{"id":172442,"date":"2020-09-22T14:08:23","date_gmt":"2020-09-22T12:08:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=172442"},"modified":"2020-09-22T15:07:06","modified_gmt":"2020-09-22T13:07:06","slug":"lintervista-quando-la-danza-e-una-scelta-di-vita-per-i-diciotto-anni-della-new-ballet-a-leccecronaca-it-parla-la-coreografa-alessandra-semeraro-vi-racconto-il-mio-viaggio-artistico-magic","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2020\/09\/22\/lintervista-quando-la-danza-e-una-scelta-di-vita-per-i-diciotto-anni-della-new-ballet-a-leccecronaca-it-parla-la-coreografa-alessandra-semeraro-vi-racconto-il-mio-viaggio-artistico-magic\/","title":{"rendered":"L&#8217;INTERVISTA \/ QUANDO LA DANZA E&#8217; UNA SCELTA DI VITA. PER I DICIOTTO ANNI DELLA &#8216;NEW BALLET&#8217; A leccecronaca.it PARLA LA COREOGRAFA ALESSANDRA SEMERARO: &#8220;Vi racconto il mio viaggio artistico magico e continuo&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-large wp-image-172444\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/119850847_335159357913960_8922697060168070358_n-1024x1004.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"1004\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/119850847_335159357913960_8922697060168070358_n-1024x1004.jpg 1024w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/119850847_335159357913960_8922697060168070358_n-300x294.jpg 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/119850847_335159357913960_8922697060168070358_n-768x753.jpg 768w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/119850847_335159357913960_8922697060168070358_n-60x60.jpg 60w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/119850847_335159357913960_8922697060168070358_n.jpg 1079w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/>di <strong>Francesco Buja<\/strong>______<\/p>\n<p>Il 9 settembre <span style=\"color: #ff0000;\"><strong>Alessandra Semeraro<\/strong><\/span>, una delle luci salentine della danza, ha brindato alle diciotto candeline spente dalla sua compagnia di ballerine. La simbiosi con l\u2019arte di Tersicore, le allieve, le cure ricevute da Raffaele Paganini, il suo metodo afro in continua evoluzione, il ruolo di Cenerentola: a leccecronaca.it la coreografa di Monteroni di Lecce racconta se stessa e il spiega il successo della sua scuola.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In questi tempi di barbarie dilagante, di scarsa attenzione alle arti e a ci\u00f2 che nutre lo spirito, cosa ha fatto mantenere viva la \u201cNew Ballet\u201d addirittura per diciotto anni?<\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><em>\u00abL\u2019unione di un gruppo di persone che prima erano piccoline, poi son diventate donne. Non era facile. Sono stata brava a mantenere un equilibrio tra chi aveva pi\u00f9 capacit\u00e0 e chi sa fare meno bene una cosa. E le ragazze hanno saputo unirsi tra di loro con rispetto, che non \u00e8 sempre facile, perch\u00e9 stare insieme per molte ore porta a vedere l\u2019altro come \u00e8 nella vita privata e non pi\u00f9 solo come artista. Ci ha unito dividere la vita privata dall\u2019arte. Il segreto \u00e8 stato vedere queste arti non come qualcosa per diventare ricchi, perch\u00e9 io ho sempre visto la danza come qualcosa che mi faceva arricchire dentro\u00bb.<\/em><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00c8 innegabile per\u00f2 una forte domanda di danza&#8230;<\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><em>\u00abNel piacere di ballare c\u2019era altro, perch\u00e9 la danza ti chiede tanto, specialmente se la fai a certi livelli. Quindi le ragazze hanno poi iniziato a vederla come una scelta di vita, a cui dedicarsi completamente. E il bello \u00e8 che nonostante siano passati tanti anni le ragazze sono sempre pi\u00f9 motivate\u00bb.