{"id":168144,"date":"2020-06-17T10:37:46","date_gmt":"2020-06-17T08:37:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=168144"},"modified":"2020-06-17T10:46:12","modified_gmt":"2020-06-17T08:46:12","slug":"lintervento-manifesto-per-la-tutela-della-specie-umana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2020\/06\/17\/lintervento-manifesto-per-la-tutela-della-specie-umana\/","title":{"rendered":"L&#8217;INTERVENTO \/ MANIFESTO PER LA TUTELA DELLA SPECIE UMANA. CONTRO &#8220;l\u2019imperialismo della mondializzazione&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-168146\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/buna-1.jpg\" alt=\"\" width=\"1777\" height=\"741\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/buna-1.jpg 1777w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/buna-1-300x125.jpg 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/buna-1-1024x427.jpg 1024w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/buna-1-768x320.jpg 768w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/buna-1-1536x641.jpg 1536w\" sizes=\"(max-width: 1777px) 100vw, 1777px\" \/>di <strong>Sergio Martella<\/strong> * ( psicologo psicoterapeuta)______(nella foto di copertina:\u00a0Harrison Ford\u00a0and\u00a0Edward James Olmos nel film &#8220;Blade Runner&#8221; di Ridley Scott)______<\/p>\n<p>Ben sappiamo come <strong>l\u2019informazione<\/strong> sia lo <strong>specchio<\/strong> necessario per fornire quel <strong>feedback<\/strong> della <strong>coscienza collettiva<\/strong> indispensabile per il singolo individuo nell\u2019orientamento del suo bisogno umano di essere e di capire ed ancor pi\u00f9 importante per la collettivit\u00e0 civile nel suo bisogno di avere un referente affidabile in cui riconoscersi come entit\u00e0 che vive, partecipa e si sviluppa nella costruzione del reale.<\/p>\n<p>L\u2019informazione \u00e8 il senso stesso della <strong>dignit\u00e0<\/strong> di vivere nella <strong>libert\u00e0<\/strong> possibile e condivisa dell\u2019<strong>identit\u00e0 comune<\/strong>. \u00c8 paragonabile agli specchietti retrovisori ed ai fari di un\u2019auto come prolungamenti sensoriali del guidatore. A patto che sia lui a guidare, ovviamente.<\/p>\n<p>La sensazione diffusa da molto tempo ormai \u00e8 che, invece, ci sia una sorta di direttivit\u00e0 esterna, una cappa opaca che filtra e predispone il flusso delle notizie riducendole ad una sorta di prescrizione di <strong>orientamento del pensiero<\/strong> e delle opinioni su una linea omogenea, diffusa <strong>su scala mondiale<\/strong>, che non ammette confronti o dubbi sull\u2019interpretazione di eventi talvolta veri, spesso improbabili, ma a cui viene dato un risalto artificiale. Il marketing dell\u2019informazione commerciale ci spiega che bisogna fornire uno specchio in cui l\u2019opinione corrente possa riconoscersi, che ci\u00f2 che si scrive o si mostra non \u00e8 che il desiderio stesso della popolazione nella sua accezione pi\u00f9 mediocre. Ma questo equivale gi\u00e0 ad ammettere una <strong>manipolazione programmata<\/strong>, dal momento che l\u2019informazione dovrebbe essere un processo autonomo e non influenzato da alcuna gamma di preconcetti. <strong>L\u2019informazione \u00e8 soprattutto un servizio, non solo un prodotto<\/strong>. Il suo potere \u00e8 strategico, tant\u2019\u00e8 vero che la propriet\u00e0 dei mezzi di informazione subisce le leggi della concentrazione commerciale anche a costo di vendere sottocosto la linea editoriale del gruppo dirigente.