{"id":165394,"date":"2020-04-11T21:35:59","date_gmt":"2020-04-11T19:35:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=165394"},"modified":"2020-04-16T09:13:44","modified_gmt":"2020-04-16T07:13:44","slug":"165394","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2020\/04\/11\/165394\/","title":{"rendered":"INSTANT STORY, UN RACCONTO SCRITTO A QUATTRO MANI SULL\u2019ATTUALITA\u2019 \/ &#8220;Andr\u00e0 tutto bene&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-165492\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/atb.jpg\" alt=\"\" width=\"2048\" height=\"1447\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/atb.jpg 2048w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/atb-300x212.jpg 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/atb-1024x724.jpg 1024w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/atb-768x543.jpg 768w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/atb-1536x1085.jpg 1536w\" sizes=\"(max-width: 2048px) 100vw, 2048px\" \/>di\u00a0<strong><span style=\"color: #ff0000;\">Sara Foti Sciavaliere<\/span><\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Giuseppe Puppo<\/strong>______<\/p>\n<p>Illustrazione di\u00a0<strong><span style=\"color: #0000ff;\">Giuseppe Mauro<\/span>______<\/strong><\/p>\n<p>Se ci vogliamo bene, restiamo a casa.<br \/>\nLo leggeva negli hashtag sui social e lo sentiva negli appelli in televisione.<br \/>\nSacrosanto, forse, in quel delirio che aveva scatenato il Covid19.<\/p>\n<p>Restiamo a casa, \u00e8 pi\u00f9 sicuro.<br \/>\nLo dicevano in molti, lo imponeva il governo per il bene di tutti, e lei lo rispettava. Anche se per Laura la casa non era un rifugio sicuro. Quel decreto aveva forgiato sbarre robuste per le finestre di quella sua prigione domestica e le aveva tolto l\u2019ossigeno come quella polmonite spietata che affollava i reparti di terapia intensiva.<\/p>\n<p>C\u2019era un \u201cnemico invisibile\u201d \u2013 cos\u00ec lo definivano \u2013 che minacciava la salute, la quotidianit\u00e0 di tutti, ma per Laura c\u2019era un nemico in carne e ossa, da tempo, e viveva sotto il suo stesso tetto, le dormiva accanto ogni notte.<\/p>\n<p>Il coronavirus, quel mostro \u2013 cos\u00ec raccontato ai bambini come sua figlia \u2013 poteva essere tenuto fuori dalla porta di casa, con il rispetto delle regole, con la pazienza dell\u2019attesa. Ma se gi\u00e0 un mostro sedeva sul tuo divano e mangiava al tuo tavolo, costretta a conviverci contro il buonsenso, a stretto contatto, senza distanza di sicurezza garantita, quale possibilit\u00e0 di scampo aveva Laura a un pari pericolo, se non maggiore?<\/p>\n<p>Raccolse i cocci di vetro del bicchiere andato in frantumi e allo stesso modo provava a rimettere insieme i frammenti della sua dignit\u00e0 mandata in pezzi ogni volta che lui le urlava la sua disapprovazione, la derideva dei suoi tentativi di rivolta. Poteva minacciarlo di fare la valigia e andare via.<br \/>\nVia, dove?<br \/>\nE adesso poi?! Ora che restare a casa era essenziale per il bene di tutti\u2026<br \/>\nE il suo bene? Quello di sua figlia?<br \/>\nForse quel virus per lei era il minore dei mali, in fondo.<\/p>\n<p>La casa troppo stretta per contenere l\u2019irascibilit\u00e0 di lui, la sua frustrazione, e lei un bersaglio sempre a portata di mano. Ne portava i segni, sul corpo, e nell\u2019anima.<br \/>\nA volte l\u2019afferrava con tanta violenza che probabilmente dai lividi sulla pelle avrebbero potuto leggerne le impronti digitali, se un giorno non fosse riuscita a vedere l\u2019indomani.<br \/>\nMa sopravviveva, sopravviveva per sua figlia.<\/p>\n<p>Ricacci\u00f2 indietro le lacrime e indoss\u00f2 il sorriso pi\u00f9 spensierato che potesse fingere a favore della sua bambina, prima di entrare nella cameretta di Gaia: un nome bene augurante, aveva pensato alla sua nascita, un talismano contro i mali della vita. Non era per\u00f2 neanche riuscita a tenere fuori da quella porta le grida, gli schiaffi, gli insulti, i singhiozzi soffocati. Le sorrideva comunque la sua Gaia, e tuttavia riconosceva la paura in quegli occhi che le chiedevano di andare via.