{"id":171749,"date":"2020-09-05T14:14:12","date_gmt":"2020-09-05T12:14:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=171749"},"modified":"2020-09-05T14:14:12","modified_gmt":"2020-09-05T12:14:12","slug":"leccecronache-tito-schipa-e-i-monopattini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2020\/09\/05\/leccecronache-tito-schipa-e-i-monopattini\/","title":{"rendered":"LECCECRONACHE \/ TITO SCHIPA E I MONOPATTINI"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-171750\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/117256051_1178897835804483_5456627530208112494_n.jpg\" alt=\"\" width=\"925\" height=\"653\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/117256051_1178897835804483_5456627530208112494_n.jpg 925w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/117256051_1178897835804483_5456627530208112494_n-300x212.jpg 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/117256051_1178897835804483_5456627530208112494_n-768x542.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 925px) 100vw, 925px\" \/>di <strong>Raffaele Polo<\/strong>______<\/p>\n<p>\u00c8 quasi mezzogiorno e sono in piazza Sant&#8217;Oronzo, a Lecce.<\/p>\n<p>Ormai, anche a quest&#8217;ora, il centro salentino ha tanti turisti; possiamo dire che, in piazza, ci sono pi\u00f9 &#8216;stranieri&#8217; che cittadini. Ed \u00e8 una cosa positiva, certamente. Ricordiamo la piazza semideserta, un po&#8217; di anni fa&#8230;.<\/p>\n<p>Oddio, non era male neppure allora, non c&#8217;era il Mc Donald e non sfrecciavano i monopattini elettrici.\u00a0 Ma lasciamo perdere e veniamo ad oggi, che mi siedo sui gradini del &#8216;Sedile&#8217;, dove c&#8217;\u00e8 ancora qualche posto libero, e protendo l&#8217;orecchio.<\/p>\n<p>S\u00ec, a mezzogiorno parte l&#8217;inconfondibile voce di Tito Schipa, oggi c&#8217;\u00e8 l&#8217;Ave Maria, chiudo gli occhi per un attimo, mi commuove sempre questo brano, ma li riapro subito, notando un po&#8217; di agitazione attorno a me.<\/p>\n<p>&#8216;Ma cus&#8217;\u00e8, sta roba?&#8217; sento in un borbottio maschile, sovrastato poi dalla squillante voce femminile che somiglia molto a quella della Melato nel film &#8216;Travolti da un insolito destino nell&#8217;azzurro mare d&#8217;agosto&#8217;, che dice: \u201cMa si sente male, non funzione l&#8217;audio, n\u00e9. Ma guarda te&#8230;\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>D&#8217;impulso, mi viene da redarguire severamente i due incauti spregiatori dellu Titu nesciu&#8230;Ma ci penso un po&#8217; e mi dico che non hanno tutti i torti.<\/p>\n<p>Noi lo sappiamo che, da tempo, la voce di Tito Schipa, a mezzogiorno, si libera per l&#8217;aere di Piazza Sant&#8217;Oronzo; ed \u00e8 una voce amica, \u00e8 la voce dei nostri ricordi.\u00a0Ma un turista, venuto a Lecce magari per quel turismo mordi e fuggi cos\u00ec di moda, come fa ad immaginare tutta la storia del tenore leccese e la sua &#8216;appartenenza&#8217; salentina?<\/p>\n<p>Ora, mi dico, possibile che nessuno della provvida amministrazione comunale abbia mai pensato di far precedere il brano musicale da una brevissima presentazione, come fanno alla Radio (una volta era la Filodiffusione&#8230;) che dicono nome cognome dell&#8217;interprete e titolo del brano? Magari aggiungendo che trattasi di registrazione degli anni Venti o Trenta, per giustificare i fruscii e la non perfetta sonorit\u00e0.\u00a0 Non \u00e8 difficile, credo, e farebbe comprendere a tutti cosa significa quel pezzo musicale che scandisce il mezzogiorno leccese.<\/p>\n<p>Insomma, siamo alle solite: \u00e8 come se ci nascondessimo, come se ci vergognassimo della nostra cultura, tanto da lasciarla l\u00e0, nell&#8217;anonimato.<\/p>\n<p>Oppure (e sarebbe peggio) pretendiamo che tutti, ma proprio tutti, sappiano chi era Tito Schipa e cosa cantava. Anche chi viene dalla Val Brembana (come direbbe il solerte &#8216;ghisa&#8217; milanese, davanti a Tot\u00f2 e Peppino) afferma subito, con sicumera: \u201cEcco un originale Tito Schipa, in una registrazione degli anni Quaranta, si tratta del brano &#8216;Quando ti lavi la faccia, al mattino&#8217;, ma \u00e8 cantata in dialetto leccese&#8221;. Ma \u00e8 solo un sogno, non ci lasciamo trasportare dalle manie di grandezza.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, non dico nulla, ai lombardi che si interrogano su quel che hanno sentito.<\/p>\n<p>Forse, in fin dei conti, ci sar\u00e0 una ragione per cui l&#8217;amministrazione vuole &#8216;nascondere&#8217; il nome di Tito Schipa. Magari non ha ancora individuato una voce che profferisca le indispensabili quattro-cinque parole, Pazienza, prima o poi ci arriveranno, adesso ci sono problemi pi\u00f9 importanti da risolvere&#8230;<\/p>\n<p>E guardo i monopattini che sfrecciano in tutte le direzioni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2020\/09\/05\/leccecronache-tito-schipa-e-i-monopattini\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2020\/09\/05\/leccecronache-tito-schipa-e-i-monopattini\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Raffaele Polo______ \u00c8 quasi mezzogiorno e sono in piazza Sant&#8217;Oronzo, a Lecce. 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