<\/p>\n<p>Il problema gi\u00e0 di per s\u00e9 costituisce materia storica di <strong>conflitto<\/strong> <strong>con i principi democratici costituzionali<\/strong>, ma diventa addirittura drammatico quando assume le proporzioni direttive e prescrittive degli ultimi decenni. Si legge tra le righe di questo <strong>conformismo mediatico<\/strong>, ammaestrato da pochissime fonti internazionali, un vero e proprio <strong>disegno ideologico<\/strong> <strong>che crea, anzich\u00e9 descrivere, gli scenari e le narrazioni obbligate<\/strong> a cui tutti devono fare riferimento, tralasciando come <strong>invisibili temi<\/strong> anche di enorme importanza, per esempio <strong>il lavoro<\/strong>, <strong>la<\/strong> <strong>qualit\u00e0 della vita<\/strong>, <strong>l\u2019uso migliorativo<\/strong> <strong>e compatibile della tecnologia<\/strong>, <strong>la ridistribuzione di ricchezza<\/strong> nata da uno sterminato benessere potenziale che l\u2019umanit\u00e0 ha raggiunto in modo inedito nella storia.<\/p>\n<p>Non si capisce come si possano coniugare <strong>paradigmi contraddittori<\/strong> come la retorica assordante dei <strong>viaggi spaziali<\/strong> e la <strong>reintroduzione forzata<\/strong> \u2014 ma descritta come <strong>migrazione<\/strong> \u201cnaturale\u201d e \u201cspontanea\u201d\u00a0 \u2014 della <strong>schiavit\u00f9 di ritorno<\/strong> nelle metropoli occidentali. Come si pu\u00f2 assistere alla massificazione dell\u2019ingiustizia e della miseria quando si possono ipotizzare colonizzazioni umane su altri pianeti?<\/p>\n<p>Qui gioca un ruolo significativo la constatazione innegabile che intorno a tutta questa complessit\u00e0 sociale vi sia per\u00f2 una <strong>ristretta cerchia di enti decisionali, finanziari e politici che accentrano tutto il potere e le decisioni in poche mani<\/strong>. E allora? Il sospetto dell\u2019innaturalit\u00e0 degli scenari proiettati sullo schermo del sociale si fa certezza logica.<\/p>\n<p><strong>I vizi, le paure e le nevrosi<\/strong> radicate nel tessuto sociale diventano i vettori privilegiati attraverso i quali si legittimano le narrazioni pilota dei <strong>programmi di manipolazione geopolitica<\/strong>. Anzi, la <strong>nevrotizzazione del sociale <\/strong>\u00e8 parte integrante del sistema di riforma dei <strong>rapporti tra i cittadini, le istituzioni ed il potere<\/strong>. Cos\u00ec il<strong> malessere dei minori <\/strong>intercettato nella scuola, che da sempre \u00e8 un indicatore di allarme degli stati di crisi nelle famiglie, diviene un fenomeno di devianza sociale, \u00e8 etichettato dalla stessa istituzione, ma soprattutto dal main stream come \u201c<strong>Bullismo<\/strong>\u201d, il bambino \u00e8 cattivo per sua natura e reca disagio nell&#8217;ambiente; non \u00e8 pi\u00f9 un i<strong>ndicatore di allarme del nostro agire pedagogico<\/strong>, sintomo di verit\u00e0 e di un malessere pi\u00f9 profondo: \u00e8 un fenomeno da reprimere o da sedare con l&#8217;immancabile apporto della medicalizzazione farmaceutica e con il pieno supporto degli \u201cspecialisti\u201d.<\/p>\n<p><strong>A scuola non si insegna igiene affettiva o etica o il rispetto nelle relazioni umane<\/strong>, si introducono per\u00f2 in modo pi\u00f9 o meno palese stimoli di <strong>indifferenziazione sessuale<\/strong>, si parla di \u201c<strong>gender<\/strong>\u201d, di <strong>transessualismo<\/strong>, camuffando la questione sotto forma di contrasto al razzismo sessuale. Intanto i videogiochi, i film per l&#8217;infanzia, i programmi televisivi, i giornali e soprattutto i social propongono in modo asfissiante <strong>modelli asessuati o androgini di identificazione per i minori<\/strong>. Si arriva persino a minacciare velatamente i professionisti della psiche di espulsione dagli albi qualora osino avanzare dubbi sulla utilit\u00e0 di veicolare simili nevrosi.<\/p>\n<p>Viene da pensare che siano proprio <strong>i giovani<\/strong> ed i giovanissimi i principali oggetti <strong>target<\/strong> delle \u201criforme\u201d etiche e comportamentali veicolate dal <em>cloud<\/em> mediatico.