{"id":16799,"date":"2013-05-25T07:30:44","date_gmt":"2013-05-25T07:30:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=16799"},"modified":"2013-05-25T07:30:44","modified_gmt":"2013-05-25T07:30:44","slug":"ilva-sequestro-record-ai-magistrati-sempre-lultima-parola-con-il-paradosso-di-favorire-i-riva","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2013\/05\/25\/ilva-sequestro-record-ai-magistrati-sempre-lultima-parola-con-il-paradosso-di-favorire-i-riva\/","title":{"rendered":"ILVA. SEQUESTRO RECORD. AI MAGISTRATI SEMPRE L\u2019ULTIMA PAROLA CON IL PARADOSSO DI FAVORIRE I RIVA"},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2012\/10\/29\/denuncia-alla-magistratura-della-moglie-di-un-operaio-ilva-morto-di-leucemia\/il-punto-della-situazione-dellilva-di-taranto-500x302\/\" rel=\"attachment wp-att-5254\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/Il-punto-della-situazione-dellILVA-di-Taranto-500x302-300x181.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"181\" class=\"alignleft size-medium wp-image-5254\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/Il-punto-della-situazione-dellILVA-di-Taranto-500x302-300x181.jpg 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/Il-punto-della-situazione-dellILVA-di-Taranto-500x302.jpg 500w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Ilva, sequestro record da 8,1 miliardi ai Riva, ma per il procuratore: &#8220;La fabbrica non si tocca&#8221;.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sequestro da oltre otto miliardi di euro su beni riconducibili alla famiglia Riva e in particolare alla societ\u00e0 Riva Fire spa. Il provvedimento di sequestro per equivalente \u00e8 stato disposto dal gip Patrizia Todisco su richiesta del pool guidato dal procuratore capo Franco Sebastio, titolare dell&#8217;inchiesta per disastro ambientale in cui \u00e8 indagato anche il presidente dell&#8217;Ilva Bruno Ferrante. La procura ha ottenuto il sequestro. In pratica i consulenti dei pubblici ministeri hanno quantificato la somma che Ilva avrebbe dovuto investire negli anni per abbattere l&#8217;impatto ambientale della fabbrica. Gli investimenti non eseguiti, secondo i magistrati tarantini, si sono tradotti in un guadagno per la propriet\u00e0 ritenuto per\u00f2 fonte di reato. Di qui i sigilli per un valore di otto miliardi e centomila euro.<\/p>\n<p>\u00abIl sequestro &#8211; ha spiegato il procuratore Sebastio a \u201cLa Repubblica\u201d &#8211; riguarda solo i beni della societ\u00e0 Riva Fire. Abbiamo tenuto conto della legge 231 (legge salva Ilva), e dunque il sequestro non colpisce i beni dell&#8217;Ilva. E questo provvedimento non intacca la produzione dello stabilimento. La ratio del sequestro \u00e8 quella di bloccare le somme sottratte agli investimenti per abbattere l&#8217;impatto ambientale della fabbrica. La produzione non si tocca &#8211; ha sottolineato Sebastio &#8211; Si tratta\u00a0 di un sequestro preventivo per equivalente sulla base della legge 231 del 2001 sulla responsabilit\u00e0 giuridica delle imprese che dal 2011 contempla anche i reati ambientali. Ma in ogni caso &#8211; ha voluto specificare il procuratore &#8211; non potranno essere sequestrati beni funzionali all&#8217;attivit\u00e0 e alla produzione della fabbrica.\u00bb<\/p>\n<p>Molti hanno esultato a questo escamotage giuridico, ma evidentemente costoro sono a digiuno di prassi giudiziaria. Il sequestro preventivo non \u00e8 una confisca,che interviene al termine del naturale decorso giudiziario con esito positivo per le toghe, ma una semplice forma di garanzia a futuro adempimento di obbligazione. Ci\u00f2 significa che\u00a0il sequestro di quei beni comporter\u00e0 che fino alla sentenza definitiva quei soldi non li pu\u00f2 toccare pi\u00f9 nessuno perch\u00e8 posti proprio a garanzia del risanamento. La lungaggine dei processi in Italia insegna che la sentenza definitiva dopo primo grado, appello, Cassazione arriver\u00e0 fra non meno di cinque o sei anni. Nel frattempo la famiglia Riva non potr\u00e0 risanare, proprio perch\u00e8 spogliato di tutte le sue risorse. Va da se che per logica, a questo punto, non saranno applicabili le sanzioni previste dalla legge n. 231\/2012 in caso di inadempienze nel risanamento dopo i tre anni. Quindi non ci potr\u00e0 essere la nazionalizzazione dell&#8217;azienda, perch\u00e8 \u00e8 proprio lo Stato ad aver posto Riva nelle condizioni di non potere adempiere. Insomma i Magistrati hanno dato a Riva l&#8217;alibi per non adempiere al risanamento.