{"id":166614,"date":"2020-05-10T00:07:13","date_gmt":"2020-05-09T22:07:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=166614"},"modified":"2020-05-16T12:42:29","modified_gmt":"2020-05-16T10:42:29","slug":"il-rock-le-riviste-i-libri-gli-amori-un-mucchio-selvaggio-a-leccecronca-it-max-stefani-racconta-cinquanta-anni-di-passioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2020\/05\/10\/il-rock-le-riviste-i-libri-gli-amori-un-mucchio-selvaggio-a-leccecronca-it-max-stefani-racconta-cinquanta-anni-di-passioni\/","title":{"rendered":"IL ROCK, LE RIVISTE, I LIBRI, GLI AMORI E UN PO&#8217; DI SALENTO: UN MUCCHIO SELVAGGIO"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-166615\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Max_Stefani.jpg\" alt=\"\" width=\"650\" height=\"457\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Max_Stefani.jpg 650w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Max_Stefani-300x211.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 650px) 100vw, 650px\" \/><\/p>\n<p>A leccecronaca.it MAX STEFANI RACCONTA CINQUANTA ANNI DI PASSIONI<\/p>\n<p><strong>di Roberto Molle<\/strong>______<\/p>\n<p>Di norma quando si leggono articoli, interviste, approfondimenti e recensioni musicali non ci si domanda chi ci possa essere dietro a quel lavoro di ricerca e ascolto critico che permetter\u00e0 di orientarsi nella babele di proposte discografiche che quotidianamente, a centinaia, invadono i negozi di dischi (quelli fisici in profonda crisi, purtroppo) e i tanti store-online.<\/p>\n<p>Al giorno d\u2019oggi a un appassionato di musica basta fare un giro nella rete e consultare migliaia di informazioni musicali sulle tantissime webzine (alcune abbastanza professionali, altre un po\u2019 meno), ma prima dell\u2019avvento di internet erano le riviste specializzate che permettevano agli appassionati di farsi una cultura musicale e orientarsi attraverso i vari generi (dal rock, al folk, dal country al jazz).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il lettore aspettava quell\u2019appuntamento (generalmente mensile) per fare la scelta dell\u2019acquisto di un vinile o di un cd, fidandosi della recensione scritta da uno dei tanti collaboratori, spesso giovanissimi e malpagati.<\/p>\n<p>Veniva a crearsi tra il popolo dei lettori e lo staff delle redazioni un\u2019empatia che spesso finiva con il coincidere con un senso di appartenenza. I giornali che scrivevano di musica erano tantissimi (almeno durante gli Ottanta e i Novanta) ma quelli che lo facevano con professionalit\u00e0 si contavano sul palmo di una mano. Tra quelli che pi\u00f9 hanno segnato lo scrivente (e in qualche misura lo hanno formato) c\u2019era \u201cIl Mucchio Selvaggio\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nato verso la fine degli anni Settanta e vissuto per poco meno di quarant\u2019anni, a fondarlo e dirigerlo per quasi tutto il tempo \u00e8 stato Max St\u00e8fani (nella foto). In occasione dell\u2019uscita in contemporanea di due suoi libri abbiamo fatto quattro chiacchiere con Max e gli abbiamo posto qualche domanda relativa al suo passato e al suo presente. Ma prima ecco qualche informazione per farsi un\u2019idea sull\u2019uomo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Max St\u00e8fani (classe 1951) inzia a scrivere nel 1971 per la rivista hi-fi \u201cSuono\u201d, dove cura la parte musicale Music box fino al 1980. Cura anche i primi numeri di \u201cStereoplay\u201d (1973-1975). Nel 1976 dirige i primi due numeri di \u201cPopstar\/Rockstar\u201d. Nel 1977 fonda \u201cIl Mucchio Selvaggio\u201d, che ha editato e diretto fino al febbraio 2011. Come editore ha creato anche \u201cRumore\u201d, \u201cChitarre\u201d, la rivista di cinema \u201cDuel\/Duellanti\u201d, il sito \u201cRockol\u201d, la rivista di libri \u201cPulp\u201d. Durante gli anni ottanta \u00e8 stato corrispondente di cinema dall\u2019Italia per la rivista francese \u201cStarfix\u201d. Dal 2013 al 2014 ha diretto il mensile \u201cOutsider\u201d. Ha collaborato con \u201cLa Repubblica\u201d e \u201cL\u2019Europeo\u201d. Ha pubblicato otto libri (e altri due sono in arrivo) sul mondo del rock e del blues.