{"id":166113,"date":"2020-04-28T00:02:16","date_gmt":"2020-04-27T22:02:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=166113"},"modified":"2020-04-27T16:49:27","modified_gmt":"2020-04-27T14:49:27","slug":"leccecronache-i-giocattoli-di-una-volta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2020\/04\/28\/leccecronache-i-giocattoli-di-una-volta\/","title":{"rendered":"LECCECRONACHE \/ I GIOCATTOLI DI UNA VOLTA"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-166114\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/IMG-20200426-WA0014.jpg\" alt=\"\" width=\"2048\" height=\"1024\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/IMG-20200426-WA0014.jpg 2048w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/IMG-20200426-WA0014-300x150.jpg 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/IMG-20200426-WA0014-1024x512.jpg 1024w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/IMG-20200426-WA0014-768x384.jpg 768w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/IMG-20200426-WA0014-1536x768.jpg 1536w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/IMG-20200426-WA0014-600x300.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 2048px) 100vw, 2048px\" \/>di <strong>Raffaele Polo<\/strong>______<\/p>\n<p>C&#8217;era una perpetuata usanza, nei tempi andati, nei rapporti genitori-figli. Nel periodo dopo Natale, un po&#8217; alla volta, i solerti genitori facevano sparire un po&#8217; dei giocattoli che Ges\u00f9 Bambino (allora non era ancora in voga Babbo Natale&#8230;) aveva portato, in abbondanza, nei giorni della festivit\u00e0.<\/p>\n<p>L&#8217;idea era duplice: anzitutto, far meditare i piccini sulla necessit\u00e0 di essere sempre buoni e diligenti, di meritarsi, insomma, i doni ricevuti. Ma soprattutto, l&#8217;intento era di far riapparire, dopo qualche tempo, i giochi nascosti, perch\u00e9 sostituissero quelli ormai distrutti o abbandonati. Era una sorta di giusta calmierizzazione, con intenti educativi, volendo abituare i bambini ad accontentarsi del poco e a riscoprire la meraviglia dell&#8217;inaspettato regalo, che tornava dopo essere stato dimenticato&#8230;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Che volete, una volta i genitori erano cos\u00ec, io ricordo che quando cadevo e mi sbucciavo le ginocchia (il simbolo della nostra infanzia sono state le cicatrici sulle ginocchia&#8230;), mia madre prima si assicurava che non fosse nulla di grave, e poi me le dava. Io, per anni, ho odiato questo metodo, incomprensibile per me. Poi, da grande, ho chiesto all&#8217;anziana madre perch\u00e9 avesse sempre agito in quel modo. E lei, serafica, mi ha risposto: &#8216;Cos\u00ec si faceva, figlio mio. Forse per costringere i bambini a stare pi\u00f9 attenti&#8230;\u201d.<\/p>\n<p>Ora, veniamo a noi. Che il senso di questa &#8216;memoria&#8217; sono proprio i giocattoli di una volta, quelli che ho ritrovato in cantina e che erano i preferiti dei miei figli. Le costruzioni, naturalmente. Assieme ai modellini di auto li facevano giocare e stare buoni intere giornate.\u00a0 Le scatole avevano quello che gli antiquari chiamano &#8216;segni del tempo&#8217;, e qualche pezzo, sicuramente mancava. Ma ho pensato di fare cosa gradita a mio figlio, portandoglieli ben incartati e, con lo sguardo basso, dicendogli: \u201cVedi tu, se ti interessano&#8230;\u201d<\/p>\n<p>E questo perch\u00e9 i figli, ormai cresciuti e con famiglia e figli a loro volta, sono diventati esseri strani, non sai mai come comportarsi, sbagli sempre su tutto, ti guardano con ironia e sopportazione&#8230; Forse facevo lo stesso con mio padre, pu\u00f2 darsi, ora non ricordo&#8230;E allora, proprio oggi ho ricevuto una foto su whatsapp, c&#8217;erano i nipotini intenti a giocare.<\/p>\n<p>\u201cGuarda con cosa giocano\u201d, c&#8217;era scritto. E un cuore rosso a corredo.<\/p>\n<p>Ho guardato, ingrandendo, e notando la scatola delle costruzioni con cui giocavano Andrea e Giovanni, i miei figli, ormai adulti e lontani anni luce da come erano trent&#8217;anni fa.<\/p>\n<p>Oppure no&#8230; la sensibilit\u00e0 dell&#8217;avermi inviato la foto, mi consola per tutto quello che poteva essere e non \u00e8 stato.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 un&#8217;altra frase, sotto la foto. \u201cCos\u00ec ti ho dato l&#8217;ispirazione per il prossimo articolo\u201d e una faccina sorridente.<\/p>\n<p>A Lecce, si dice : \u201cCose ca fannu bene allu core\u201d.<\/p>\n<p>E questi due esserini, Giulio ed Emma, adesso sono il pi\u00f9 grande interesse per il nonno Raffaele e la nonna Albarosa..<\/p>\n<p>Basta, mi sto commuovendo, non sta bene che un vecchio pianga.<\/p>\n<p>E poi, coi tempi che corrono, non bisogna toccarsi gli occhi la bocca&#8230;<\/p>\n<p>Scusate, ho finito, non ce la faccio pi\u00f9.<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2020\/04\/28\/leccecronache-i-giocattoli-di-una-volta\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2020\/04\/28\/leccecronache-i-giocattoli-di-una-volta\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Raffaele Polo______ C&#8217;era una perpetuata usanza, nei tempi andati, nei rapporti genitori-figli. 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