<\/em><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Lei ha inventato il metodo \u201cModern afro contaminato\u201d: in cosa consiste?<\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><em>\u00ab\u00c8 nato un po\u2019 di anni fa da una mia idea di creare un metodo di danza totalmente nuovo, perch\u00e9 spesso si chiedeva se nella mia scuola si adottassero metodi gi\u00e0 conosciuti e mi dava fastidio non essere cercata per qualcosa di mio. <\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><em>Io sono stata una bambina curiosa delle cose che nessuno faceva e infatti da piccola, avevo dieci anni, ho seguito un corso di danza afro con una bravissima insegnante ballerina che si chiama Regi Duarte. Eravamo in pochissime perch\u00e9 l\u2019idea di stravolgere totalmente gli schemi della danza classica spaventava. Ma \u00e8 stata una grande intuizione perch\u00e9 facendo quello ho capito che volevo inventare qualcosa. <\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><em>E allora ho creato il \u201cModern afro contaminato\u201d, che \u00e8 la mescolanza tra la danza moderna e quella africana. Contaminato perch\u00e9 questo metodo non si definisce solo in quel momento e per sempre, ma la contaminazione \u00e8 continua. Modern afro \u00e8 la base, ma la contaminazione deriva da qualsiasi cosa, magari anche da questa intervista. Adesso ci sto aggiungendo un po\u2019 di yoga\u00bb.<\/em><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00c8 stata casuale l\u2019incontro con la cultura africana?<\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><em>\u00abAll\u2019inizio \u00e8 stato casuale, ma ora nutro molta curiosit\u00e0, tant\u2019\u00e8 che mi sono rivolta a un\u2019associazione che organizza dei viaggi di gruppo in Africa per portare l\u2019arte. L\u2019afro \u00e8 proprio il contatto con la terra, col sole, con l\u2019 aria e col vento, quindi i bambini africani potrebbero insegnare a me il movimento delle mani e dei piedi nella terra. Mi chiamano \u201cla ballerina scalza\u201d, perch\u00e9 devo sentire il contatto col pavimento\u00bb.<\/em><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ha anche adottato il metodo Matt Mattox: ce lo illustra?<\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><em>\u00abHo conosciuto il maestro Mattox quando avevo undici anni in un collegio a Venezia, dove sono stata per qualche mese. Al mattino andavamo a scuola nella stessa struttura e al pomeriggio si studiava danza per sette, otto ore di fila. <\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><em>All\u2019inizio \u00e8 stata molto dura, ma ho accettato questa opportunit\u00e0 perch\u00e9 ho sempre creduto in una sorta di destino e ho voluto vedere dove mi avrebbe portato questa esperienza. Il maestro aveva una settantina di anni ma danzava come un ragazzo di venti e quando finivamo la lezione lui andava a fare footing. <\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><em>Il suo \u00e8 stato un metodo che mi ha insegnato la velocit\u00e0 del movimento e quella di elaborare pi\u00f9 passi contemporaneamente: le braccia facevano una cosa e le gambe ne facevano un\u2019altra. Partiva con un ritmo e poi lo accelerava sempre pi\u00f9, quindi noi dovevamo essere brave a coordinare braccia e gambe e credo di aver imparato a ballare grazie a lui\u00bb.<\/em><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Da dove trae ispirazione per creare le coreografie?<\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><em>\u00abIo prendo spunto dalle persone che si raccontano a me, a volte sono autobiografiche, altre volte no, anche perch\u00e9 un bravo artista deve sapersi immedesimare\u00bb.<\/em><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ha lavorato con Raffaele Paganini, Maurizio Nardi, Gaudin e, fra gli altri, con Palacios e De La Roche: chi le ha dato qualcosa in pi\u00f9?