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 quello che Max St\u00e8fani ci ha raccontato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>D: Allora Max, partiamo dalla fine. Questo periodo di lockdown ci ha costretti tutti in casa privandoci di molte libert\u00e0, allo stesso modo ha permesso a chiunque stesse lavorando a un libro di concentrarsi e dedicargli tutto il tempo senza interruzioni. Nel tuo caso i libri sono due e so che hai appena finito di scriverli, pronti per essere mandati in stampa. Si tratta di due poderose biografie (corredate da interviste, testimonianze, articoli d\u2019epoca e splendide foto) dedicate ai Lynyrd Skynyrd (e al southern rock) e al grande musicista blues John Mayall (e al britsh blues dei \u201960), ce ne vuoi parlare?<\/p>\n<p><strong><em>R: S\u00ec, sono sempre stato dell\u2019idea che bisogna, per vivere meglio, guardare il bicchiere sempre mezzo pieno invece che quello mezzo vuoto. Vale anche per questa tragedia che ci ha colpiti tutti quanti. Chiuso in casa, vivo felicemente da single (dopo 4 figli con tre donne differenti) \u00e8 venuto quasi automatico dedicarmi ai miei hobby, musica, film serie tv, letture, ascolti e scrivere. <\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Hobby che poi sono e sono stati anche il mio lavoro. Quindi ho finito questi due libri, altri ne ho portati avanti (un romanzo che non finir\u00f2 mai, due sceneggiature di film, una mia biografia). Il primo narra le gesta di John Mayall e del \u2018british-blues\u2019, genere di cui sono da sempre amante e che ho conosciuto dal vivo nei miei passaggi londinesi nella seconda met\u00e0 dei famosi sixties, la \u2018swinging London\u2019, quella della minigonna etc. <\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Per i meno esperti, si tratta della storia negli anni sessanta a \u00a0Londra, di questo fenomeno che include nomi come Cream, Fleetwood Mac, Free, Animals, Rolling Stones, Jethro Tull e meno conosciuti come Graham Bond, Alexis Korner, Duster Bennett, Aynsley Dumbar, Killing Floor, Cyril Davies, Jo-Ann Kelly&#8230; Come al solito facendo parlare loro e inquadrandoli nel loro periodo storico sociale-musicale. Con quello su i Lynyrd Skynyrd si attraversa l\u2019Atlantico e si parla delle band southern e le jam-band degli anni settanta, un decennio dopo, come Allman Brothers etc. Due aree mediamente conosciute dagli esperti, quasi per niente dalla grande massa di italiani.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-166616\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/LIBRI.png\" alt=\"\" width=\"566\" height=\"533\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/LIBRI.png 566w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/LIBRI-300x283.png 300w\" sizes=\"(max-width: 566px) 100vw, 566px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>D: In realt\u00e0 questi due libri sono solo gli ultimi di una lunga serie che hai iniziato a pubblicare dal 2016. Partendo da \u201cI quattro cavalieri dell\u2019apocalisse\u201d, dove racconti la storia di quattro tra i pi\u00f9 importanti chitarristi inglesi viventi: Peter Green, Jimmy Page, Jeff Beck ed Eric Clapton; passando per \u201cHappy trails\u201d, dove vengono scandagliate le vite di altri sei straordinari chitarristi, questa volta americani (da Duane Allman a Stephen Stills e Jerry Garcia, da Mike Bloomfield a Jimi Hendrix e Jorma Kaukonen). Poi ancora \u201cCalifornia Dream\u201d (su Jackson Browne, Gene Clarck, Ry Cooder, etc.); \u201cBeautiful Winners 1960\/1980\u201d (Bruce Springsteen, Bob Seger, Steve Miller Band); in \u201cIn rock we trust\u201d racconti la storia