{"id":168018,"date":"2020-06-13T09:22:59","date_gmt":"2020-06-13T07:22:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=168018"},"modified":"2020-06-13T09:51:35","modified_gmt":"2020-06-13T07:51:35","slug":"riaprono-i-teatri-ripartire-e-un-po-morire","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2020\/06\/13\/riaprono-i-teatri-ripartire-e-un-po-morire\/","title":{"rendered":"RIAPRONO I TEATRI? \/ RIPARTIRE E&#8217; UN PO&#8217; MORIRE"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-168020\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Cristo-63-foto-di-Claudio-Abate-2.jpg\" alt=\"\" width=\"1197\" height=\"1200\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Cristo-63-foto-di-Claudio-Abate-2.jpg 1197w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Cristo-63-foto-di-Claudio-Abate-2-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Cristo-63-foto-di-Claudio-Abate-2-1021x1024.jpg 1021w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Cristo-63-foto-di-Claudio-Abate-2-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Cristo-63-foto-di-Claudio-Abate-2-768x770.jpg 768w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Cristo-63-foto-di-Claudio-Abate-2-60x60.jpg 60w\" sizes=\"(max-width: 1197px) 100vw, 1197px\" \/>di\u00a0<strong>Eugenio Limburgo<\/strong>______<\/p>\n<p>Ah finalmente! Riaprono i teatri, si sono ricordati della Cultura.<\/p>\n<p>(nella foto di Claudio Abate, Carmelo Bene in &#8220;Cristo &#8217;63&#8221;).<\/p>\n<p>Solo alcune regolette da osservare: mascherina obbligatoria per gli spettacoli al chiuso; gli spettatori dovranno sedersi alla distanza di almeno un metro, tranne i familiari o comunque conviventi, salvo separazioni in plexiglas; inoltre distanza tra artisti e pubblico di almeno due metri. Numero massimo di spettatori 200 per spettacoli al chiuso, mille all\u2019aperto; al guardaroba, indumenti e oggetti personali devono essere riposti in appositi sacchetti.<\/p>\n<p>Ancora, il personale (artisti e maestranze), durante le prove e in scena, deve usare la mascherina sotto il metro di distanza; i guanti sono obbligatori anche in scena se si devono manipolare oggetti; misurazione temperatura a tutti, accesso vietato sopra i 37,5\u00b0, e cos\u00ec via.<\/p>\n<p>E\u2019 Estate, aprono sapendo che i teatri resteranno chiusi, ma da qualsiasi punto di vista le regole sono un attacco alla libert\u00e0 stessa dell\u2019Arte teatrale.<\/p>\n<p><strong>Da quando \u00e8 nato, il Teatro, in quanto Arte bisognosa di mezzi di sussistenz<\/strong>a, \u00e8 costretto all\u2019equilibrismo fra\u00a0 dipendenza dal finanziatore di turno (fosse lo Stato o il Mercato) e ricerca di spazi di libert\u00e0. Ma <strong>ora si mina alle fondamenta il suo senso fondante, che \u00e8 l\u2019incontro fisico fra gli attori, fra loro stessi, e il pubblico.<\/strong> Pensate alla fisicit\u00e0 della danza contemporanea.<\/p>\n<p>Oggi, il Teatro si regge su risorse pubbliche; e come si fa ad essere oppositori di entit\u00e0 che sovvenzionano al 60% i budget del tuo lavoro? E\u2019 un dilemma non da poco!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Il Tempo \u00e8 una componente essenziale nel mestiere del Teatro. Il virus, o chi per esso, ha polverizzato mesi, anni di progetti, impegno e la creativit\u00e0 annullata ricade sulla comunit\u00e0 come impoverimento culturale e intellettuale.<\/strong> Un vero peccato, dato che il panorama teatrale italiano \u00e8 molto vivace, anche rispetto ad altri Paesi a noi vicini.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Non si comprende, poi, perch\u00e9 si dovrebbe uscire migliori da questo Caos primordiale. A volte, proprio nei momenti difficili, di precaria solitudine gli esseri umani danno il peggio di s\u00e9.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La tensione sociale \u00e8 aumentata. La tensione sociale pu\u00f2 portare al cambiamento, ma bisogna vigilare che questo non avvenga in negativo. Evitare di cadere in una sorta di nichilismo collettivo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>I professionisti pugliesi dell\u2019arte e della cultura hanno recentemente ribadito, in una lettera aperta alle istituzioni regionali, la centralit\u00e0 dell\u2019azione culturale in presenza, dal vivo, che deve essere sostenuta con forza e non pu\u00f2 essere in alcun modo sostituita con palcoscenici virtuali.<\/strong> Se il digitale pu\u00f2 essere una risorsa, che venga utilizzata al servizio di una pi\u00f9 ampia conoscenza delle loro attivit\u00e0 dal vivo e delle loro competenze. Questo chiedono.