<\/p>\n<p>Il Dr. Antonio Giangrande, scrittore (su Taranto ha scritto un libro) e presidente dell\u2019Associazione Contro Tutte le Mafie, esprime il suo pensiero nel pieno diritto di critica pur nel rispetto della magistratura e senza alcun intento diffamatorio nei confronti dell\u2019ufficio della procura e del giudice per le indagini preliminari. Lo manifesta in un contesto ambientale ed ideologico dove nessuno ha il coraggio di farlo, attraverso l\u2019utilizzo di domande in apparenza retoriche, ma fondamentalmente legittime.<\/p>\n<p>\u00abE\u2019 chiaro a tutti che se prima \u201calla stampa locale dovevasi tagliare la lingua\u201d, riuscendovici,\u00a0<a href=\"http:\/\/webmaildomini.aruba.it\/\/ext_aruba\/classic\/html\/mainframe.html?_v_=v4r1b17m7.20120629_1045?lang=it&amp;flavour=orange&amp;theme=ext_aruba\/classic&amp;useSprite=0\">oggi<\/a>\u00a0la stessa stampa continua a tacere anche su questioni fondamentali di diritto. Non \u00e8 lo stare contro o a favore dei magistrati il punto del contendere, ma se si sta nell\u2019alveo della legge o meno. Giusto affinch\u00e8 da fuori non si dica: ma a Taranto nessuno conosce la legge?<\/p>\n<p>Dall\u2019arresto del Presidente della Provincia di Taranto, il dr. Gianni Florido, al sequestro dei beni della famigli Riva il tutto sembrerebbe avere l\u2019aria di una ripicca. Se non lo \u00e8 come si spiega lo strano tempismo adottato. Qualcuno mi chieder\u00e0 di quale tempismo io parli. Quale tempismo?!?<\/p>\n<p>Il tempismo che il 14 maggio 2013 la battaglia giudiziaria sulle merci dell&#8217;Ilva \u00e8 finita e da qui si \u00e8 aperto un varco inatteso con atti tardivi rispetto alle esigenze cautelari con conseguenze imprevedibili.<\/p>\n<p>Qualcuno mi dir\u00e0: di quale cronologia si parla? La cronologia di cui si parla \u00e8 presto spiegata!<\/p>\n<p>Per 50 anni si \u00e8 permesso all\u2019Italsider, poi Ilva, di inquinare a piacimento, poi un bel giorno ci si \u00e8 scoperti, tutto ad un tratto, ambientalisti radicali.<\/p>\n<p>26 luglio 2012. I sigilli scattano nell&#8217;area produttiva.<\/p>\n<p>26 novembre 2012. Il sequestro delle merci prodotte.<\/p>\n<p>24 dicembre 2012. Il decreto, numero 171 del 4 dicembre 2012, \u00e8 stato convertito nella legge 231. Legge approvata a grande maggioranza dal Parlamento e che ha appunto confermato la doppia impostazione: via libera alla produzione e alla commercializzazione.<\/p>\n<p>Approvata la legge, l&#8217;Ilva ha subito cercato di riottenere la disponibilit\u00e0 delle merci ma qui \u00e8 cominciato uno scontro durato cinque mesi e che ha visto tutte le istanze dell&#8217;azienda respinte dai giudici. Dai pm al gip, dal Tribunale del Riesame a quello dell&#8217;Appello, ogni qualvolta che l&#8217;Ilva ha chiesto di &#8220;liberare&#8221; semilavorati e prodotti ha collezionato solo no.\u00a0Accanimento giudiziario tanto da indurre\u00a0il presidente dell&#8217;Ilva Bruno Ferrante a denunciare in procura a Potenza i magistrati tarantini che si stanno occupando del siderurgico. Il presidente del siderurgico ha chiesto ai magistrati potentini di verificare se sono ravvisabili reati nei loro confronti: oggetto del contendere \u00e8 l&#8217;atteggiamento avuto nel corso della diatriba giudiziaria, dal sequestro dell&#8217;impianto sino al blocco dell&#8217;acciaio prodotto. Procura e giudice hanno fatto sempre muro creando grave danno all&#8217;azienda e di conseguenza minato i diritti dei lavoratori.