<\/p>\n<p>Il mondo degli adulti \u00e8 pre-occupato da altre <strong>narrazioni<\/strong> ben pi\u00f9 chiassose e catturanti legate alla <strong>infinita crisi finanziaria<\/strong>, al <strong>debito impagabile<\/strong>, al <strong>carosello dei politici<\/strong>, alla crisi internazionale; <strong>stragi<\/strong> e <strong>terrorismo<\/strong> assumono <strong>proporzioni holliwoodiane<\/strong>. E di fatto la <strong>regia<\/strong> raggiunge spesso le soglie drammatiche e suggestive dei colossal cinematografici.<\/p>\n<p>Abbiamo assistito alla straordinaria performance di un <strong><em>King Kong<\/em> in versione araba<\/strong> che nello skyline di New York abbatte con due aerei ben tre grattacieli in struttura d&#8217;acciaio facendoli collassare su se stessi fino a farli sbriciolare come grissini. Il tutto <strong>presentato come credibile<\/strong>, assolutamente verosimile, anzi elevato a <strong>costrutto obbligatorio<\/strong> intorno al quale giustificare<strong> nuove guerre<\/strong> e ancora scenari di <strong>repressione politica<\/strong> su scala globale. Il cinismo della narrazione si mimetizza nel drammatico verismo dei tremila morti sotto le macerie.<\/p>\n<p><strong>Gli effetti speciali<\/strong> <strong>incalzano<\/strong>, non c&#8217;\u00e8 tempo per la pausa di una riflessione tra una sequenza e l&#8217;altra degli scenari che il carrozzone mediatico spara <strong>sugli schermi telematici nel circo multisala<\/strong> della globalizzazione. Non esiste pi\u00f9 alcuna continuit\u00e0 con la politica e con la cultura dei confronti sociali. <strong>Non si parla pi\u00f9 di contrapposizione tra capitale e lavoro<\/strong>; <strong>i diritti sociali vengono erosi verso il basso di pari passo ai salari<\/strong>, mentre la crisi sgretola le risorse private dei cittadini che devono far fronte ad una <strong>emergenza fiscale invadente fino all\u2019usura<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Il denaro \u00e8 sempre pi\u00f9 virtuale<\/strong>, perde la connotazione di strumento neutrale finalizzato allo scambio nelle transizioni economiche tra merci. Cessa di essere uno strumento di mediazione per assumere il ruolo di gradiente di valore di <strong>propriet\u00e0 esclusiva dei centri finanziari<\/strong>. Il che significa semplicemente <strong>ridurre<\/strong> il <strong>contraente<\/strong> di uno scambio alla stessa stregua della <strong>merce<\/strong>, espropriato di ogni soggettivit\u00e0 autonoma e privata del possesso.<\/p>\n<p>Al tradizionale conflitto sociale tra le classi si sostituisce in modo pedante, fastidioso, polemico, provocatorio, regressivo e cacofonico l&#8217;infinito polpettone della <strong>guerra tra i sessi<\/strong>! Il poderoso <em>Blob<\/em> gelatinoso e del \u201c<strong>conflitto di genere\u201d<\/strong> che invade ogni ambito di trattazione culturale con la pietosa pretesa di riscrivere la storia dell&#8217;umanit\u00e0 in termini di <strong>sfruttamento della donna<\/strong>. <strong>Non pi\u00f9 dell&#8217;uomo sull&#8217;uomo<\/strong>.<\/p>\n<p>Ecco risolta una infinita diatriba che durava dall&#8217;inizio della storia umana: <strong>il conflitto di generazione tra potere costituito e nuove identit\u00e0 emergenti, tra dei-genitori e figli-eroi<\/strong> (mitica rappresentazione dell\u2019intera civilt\u00e0 della <em>Polis<\/em> greca), <strong>tra sfruttatori e sfruttati, tra capitale e lavoro, tra potenti e cittadini che lottano per l&#8217;emancipazione individuale e la liberazione sociale dei diritti per tutti<\/strong>. No, qui la questione si riduce alle molestie sessuali. <strong>Il conflitto non \u00e8 di generazione o tra conservazione e rinnovamento.<\/strong> <strong>Si riduce all&#8217;isteria di un conflitto tra maschi e femmine<\/strong> in un crescendo ridicolo che se fosse applicato a qualunque specie vivente ne segnerebbe l\u2019estinzione.