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ma bisognava fare di necessit\u00e0 virt\u00f9 e non possiamo negare, in questi mesi, di avere conosciuto, tramite il web, tante realt\u00e0 artistiche che ignoravamo; di avere partecipato a corsi, lezioni, conferenze che sarebbe stato difficile seguire dal vivo. Abbiamo visto retrospettive del Maestro Eduardo, assistito a prove di recitazione online, alcune riuscite, altre meno; ma tutte da ammirare per l\u2019impegno, perch\u00e9 non deve essere facile mettere insieme uno spettacolo con i protagonisti ognuno a casa propria. <strong>E\u2019 un ossimoro concettuale, qualcosa che svia dalla logica.<\/strong><\/p>\n<p>Tutto bello, interessante e formativo, ma il Teatro non \u00e8 Cinema, non \u00e8 Televisione, non \u00e8 Letteratura; <strong>il Teatro \u00e8 lingua in bocca, occhi negli occhi.<\/strong> Il virtuale \u00e8 una esperienza impoverita della realt\u00e0; manca la bidirezionalit\u00e0 del ciclo di interazione fra artista e pubblico, il circolo di emozioni e stati d\u2019animo. <strong>La relazione umana \u00e8 alla base della cittadinanza e dello sviluppo personale e di comunit\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E adesso, cosa succede?<\/p>\n<p>Le posizioni dei Maestri di Teatro sono varie. Per Gabriele Vacis, bisognerebbe aprire i teatri e tenerli aperti tutto il giorno, in modo che le persone possano entrare ad ogni ora. La platea sgombra dalle poltrone come nel \u2018700, nel rispetto delle regole odierne. Per realizzare il sogno del Living Theatre e di Grotowski, di un Teatro come servizio sociale, da luoghi esclusivi a spazi d\u2019inclusione. Portare in scena tutto, le prove, le letture, l\u2019allenamento degli attori; condividere la Bellezza di questo lavoro.<\/p>\n<p>Antonella Bertoni : <em>\u201cNon ci pu\u00f2 essere Bellezza senza Verit\u00e0. Il Teatro \u00e8 finzione nella verit\u00e0 dell\u2019Esserci. Questo virus ha creato uno spazio di indecisione che \u00e8 necessario per la creazione, perch\u00e9 \u00e8 uno spazio di grande ascolto di quello che ti sta succedendo attorno. E\u2019 l\u2019Uomo che si deve adattare all\u2019Ambiente, a quello che succede. La distanza ci ha obbligato a stare molto pi\u00f9 uniti&#8221;.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 chi pensa che il Teatro del divismo sia morto e che sopravvivranno le produzioni culturali pi\u00f9 agili, i lavori pi\u00f9 piccoli certo, ma con dietro una grande ricerca culturale. Ma non si deve abbandonare mai le proprie ossessioni perch\u00e9 sono vitali, produttive; e non tradire mai la Bellezza anche nei momenti pi\u00f9 duri.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ci sono anche sensibilit\u00e0 pi\u00f9 radicali che pretendono solo il ritorno alla normalit\u00e0 di quattro mesi fa; che sono pronti a non andare in scena fino a quando verr\u00e0 ripristinata la normalit\u00e0 di affluenza senza prescrizioni.<\/p>\n<p><strong>Rispondere con un rifiuto collettivo sarebbe l\u2019ottimo. Lo Stato non deve fare il drammaturgo e imporre distanze e guanti sul palco. Non si pu\u00f2 andare verso un Teatro fatto di reading e monologhi.<\/strong><\/p>\n<p>E comunque la paranoia del virus colpisce anche i pi\u00f9 avveduti. Si ha paura a toccare anche chi conosci bene da sempre!<\/p>\n<p>Per Altri, infine, il virus \u00e8 arrivato in un settore gi\u00e0 depresso da prima, perch\u00e9 il Teatro ha smarrito la via. Bisogna uscire dai recinti e guardare cosa c\u2019\u00e8 fuori; e se cambiamento ci deve essere, che sia di pertinenza e di riconoscimento dello specifico del Teatro da parte del pubblico e di chi lo agisce.<\/p>\n<p>A mio parere, questa Arte ha valicato i millenni ed \u00e8 sopravvissuta a tutti i regimi, nelle cantine e nei sottoscala e non perir\u00e0 di certo ora.<\/p>\n<p>Mi piace citare Eugenio Barba, fondatore dell\u2019Odin Teatret, da un suo intervento, appunto online, di pochi giorni fa:\u00a0 <em>\u201cIl Teatro \u00e8 il rifugio di persone ferite. In futuro ci saranno sempre, nonostante tutte le tecnologie immaginabili, persone ferite che si rifugeranno nel Teatro<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2020\/06\/13\/riaprono-i-teatri-ripartire-e-un-po-morire\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2020\/06\/13\/riaprono-i-teatri-ripartire-e-un-po-morire\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di\u00a0Eugenio Limburgo______ Ah finalmente! Riaprono i teatri, si sono ricordati della Cultura. (nella foto di Claudio Abate, Carmelo Bene in &#8220;Cristo &#8217;63&#8221;). 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