<\/p>\n<p>Inginocchiata sulla sedia del suo scrittoio, Gaia aveva tracciato su un foglio, direttamente con le matite colorate, sette archi variopinti, posati su due nuvole di un grigio cupo. Un arcobaleno, come i tanti che ovunque si vedevano sui balconi e dietro i vetri della case. La speranza che il sereno torner\u00e0 alla fine di questi giorni cupi, incerti, come accade sempre anche dopo il peggiore dei temporali.<\/p>\n<p>Laura per\u00f2 non vedeva che lampi di luce, passeggeri, troppo fugaci, nelle ombre che si addensavano nella sua casa. Sentiva la presenza di lui incombere e minacciare come la peggiore delle tempeste che poteva travolgere inaspettata in qualunque momento, e senza preavviso, per un nonnulla.<\/p>\n<p><em><span style=\"color: #000000;\">\u201cMamma, \u00e8 per te\u201d<\/span><\/em> e Gaia le consegn\u00f2 il foglio.<br \/>\nLaura sent\u00ec un colpo al cuore.<br \/>\nSull\u2019arcobaleno, accanto a un sole di un giallo brillante e sorridente, aveva scritto a grandi lettere in stampatello, colorate e un po\u2019 sbilenche:<br \/>\nANDR\u00c0 TUTTO BENE<br \/>\nEra un mantra di quei giorni di reclusione forzata. Era l\u2019augurio di tutti, per tornare alla normalit\u00e0. Si chiese se lei ci sarebbe arrivata a vedere quel giorno.<br \/>\nGuard\u00f2 ancora il sorriso di Gaia e il foglio tra le sue mani. Doveva sperare anche lei.<br \/>\nAndr\u00e0 tutto bene!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La caserma \u2013 la Stazione, si ostinavano a\u00a0 chiamarla cos\u00ec, come se fossero ferrovieri, ma cos\u00ec era da sempre ed essi da sempre erano a tutto nei secoli fedele \u2013 respirava di aria nuova, che veniva dai campi colorati di primule e papaveri impazziti di luce tutto intorno, veniva dal mare vicino.<\/p>\n<p>Il maresciallo capo si sistem\u00f2 capelli, cravatta e divisa, lesse e rilesse il fax appena arrivato dalla Procura della Repubblica di Lecce, tir\u00f2 un sospiro di sollievo, e di giusta soddisfazione, anche perch\u00e9 il rapporto l\u2019aveva scritto \u201cpersonalmente\u201d.<\/p>\n<p>Aveva sottolineato il fatto che la telefonata di denuncia al numero 1522 visto per caso in televisione l\u2019avesse fatta una bambina di 8 anni, che non sopportava pi\u00f9 di vedere piangere la mamma di nascosto, ma che aveva capito tutto da tempo, fino a prendere la sua decisione.<\/p>\n<p>Il sostituto Procuratore aveva condiviso in pieno le indagini, che il maresciallo capo aveva affidato al brigadiere donna della caserma, pardon, della Stazione.<\/p>\n<p>S\u00ec s\u00ec che dire? Era stata brava, tutto fatto per bene, in piena sicurezza e in piena segretezza.<\/p>\n<p>Ora c\u2019era un\u2019ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari per quell\u2019uomo violento da eseguire.<\/p>\n<p>Erano gi\u00e0 d\u2019accordo con i servizi sociali del paese: l\u2019avrebbero ristretto in casa del fratello, in un altro paese a una decina di chilometri, quanto bastava.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0<em> \u201cBrigadiere\u2026\u201d<\/em> &#8211; le telefon\u00f2 da una stanza all\u2019altra \u2013 <em>\u201cVenga subito qui!\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>Lei si fiond\u00f2, trattenendo il fiato, temendo chiss\u00e0 quale cazziatone: \u201cComandi!\u201d.<\/p>\n<p>Si sciolse fino alle lacrime poi quando il capo le rifer\u00ec dell\u2019esito delle indagini fatte da lei, con relativo plauso dei magistrati.<\/p>\n<p><em>\u201cChiami la psicologa e l\u2019assistente sociale, rimarrete per un po\u2019 in casa con la bambina e la mamma, ci stia anche lei insieme. Andiamo a prenderlo subito. Di lui mi occupo io, voglio giusto dirgli due paroline, personalmente&#8230;\u201d<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il maresciallo capo non disse una parola per tutto il tragitto dalla caserma alla casa del fratello dell\u2019arrestato nel paese vicino, dove, sbrigate presto le formalit\u00e0 di rito, lo portarono subito, quella mattina stessa, lasciando all\u2019appuntato le spiegazioni del caso.<\/p>\n<p>Quando arrivarono a destinazione, per\u00f2, prima di lasciarlo l\u00e0, il maresciallo capo guard\u00f2 l\u2019arrestato dritto negli occhi e gli parl\u00f2:<\/p>\n<p><em>\u201cSappia che le \u00e8 andata bene, c\u2019\u00e8 il codice rosso, ora, procedura d\u2019urgenza, per queste robe qua.