<\/p>\n<p>E tutto questo \u00e8 sostenuto dai maggiori centri di formazione ed informazione mondiali, \u00e8 <strong>legge<\/strong> indiscutibile <strong>nelle scuole<\/strong> come <strong>sui giornali<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>La nevrotizzazione \u00e8 il filo conduttore<\/strong> del processo di imbarbarimento che da decenni ormai sopportiamo su tutta la linea delle rappresentazioni umane.<\/p>\n<p>Torniamo alla questione centrale, a che pro tutto questo? Possibile che in questa accozzaglia di parzialit\u00e0 fumose non vi sia una <strong>razionalit\u00e0<\/strong> <strong>al di l\u00e0 dello scopo evidente di confondere e di togliere comunque alla gente comune l\u2019iniziativa, l\u2019orientamento e la<\/strong> ca<strong>pacit\u00e0 di giudizio sulla realt\u00e0 effettiva del nostro tempo<\/strong>? La globalizzazione geopolitica si definisce proprio per la oggettiva <strong>concentrazione nelle mani di un \u00e9lite apolide dei poteri decisionali<\/strong>, delle propriet\u00e0 delle produzioni, della finanza, dell\u2019informazione e dunque anche della necessaria programmazione ideologica che l\u2019accentramento del potere comporta come correlato logico dello stesso potere.<\/p>\n<p>Ma dove vogliono arrivare? Perch\u00e9 <strong>distruggere l\u2019evoluzione naturale<\/strong> delle cose per l\u2019artificio inquietante e cronico di uno <strong>stato di crisi permanente<\/strong>? La risposta \u00e8 nella semplice constatazione che ogni altra ipotesi di <strong>sviluppo spontaneo<\/strong>, a fronte della socializzazione dei poteri d\u2019uso quotidiani che estende all\u2019infinito i poteri di relazione e di realizzazione degli individui, porterebbe inevitabilmente al <strong>sovvertimento dell\u2019ordine attuale<\/strong> costituito intorno alla <em>Torre di Babele<\/em> della <strong>plutocrazia delle multinazionali<\/strong>. Non a caso <strong>il processo politico in atto dichiara apertamente di voler sostituire tutte le sovranit\u00e0 politiche, territoriali e biologiche con un <em>Nuovo Ordine Mondiale<\/em> basato sui mercati della globalizzazione<\/strong>. Ci possono essere pochi margini di dubbio in proposito: o lo sviluppo esteso della <strong>tecnologia applicata alla biologia umana<\/strong> emancipa e incentiva il potere degli individui \u2013 e quindi la loro rappresentanza culturale e politica \u2013, oppure, al contrario, pu\u00f2 essere <strong>usata per asservire gli stessi individui <\/strong>in una forma di <strong>dipendenza forzata garantita da<\/strong> uno stato di confusione, di <strong>pandemia generalizzata<\/strong> e permanente tale da giustificare la riduzione in servit\u00f9 telematica delle masse di miliardi di individui gi\u00e0 convolti nei processi produttivi integrati.<\/p>\n<p>Ecco che nei progetti del <strong>Creazionismo globalista<\/strong> si prospetta chiaramente la <strong>convergenza tra \u201cIntelligenza delle cose\u201d<\/strong> (<em>Intelligence of things<\/em>) <strong>e biologia umana<\/strong>. Ci\u00f2 che era oggetto di fantascienza all\u2019inizio degli anni Ottanta, all\u2019uscita del film <em>Blade Runner<\/em>\u00a0(diretto da Ridley Scott, 1982) oggi \u00e8 <strong>programma operativo pianificato<\/strong> sotto la direttiva mondiale di <strong>vaccinazioni obbligatorie<\/strong> per tutti, <strong>tracciamento telematico<\/strong> degli individui, <strong>microchip sottocutanei<\/strong> e <em>bitcoin<\/em> correlati al registro delle attivit\u00e0 fisiologiche, <strong>affievolimento<\/strong> dei diritti famigliari di <strong>podest\u00e0 dei genitori sui figli<\/strong>, <strong>perdita dei diritti individuali costituzionali<\/strong> e di ogni sovranit\u00e0 territoriale, politica e biologica a favore di un <strong>potere centrale, apolide, non controllabile<\/strong> dai cittadini che si autolegittima come <strong>totalitarismo finanziario, mediatico e medicale<\/strong>.