<\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><em>\u00abPaganini io lo chiamavo \u201cil mio pap\u00e0\u201d. Io ho un padre straordinario perch\u00e9 il primo a credere in me \u00e8 stato lui. Ma Paganini mi ha fatto da pap\u00e0 quando ero lontana da casa per la danza. E quando ho aperto la scuola \u00e8 stato il primo maestro che ho invitato e mio padre lo ringrazi\u00f2 per come era stato paterno con me. <\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><em>Andr\u00e9 De La Roche pure mi ha dato tantissimo. Quando veniva ospite della mia scuola non voleva andare in albergo, chiedeva un divano a casa mia per dormire, perch\u00e9 aveva sperimentato le difficolt\u00e0 di chi studia danza. <\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><em>Maurizio Nardi l\u2019ho conosciuto per il \u201cKey West\u00a0 modern dance\u201d, festival a Miami, per cui fui scelta come unica italiana nel 2012: con lui ho affrontato questo corso di formazione in Florida, in virt\u00f9 di una borsa di studio che non sapevo se accettare. Alla Fiera della danza a Firenze, infatti, seguii una lezione con questo maestro. Lui era calabrese, ma noi non lo sapevamo, ci chiese da dove venissimo e disse di voler far vedere cosa sforna il Sud e mi diede questa borsa di studio. Io non ci volevo andare, perch\u00e9 ero mamma da poco, avevo due bambini, il pi\u00f9 piccolo era di nove mesi, quindi dissi di questa opportunit\u00e0 solo a mio padre. E lui mi chiede: \u201cPensi che i tuoi figli vogliano una mamma infelice per aver rinunciato a un\u2019esperienza cos\u00ec importante?\u201d. Allora decisi di partire. <\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><em>Maurizio Nardi, artista dell\u2019American Ballet, aveva attuato il metodo preso da Martha Graham, che ho imparato e che mi ha aiutato poi per perfezionare il mio. Consiste nella contrazione del corpo e nel rilassarlo allo stesso tempo. Difficile, per\u00f2 ti d\u00e0 la coscienza di ci\u00f2 che sei e di quel che fai: inizi a sentire il corpo veramente mentre balli, non sei pi\u00f9 tu a sentire la musica, ma \u00e8 come se la musica uscisse dal tuo corpo\u00bb.<\/em><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Come definirebbe il suo viaggio artistico?<\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><em>\u00abFinora lo definirei \u201cmagico\u201d perch\u00e9 mi ha regalato delle cose a cui non ho saputo dare spiegazione. E sicuramente un viaggio \u201ccontinuo\u201d perch\u00e9 vedo ancora tanta strada davanti a me\u00bb.<\/em><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Carla Fracci non vuole essere ricordata quale icona della danza, ma come una donna forte che con la professionalit\u00e0 \u00e8 diventata un riferimento: lei invece a cosa aspira?<\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><em>\u00abLa capisco, perch\u00e9 quando le mi allieve dicono di voler diventare come me, questo mi fa molta rabbia. Ho detto: \u201cVoi non dovete aspirare a essere come un\u2019altra persona, per quanto la possiate ammirare\u201d. Non ho mai cercato di assomigliare a qualcuno: non guardo mai film sulla danza e non leggo mai libri autobiografici di chi danza, perch\u00e9 mi distrarrebbe da ci\u00f2 che voglio essere io. Miro a far danzare le ragazze in un certo modo e a far s\u00ec che dicano sempre \u201cgrazie\u201d per ogni cosa successa, perch\u00e9 nulla \u00e8 mai perso, ma ci lascia sempre qualcosa. <\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><em>Del resto, chi stabilisce chi \u00e8 l\u2019icona? Lo si \u00e8 in base alla fortuna di una persona di diventare pi\u00f9 famosa di altre? Ma a volte proprio quella che ha dato tanto non la conosce nessuno. Non \u00e8 un mito chi noi vediamo sulla bocca di tutti\u00bb.<\/em><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Giulietta, Giselle, Aurora, Isadora: quali di questi personaggi ha impersonato?