{"id":166359,"date":"2020-05-04T00:02:08","date_gmt":"2020-05-03T22:02:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=166359"},"modified":"2020-05-03T12:48:43","modified_gmt":"2020-05-03T10:48:43","slug":"leccecronache-rime-antiche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2020\/05\/04\/leccecronache-rime-antiche\/","title":{"rendered":"LECCECRONACHE \/ RIME ANTICHE"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-166360\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/aquilone2.jpg\" alt=\"\" width=\"1600\" height=\"1196\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/aquilone2.jpg 1600w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/aquilone2-300x224.jpg 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/aquilone2-1024x765.jpg 1024w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/aquilone2-768x574.jpg 768w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/aquilone2-1536x1148.jpg 1536w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/aquilone2-400x300.jpg 400w\" sizes=\"(max-width: 1600px) 100vw, 1600px\" \/>di <strong>Raffaele Polo<\/strong>______<\/p>\n<p>Guardiamo tra i vecchi libri, quelli che abbiamo messo da parte per i giorni di ozio forzato. E quale occasione migliore dell&#8217;attuale residenza forzata tra le mura domestiche, causa Coronavirus?\u00a0E ci capita un libro consunto con una copertina che ci ricorda qualcosa: il libro di lettura delle elementari.<\/p>\n<p>Erano solo due libri: uno, il Sussidiario, pi\u00f9 voluminoso e articolato, conteneva tutti i fondamenti dello scibile umano. Le basi, insomma, per imparare un po&#8217; dell&#8217;essenziale di storia, geografia, italiano e matematica. Poi, c&#8217;era il &#8216;Libro di lettura&#8217;, con titoli emblematici come &#8216;Il mio sentiero&#8217;, &#8216;Limpida fonte&#8217;, &#8216;Luci del mattino&#8217; che io ricordo gestito come una sorta di agenda. Cominciava a ottobre (perch\u00e9 le scuole iniziavano, immancabilmente, il primo di ottobre, per tutte le classi) e terminava a giugno.\u00a0 E l\u00ec c&#8217;erano le letture, i disegni ma soprattutto le poesie, almeno un paio per ogni mese. Alcune lunghe e spesso poco comprensibili. Ma la maggior parte erano brevi, commuoventi, intense. Ci piacevano e le imparavamo subito.<\/p>\n<p>In questo periodo, ad esempio, avremmo imparato &#8216;O Valentino vestito di nuovo&#8230;&#8217;, chiedendoci cosa volesse dire &#8216;picciolo&#8217; e &#8216;cocco&#8217; e ricordando perfettamente la prima parte della poesia, trascurando il finale che, invece, racchiude tutto il senso dei versi.\u00a0 Ma era cos\u00ec, curiosi delle novit\u00e0, non sapevamo poi arrivare fino in fondo&#8230;<\/p>\n<p>Le nostre compagne s\u00ec, invece: si mettevano in posa e snocciolavano la poesia, inframezzando con mossette vezzose la recitazione e tenevano proprio per il finale il loro exploit maggiore, riscuotendo il plauso della maestra e l&#8217;applauso dei compagni, io no, non applaudivo perch\u00e9 mi pareva cos\u00ec affettata quella recita, che mi vergognavo anche di farmi vedere a battere le mani&#8230;Tutta invidia, naturalmente. E chi mi avrebbe detto che poi avrei sollecitato proprio nei bambini pi\u00f9 piccoli, prima dai figli e poi dai nipoti quel modo cos\u00ec squisitamente fanciullesco di recitare le poesie?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Poi, dopo &#8216;Valentino&#8217; sarebbe arrivato &#8216;Maggio risveglia i nidi, maggio risveglia i cuori&#8230;&#8217;: amavamo Carducci per due motivi. Anzitutto per il suo nome, che non era Giuseppe, ma Giosu\u00e8. Noi eravamo convinti che, per fare il poeta, bisognasse avere un nome strano. E poi per &#8216;Pianto antico&#8217;, che era breve,\u00a0 ci faceva piangere e c&#8217;era quel verso finale che riuscivamo a dare tutta la tragicit\u00e0 del tema anche noi, con le ginocchia sbucciate e i capelli tagliati &#8216;alla tedesca&#8217;.<\/p>\n<p>Di Pascoli, invece, ci faceva, ci fa commuovere, &#8216;L&#8217;aquilone&#8217;, un capolavoro di poesia e di tristezza, ci sovveniva ogni volta che i genitori ci richiamavano dagli sfrenati giochi con gli amici. &#8216;Sei sudato!&#8217;, diceva mio padre. &#8216;Ma no, non sono sudato!&#8217; Rispondevo convinto, &#8216;Vediamo!&#8217; minacciava il genitore. E introduceva la mano tra pelle e canottiera, nella schiena. &#8216;Va bene&#8217; diceva infine, con aria di concessione. &#8216;Ma stai all&#8217;ombra!&#8217;<\/p>\n<p>Ecco, era allora che ci veniva in mente il verso pascoliano ; \u201cMeglio venirci ansante, roseo, molle<br \/>\ndi sudor, come dopo una gioconda corsa di gara per salire un colle!\u201d<\/p>\n<p>E, illusi che il vero significato di questi versi non ci coinvolgesse pi\u00f9 di tanto, tornavamo, felici, a giocare.<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2020\/05\/04\/leccecronache-rime-antiche\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2020\/05\/04\/leccecronache-rime-antiche\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Raffaele Polo______ Guardiamo tra i vecchi libri, quelli che abbiamo messo da parte per i giorni di ozio forzato. 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