<\/p>\n<p>Lo sviluppo della <strong>rete telematica <em>5G<\/em> su scala mondiale<\/strong> non fa mistero di voler realizzare tutto questo. Ecco come si realizza la <strong>convergenza<\/strong> tra i <strong>programmi spaziali<\/strong> che forniscono la rete dei trentamila satelliti necessari al progetto, <strong>gli oligarchi della telefonia mondiale<\/strong> sia in Oriente che in Occidente, le <strong>intese con i governi-azienda<\/strong> in Europa e nei paesi avanzati, <strong>i centri di ricerca farmaceutici e di nanotecnologie <\/strong>specializzati nelle frontiere della <strong>cibernetica<\/strong> e, naturalmente, gli enti di <strong>manipolazione mediatica globale<\/strong>, tutti insieme forniscono la struttura di questa <strong><em>Matrix<\/em> o <em>Grande Fratello<\/em><\/strong> che dir si voglia, su cui si fonda il <em>Nuovo Ordine Mondiale<\/em> al di fuori di ogni possibile controllo politico di base.<\/p>\n<p><strong>La censura <\/strong>sempre pi\u00f9 attiva sui social, <strong>la connivenza<\/strong> degli istituti che un tempo fornivano la rappresentanza popolare \u2014 dai <strong>sindacati<\/strong> ai <strong>partiti<\/strong> ridotti a caricature di un teatrino sterile e grottesco agli <strong>organismi internazionali <em>OMS<\/em> e <em>ON<\/em>U<\/strong>, sempre pi\u00f9 privatizzati ed esecutori dei programmi multinazionali \u2014 tutti insieme recitano il copione di un <strong>programma di disumanizzazione<\/strong> gi\u00e0 scritto i cui contorni si palesano in forme inquietanti, inverosimili, ma al tempo stesso pragmatiche ed attuali.<\/p>\n<p><strong>L\u2019Imperialismo<\/strong> <strong>nella sua forma attuale della mondializzazione<\/strong> \u2014\u00a0 chiamiamolo con il suo vero nome! \u2014 ha un progetto ideologico articolato, tanto folle quanto inevitabile dal punto di vista di un potere plutocratico che non ammette nessuna ipotesi di democratizzazione come effetto collaterale della <strong><em>Grande Rivoluzione Tecnologica Globale<\/em><\/strong>. Davvero non c\u2019\u00e8 scelta per l\u2019umanit\u00e0 di fronte alla magia del potenziale della telematica: <strong>o la libert\u00e0 pi\u00f9 assoluta o la riduzione in schiavit\u00f9 degli individui ridotti a terminali<\/strong>, semplici <em>devices<\/em>, di una programmazione centrale totalitaria, autoreferente ed altrettanto assoluta. Guardiamoci intorno e <strong>chiediamoci chi comanda<\/strong>, poi traiamo le nostre conclusioni.<\/p>\n<p>Dal laboratorio di <strong>Wuhan<\/strong> \u00e8 partita una prassi geopolitica chiara che non avr\u00e0 fine con la narrazione vera o falsa della pandemia. In quel centro di ricerche, non a caso si sono <strong>consorziati gli interessi di governi, istituzioni internazionali, fondazioni di medicalizzazione vaccinale, sponsorizzazioni multinazionali<\/strong>; gli stessi enti che hanno interesse a <strong>modificare per sempre il DNA della identit\u00e0 storica dell\u2019uomo su questo pianeta<\/strong>.<\/p>\n<p>Da essere umano provo una sorta di vergogna, un vago senso di colpa o forse solo di pudore nel descrivere lo <strong>scenario<\/strong> che ho appena delineato, cercando di argomentare a partire da linee logiche elementari, per\u00f2 anche paradossali ed assurde sul piano della percezione morale, etica e storica della dignit\u00e0 umana. Mi chiedo <strong>come ci\u00f2 possa accadere sotto i nostri occhi<\/strong> senza che si siano sollevate obiezioni forti da parte di istituzioni e soggetti che pure sono il frutto di una grande tradizione culturale e democratica in Occidente.<\/p>\n<p>Torna attuale la questione di quanto possa essere diffusa, larvata ed efficace quella <strong><em>banalit\u00e0 del male<\/em><\/strong> che periodicamente dilaga nella storia fino a creare gli scenari pi\u00f9 vergognosi e criminali di questa pur misera esistenza umana. A tal proposito va ribadito, fuori di ogni dubbio, che nessuna pianificazione di totalitarismo, comunque camuffato, sarebbe possibile senza la complicit\u00e0 attiva o passiva delle stesse masse di popolazione che ne sono vittime apparenti.