<\/p>\n<p><em><span style=\"color: #ff0000;\">\u00abIsadora Duncan no, ma ne ho sempre parlato molto alle mie allieve, perch\u00e9 mi piaceva molto il fatto che lei avesse sconvolto delle regole. E comunque portato una trasformazione della danza, perch\u00e9 lei ha rivoluzionato nel modo di ballare e di vestire la danza. <\/span><\/em><\/p>\n<p><em><span style=\"color: #ff0000;\">All\u2019epoca<span style=\"color: #000000;\"> (tra la fine dell\u2019Ottocento e il primo Novecento; ndr)<\/span> fu uno shock, perch\u00e9 i suoi veli leggeri dei tut\u00f9 furono visti come un affronto a ci\u00f2 che si faceva nei balli di corte. L\u2019ho amata perch\u00e9 mi sono identificata in lei, perch\u00e9 amo stravolgere quello che \u00e8 visto come normale. <\/span><\/em><\/p>\n<p><em><span style=\"color: #ff0000;\">Invece ho interpretato Giulietta, Aurora, in spettacoli non solo\u00a0 miei. Non sempre \u00e8 facile sentirsi ci\u00f2 che si deve interpretare\u00bb<\/span><\/em>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Lei come si immedesima nelle donne che interpreta?<\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\">\u00ab<\/span><em><span style=\"color: #ff0000;\">Quando mi viene dato un ruolo non lo vedo solo per la danza, ma nella vita. Quindi inizio a sentirmi Giulietta nella vita di tutti i giorni. Mi faccio chiamare \u201cGiulietta\u201d o \u201cAurora\u201d, perch\u00e9 devo sentirmi quel personaggio gi\u00e0 tanto tempo prima dello spettacolo. Cerco di capire chi era, cosa faceva, dove voleva arrivare e io divento esattamente quella persona\u00bb.<\/span><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quale personaggio \u00e8 rimasto intrappolato in lei?<\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><em>\u00abA me \u00e8 rimasto il ruolo di Cenerentola. L\u2019ho interpretata nel 2006 a Lecce in chiave moderna. Si ribellava non grazie a un principe, ma grazie a se stessa. Lo spettacolo si chiamava \u201cLa rivolta di Cenerentola\u201d: lei si ribellava alla matrigna e alle sorelle sdoppiando la sua identit\u00e0, quindi diventava in dieci. Rappresentava la forza, la rivolta della donna. Fu talmente apprezzato che qualche mese dopo mi venne consegnato,\u00a0 in occasione de \u201cIl Sallentino\u201d, il premio per la migliore coreografia di una compagnia emergente. <\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><em>Ogni personaggio che interpreti non te lo togli pi\u00f9 di dosso, a volte lo vivo ad alta voce, la gente si sorprende. In Cenerentola ho identificato molto me stessa\u00bb.<\/em><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Lei ha studiato alla \u201cUnghery Ballet\u201d di Liegi, ha danzato in Spagna, a Budapest e in Atene, oltre che al Nord Italia, quali differenze ha riscontrato rispetto al Sud della nostra nazione?<\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><em>\u00abForse l\u2019unica differenza \u00e8 che al Nord e all\u2019estero c\u2019\u00e8 pi\u00f9 coscienza dell\u2019arte. Eppure, secondo me, l\u2019arte nasce al Sud. Per\u00f2 al Nord e all\u2019estero, ho notato, c\u2019\u00e8 pi\u00f9 riconoscimento di quest\u2019arte; qui invece \u00e8 quasi come se fosse scontata. L\u00ec ho sentito di pi\u00f9 l\u2019essere ballerina, l\u2019essere coreografa: viene riconosciuto come lavoro, anche se per noi \u00e8 qualcosa di pi\u00f9, \u00e8 la vita. Mentre al Sud, a volte mi chiedono cosa faccio nella vita oltre alla coreografa\u00bb.<\/em><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Due anni fa ha vinto il talent show \u201cBravissima\u201d di Sky: cosa pensi della danza in tv?