dei pi\u00f9 importanti giornali e degli altri media che si sono occupati di musica dal 1950 ad oggi in Italia. Nel 2019 \u00e8 uscito \u201cFreefallers\u201d dedicato ad altri mostri sacri del rock: Tom Petty and Heartbreakers, Steve Nicks e Fleetwood Mac. Infine due volumi sul progressive dedicati a Genesis, ELP, Jethro Tull e King Crimson. Tanta roba, sinonimo di amore viscerale nei confronti di un certo tipo di rock. Si potrebbe concludere che non sei mai impazzito per il punk e suoi derivati, per il grunge, il techno, l\u2019industrial e qualsiasi altro suono che si sia mosso sulle coordinate degli \u201980 in poi. Vien da dire che anche per un grande giornalista musicale come te alla fine tutto si pu\u00f2 ridurre a una mera questione generazionale che rischia di intaccare quel distacco necessario nel giudizio critico sulla musica con cui ci si sta confrontando o recensendo. Che ne pensi?<\/p>\n<p><em><strong>R: Ovviamente la musica a cui si rimane attaccati per tutta la vita \u00e8 quella dei tuoi 18 anni. Quindi, dipende da quando nasci. Pu\u00f2 essere l\u2019et\u00e0 del rock and roll (50), del rock (60) del punk new-wave fine anni 70, del grunge, della musica elettronica etc. \u2018de gustibus non est disputandum\u2019, quindi ognuno dichiara la propria passione e scarta quella degli altri. Per\u00f2, ritenendomi un professionista, so vedere quanto c\u2019\u00e8 di buono in ogni genere. Ho le orecchie allenate insomma. E\u2019 chiaro che non posso non accorgermi di tante cose che un ragazzo normale, che non ha fatto la mia vita e fatto le mie esperienze, non vede. Viaggiando, parlando, frequentando l\u2019ambiente (intendo case discografiche, produttori, musicisti, promoter etc.) acquisisci uno sguardo pi\u00f9 attento, pi\u00f9 scaltro.<\/strong><\/em><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-166617\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/MUCCHIO-SELVAGGIO.png\" alt=\"\" width=\"592\" height=\"716\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/MUCCHIO-SELVAGGIO.png 592w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/MUCCHIO-SELVAGGIO-248x300.png 248w\" sizes=\"(max-width: 592px) 100vw, 592px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>D: Chi ti conosce sa che sei sempre stato molto sopra le righe, fregandotene delle convenzioni e tirando dritto verso quello che ritieni giusto. E i fatti lo confermano. Hai iniziato collaborando con riviste specializzate di hi-fi dove curavi recensioni di dischi spesso introvabili in Italia, hai fondato diverse testate, hai dato vita al \u201cMucchio selvaggio\u201d che hai diretto per quasi quaranta anni permettendo a migliaia di appassionati di essere informati non solo sul rock, ma anche su molto di quello che gli ruotava intorno (libri, cinema, teatro, politica). Dal Mucchio sono passate molte firme, alcune autorevoli, altre un po\u2019 meno (c\u2019\u00e8 passato anche un misconosciuto, almeno per l\u2019epoca, Andrea Scanzi), come facevi a tirare le fila avendo a che fare con tante personalit\u00e0 diverse, irrequiete, spesso eccentriche?<\/p>\n<p><strong><em>R: Io mi sono sempre visto pi\u00f9 come editore\/direttore che come giornalista. Diciamo un allenatore in campo, per usare un terminologia sportiva. In un giornale crei una squadra e cerchi di farla funzionare meglio possibile, tirando fuori da ciascuno il meglio. Compri e dai via quelli spompati e cerchi sempre di alzare la qualit\u00e0. Per\u00f2 ti fai un sacco di nemici. Anche qualche amico, ma molto pochi. Non \u00e8 una cosa che s\u2019impara anche se una laurea in psichiatria non sarebbe male. Gli psicopatici sono tanti. C\u2019\u00e8 gente che dopo anni continua a diffamarmi in rete che \u00e8\u2026 incredibile. Pi\u00f9 ti devono qualcosa e pi\u00f9 sono incattiviti. Poi in questo caso la Legge \u00e8 inutile. Non funziona.