<\/p>\n<p>Detto questo, il mio contributo si risolve nel proporre <strong>un manifesto che riporti l\u2019attenzione sulla dignit\u00e0 dell\u2019uomo, sui principi di emancipazione e di libert\u00e0 che hanno segnato la storia della sua evoluzione<\/strong>. Penso proprio che sia necessario schierarsi su questo spartiacque della civilt\u00e0 umana: o democrazia o barbarie!<\/p>\n<p>Alla sfacciata rassegna di propositi reazionari improntati alla mutazione biologica dell\u2019identit\u00e0 umana, all\u2019escalation di autoritarismo tecnologico che nasconde il disegno ideologico della riduzione in schiavit\u00f9 della gran parte della popolazione umana, bisogna contrapporre la forza di <strong>affermare la centralit\u00e0 dei valori universali del rispetto, della reciprocit\u00e0 e della dignit\u00e0 di fronte alla vita, al mondo ed alla storia<\/strong>.<\/p>\n<p>\u00c8 allora il caso di fare esplicito riferimento ad un <strong><em>Manifesto per la Difesa della Specie Umana<\/em><\/strong> dal momento che \u00e8 proprio la nostra identit\u00e0 che \u00e8 in gioco in questo momento storico.<\/p>\n<ul>\n<li><strong>L\u2019Uomo \u00e8 Causa e Fine di se stesso<\/strong>, di ogni suo agire, di ogni progetto. In nessun caso pu\u00f2 manipolare altri suoi simili come oggetti alienati dalla comune identit\u00e0 di unica specie e razza.<\/li>\n<li><strong>L\u2019Uomo \u00e8 stato ed \u00e8 oggetto di Evoluzione<\/strong> nel miglioramento delle proprie condizioni di vita e della durata della sua esistenza, ma ci\u00f2 si accorda con la naturale propensione al <strong>benessere<\/strong> che \u00e8 la regola di ogni forma di esistenza sul pianeta. In nessun caso pu\u00f2 ottenere giovamento se si discosta nel suo agire in modo strutturale e definitivo dal contesto armonico della complessit\u00e0 olistica che definisce su questo pianeta l\u2019identit\u00e0 di ciascun essere, animato o inanimato, <strong>nell\u2019unico Sistema di Interazione Naturale<\/strong>.<\/li>\n<li><strong>L\u2019Uomo si evolve<\/strong> nel generale contesto naturale ponendosi come metodo la<strong> conoscenza<\/strong> approfondita dei processi di natura fisica, biologica e interattiva, in modo da non essere solo oggetto come prodotto del contesto ambientale terrestre, ma anche conoscitore e <strong>custode<\/strong> della macchina biofisica da cui \u00e8 nato, ben consapevole che nessun altro \u201cmiglioramento\u201d alla <strong>Natura<\/strong> \u00e8 possibile senza mettere a repentaglio la propria stessa esistenza.<\/li>\n<li><strong>Il Soggetto Umano vive della duplice identit\u00e0 di \u201csoggetto\u201d<\/strong> sottoposto alle regole di natura e al tempo stesso <strong>di \u201cSoggetto\u201d sovrano <\/strong>e consapevole di poter interagire con efficacia nel contesto unico bio-fisico e gravitazionale a cui appartiene e senza il quale sarebbe privo di identit\u00e0 in quanto tale.<\/li>\n<li><strong>L\u2019Uomo ha operato<\/strong> <strong>ed opera<\/strong> in deroga alle naturali leggi ambientali che lo hanno generato, ma solo al fine di evidenziare e di <strong>rappresentare<\/strong> <strong>in proiezione tecnologica ed oggettuale<\/strong> i processi produttivi ed energetici che sono alla base della riproduzione e dell\u2019esistenza stessa della vita. Ogni rappresentazione in proiezione tecnologica ed oggettuale \u2013 che noi chiamiamo <strong>Scienza<\/strong> \u2013 non pu\u00f2 che avere <strong>carattere transitorio e controllato<\/strong> in proporzione agli effetti di disordine e di inquinamento che necessariamente produce in quanto deroga provvisoria al contesto di compatibilit\u00e0 e sostenibilit\u00e0 ambientale. Non potremo dunque continuare a produrre motori endotermici o armi nucleari senza progettare anche il loro totale superamento in favore di tecnologie compatibili, pena la distruzione di noi stessi e del Sistema di Interazione Naturale.