<\/p>\n<p>Si arriva cos\u00ec al 9 aprile 2013, quando la Corte Costituzionale respinge, perch\u00e9 in parte infondate e in parte inammissibili, le eccezioni contro la legge 231 avanzate dai giudici e dice che la 231 \u00e8 costituzionale. L&#8217;Ilva torna quindi alla carica e richiede il dissequestro delle merci: nulla da fare. E per pi\u00f9 volte. Nessun dissequestro sin quando le motivazioni della Consulta sulla costituzionalit\u00e0 della legge non saranno state rese note, dicono i magistrati di Taranto. Le motivazioni arrivano il 9 maggio 2013.<\/p>\n<p>14 maggio 2013 il verdetto favorevole del gip. Il valore delle merci dissequestrate \u00e8 compreso fra gli 800 milioni di euro e un miliardo di lire.<\/p>\n<p>15 maggio 2013 arresto di Gianni Florido.<\/p>\n<p>24 maggio 2013 sequestro del GIP\u00a0Patrizia Todisco\u00a0\u00a0di 8,1 miliardi di euro alla societ\u00e0 Riva Fire spa.<\/p>\n<p>Arresto e sequestro che potevano essere adottati molto tempo prima. E da qui l\u2019infondatezza della necessit\u00e0 ed urgenza dell\u2019adozione di quei provvedimenti.<\/p>\n<p>Cio\u00e8 in sostanza le conseguenze sono che i Riva vengono privati di ogni disponibilit\u00e0 finanziaria e quindi non potranno pi\u00f9 ottemperare ai dettami della legge n. 231\/2012 con due possibili esiti nefasti:<\/p>\n<p>nazionalizzazione dell\u2019azienda e confisca dei beni sequestrati (8,1 miliardi di euro), in parole povere espropriazione proletaria per buona pace dei sinistri;<\/p>\n<p>risanamento dell\u2019ambiente a carico dello Stato, liberando i Riva dall\u2019onere economico e restituzione a questi dei beni sequestrati (in caso di buon esito del procedimento penale o dell\u2019esito del ricorso alla Corte Europea dei diritti dell\u2019Uomo), per buona pace dei destri.<\/p>\n<p>Comunque sia la Corte Europea dei diritti Umani ne ha da lavorare sulle nefandezze italiane.<\/p>\n<p>Appare chiaro che in un quadro ambientale normale \u00e8 necessitata l\u2019avocazione delle indagini da parte della Procura generale per due ordini di motivi: per quanto attiene l\u2019ufficio del Pubblico Ministero non \u00e8 stata esercitata la facolt\u00e0 di astensione per gravi motivi di convenienza; cos\u00ec come il giudice Patrizia Todisco va sostituito con altro Magistrato dell&#8217;Ufficio del GIP in quanto esso, a norma dell\u2019art. 36 c.p.p., ha l&#8217;obbligo di astenersi\u00a0e non si \u00e8 astenuto a seguito di inimicizia grave instauratasi fra lei e una delle parti private, per la denuncia penale e l\u2019esposto in via disciplinare subito.<\/p>\n<p>Ma i\u00a0magistrati, tutti, fanno quadrato. A tirarla per le lunghe \u00e8 inevitabile riportare quanto scritto sui giornali: Il presidente della Corte d&#8217; appello di Lecce Mario Buffa lancia l&#8217;allarme sulla possibilit\u00e0 che &#8220;grazie ad una legge di dubbia costituzionalit\u00e0 tutto resti come prima&#8221;. Ed ancora \u00a0\u201cSull\u2019Ilva si \u00e8 registrato negli anni un fragoroso silenzio da parte dei sindacati e una disattenzione dei governi che si sono succeduti a livello locale e nazionale (&#8230;) il sindacato ha mantenuto il silenzio nonostante la gravit\u00e0 di una situazione visibile a tutti\u201d. Parole come pietre, le parole del procuratore generale Vignola. In effetti, in base ad un accordo stilato nel 1996 tra Fim, Fiom, Uilm \u00a0e l\u2019Ilva stessa, sono stati versati 438 mila euro annue alle segreterie dei 3 sindacati. Il tutto giustificato da una fondazione in cambio di una colonia per i figli dei dipendenti, borse di studio e contributi scolastici, oltre ad attivit\u00e0 sportive e ricreative. \u201cUn attacco pesante di cui non si sentiva la necessit\u00e0\u201d \u00e8 quanto dichiarato da Antonio Tal\u00f2, leader della Uilm ionica, il sindacato pi\u00f9 rappresentativo nel Siderurgico al centro della bufera giudiziaria ormai da mesi. \u00a0\u201cAbbiamo sempre denunciato quello che potevamo e dovevamo, certo i controlli sul benzo(a)pirene non spettavano a noi, che non siamo mai stati n\u00e8 silenti n\u00e8 conniventi. Se volessi fare polemica, chiederei a Vignola dove \u00e8 stato, sino al 2012\u201d \u00e8 la chiosa del capo tarantino dei metalmeccanici della Uil. La chiosa vale anche per tutti i magistrati di Taranto?