<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>D: Nel 2011 hai lasciato la direzione del \u201cMucchio\u201d nello sconcerto di migliaia di lettori, tra l\u2019altro i tempi stavano cambiando, le riviste di musica cominciavano a chiudere, il web era ormai una realt\u00e0 che permetteva tantissima informazione musicale gratis, insomma tutto si faceva in salita ma il giornale che dirigevi era in qualche modo solido. Credo che la classe non sia acqua, e per quanto si possano mettere in discussione (come \u00e8 stato fatto) alcuni aspetti del tuo carattere e del tuo operato, a molti era chiaro che la spina dorsale su cui si reggeva l\u2019impalcatura del \u201cMucchio\u201d eri tu. Difatti dopo non molto dalla tua defezione il giornale ha chiuso. Senza entrare nello specifico delle cause che te ne hanno allontanato, oggi dovessi tracciare un bilancio che diresti?<\/p>\n<p><strong><em>R: Forse poteva finire anche in altro modo, se avessimo avuto tutti un po\u2019 pi\u00f9 di consapevolezza del proprio essere. Mi ci metto anche io nel mezzo. Negli ultimi anni avevo quasi un senso di fastidio nei confronti della redazione e del mio braccio destro che facevano fronte comune contro di me. Eravamo due cose distanti. Il che portava a un mio completo disinteresse e a frequenti violenti scontri con la mia segretaria, da me messa nel ruolo di amministratrice della casa editrice, e membri della redazione che remavano tutti contro di me, reo di sfruttarli e di fare un giornale troppo \u2018fuori dalle regole\u2019. Una situazione che avevo gi\u00e0 vissuto nel 1988, quando successe una cosa simile (guarda caso con due stessi protagonisti) che port\u00f2 alla nascita della rivista \u201cVelvet\u201d.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Abbiamo perso tutti, anche se alla fine \u00e8 la storia che ci ha sorpassato. Da tempo non ha pi\u00f9 senso un giornale di musica quando su internet trovi di tutto e di pi\u00f9, prima e gratis. E anche di qualit\u00e0 migliore, se sai dove cercare. Aggiungiamoci anche la crisi della filiera che porta un giornale in edicola, la qualit\u00e0 della musica che esce, il crescente disinteresse verso la lettura, la conseguente penuria di denaro a disposizione (e quindi foto e giornalisti di secondo piano in quanto costretti a lavorare gratis), si capisce come non ci sia futuro e neanche presente.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Io penso che il Mucchio sia stato molto di pi\u00f9 di un giornale di musica, in questo unico nel suo settore, ma di questa cosa siamo solo noi a esserne certi. C\u2019\u00e8 stato un periodo (dal 1990 in poi) in cui siamo stati assolutamente convinti che \u2018una rivista di musica e cultura rock\u2019 poteva rendere il mondo un posto migliore. L\u2019abbiamo vissuta come una missione e, ancora oggi, penso che se ci avessero dato pi\u00f9 ascolto, avremmo inciso di pi\u00f9 sul paese Italia. Da quello strano mix di personaggi e personalit\u00e0 diversissime, stile e gusti opposti, nasceva un giornale che inseguiva un\u2019idea diversa di cultura e informazione. Una strana forma di militanza, continuamente sorvegliata da un pubblico implacabile. La pi\u00f9 bella caratteristica del \u2018mio\u2019 Mucchio \u00e8 che faceva spesso cose dove non arrivavano gli altri.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-166618\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/OUTSIDER.png\" alt=\"\" width=\"293\" height=\"407\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/OUTSIDER.png 293w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/OUTSIDER-216x300.png 216w\" sizes=\"(max-width: 293px) 100vw, 293px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>D: A un certo punto, nel 2013 ti inventi una nuova rivista musicale che chiami \u201cOutsider\u201d. Con un taglio molto particolare e una scelta editoriale coraggiosa e pericolosa allo stesso tempo. In tempi cos\u00ec frenetici dove i giornali che trattano di musica si arrovellano per imbottirli di quante pi\u00f9 recensioni possibili di dischi (spesso striminzite e superficiali), di arrivare sul pezzo e sulle interviste ai musicisti sgomitando per ottenerle prima della concorrenza e piegandosi spesso a marchette dando spazio a dischi e musicisti che con il rock c\u2019entrano poco e niente, tu decidi di inserire in \u201cOutsider\u201d pochissime recensioni e molte retrospettive e interviste a grandi musicisti intervistati perlopi\u00f9 da giornalisti e critici che non rispondono alle anagrafi italiane. Perch\u00e9 quella strategia?