<\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><em>\u00abNell\u2019esperienza televisiva non mi ci vedo, perch\u00e9 \u00e8 molto diversa da quella del teatro e delle piazze. Quello \u00e8 stato un talent fatto un po\u2019 per gioco, perch\u00e9 volevo vedere come un ballerino o un coreografo vivesse la televisione: \u00e8 molto diverso, per i tempi, gli obiettivi, le dinamiche. <\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><em>I tempi sono pi\u00f9 schematici e rigidi, invece in teatro ti puoi concedere la libert\u00e0 di essere un po\u2019 pi\u00f9 te stesso e lasciare spazio al sentimento. In televisione tutto \u00e8 stabilito, c\u2019\u00e8 poco di naturale\u00bb.<\/em><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E qual \u00e8 la differenza tra danzare in teatro e farlo in piazza?<\/p>\n<p><em><span style=\"color: #ff0000;\">\u00abQuando frequentavo ancora la scuola di danza, la mia insegnante era molto contraria alle piazze, diceva che togliessero la magia del teatro. Cio\u00e8 ti portavano a togliere quel distacco dal pubblico che serviva a prendere l\u2019energia dagli spettatori ma non tanto da compromettere la riuscita dello spettacolo. Negli anni ci siamo dovuti adeguare, in un contesto come il Sud, dove purtroppo a volte\u00a0 d\u00e0 pi\u00f9 sbocco una piazza che un teatro; quindi ho preso pi\u00f9 energia da un pubblico in piazza che da quello in teatro. <\/span><\/em><\/p>\n<p><em><span style=\"color: #ff0000;\">Il pubblico a volte va educato. La danza \u00e8 immediata, un\u2019arte che ti d\u00e0 subito il risultato: dalle piazze ho ricevuto il riscontro pi\u00f9 bello\u00bb.<\/span><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dunque quali soddisfazioni le danno le allieve?<\/p>\n<p>\u00ab<span style=\"color: #ff0000;\"><em>Le pi\u00f9 piccole mi danno una soddisfazione anche come mamma, perch\u00e9 riesco a spiegare loro con amorevolezza, ponendomi col loro linguaggio, al loro stesso livello, non tanto quindi da insegnante, ma stimolandole, come chiedono in continuazione i bambini di oggi. Devi essere veloce, ma far gustare le cose. Voglio essere ricordata da loro non per la foto scattata ma per lo sguardo che ha trasmesso qualcosa. <\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><em>Le altre mi danno la soddisfazione di aver compreso il mio lavoro quando mi fanno ancora tante lettere scritte a mano. A volte passano i pomeriggi a colorare i disegni. Allora l\u00ec capisco che il mio lavoro \u00e8 rimasto autentico. Per le pi\u00f9 grandi non sono solo la loro insegnante, ma la persona a cui si rivolgerebbero per prima se capitasse loro qualcosa\u00bb.<\/em><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E le pubbliche Istituzioni sono vicine alla danza?<\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><em>\u00abHo collaborato con una scuola francese che si chiama \u201cLes balladins\u201d, l\u2019insegnante di quella scuola mi aveva chiesto delle coreografie: mi \u00e8 rimasto impresso che a Parigi dessero il teatro e un ufficio per lavorare, invece qui da noi se vuoi aprire una scuola di danza devi avere le tue forze economiche. Non si d\u00e0 fiducia a chi \u00e8 nuovo del settore. E io\u00a0 senza mio padre, che di nascosto mi ha trovato e allestito il locale dove lavorare, non ce l\u2019avrei fatta\u00bb.<\/em><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2020\/09\/22\/lintervista-quando-la-danza-e-una-scelta-di-vita-per-i-diciotto-anni-della-new-ballet-a-leccecronaca-it-parla-la-coreografa-alessandra-semeraro-vi-racconto-il-mio-viaggio-artistico-magic\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2020\/09\/22\/lintervista-quando-la-danza-e-una-scelta-di-vita-per-i-diciotto-anni-della-new-ballet-a-leccecronaca-it-parla-la-coreografa-alessandra-semeraro-vi-racconto-il-mio-viaggio-artistico-magic\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Francesco Buja______ Il 9 settembre Alessandra Semeraro, una delle luci salentine della danza, ha brindato alle diciotto candeline spente dalla sua compagnia di ballerine. 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