<\/p>\n<p>A volte per\u00f2 non c&#8217;\u00e8 molto spazio per l&#8217;interpretazione. Il sostituto procuratore generale Gabriele Mazzotta \u00e8 chiarissimo: \u00abUna serie di indicatori consentono di individuare un&#8217;emotivit\u00e0 ambientale tale da contribuire all&#8217;alterazione delle attivit\u00e0 di acquisizione della prova\u00bb. Mazzotta parla davanti alla prima sezione penale della Cassazione dove si sta discutendo la richiesta di rimessione del processo per l&#8217;omicidio di Sarah Scazzi: i difensori di Sabrina Misseri, Franco Coppi e Nicola Marseglia, chiedono di spostare tutto a Potenza perch\u00e9 il clima che si respira sull&#8217;asse Avetrana-Taranto \u00abpregiudica la libera determinazione delle persone che partecipano al processo\u00bb. Ed a sorpresa il sostituto pg che rappresenta la pubblica accusa sostiene le ragioni della difesa e chiede lui stesso che il caso venga trasferito a Potenza per legittima suspicione. A Taranto, in sostanza, non c&#8217;\u00e8 la tranquillit\u00e0 necessaria per giudicare le indagate.<\/p>\n<p>Il caso Scazzi ed il caso Ilva: stessa solfa.<\/p>\n<p>Stante, appunto, la situazione ambientale, non pare che sia necessario ed urgente che le difese si attivino a chiedere la rimessione dei processi anche sul caso Ilva per legittimo sospetto che non vi sia serenit\u00e0 di giudizio, specie con la contrapposizione di piazza tra le rispettive parti, anche politiche? Sempre che gli avvocati in causa abbiano il coraggio di Franco Coppi, che ai magistrati tarantini ha prima presentato l\u2019istanza di rimessione e poi alla Cesarina Trunfio ed alla Fulvia Misserini (giudici togati del caso Scazzi) ha paventato l\u2019ipotesi di una ricusazione: \u00a0perch\u00e9 parafrasando Don Abbondio \u201cse uno il coraggio non ce l\u2019ha, non se lo pu\u00f2 dare\u201d. Qualcuno mi dir\u00e0: Tu cosa proponi?\u00a0<strong>C\u2019\u00e8 un principio generale: chi inquina paga. Quel principio non dice: chi inquina perseguitalo e fai chiudere la fabbrica e manda i lavoratori a casa. In questo modo si d\u00e0 la stura ad ogni iniziativa avversa di tutela. Impedire la vendita dei prodotti e sequestrare i beni non \u00e8 la soluzione. Vendere i prodotti e investirne i proventi fino alla totale sanificazione ambientale sarebbe una espropriazione velata, ma inattaccabile dal punto di vista legale, in quanto la gestione dell\u2019attivit\u00e0 economica (produzione e risanamento) rientra tra le prerogative dei consulenti giudiziari nell\u2019ambito della gestione aziendale<\/strong>.\u00a0<strong>Ed ove non fosse cos\u00ec, comunque c\u2019\u00e8 sempre l&#8217;art. 388 c.p. rubricato &#8220;Mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice&#8221;, che va bene per tutte le stagioni<\/strong>.\u00bb<em><\/em><\/p>\n<p><em>Dr Antonio Giangrande<\/em><\/p>\n<p>Presidente dell\u2019Associazione Contro Tutte le Mafie e di Tele Web Italia<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2013\/05\/25\/ilva-sequestro-record-ai-magistrati-sempre-lultima-parola-con-il-paradosso-di-favorire-i-riva\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2013\/05\/25\/ilva-sequestro-record-ai-magistrati-sempre-lultima-parola-con-il-paradosso-di-favorire-i-riva\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ilva, sequestro record da 8,1 miliardi ai Riva, ma per il procuratore: &#8220;La fabbrica non si tocca&#8221;. &nbsp; Sequestro da oltre otto miliardi di euro su beni riconducibili alla famiglia Riva e in particolare alla societ\u00e0 Riva Fire spa. 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