<\/li>\n<li><strong>L\u2019obiettivo ultimo \u00e8 quello di sviluppare una vera scienza del sapere<\/strong> cos\u00ec evoluta da ripristinare<strong> l\u2019equilibrio<\/strong> unico a cui il <strong>pianeta<\/strong> \u00e8 destinato per propria natura, pur garantendo un reale ruolo di centralit\u00e0 e di benessere evolutivo per l\u2019essere umano, anche in riferimento agli sviluppi conoscitivi verso altri pianeti nell\u2019esplorazione spaziale.<\/li>\n<li>Per quest\u2019ultimo fine, l\u2019esplorazione spaziale, su cu si fa tanta retorica nella manipolazione mediatica, va ricordato che <strong>nessun<\/strong> proposito, <strong>progetto<\/strong> o ideazione umana possono conservare un <strong>senso logico o scientifico<\/strong> o semplicemente immaginativo se <strong>staccati<\/strong> dal contesto armonico della complessit\u00e0 olistica che definisce su questo <strong>pianeta<\/strong> l\u2019identit\u00e0 di ciascun essere, animato o inanimato, <strong>nell\u2019unico Sistema di Interazione Naturale terrestre<\/strong>. In altre parole \u00e8 evidente, ma altrettanto trascurato il fatto che <strong>nello spazio finisce <\/strong>in modo definitivo e irreversibile ogni concetto di <strong>identit\u00e0 umana<\/strong> in quanto tale proprio perch\u00e9 <strong>inscindibile dall\u2019identit\u00e0 terrestre<\/strong>.<\/li>\n<li><strong>L\u2019Uomo non \u00e8 un OGM,<\/strong> <strong>ossia non \u00e8 in alcun caso modificabile geneticamente<\/strong> per scopi commerciali, adattativi, funzionali, di implementazione cibernetica, per pi\u00f9 realistiche finalit\u00e0 di controllo e asservimento, di manipolazione per falsi miti di \u201cmiglioramento\u201d della specie attraverso <strong>la psicosi del Creazionismo di \u201cnuove razze\u201d<\/strong> <strong>con funzionalit\u00e0 accresciute di tipo autistico, telepatiche o capaci di performances interattive <\/strong>nei progetti di \u201cIntelligence of Things\u201d gi\u00e0 in fase attuativa nei progetti commerciali di telefonia 5G ad opera delle maggiori potenze di comando cinesi ed occidentali.<\/li>\n<li>Ancor pi\u00f9 gravi e condannabili come <strong>azioni criminal<\/strong>i sono la messa in opera di stati di crisi, di <strong>pandemie procurate<\/strong> con la creazione di virus in laboratori militari, con strategie di <strong>impoverimento prodotto<\/strong>, di <strong>terrorismo mediatico e sociale<\/strong>, di <strong>pianificazione di stati di nevrotizzazione sociale<\/strong>, di <strong>sterilizzazione indotta<\/strong>, di g<strong>uerre e omicidi politici<\/strong>, di <strong>medicalizzazione forzata<\/strong> e di t<strong>racciamento telematico<\/strong> obbligato per gli individui attuando di fatto <strong>l\u2019abolizione di ogni sovranit\u00e0 politica, territoriale e biologica allo scopo di imporre un Nuovo Ordine Mondiale<\/strong> come soluzione obbligata in alternativa ad un \u201cpericolo maggiore\u201d da questo stesso potere programmato.<\/li>\n<li><strong>Devono essere affrontate le problematiche<\/strong> <strong>di sovrappopolazione, di ripristino degli equilibri compromessi del pianeta a causa di un industrialismo commerciale esasperato<\/strong> e finalizzato solo a scopi di <strong>profitto<\/strong> e di potere a vantaggio di una esigua popolazione di <strong>oligarchi<\/strong>, ma <strong>a scapito dell\u2019intero Sistema di Interazione Naturale terrestre<\/strong>. Questo obiettivo \u00e8 facilmente condivisibile da chiunque abbia un normale livello di comprensione e di rispetto dei principi fondamentali della dignit\u00e0 umana e pu\u00f2 essere attuato <strong>garantendo una superiore qualit\u00e0 dell\u2019esistenza per tutti<\/strong>, grazie allo sviluppo di tecnologie compatibili che andrebbero implementate tenendo conto che le risorse terrestri sono in grado di soddisfare i bisogni umani a patto di non essere asservite ad uno <strong>sfruttamento folle sul principio di uno \u201csviluppo illimitato\u201d ai soli fini di dominio e di profitto<\/strong>, come \u00e8 stato fatto impunemente fino ad ora. Basti solo pensare che i due terzi del pianeta costituiti dal mare sono ancora frontiere non utilizzate a dispetto dei programmi faraonici e improbabili di colonizzazione spaziale.