{"id":165237,"date":"2020-04-09T00:02:20","date_gmt":"2020-04-08T22:02:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=165237"},"modified":"2020-04-08T14:10:04","modified_gmt":"2020-04-08T12:10:04","slug":"leccecronache-a-casa-di-irene","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2020\/04\/09\/leccecronache-a-casa-di-irene\/","title":{"rendered":"LECCECRONACHE \/ A CASA DI IRENE"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-165238\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/0ed7f0d21b49d85d2c1b138563b37ccb.jpg\" alt=\"\" width=\"780\" height=\"975\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/0ed7f0d21b49d85d2c1b138563b37ccb.jpg 780w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/0ed7f0d21b49d85d2c1b138563b37ccb-240x300.jpg 240w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/0ed7f0d21b49d85d2c1b138563b37ccb-768x960.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 780px) 100vw, 780px\" \/>di <strong>Raffaele Polo<\/strong>______<\/p>\n<p><em>Giorni grigi sono le lunghe strade silenziose. Di un paese deserto e senza cielo.<\/em><\/p>\n<p>A volte ti rimangono in mente motivi, parole, versi che continuano, per parecchio tempo, a frullarti per il capo. Sei l\u00ec, che guardi la televisione e senti questa frase che si ripete, dentro di te.<\/p>\n<p>Stai davanti allo specchio, a meditare su come sei cambiato, adesso vecchio brutto e stanco, ma dentro sempre lo stesso, o no?, e c&#8217;\u00e8 un sottofondo che ti martella con parole e musica sempre uguali, ripete un refrain che non se ne va, ormai deve fare il suo corso, poi scomparir\u00e0 cos\u00ec come \u00e8 venuto, anche prima di addormentarmi, eccolo che arriva<\/p>\n<p>Giorni grigi sono le lunghe strade silenziose. Di un paese deserto e senza cielo.<\/p>\n<p>Il bello \u00e8 che questi spezzoni di memoria si adattano perfettamente\u00a0 al momento in cui stai vivendo, c&#8217;\u00e8 sempre un addentellato con la realt\u00e0 che ti circonda, il nostro cervello, macchina meravigliosa, non lascia nulla di scontato, proietta vecchi film, ricordi, sensazioni, cose che avremmo voluto fare ma non abbiamo fatto, odori e colori mai visti oppure sognati, a questo punto che importanza ha? Cos\u00ec, basta chiedersi perch\u00e9, in questo preciso momento, ci vengono in mente proprio questi e non altri (pensieri, motivi, musiche, colori) per iniziare a comprendere perch\u00e9 agli antichi Profeti il Signore parlava nel sogno e quelli non stavano l\u00ec a pensarci due volte, capivano subito quale era il suggerimento, e lo mettevano in atto.<\/p>\n<p>Giorni grigi sono le lunghe strade silenziose. Di un paese deserto e senza cielo.<\/p>\n<p>Ora, se guardando dalla finestra le strade vuote, i negozi chiusi, addirittura c&#8217;\u00e8 posto anche nel solitamente affollato parcheggio a strisce bianche, mi \u00e8 venuto in mente questo verso di una canzone che poi mi sforzer\u00f2 di ricordare, un motivo ci deve essere. E, stavolta, \u00e8 facile, facilissimo capire cosa mi suggerisce il mio &#8216;Io&#8217; che non parla ma \u00e8 sempre l\u00ec, a indicarmi la strada da seguire.\u00a0 Insomma, mi dice di guardarmi attorno, e di fare in modo, per quel che posso, che il grigio scompaia e torni la voglia di guardare il cielo azzurro. Questo \u00e8 il suggerimento, ora sta a me metterlo in atto.<\/p>\n<p>E cos\u00ec, sono tornato davanti allo specchio, mi sono guardato e ho sorriso: &#8216;Un bel vecchione&#8217; mi sono detto. E ho aggiunto: \u201c Quasi quasi sono come Sean Connery, che \u00e8 meglio da anziano rispetto alle sue presenze giovanili\u201d. E mi sono accorciate le basette, stando attendo a rispettare la simmetria.<\/p>\n<p>Ci credereste, il refrain \u00e8 scomparso.<\/p>\n<p>Come in una playlist ben assortita, ne \u00e8 subito comparso un altro, che sto canticchiando ancora adesso, mentre vi dico queste cose:<\/p>\n<p><em>Ricordo una mattina<\/em><br \/>\n<em> Che non andammo a scuola<\/em><br \/>\n<em> Prendendoci per mano corremmo verso i campi<\/em><br \/>\n<em> E come due bambini<\/em><br \/>\n<em> Cantando noi lanciammo un aquilone<\/em><br \/>\n<em> Che andava su nel cielo, che andava su nel cielo<\/em><\/p>\n<p>P.S.<\/p>\n<p>Il Coronavirus :\u00a0\u00a0<em> A casa d&#8217;Irene<\/em>, Nico Fidenco, 1964<\/p>\n<p>Dopo il Coronavirus :\u00a0 <em>L&#8217;Aquilone<\/em>, Alunni del Sole, 1973<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2020\/04\/09\/leccecronache-a-casa-di-irene\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2020\/04\/09\/leccecronache-a-casa-di-irene\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Raffaele Polo______ Giorni grigi sono le lunghe strade silenziose. 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