<\/em><\/p>\n<p><em>Fosse stato per me, in tutta confidenza, io l\u2019avrei messo subito in cella, e avrei buttato via la chiave, ma insomma\u2026Obbediamo alle disposizioni.<\/em><\/p>\n<p><em>Sappia per\u00f2 che alla prima insistenza, alla prima trasgressione, al primo tentativo di reazione che far\u00e0, vengo a prenderla io, personalmente, e la porto subito in carcere, poi col magistrato me la vedo io&#8230;<\/em><\/p>\n<p><em>Se non lo sa, si informi su che cosa fanno in carcere gli altri detenuti a chi alza le mani sulle donne\u2026<\/em><\/p>\n<p><em>E cerchi di pensare a quello che ha fatto. Poi, vedremo.<\/em><\/p>\n<p><em>Sua moglie e sua figlia saranno seguite, non staranno sole, non cerchi di contattarle per nessuna ragione. A lei invece stare da solo far\u00e0 bene, faccia tesoro di questa esperienza, almeno, io glielo auguro\u201d.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quando fu di nuovo in macchina con l\u2019appuntato che si lament\u00f2 per la mancanza di mascherine per tutto il tragitto di ritorno, il maresciallo capo non disse pi\u00f9 nulla: respir\u00f2 a lungo il vento di aria nuova, che veniva dai campi colorati di primule e papaveri impazziti di luce tutto intorno, veniva dal mare vicino, gonfio di rabbia e di speranza.______<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Lecce, 12 aprile 2020<\/p>\n<p>Gli avvenimenti qui raccontati sono di\u00a0 fantasia. Ogni riferimento a fatti o a persone realmente esistenti \u00e8 da ritenersi puramente casuale.______<\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>Sara Foti Sciavaliere<\/strong><\/span>,<strong>\u00a0<\/strong>37 anni, giornalista\/blogger, guida\/accompagnatrice turistica, di origini pugliesi, \u00e8 vissuta tra\u00a0Calabria e Sicilia, ma ha deciso di mettere radici in Salento.\u00a0 \u201c<em>Piacevolissimo, avvincente, intrigante<\/em>\u201c: \u00e8 stato definito cos\u00ec dalla critica il suo romanzo d\u2019esordio, appena uscito, da pochi giorni, per le Edizioni Il Raggio Verde,\u00a0<em>\u201cLa Sposa del Chiostro<\/em>\u201c.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Giuseppe Puppo<\/strong>, 62 anni, giornalista di cronaca, attualit\u00e0 e cultura, leccese, ha collaborato a quotidiani e settimanali, ed ha scritto diversi libri di inchieste e approfondimenti, e cinque opere teatrali. Da dieci anni \u00e8 tornato nella sua citt\u00e0 di origine, dove ha fondato il quotidiano leccecronaca.it che dirige.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Giuseppe Mauro<\/strong><\/span>, 23 anni, di Galatina, dopo la maturit\u00e0 classica ha intrapreso gli studi di \u201cDesign della Comunicazione\u201d presso il Politecnico di Milano. Nel 2018 pubblica per iQdB Edizioni il suo primo ebook, Onda Type, che si posiziona al primo posto nella classifica Amazon, nella sezione \u201cDesign\u201d. \u00c8 appassionato di cinema e fumetti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2020\/04\/11\/165394\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2020\/04\/11\/165394\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di\u00a0Sara Foti Sciavaliere\u00a0e\u00a0Giuseppe Puppo______ Illustrazione di\u00a0Giuseppe Mauro______ Se ci vogliamo bene, restiamo a casa. Lo leggeva negli hashtag sui social e lo sentiva negli appelli in televisione. Sacrosanto, forse, in quel delirio che aveva scatenato il Covid19. Restiamo a casa, \u00e8 pi\u00f9 sicuro. Lo dicevano in molti, lo imponeva il governo per il bene di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":165492,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[31],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/165394"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=165394"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/165394\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":165493,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/165394\/revisions\/165493"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/165492"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=165394"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=165394"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=165394"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}