<\/p>\n<p><strong><em>R: Era l\u2019uovo di Colombo. L\u2019unico modo per sopravvivere. Ho seguito l\u2019esempio del settimanale \u2018Internazionale\u2019, ma sulla musica. 90% di traduzioni dalla stampa estera, vecchia e nuova. Nessun collaboratore, nessun scazzo, potere assoluto. Per\u00f2 costava molto. Carta di qualit\u00e0 e si pagava tutto. Photo, traduttori etc.\u00a0 Purtroppo dopo un anno e mezzo, quando il giornale era in pari, il \u2018mecenate\u2019 ha mollato. Un po\u2019 per problemi suoi, un po\u2019 per la solita storia di donne. Cos\u00ec \u2018Outsider\u2019 ha chiuso i battenti nel dicembre 2014. Peccato.<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>D: A quel punto invece di fare come tanti colleghi che si sono reinventati collaborando ad altre riviste che tengono ancora botta (da \u201cRumore\u201d a \u201cBlow up\u201d, a \u201dRockerilla\u201d e \u201cBuscadero\u201d), hai scelto di ritirarti. In realt\u00e0 recentemente hai lavorato su Raiuno per diversi mesi a Unomattina, dove hai cercato di parlare di rock in una fascia oraria non propria favorevole per il genere. Eri un alieno?<\/p>\n<p><strong><em>R: Bella esperienza quella in Rai a \u00a0\u2018unomattina\u2019. Per me che venivo dalla carta stampa era un modo appunto \u2018alieno\u2019, per le dinamiche, ma professionalmente \u00e8 stato istruttivo e ho anche scoperto di essere bravo in video. Come si dice nell\u2019ambiente\u2026 \u2018bucavo lo schermo\u2019. Chiaro che il programma non era il mio orto ma pur con tantissime limitazioni (avrebbero voluto Al Bano e Romina tutti i giorni, non potevo usare i video?!?) ho fatto delle cose pazzesche. Mi guardavano tutti come un matto. Per\u00f2 da un lato io stroncavo Zucchero e 5 minuti prima al TG1, Mollica l\u2019aveva appena incensato. Capisci che nel momento in cui mi \u00e8 mancato l\u2019appoggio politico (cambio di direttore di RAI1) sono stato fatto fuori 12 ore dopo. E in quegli 8 mesi (attenzione, gratis) non sono stato capace di trovarmi uno spazio su un&#8217;altra rete RAI, come RAI5 dove fare cose pi\u00f9 adatte a me. In Rai se non hai un politico dietro le spalle non vai da nessuna parte.<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>D: La cosa che mi ha colpito sin dall\u2019inizio della tua carriera di \u201cscrittore\u201d post-Mucchio \u00e8 il fatto di aver pubblicato tutto senza contare sull\u2019editoria tradizionale, bypassando per la distribuzione le catene delle librerie fisiche (per la verit\u00e0 anche la distribuzione di \u201dOutsider\u201d era abbastanza anomala, disponibile solo in alcuni punti vendita e negli aeroporti) e quelle online, privilegiando il crowdfunding, tra l\u2019altro boicottando le piattaforme dedicate. Ne vogliamo parlare?<\/p>\n<p><strong><em>R: Io ho sempre fatto l\u2019editore e finch\u00e9 ho potuto, ho usato i veicoli tradizionali. Nel momento in cui ho dovuto per forza abbassare i numeri, la grande distribuzione non va pi\u00f9 bene. Ti strozzano. Meglio una cosa fatta in casa dove rischi ma se hai una platea di 2000 persone che ti seguono da anni, puoi permetterti di fare cose di qualit\u00e0 senza dare il 40-50-60 % a chi ti porta e vende il materiale. Alzi la qualit\u00e0 e abbassi la quantit\u00e0. Non guadagni tanto ma bisogna sapersi accontentare e non hai nessuno tipo di censure. Puoi scrivere quello che vuoi. La libert\u00e0. Che come sai nell\u2019editoria \u00e8 merce rara. Insomma sono un \u2018outsider\u2019.