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Queste considerazioni avrebbero dovuto fornire uno standard di qualit\u00e0 culturalmente acquisito, una base di riferimento logica elementare su cui sviluppare <strong>le infinite progettualit\u00e0 di crescita della civilt\u00e0 umana e terrestre<\/strong>. Gli sviluppi geopolitici e sociali su scala planetaria purtroppo registrano da tempo ben altri scenari. Qualunque siano le motivazioni a pretesto indotte dagli enti della pianificazione mondiale nei <strong>centri di potere multinazionali<\/strong>, resta evidente la loro <strong>assoluta incompatibilit\u00e0 con le esigenze reali di sopravvivenza dell\u2019uomo nel suo contesto ambientale<\/strong>. Di fronte alla sempre crescente<strong> egemonia manipolatrice dei mezzi di informazione<\/strong> <strong>urge l\u2019aggregazione delle persone pi\u00f9 consapevoli intorno ad un appello di salvaguardia della specie<\/strong> perch\u00e9 \u00e8 di questo livello radicale la natura della posta in gioco nell\u2019attuale sviluppo della specie umana.______<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-168145\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/104592568_2628359440816927_5799363706846225007_n.jpg\" alt=\"\" width=\"960\" height=\"594\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/104592568_2628359440816927_5799363706846225007_n.jpg 960w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/104592568_2628359440816927_5799363706846225007_n-300x186.jpg 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/104592568_2628359440816927_5799363706846225007_n-768x475.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/p>\n<p><strong>* Sergio Martella<\/strong>, 64 anni, di Magione, in provincia di Perugia, psicologo psicoterapeuta, gi\u00e0 docente di Psicologia Clinica presso la Facolt\u00e0 di Medicina e Chirurgia dell\u2019Universit\u00e0 di Padova, \u00e8 autore di saggi di psicologia analitica, e di pubblicazioni scientifiche in ambito sanitario e sociale. Attualmente svolge attivit\u00e0 clinica a Lecce ed a Padova.<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2020\/06\/17\/lintervento-manifesto-per-la-tutela-della-specie-umana\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2020\/06\/17\/lintervento-manifesto-per-la-tutela-della-specie-umana\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Sergio Martella * ( psicologo psicoterapeuta)______(nella foto di copertina:\u00a0Harrison Ford\u00a0and\u00a0Edward James Olmos nel film &#8220;Blade Runner&#8221; di Ridley Scott)______ Ben sappiamo come l\u2019informazione sia lo specchio necessario per fornire quel feedback della coscienza collettiva indispensabile per il singolo individuo nell\u2019orientamento del suo bisogno umano di essere e di capire ed ancor pi\u00f9 importante per [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":168146,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[31,76],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/168144"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=168144"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/168144\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":168151,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/168144\/revisions\/168151"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/168146"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=168144"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=168144"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=168144"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}