi era rimasta in attesa in quell&#8217;anonimo vaso di plastica nera in un angolo della terrazza.<\/p>\n<p>Quella mattina, con una tazza di caff\u00e8 in mano, sulla soglia della porta-finestra dell&#8217;open space, sbirciava il cielo azzurro, quando un paio di passerotti saltellarono sul muretto dove aveva sbriciolato qualche biscotto per i suoi piccoli visitatori e allora scorse con la coda dell&#8217;occhio quella chiazza di colore acceso contro l&#8217;intonaco ingrigito.<\/p>\n<p>Lucia Pierri era ancora inginocchiata ai piedi dell&#8217;ampia fioriera, con le mani sospese sul terriccio e lo sguardo\u00a0 sulla lucina che pulsava dietro la custodia di pelle del cellulare. Era lui? Rino. O almeno lo sperava, e il cuore le scalci\u00f2 nel petto.<\/p>\n<p>Erano dieci giorni dall&#8217;ultima volta che si erano visti e, in quello stato di isolamento, le sembrava un tempo infinito. Neanche un messaggio, giusto un like su un meme cretino che aveva postato su Facebook un paio di sere prima, esasperata dalle notizie assurde che intercettava sui social e annunciate in ogni programma TV sull&#8217;irresponsabilit\u00e0 di chi perseverava a ignorare il decreto governativo e le sue restrizioni.<\/p>\n<p>Era necessario restare a casa, e a lei mancava l&#8217;aria, mancava lui.<\/p>\n<p>Quindi sperava davvero che quel messaggio fosse il suo. Sapere che anche Rino la stesse pensando. Quella notte lo aveva sognato, ma forse solo perch\u00e9 era stato il suo ultimo pensiero prima di riuscire a prendere sonno e si era svegliata con la sensazione viva delle sue mani addosso, della sua bocca che la cercava, del suo desiderio intenso ogni volta come la prima.<\/p>\n<p>Sobbalz\u00f2 quando percep\u00ec il contatto di labbra che le sfioravano la pelle sensibile del collo, scoperto dai capelli alzati in uno spartano chignon.<\/p>\n<p><em>&#8220;Che fai qui imbambolata?&#8221;<\/em>. Era la voce di suo marito, chino alle sue spalle. Quel bacio improvviso sul collo aveva rimescolato le sue fantasie con la realt\u00e0 e si trov\u00f2 impreparata a rispondere. Temette di essere perfino arrossita per l&#8217;imbarazzo, come se fosse stata colta in flagranza. Evit\u00f2 di guardarlo negli occhi e batt\u00e9 le mani l&#8217;una contro l&#8217;altra per ripulirle dalla terra, mentre prendeva tempo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&#8220;<em>Pensavo se questa storia durer\u00e0 a lungo<\/em>&#8220;, rispose alla fine. La prima cosa che le venne in mente, quella pi\u00f9 banale ma anche la pi\u00f9 vera, dopo il fatto che le mancava Rino e si rimprover\u00f2 tra s\u00e9 di non aver guardato ancora di chi fosse il messaggio che aveva ricevuto.<\/p>\n<p>&#8220;<em>Abbiamo pi\u00f9 tempo per noi, quando ci ricapita?<\/em>&#8220;, replic\u00f2 il marito, bonario e comprensivo, scostandole una ciocca di capelli dalla fronte.<\/p>\n<p>Lucia non disse nulla, si limit\u00f2 a un sorriso tirato. Gli voleva bene malgrado conoscere Rino le avesse fatto capire che non lo amava pi\u00f9. Tradirlo la faceva sentire in colpa, i rimorsi erano diventati pi\u00f9 forti in quei giorni di quarantena.<\/p>\n<p>Poteva essere quel distacco forzato dal suo amante il momento per dare un taglio a quella follia?<\/p>\n<p>Si rese conto che stava stringendo il cellulare in mano. Con un gesto non curante, attiv\u00f2 lo schermo dello smartphone e vi lasci\u00f2 scivolare un dito che apr\u00ec la finestra delle notifiche.<\/p>\n<p>Avv.Rizzo.<\/p>\n<p>Era lui.<\/p>\n<p>Il cuore acceler\u00f2 di nuovo i suoi battiti.<\/p>\n<p>Era diventata peggio di un&#8217;adolescente. Suo marito le parl\u00f2, ma aveva smesso di ascoltarlo. Si strofin\u00f2 la punta del naso con il dorso della mano impolverata di terra e starnut\u00ec nella piega del comodo, le istruzioni su ovvie norme di condotta erano diventate uno snervante ritornello che riempiva ogni pausa pubblicitaria in TV e lasciava un&#8217;eco tra i pensieri.