<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>D: Da ultimo volevo chiederti lumi proprio su un aspetto di \u201cOutsider\u201d. Nelle note all\u2019interno della rivista si leggeva che avesse sede a Maglie e la \u2018Revenge\u2019 (la societ\u00e0 che la produceva) a Cutrofiano, capirai che da salentino queste cose all\u2019epoca mi incuriosivano molto. Sapevo di un tuo legame importante col Salento e ho pensato che questo c\u2019entrasse in qualche modo. Puoi togliermi questa curiosit\u00e0?<\/p>\n<p><strong><em>R: S\u00ec, cosa strana. La fine del Mucchio \u00e8 coincisa con la nascita di due bambine. Trovandomi senza soldi, mi sono trasferito a Gallipoli, dove vivono i familiari della mia ex moglie. Quindi molti vantaggi. Bel clima, la vita costa meno, gli aiuti, il tennis a Tuglie dal mio amico Mino. \u00c8 poi successo che un mio vecchio lettore, Roberto Gallo, aveva una fabbrica di cappelli a Maglie, collegata in qualche modo alla Borsalino. Questa persona squisita, decise di finanziarmi il giornale con circa 100mila euro a fondo perduto, e mettemmo la redazione a Maglie. Mi sono proprio divertito. Bel periodo. Peccato che poi sia finito. La societ\u00e0 la chiamammo \u2018Revenge\u2019 perch\u00e9 sia io che lui dovevamo avere una \u2018rivincita\u2019. E c\u2019\u00e8 mancato un filo\u2026 poi \u00e8 anche morto per infarto mi pare nel 2016. Ho lasciato il Salento a malincuore quando mi sono diviso da mia moglie. Ho lasciato molti amici.<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>D:\u00a0Un flash guardandoti indietro?<\/p>\n<p><strong><em>Di una cosa sono sicuro, di avere la coscienza a posto. Al massimo posso rimproverarmi di essere stato un fesso, di non avere avuto la capacit\u00e0 di leggere bene di chi mi circondavo, di non aver avuto nessuna capacit\u00e0 di \u2018amministratore\u2019 (io e i soldi proprio non andiamo d\u2019accordo) ma me ne sono fatto una ragione e quando sono arrivati i momenti bui ho avuto la capacit\u00e0 e la forza di guardare avanti, lasciandomi alle spalle brutte storie. Come diceva Springsteen \u2026. \u2018beh il tempo scivola via e ti lascia senza niente se non noiose storie di giorni gloriosi\u2019 (Glory Days).<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2020\/05\/10\/il-rock-le-riviste-i-libri-gli-amori-un-mucchio-selvaggio-a-leccecronca-it-max-stefani-racconta-cinquanta-anni-di-passioni\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2020\/05\/10\/il-rock-le-riviste-i-libri-gli-amori-un-mucchio-selvaggio-a-leccecronca-it-max-stefani-racconta-cinquanta-anni-di-passioni\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A leccecronaca.it MAX STEFANI RACCONTA CINQUANTA ANNI DI PASSIONI di Roberto Molle______ Di norma quando si leggono articoli, interviste, approfondimenti e recensioni musicali non ci si domanda chi ci possa essere dietro a quel lavoro di ricerca e ascolto critico che permetter\u00e0 di orientarsi nella babele di proposte discografiche che quotidianamente, a centinaia, invadono i [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":166615,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[31],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/166614"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=166614"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/166614\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":166786,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/166614\/revisions\/166786"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/166615"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=166614"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=166614"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=166614"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}