<\/p>\n<p>&#8220;<em>Vado a lavare le man<\/em>i&#8221; &#8211; annunci\u00f2 interrompendo qualunque cosa stesse dicendo il marito. Spar\u00ec nel bagno e chiuse la porta dietro di s\u00e9, portando a termine la pratica di igiene personale con il sapone all&#8217;olio di tea tree\u00a0 e, asciugando in fretta le mani, si sedette sul bordo della vasca idromassaggio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Lesse il messaggio e si sent\u00ec avvampare fino alle orecchie. Non avrebbe mai creduto che Rino arrivasse a quello. Erano stati sempre molto cauti, nessun passo azzardato.<\/p>\n<p>Adesso per\u00f2 voleva vederla, mentre il mondo era scosso da una pandemia e l&#8217;Italia tremava sotto gli assalti invisibili e inarrestabili di quel virus sconosciuto.<\/p>\n<p>L&#8217;invito stringente a non uscire, i contagi che aumentavano e gli hashtag <em>#iorestoacasa<\/em> e\u00a0<em>#cela faremo\u00a0<\/em>che si moltiplicavano, eppure lui l&#8217;avrebbe aspettata su quella strada di campagna.<\/p>\n<p>Lo ricordava il casolare dalle parete rosse stinte. Era parte di lascito, una questione contorta tra eredi in disaccordo. Lei era il perito chiamato a stimare la propriet\u00e0 e lui l&#8217;avvocato della beneficiaria. Cos\u00ec si erano incontrati un anno prima.<\/p>\n<p>Poteva essere la pi\u00f9 ragionevole tra i due.<\/p>\n<p>Non sapeva per\u00f2 quanto quelle restrizioni potevano andare avanti. Il 3 aprile non era dietro l&#8217;angolo, e se poi ci fosse stata un&#8217;ulteriore proroga?<\/p>\n<p>Lucia voleva vederlo, era inutile girarci intorno.<\/p>\n<p>Avrebbe rischiato.______<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Lecce, 19 marzo 2020<\/p>\n<p>Gli avvenimenti qui raccontati sono di\u00a0 fantasia. Ogni riferimento a fatti o a persone realmente esistenti \u00e8 da ritenersi puramente casuale.______<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #ff0000;\">Sara Foti Sciavaliere<\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\">,<\/span><strong><span style=\"color: #ff0000;\">\u00a0<\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\">37 anni, giornalista\/blogger, guida\/accompagnatrice turistica, di origini pugliesi, \u00e8 vissuta tra\u00a0Calabria e Sicilia, ma ha deciso di mettere radici in Salento.\u00a0 &#8220;<em>Piacevolissimo, avvincente, intrigante<\/em>&#8220;: \u00e8 stato definito cos\u00ec dalla critica il suo romanzo d&#8217;esordio, appena uscito, da pochi giorni, per le Edizioni Il Raggio Verde, <em>&#8220;La Sposa del Chiostro<\/em>&#8220;.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Giuseppe Puppo<\/strong>, 62 anni, giornalista di cronaca, attualit\u00e0 e cultura, leccese, ha collaborato a quotidiani e settimanali, ed ha scritto diversi libri di inchieste e approfondimenti, e cinque opere teatrali. Da dieci anni \u00e8 tornato nella sua citt\u00e0 di origine, dove ha fondato il quotidiano leccecronaca.it che dirige.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #0000ff;\">Giuseppe Mauro<\/span><\/strong><span style=\"color: #0000ff;\"><span style=\"color: #000000;\">, 23 anni, di Galatina, dopo la maturit\u00e0 classica ha intrapreso gli studi di \u201cDesign della Comunicazione\u201d presso il Politecnico di Milano. Nel 2018 pubblica per iQdB Edizioni il suo primo ebook, Onda Type, che si posiziona al primo posto nella classifica Amazon, nella sezione \u201cDesign\u201d. \u00c8 appassionato di cinema e fumetti.<\/span><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2020\/03\/19\/instant-narrativa-un-racconto-scritto-a-quattro-mani-sullattualita\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2020\/03\/19\/instant-narrativa-un-racconto-scritto-a-quattro-mani-sullattualita\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Sara Foti Sciavaliere e Giuseppe Puppo______ Illustrazione di Giuseppe Mauro______ &nbsp; Non c&#8217;era niente da fare, troppo forte quel pensiero che gli ricordava un destino condiviso da tutti gli amanti senza speranza. 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